martedì 3 novembre 2026

Jan Křtitel Václav Kalivoda


Jan Křtitel Václav Kalivoda (in tedesco Johann Baptist Wenzel Kalliwoda) (Praga, 21 febbraio 1801 – Karlsruhe, 3 dicembre 1866) è stato un compositore, violinista e direttore d'orchestra ceco.

Studiò violino con F. W. Pixis e composizione con D. Weber nel conservatorio di Praga dal 1811 al 1817, ottenendo nel 1815 una borsa di studio come miglior allievo. Completati gli studi divenne membro dell'orchestra dell'opera della sua città (1817-1823), ove fece rappresentare opere di Mozart, Cherubini e Rossini. Nel 1822 divenne direttore dell'orchestra privata del principe Fürstenberg a Donaueschingen, invitando altri famosi esecutori del tempo fra cui Schumann, Liszt e Thalberg; al tempo stesso effettuò molte tournée in Europa, specie a Linz e Monaco di Baviera, come solista di violino. Nel 1858 si esibì per l'ultima volta a Praga, sua città natale, e nel 1866 si ritirò a Karlsruhe, ove morì lo stesso anno, dedicandosi ad attività didattica.

Come compositore raggiunse una certa notorietà in Germania. Robert Schumann usò parole di ammirazione per la sua Quinta Sinfonia (1840): lo stesso compositore sassone d'altronde nel terzo movimento della sua Quarta Sinfonia (1841, ma riveduta nel 1851) citò quasi letteralmente il Minuetto della Prima Sinfonia op.7 (1824) di Kalliwoda.


La Sinfonia n. 3 in Re minore, Op. 32 è una delle opere orchestrali più significative del compositore e violinista boemo Jan Křtitel Václav Kalliwoda (noto anche con il nome tedesco Johann Wenzel Kalliwoda). Composta nel 1830 e pubblicata nel 1832, questa sinfonia rappresenta perfettamente il passaggio tra il Classicismo e il primo Romanticismo tedesco, guadagnandosi all'epoca l'ammirazione di importanti contemporanei come Robert Schumann.

La sinfonia è strutturata nei classici quattro movimenti:
I. Adagio molto - Allegro non troppo, con energia. Apre con un'introduzione lenta, profonda e drammatica che sfocia in un Allegro energico, caratterizzato da forti contrasti dinamici e una spinta ritmica vigorosa.

II. Poco Adagio, con espressione. Il movimento lento si distingue per il suo carattere lirico ed elegiaco, tipico della sensibilità romantica dell'epoca, mettendo in luce l'abilità di Kalliwoda nella scrittura cantabile per i fiati.

III. Menuetto. Allegretto, marcato molto - Trio. Presto, con leggerezza. Un minuetto dal ritmo fortemente scandito e quasi fiero, che contrappone la sua severità alla brillantezza e alla rapidità "leggera" della sezione centrale del Trio.

IV. Rondo. Allegro agitato. Il finale è un rondò travolgente e tempestoso, ricco di tensione drammatica e virtuosismo orchestrale, che chiude l'opera con grande intensità


sabato 31 ottobre 2026

Terrorismo

Tratto dalla raccolta Capsicum, nella sezione Malvagità, scritta nel 2020. In questa poesia ho immaginato un terrorista che fa una strage in una piazza. Lo ritengo un atto di pura vigliaccheria ma allo stesso tempo di enorme coraggio. La forza della fede può rendere l'uomo un invasato e fargli fare cose contro natura.




Mani in tasca
Volto basso
Occhi spenti

Un uomo solo
In mezzo alla folla
Riluce una lama

Nessuno ci fa caso
la solleva
si perfora l'addome

L'uomo urla
si accascia al suolo
in una pozza di sangue

La folla lo circonda
La folla lo guarda

Sorride mentre
apre la giacca

Ora la folla urla
mentre lui tira la leva

BUM

La pozza è un lago
Il lago è fango
Il fango è carne infedele... 

 

venerdì 30 ottobre 2026

Progressive Spin, puntata 57, 29 ottobre 2026



The Bardic Depths - Islands
Castle Mountain Moon - Valley of the Deep
The Tangent - Was
Riffstone - Virgo




Savino Varazzani - Un piccolo grande amore, 1915










giovedì 29 ottobre 2026

SNMN, puntata 57, 28 ottobre 2026



OnlyFuzz - Speak To The Manager
SKW - LIGHT
Tales of Oneira - Paralyzed
Heavy-Co.Co. - Amara Galera
Rosewood - up!
Marco Catch - Ci Spero Sempre
AnnoZzero - Vera
Edamame - Alla Sera, Nascono Le Idee
Aperegina - Bluatmosfera
The Austen - All I Need
The Ashes - Purgatory
Poveragiulia - Golia
Alberto Baldo - Metà per me
Flashback Of Anger - Streaming Madness
Remedy - Un Giorno In Più
Kardon - Destroyer




mercoledì 28 ottobre 2026

Raylyn Moore - Popolazione zero


Quello che era successo a Big Sur si ripeté a Monterey. Per quanto Touhy percorresse Cannery Row da un capo all’altro, rivoltando praticamente i sassi, non riuscì a trovare nessuno di sua conoscenza. Strano, perché lui conosceva tutti. Cioè, tutti quelli che seguivano la Strada.
Non che non incontrasse dei tipi fuori del comune. Qualcuno aveva i calzini appaiati e fumava tabacco puro nella pipa, strascicando i piedi accanto alla sua vecchia con rossetto madreperlaceo e bigodini di plastica sotto una sciarpa di seta. Altri erano motociclisti in casco fluorescente antiurto, altri ancora erano freaks della domenica a piedi scalzi e jeans malandati che lumavano lo Spettacolo con occhi sbiaditi dalle spesse lenti che portavano per tutta la settimana, in ufficio.
E cacciatori di teste pressoché a tutti gli angoli, alcuni in borghese, altri con quella loro ridicola divisa. Guardavano con finta indifferenza i piedi nudi di Touhy, e dormivano in salopette, e si erano lavati barba e capelli per l’ultima volta sotto il Ponte del Bixbee Creek (senza poter finire a causa dell’improvvisa calata dei poliziotti.)
Era piena estate, ma il vento ostile che soffiava dalla baia gli penetrava attraverso la giacca a vento. Notò che un negozio d’abiti fatti dove era entrato l’ultima volta che era stato lì, adesso aveva ceduto il posto alla Polleria Delizia e che la pittura psichedelica sulla caldaia della vecchia fabbrica di conserve di fronte al ristorante Oz cominciava a scrostarsi. Anche sulle auto spiccavano le scritte “Abbasso l’erba” e “Buona giornata” e “Sostenete il candidato locale”.
Decise di andarsene, e alla periferia scroccò un passaggio a un tale che arrivava solo fino a Ord (dove, quanto tempo fa?, il Giorno delle “Farse” Armate erano stati a migliaia, forti del loro numero, con Incidenti, e Arresti, e Pestaggi, ma tutto per niente, perché niente era cambiato se non in peggio, con altre guerricciole in corso, leggi più severe per il servizio militare obbligatorio, e la gente negli uffici al cui confronto i reazionari di ieri parevano dei fricchettoni radicali), ma adesso la nebbia si dissolse al vento e lui ritrovò un pizzico dell’antica fortuna. Perché più avanti, ai margini della strada, vide tre che conosceva, in attesa come lui di uno strappo. Come lui, avevano smesso di lottare, prendevano quello che veniva e andavano dove li portava la strada. Haila e Carma e Rass.
Insieme, col pollice rivolto a nord, arrivarono a Sausalito dove ascoltarono brutta musica al vibrafono, trascorsero una nottata sulla spiaggia a Mandocino, dove Carma, in un gabbiano che galleggiava sull’acqua, aveva letto un chiaro segno che dovevano fermarsi lì, non andare oltre. Ma anche lì non c’era nessuno, mentre un anno prima, d’estate, avevano dormito in centinaia su quella stessa spiaggia, e si

Il dottor Faust

 

"Il Dottor Faust" sceneggiato da Federico Pedrocchi è una pietra miliare del fumetto italiano. Pubblicata a partire dal 1939, è la prima trasposizione a fumetti della leggendaria opera.

Realizzata originariamente nel 1939 per il settimanale L'Audace (disegni di Gustavo Rosso/Gustavino), la saga è celebre soprattutto per i successivi episodi (1941-1942) disegnati da Rino Albertarelli, pubblicati sul giornale Topolino e poi negli storici Albi d'Oro.


Un cadavere in farmacia, a Modena, e un becchino che sa il fatto suo



In farmacia ci andiamo per comprare un medicinale, chiedere un consiglio o ritirare qualcosa che il medico ci ha prescritto. Conosciamo gli scaffali, il bancone, magari anche la persona che ci serve da anni. È uno di quei luoghi che fanno parte delle nostre abitudini e ai quali difficilmente associamo qualcosa di minaccioso. Eppure, se ci pensiamo, proprio i posti più familiari possono diventare gli scenari migliori per un romanzo giallo, perché nessuno si aspetta che la violenza possa insinuarsi in una quotidianità tanto ordinaria.

Roberto Roganti deve aver trovato particolarmente interessante questo contrasto quando ha scelto di ambientare il suo C'è un cadavere in farmacia nel quartiere Villaggio Giardino di Modena. Il titolo ha una sua ironia, quasi quella di una notizia raccontata al bar, ma il fatto da cui prende avvio la vicenda è tutt'altro che divertente. Alla riapertura dopo Ferragosto, nel magazzino sotterraneo di una farmacia viene scoperto un uomo assassinato, con la gola tagliata. Le circostanze del ritrovamento mettono gli investigatori davanti a un problema che sembra non avere una soluzione ragionevole.

Incuriosisce soprattutto la scelta di affidare un ruolo importante nelle indagini a Grogghino, un becchino. Siamo talmente abituati a incontrare commissari tormentati, investigatori dal passato difficile e detective capaci di intuizioni straordinarie che l'idea di un uomo che per mestiere si occupa dei defunti e che viene chiamato ad aiutare la polizia ha qualcosa di piacevolmente insolito. In fondo, un becchino conosce la morte da un punto di vista che raramente trova spazio nei romanzi investigativi e immaginarlo alle prese con un assassino ancora in circolazione suscita una certa curiosità.

Il questore Gianfelice Bevilacqua conosce evidentemente le capacità di Grogghino, tanto da coinvolgerlo in un caso nel quale la polizia deve anche fare i conti con una banda dedita alla produzione di droga. Accanto all'intuito del singolare investigatore ci sono il lavoro della Medicina Legale e quello delle squadre dei commissari Vezzani e Bertini, in un'indagine che richiede di ricostruire quanto accaduto e di capire come sia stato possibile commettere il delitto.

Il mistero richiama una delle invenzioni più amate della narrativa poliziesca, quello della camera chiusa, al quale John Dickson Carr dedicò alcune delle sue storie più celebri. È un meccanismo che continua a esercitare il suo fascino anche a distanza di tanti anni, forse perché chi legge non deve soltanto trovare il colpevole, ma misurarsi con una situazione che sembra contraddire la logica. Quando manca persino una spiegazione plausibile di come l'assassino abbia potuto agire, ogni dettaglio acquista importanza e le certezze iniziali diventano inevitabilmente sospette.

C'è poi Modena, che in questa vicenda non è una destinazione esotica o un luogo lontano nel quale tutto può accadere, ma una città riconoscibile, con i suoi quartieri e le sue attività quotidiane. Trovo che questa familiarità abbia un valore particolare nei gialli ambientati in provincia. Leggere il nome di un quartiere reale, immaginare una farmacia come tante e sapere che dietro quella normalità si nasconde un omicidio rende il mistero più vicino, quasi fosse una notizia apparsa sulla cronaca locale.

L'accostamento tra un luogo così comune, un delitto apparentemente impossibile e un becchino coinvolto nelle indagini è un invito alla lettura piuttosto curioso. Anche perché, tra tanti investigatori che hanno fatto della ricerca della verità la propria professione, incontrarne uno che nella vita si occupa di accompagnare i morti alla loro ultima destinazione è già una buona ragione per volerlo conoscere.
 

martedì 27 ottobre 2026

Maia Kaland


Maia Kaland è una compositrice norvegese autodidatta, nota all'interno delle comunità di musica classica online e sulle piattaforme di condivisione di spartiti. Si definisce ironicamente una "nerd della musica" ed è specializzata in composizioni orchestrali caratterizzate da sfumature malinconiche.

È una giovane compositrice e musicista indipendente. È nota principalmente nell'ambiente della musica classica contemporanea per aver composto la sua Sinfonia No. 1 in Si minore (Symphony No. 1 in B minor). La sua opera prima ha ricevuto apprezzamenti positivi all'interno di diverse comunità di critici musicali e direttori d'orchestra, che l'hanno definita come una delle migliori prime sinfonie orchestrali scritte da un giovane compositore negli ultimi anni. 

Condivide i propri brani orchestrali dal tono malinconico e le sue composizioni originali attraverso il suo canale YouTube.

Al momento, i dettagli personali sulla biografia di Maia Kaland (come la data e il luogo di nascita o la sua formazione accademica ufficiale) non sono pubblici. Essendo un'artista indipendente emersa principalmente attraverso il web e le piattaforme digitali, la sua figura è interamente identificata con la sua produzione musicale. Le uniche informazioni biografiche e artistiche note derivano direttamente dall'attività che condivide con il pubblico. 

Ha scelto la vetrina di YouTube per pubblicare i propri lavori orchestrali, curandone personalmente l'arrangiamento e la produzione digitale. Le sue composizioni sono caratterizzate da forti sfumature malinconiche e introspettive. Questo stile si riflette anche sull'estetica visiva che propone sul suo profilo Instagram, dominata da immagini di paesaggi naturali solitari, tramonti e vecchi edifici.

Recentemente ha iniziato a sperimentare con nuove sonorità, integrando elementi inediti come le percussioni (la batteria) all'interno del suo tradizionale impianto orchestrale.