Roberto Roganti Grog
contatto: grogfisio@gmail.com - - - - - - -YouTube: @robertoroganti9479 - - - - - - - FaceBook: roberto.roganti.52 - - - - - - -Instagram: roberto.roganti.grog E se cerchi visibilità per il tuo libro senza svenarti, contatta elisarubini1981@gmail.com
venerdì 6 novembre 2026
Progressive Spin, puntata 58, 5 novembre 2026
Glass Hammer - I Stared At It Too Long & Lost Horizons
Eric Gillette - Part I The Sleeper
Lonely Robot - The River
Inner Prospekt - My Dark
giovedì 5 novembre 2026
SNMN, puntata 58, 4 novembre 2026
The Absolute - It's My Song
VAREGO - Sierra Nevada
Galex999 - Sex and Videogames
Lia Lefay - Handle with style
Luana Bongiorno - Ta-Ra
Graphite - Revenge Obsession
DJ TRIPLE A IT - Hold On
Concetta Spaziale – Solleone
Gianfranco Mascia - La pazza del piano di sopra
Fabio Martorana - Dentro a un vortice
Silvia In Blues - Your Lovely Smile
Lana Lovelace - After Midnight (Move Your Body)
Brake - Innamorato di un Alieno
Giada Cageggi - Stanza vuota
Random - Solo amore
Cornell Woolrich - Una strana eredità
La spider grigia proseguiva la sua corsa sulla strada che diventavasempre più tenebrosa, dando la caccia alla luce dei suoi stessi fari senzatuttavia riuscire a superarli. Nel cielo le stelle sembravano spostarsilentamente, quasi ad accompagnare il movimento della macchina, mentre ilmanto stradale continuava a sfrecciare all'indietro, come se qualcunol'avesse deposto su un nastro trasportatore. Di tanto in tanto, la macchinaoltrepassava alcune fattorie dalle finestre scarsamente illuminate, che poisparivano in lontananza. Sembrava che il mondo intero si fosseaddormentato.L'uomo che stava al volante non parlava da almeno mezz'ora e la donnaaccanto a lui era anch'essa immersa nel più completo silenzio. Le luci delcruscotto illuminavano i visi dei due viaggiatori dal di sotto, conferendo ailoro riflessi sul parabrezza un'aria spettrale.Entrambi avevano lo sguardo fisso della gente che è perduta nei suoistessi pensieri. I loro occhi, che scrutavano intensamente davanti a sé,davano l'impressione di non riuscire neanche a mettere a fuoco ciò su cui sifissavano.In quel punto la strada svoltava dolcemente, e la macchina affrontò lacurva con estrema prontezza. Alla fine la donna parlò, bruscamente, senza ilminimo preliminare, come se la leggera perdita d'equilibrio causata dallasvolta fosse riuscita a rimuovere il silenzio che le ostruiva la gola.— Ecco perché ci siamo messi in viaggio — osservò. — È questa laragione, no?L'uomo continuò a guardare fisso davanti a sé, le mani ben salde sulvolante. Intanto, la strada scorreva interminabilmente sotto i pneumaticianteriori della macchina. — Esatto — rispose laconicamente lui.Seguì qualche attimo di silenzio, poi la donna parlò di nuovo.— Perché non me l'hai detto prima che partissimo?— Che importanza ha il quando? Ora lo sai, no?— Sì, ora lo so — rispose tranquillamente lei.Durante quelle battute di dialogo, i due non si erano mai guardati.— E adesso cosa pensi di fare? — domandò alla fine lei.L'uomo strinse un po' le labbra. — Continuare a guidare.— Non puoi guidare per sempre.Stavolta, lui non rispose. La donna aveva parlato a voce talmente bassa
mercoledì 4 novembre 2026
Jane Yolen - La fanciulla di fuoco
Ai margini di una grande foresta dell’est viveva una volta un carbonaio di nome Ash.
Era una specie di poeta. Sempre in mezzo alle grigie tracce del suo lavoro, non si accorgeva nemmeno di tutta la cenere che lo circondava, dato che passava la maggior parte del tempo a fissare il fuoco, nel quale riusciva a vedere un meraviglioso mondo, luminoso e brillante. E, una volta spenta la fiamma ed aperta la fornace, Ash si sedeva e si metteva a parlare con le braci ancora infuocate, declamando le sue poesie, belle e splendenti come e più delle stesse fiamme. Il fumo di legna era un po’ tossico, e lui restava sempre un po’ intontito dalle esalazioni.
Gli abitanti del villaggio che lo vedevano di continuo solo in mezzo a nuvole di polvere nera, intento a parlare con le braci e i tizzoni dei fuochi che si andavano spegnendo, pensavano di lui non solo che fosse matto, ma che fosse addirittura indemoniato.
E così il poveretto si era ritrovato con una tale nomea da essere senza un amico. Ma, nonostante tutto, non si era mai lamentato delta sua solitudine. Continuava, come suo padre prima di lui, a costruire le sue carbonaie, a preparare il carbone per tutto il villaggio, e a declamare favole e versi nell’aria densa di fumo.
Una sera, che se ne stava lì seduto a fissare i1 fuoco, Ash credette di vedere all’improvviso una fanciulla sdraiata sulle braci: una fanciulla che emanava bagliori rossi ed oro.
Scosse con violenza la testa, a scacciare la strana visione, ma, quando tornò a guardare, la fanciulla era ancora lì. Allora si alzò di scatto e, senza curarsi delle fiamme che le lambivano il petto, cercò di tirar via la fanciulla di fuoco dalla fornace.
Lei si alzò lentamente in piedi sulle braci e restò immobile di fronte a lui. Aveva, lunghi capelli neri che le scendevano in morbidi ricci sulle spalle, e occhi come sorgenti di luce vivida. Non indossava altro che fumo.
— Chi sei? — sussurrò Ash. La fanciulla non parlò. Mosse solo le mani, da cui
Il profumo dell'invisibile
Il primo episodio de Il profumo dell'invisibile è stato pubblicato nel 1986 sulla rivista francese I'Echo des Savanes, che lo commissionò a Milo Manara in seguito al clamoroso successo de Il gioco, la sua opera forse più famosa. In Italia è stato pubblicato sulla rivista Totem Comics dell'editore Roberto Rocca, italiano trapiantato in Spagna, e poi riproposto su altre riviste e ristampato in diversi volumi.
Per la protagonista, la bionda Miele, l'autore racconta di essersi ispirato all'attrice americana Kim Basinger. La vicenda prende spunto dal romanzo L'uomo invisibile di H.G. Wells (1881), uno dei padri della fantascienza, ma l'impostazione di Manara è quella della commedia, e la leggerezza della narrazione è uno dei punti di forza dell'opera.
martedì 3 novembre 2026
Jan Křtitel Václav Kalivoda
Jan Křtitel Václav Kalivoda (in tedesco Johann Baptist Wenzel Kalliwoda) (Praga, 21 febbraio 1801 – Karlsruhe, 3 dicembre 1866) è stato un compositore, violinista e direttore d'orchestra ceco.
Studiò violino con F. W. Pixis e composizione con D. Weber nel conservatorio di Praga dal 1811 al 1817, ottenendo nel 1815 una borsa di studio come miglior allievo. Completati gli studi divenne membro dell'orchestra dell'opera della sua città (1817-1823), ove fece rappresentare opere di Mozart, Cherubini e Rossini. Nel 1822 divenne direttore dell'orchestra privata del principe Fürstenberg a Donaueschingen, invitando altri famosi esecutori del tempo fra cui Schumann, Liszt e Thalberg; al tempo stesso effettuò molte tournée in Europa, specie a Linz e Monaco di Baviera, come solista di violino. Nel 1858 si esibì per l'ultima volta a Praga, sua città natale, e nel 1866 si ritirò a Karlsruhe, ove morì lo stesso anno, dedicandosi ad attività didattica.
Come compositore raggiunse una certa notorietà in Germania. Robert Schumann usò parole di ammirazione per la sua Quinta Sinfonia (1840): lo stesso compositore sassone d'altronde nel terzo movimento della sua Quarta Sinfonia (1841, ma riveduta nel 1851) citò quasi letteralmente il Minuetto della Prima Sinfonia op.7 (1824) di Kalliwoda.
La Sinfonia n. 3 in Re minore, Op. 32 è una delle opere orchestrali più significative del compositore e violinista boemo Jan Křtitel Václav Kalliwoda (noto anche con il nome tedesco Johann Wenzel Kalliwoda). Composta nel 1830 e pubblicata nel 1832, questa sinfonia rappresenta perfettamente il passaggio tra il Classicismo e il primo Romanticismo tedesco, guadagnandosi all'epoca l'ammirazione di importanti contemporanei come Robert Schumann.
La sinfonia è strutturata nei classici quattro movimenti:
I. Adagio molto - Allegro non troppo, con energia. Apre con un'introduzione lenta, profonda e drammatica che sfocia in un Allegro energico, caratterizzato da forti contrasti dinamici e una spinta ritmica vigorosa.
II. Poco Adagio, con espressione. Il movimento lento si distingue per il suo carattere lirico ed elegiaco, tipico della sensibilità romantica dell'epoca, mettendo in luce l'abilità di Kalliwoda nella scrittura cantabile per i fiati.
III. Menuetto. Allegretto, marcato molto - Trio. Presto, con leggerezza. Un minuetto dal ritmo fortemente scandito e quasi fiero, che contrappone la sua severità alla brillantezza e alla rapidità "leggera" della sezione centrale del Trio.
IV. Rondo. Allegro agitato. Il finale è un rondò travolgente e tempestoso, ricco di tensione drammatica e virtuosismo orchestrale, che chiude l'opera con grande intensità
lunedì 2 novembre 2026
sabato 31 ottobre 2026
Terrorismo
Tratto dalla raccolta Capsicum, nella sezione Malvagità, scritta nel 2020. In questa poesia ho immaginato un terrorista che fa una strage in una piazza. Lo ritengo un atto di pura vigliaccheria ma allo stesso tempo di enorme coraggio. La forza della fede può rendere l'uomo un invasato e fargli fare cose contro natura.
Mani in tasca
Volto basso
Occhi spenti
Un uomo solo
In mezzo alla folla
Riluce una lama
Nessuno ci fa caso
la solleva
si perfora l'addome
L'uomo urla
si accascia al suolo
in una pozza di sangue
La folla lo circonda
La folla lo guarda
Sorride mentre
apre la giacca
Ora la folla urla
mentre lui tira la leva
BUM
La pozza è un lago
Il lago è fango
Il fango è carne infedele...
Iscriviti a:
Post (Atom)














