mercoledì 28 gennaio 2026

Alan Rawsthorne


Alan Rawsthorne nacque il 2 maggio 1905 a Haslingden, nel Lancashire. Trascorse un periodo di formazione come dentista e solo poco più che ventenne si dedicò seriamente alla musica. Entrò poi al Royal Manchester College of Music, studiando pianoforte, composizione e violoncello. Nel 1930 si recò all'estero e continuò gli studi, tra cui pianoforte con Egon Petri. Al suo ritorno in Inghilterra insegnò dal 1932 al 1934 alla Dartington Hall, scrivendo musica per la School of Dance-Mime. Si stabilì a Londra nel 1935 e tre anni dopo ottenne il riconoscimento internazionale con l'esecuzione del suo Tema e Variazioni per due violini al London Festival dell'International Society for Contemporary Music. La stessa Society, proprio allo scoppio della guerra, presentò i suoi Studi Sinfonici al Warsaw Festival, un'opera che in seguito si conquistò un posto fisso nel repertorio orchestrale.

Dopo la guerra, durante la quale Rawsthorne prestò servizio nell'esercito, dedicò gran parte del suo tempo alla composizione e, sebbene non fosse un compositore prolifico, la sua produzione fu considerevole. Tra le sue composizioni del dopoguerra si distinguono i due concerti per violino; il Concerto per violoncello, commissionato dalla Royal Philharmonic Society; il Secondo Concerto per pianoforte - probabilmente la più popolare tra le sue opere principali - tre sinfonie; il secondo e il terzo quartetto per archi; le sonate per violino e pianoforte e per violoncello e pianoforte; il Quintetto per pianoforte e fiati; il Quintetto per pianoforte e archi; e la Ballata per pianoforte scritta per John Ogden. Compose anche molta musica di scena per il teatro e il cinema, nonché un balletto per il Covent Garden, Madame Chrysanthème.

Rawsthorne fu insignito del titolo di Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico (CBE) nel 1961 e gli fu conferita la Laurea Honoris Causa in Musica dalle Università di Liverpool, Essex e Belfast. Morì a Cambridge il 24 luglio 1971, ma la sua musica elegante e di splendida fattura continua a essere apprezzata sia dagli esecutori che dagli ascoltatori. Esiste una Rawsthorne Society attiva che diffonde informazioni sul compositore e ne incoraggia le registrazioni.

Nel 2007 il Rawsthorne Trust commissionò a Edward Harper la riorchestrazione dell'opera di Rawsthorne del Kublai Khan di Coleridge. La partitura e parti del lavoro corale, originariamente commissionate dalla BBC, andarono distrutte durante il bombardamento dell'appartamento di Rawsthorne nel 1940. La prima esecuzione dell'opera appena ricostruita ebbe luogo alla Bridgewater Hall di Manchester nel marzo 2008.


Il Concerto per pianoforte n. 2 è una composizione commissionata dall'Arts Council of Great Britain per il Festival of Britain del 1951. È un'opera molto apprezzata per il suo lirismo, la sua accessibilità e la sua solida fattura, pur mantenendo una certa ambiguità tonale tipica dello stile del compositore. 
 
Composto nel 1951, il concerto fu eseguito in prima assoluta il 17 giugno dello stesso anno nella neonata Royal Festival Hall, con Clifford Curzon al pianoforte e la London Symphony Orchestra diretta da Sir Malcolm Sargent.

Si articola in quattro movimenti, una forma inusuale che si discosta dalla tradizionale struttura in tre movimenti:
  • Allegro piacevole
  • Allegro molto (uno scherzo)
  • Adagio semplice (a volte indicato come "Intermezzo")
  • Allegro (finale in forma di rondò)
La musica è caratterizzata da una fluidità armonica, chiarezza e ingegnosità. Il compositore stesso ha descritto il terzo movimento come dotato di quel "carattere nostalgico" che non era apprezzato dall'intellighenzia musicale del tempo. Il finale, con il suo tema orecchiabile e danzante (una sorta di rumba), è stato descritto come un pezzo capace di entusiasmare il pubblico. 

L'opera fu un successo fin da subito e ottenne esecuzioni a livello internazionale. Critici e musicisti hanno elogiato la scrittura pianistica idiomatica e brillante di Rawsthorne, che sfrutta appieno le risorse sia del solista che dell'orchestra. È considerata una delle opere più riuscite del compositore britannico. 

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