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sabato 31 gennaio 2026
SNMN, puntata 33, 28 gennaio 2026
Zootropolis: mai dire mai!
Zootropolis è uno di quei film che, ogni volta che lo riguardo, mi lascia addosso qualcosa di buono. Da spettatrice appassionata, non lo vivo solo come un’animazione brillante e divertente, ma come una storia che parla dritto al cuore, senza fare la morale e senza risultare pesante.
Il messaggio che più mi colpisce è semplice e potentissimo: non mollare se credi nei tuoi sogni. Judy Hopps parte con un’idea chiara in testa e un mondo intero pronto a dirle che non è abbastanza, che “non si è mai fatto”, che certi ruoli non sono per lei. Eppure va avanti, sbaglia, cade, si rialza. Non perché sia perfetta, ma perché ci crede davvero. E questo, secondo me, è uno dei messaggi più onesti che un film possa dare.Accanto a lei c’è Nick Wilde, che rappresenta l’altra faccia della medaglia: chi smette di credere in se stesso perché etichettato, giudicato, incastrato in un ruolo che gli altri hanno deciso. Zootropolis racconta molto bene quanto sia facile arrendersi quando ti convincono che “tanto non cambierai mai”. Ma racconta anche che cambiare è possibile, sempre. Non all’improvviso, non senza fatica, ma passo dopo passo.
La cosa che amo di più è che il film non divide il mondo in buoni e cattivi assoluti. Tutti possono sbagliare, tutti possono crescere, tutti possono scegliere di diventare una versione migliore di sé. Ed è qui che Zootropolis diventa universale: non parla solo di animali, parla di noi, delle nostre paure, dei nostri limiti e della possibilità di superarli.
Alla fine resta addosso una sensazione bella: quella che, anche quando sembra tutto contro di noi, vale la pena continuare. Perché i sogni contano. Perché le persone possono cambiare. E perché, a volte, basta non mollare per scoprire di essere molto più forti di quanto pensavamo.
venerdì 30 gennaio 2026
Donald A. Wollheim: Il mistero di Saturno, n.70
Rabbino Small
giovedì 29 gennaio 2026
Welcome to Springville
Flavio Romeo
mercoledì 28 gennaio 2026
Alan Rawsthorne
- Allegro piacevole
- Allegro molto (uno scherzo)
- Adagio semplice (a volte indicato come "Intermezzo")
- Allegro (finale in forma di rondò)
Dashiell Hammett - Incendio doloso
Silvio Sosio: Mondo alla rovescia
martedì 27 gennaio 2026
Patrick Quentin: Enigma per Poppy
lunedì 26 gennaio 2026
Eden Phillpotts: Una voce dalle tenebre, n.70
domenica 25 gennaio 2026
Progressive Spin, puntata 32, 22 gennaio 2026
sabato 24 gennaio 2026
SNMN, puntata 32, 21 gennaio 2026
Antonio Marro - Cuore azzurro
Giovanni Sarpietro - La bomba al cioccolato
Antonio Rucci - Ogni giorno ti amerò
AoNeR - Non mollo
Alfred 'Baby' Miller and his orchestra of sinners - Red-Haired Woman
Bruce Sudano - Better Angels
AUT! - Metal Head
Emanuele Marchiori & Chiara Pomiato - Come si fa… amarsi ancora
RockTrain Slaves - My Friend
Ataraxic Void - Broken Shadow
Freja - Che ti devo dire
Van Gogh: l’uomo che ci insegna a restare vivi quando la vita fa male
Van Gogh non è un artista del passato. È un urlo che continua a vibrare dentro chi vive oggi. È una presenza inquieta, luminosa, imperfetta, che attraversa i secoli e arriva addosso come una verità impossibile da ignorare. Esistono pittori che mostrano il mondo. Lui mostrava ciò che il mondo fa all’anima. E questo, oggi più che mai, è un insegnamento bruciante.
In un’epoca che pretende lucidità, equilibrio, controllo costante, Van Gogh rappresenta esattamente il contrario: il diritto di tremare. Il diritto di sentire troppo. Il diritto di non riuscire a contenere la vita senza trasformarla in qualcosa. Ogni suo colore è un gesto di sopravvivenza. Non un’analisi, non una tecnica, ma un modo per non spegnersi. E chi vive nel presente, sommerso da pressioni invisibili, trova in questo qualcosa di sorprendentemente vicino.La modernità ci costringe a essere lisci, ordinati, performanti. Van Gogh ci ricorda che essere umani significa essere irregolari. Le sue pennellate non seguono una regola. Seguono un impulso.
Un battito interiore che non chiede il permesso a nessuno.
È questo il primo insegnamento che offre ai moderni: non attenuare ciò che senti solo perché fa paura agli altri. La verità interiore, anche quando è scomoda, è più forte di qualsiasi maschera.
C’è poi la questione del dolore. Non lo ha mai nascosto, né addolcito.
Lo ha guardato in faccia.
Lo ha trasformato.
Oggi tutti cercano di cancellarlo, di coprirlo, di renderlo invisibile per non disturbare.
Questo è il secondo insegnamento: il dolore non deve essere negato per sparire. Deve essere ascoltato per cambiare forma.
C’è poi la sua ostinazione. Non quella del successo. La sua era ostinazione al vivere.
Continuava a creare anche quando era stremato, anche quando nessuno capiva, anche quando il mondo sembrava voltarsi dall’altra parte. Non per ambizione. Per necessità. Era l’unico modo che aveva per restare saldo, per non frantumarsi. In un’epoca come la nostra, dove tutto deve essere approvato, misurato, monetizzato, lui insegna che creare serve prima di tutto a restare vivi. A respirare. A trovare un posto dentro se stessi quando fuori tutto è confuso.
Questo è il terzo insegnamento: la creazione non è un risultato. È una difesa.
E infine, il suo modo di vedere.
Van Gogh guardava oltre la superficie anche quando la superficie era sufficiente per tutti.
Vedeva la luce dentro ciò che gli altri consideravano comune.
Vedeva il movimento dietro ogni cosa immobile.
Vedeva la possibilità dove gli altri vedevano la fine.
È un invito diretto a coloro , che spesso non vedono più nulla davvero: rallentare, ascoltare, lasciarsi toccare da ciò che si ha davanti, anche quando è piccolo, anche quando è imperfetto.
Questo è l’ultimo insegnamento: la meraviglia non scompare.Siamo noi che smettiamo di guardarla.
Van Gogh non è il passato. È un compagno silenzioso del presente.
venerdì 23 gennaio 2026
Vargo Statten: L'oro viene dal cielo, n.69
Slim Callaghan
giovedì 22 gennaio 2026
Il commissario Spada
Alberto Pancorbo
Pancorbo è nato a Soria, in Spagna, il 18 aprile 1956. Ha iniziato a dipingere giovanissimo nella sua città natale, trasferendosi a Barcellona all'età di 18 anni con l'unico scopo di dedicarsi alla pittura.
Nel 1980, è diventato artista esclusivo presso la Sala Gaudí (Barcellona), che ha esposto i suoi dipinti per la prima volta alla Fiera Internazionale d'Arte di Basilea (Svizzera). In seguito ha iniziato a esporre in diverse città in Spagna e all'estero, vincendo diversi premi in concorsi d'arte. Nel 1985, ha tenuto la sua prima mostra a Madrid ed è stato insignito del titolo di Artista Rivelazione dell'Anno dalla rivista madrilena Correo del Arte.
Il primo libro sulla pittura di Pancorbo è stato pubblicato a Barcellona nel 1986. Si è poi stabilito a Bogotà, in Colombia, dove ha iniziato a tenere numerose mostre, anche negli Stati Uniti, in Messico e in altri paesi delle Americhe. Ha partecipato a numerose fiere d'arte e aste, come Sotheby's (New York).
Nel 1994 è stato pubblicato il libro Pancorbo (Labirinti dell'Anima), che raccoglie un'ampia selezione dei suoi dipinti. È inoltre presente in diversi libri sull'arte realista e in altre pubblicazioni.
Le sue opere si trovano in diverse collezioni in America e in Europa. Nel 1998 si è trasferito a Miami, dove attualmente risiede e dove ha tenuto numerose mostre dal 1990.
La padronanza tecnica di Pancorbo si basa su un'educazione artistica tradizionale, un metodo di formazione che infonde disciplina e una comprensione completa della pittura. Grazie a questa conoscenza e a uno straordinario talento per la pittura, Pancorbo ha creato un suo stile originale e personale, indipendente dalla formalità della tradizione accademica.
mercoledì 21 gennaio 2026
Liana Alexandra Septefrati
(Bucarest 27 May 1947 – 10 January 2011)
Silvio Sosio: Correzione
martedì 20 gennaio 2026
Agatha Christie: Il mistero della scatola cinese
lunedì 19 gennaio 2026
Edgar Wallace: Un dramma in riviera, n.69
domenica 18 gennaio 2026
Progressive Spin, puntata 31, 15 gennaio 2026
sabato 17 gennaio 2026
SNMN, puntata 31, 14 gennaio 2026
4BAK - La Nostra Città
Pimples Marmalade - La Tua Mamma è Una Stronza
Epigrafi - Metempsicosis
Magazzini Musicali - Polonia
Luisiana - Mastice
Kukla - Come ti conosco
Meganoidi - Sulla Vetta
Rykën - Living for Tonight
Freja - Decidere Adesso
Seasonal Cosmic Ambassadors - Red Light
Effenberg - Cane fratello
Mau y Ricky & Kapo - Te Quiero
Serena Schintu - Come scintille
2 Broke Girls: la serie che trasforma il “partire da zero” in una forza
2 Broke Girls è una di quelle serie che non guardi solo per ridere, ma per ritrovare un ritmo quando la vita si inceppa. Ambientata a Brooklyn, ruota attorno a due ragazze che non potrebbero essere più diverse ma che condividono la stessa condizione: soldi quasi inesistenti e un sogno che vale molto più di qualsiasi conto in banca.
Max è cresciuta nella mancanza, abituata a cavarsela da sola con sarcasmo e lucidità brutale. Caroline viene da una vita agiata crollata da un giorno all’altro. La loro unione non nasce da compatibilità perfetta, ma dalla necessità. E proprio questa necessità diventa una lente potentissima: mostra cosa significa vivere con poco senza rinunciare a una visione personale del futuro.
La serie non idealizza la povertà e non la trasforma in una favola. La rappresenta per quello che è: faticosa, imprevedibile, spesso ingiusta. Ma mostra anche l’altro lato, quello che raramente compare nelle sitcom tradizionali. Essere al verde non impedisce di costruire un legame solido, trovare un progetto da inseguire o concedersi momenti di vera leggerezza. Max e Caroline vivono a colpi di turni massacranti, lavori aggiuntivi, conti che non tornano mai e imprevisti continui. Eppure mantengono una dignità ferrea e una sorprendente capacità di reinventarsi.
Questo equilibrio tra crudo realismo e comicità tagliente è ciò che rende “2 Broke Girls” una comfort series unica. Non consola con illusioni, consola con riconoscimento. Molti spettatori si ritrovano nella fatica quotidiana, nel provare a tenere insieme sogni e necessità, nella ricerca di una piccola vittoria personale dentro giornate difficili. La serie non parla di vite perfette: parla di sopravvivenza intelligente, resilienza e amicizie che diventano una seconda pelle.
Ogni episodio è costruito come un piccolo capitolo di lotta e resistenza. Il diner diventa un microcosmo dove persone completamente diverse si muovono come pezzi di un meccanismo assurdo ma funzionante. Le dinamiche tra i personaggi secondari colorano la storia senza cadere in banalità: ognuno contribuisce a dare profondità al mondo di Max e Caroline, rendendo credibile quella realtà di periferia economica e sociale.
Uno degli aspetti più potenti della serie è il modo in cui valorizza il “poco”. Avere pochi soldi non equivale ad avere poca vita. La serie ribalta una percezione comune e mostra che si può godere di ciò che si ha, trovare bellezza in una routine incasinata, costruire qualcosa di significativo un passo alla volta. Max e Caroline dimostrano che la mancanza non definisce il valore di una persona, ma può diventare carburante per un progetto personale.
Questo è il motivo per cui la serie è così amata da chi parte da zero. Non si limita a raccontare una storia: offre un modello di resistenza quotidiana, fatto di ironia, determinazione e scelte difficili. È una serie che accompagna, che tiene compagnia nei momenti in cui ci si sente chiusi in casa, bloccati o con poche risorse. E proprio per questo diventa una comfort series profonda: parla a chi sa cosa significa ricominciare senza supporto, a chi vive di piccoli passi, a chi deve inventarsi ogni giorno una strada nuova.
2 Broke Girls rimane una delle rappresentazioni più efficaci della vita reale sotto forma di commedia. Non edulcora, non compatta le difficoltà, ma le attraversa con spirito, intelligenza e un’energia che contagia. È un promemoria costante che avere poco non significa essere meno, e che i sogni, sebbene complicati, non smettono mai di valere.
venerdì 16 gennaio 2026
Jerry Sohl: Vampiri della notte, n.68
















