sabato 2 maggio 2026

Falco Bianco



Falco Bianco è stata una serie a fumetti pubblicata in Italia negli anni sessanta dalla casa editrice Dardo; venne ideata e disegnata da Onofrio Bramante. Gli albi vennero pubblicati nel caratteristico formato a strisce tipico del periodo. Vennero ristampati in volumi antologici negli anni 2010 dalle Edizioni If.

È ambientata in Canada, durante la guerra dei sette anni: il protagonista è un francese, in Canada dopo un naufragio, che lotta contro gli inglesi insieme ad un gruppo di trapper.



Progressive Spin, puntata 46, 30 aprile 2026



Reale Accademia di Muscica - Da che tempo e' tempo
Mike Dickson - Coherence IV 04
Project Nayuta - Beyond Boundaries
Diaspro - Piccola Stazione
Liturgia del Piombo - Pagine 1-83
Ombra Della Sera - Fantastic Fly



 

SNMN, puntata 46, 29 aprile 2026



Dizquait - Missfortune
Wandering Tale - Legion
Heavy-Co.Co - Cicinin
Helikon - The Unseen Threat
Luisiana - La paura non esiste
Manleva - Giuda
Dirty Heavens - Gave my life for Rock'n'roll
Rosewood - Ansia
Zak - Come se fossi qui
Filippo Perbellini & Francesco Montisano Orchestra - Declaration
Neraprile - Ryx
Farmakon - Zeitgeist
Massimiliano Martelli - Muro Di Gomma


 

Toma



Stati Uniti, 1973 / Edward Hume e Gerald di Peco

David Torna (Tony Musante) è un credibile detective della polizia di Newark, abilissimo nell'arte del travestimento e protagonista di storie realistiche, piene di sequenze d'azione, caratterizzate da una notevole dose di melodramma per la presenza, a tratti addirittura eccessiva, della moglie Patty (Susan Strasberg, figlia del fondatore e direttore dell'Actor's Studio, celebre scuola di recitazione). 
Non solo era sempre in apprensione, come capita regolarmente alla maggior parte
delle mogli dei poliziotti televisivi, ma era anche triste, melanconica e problematica oltre ogni dire.



Trasmesso dal 4 ottobre 1973 al 6 settembre 1974, per complessivi 24 episodi da 50 minuti, questo realistico melodramma poliziesco ottenne comunque un certo successo presso il grande pubblico, ma quando stava per entrare in produzione
la seconda serie Tony Musante sorprese tutti annunciando che non aveva nessuna intenzione di continuare a interpretare quel personaggio.


Non potendo affidare il ruolo di protagonista a un altro attore la ABC Universal corse ai ripari realizzando Baretta, un'altra serie poliziesca incentrata su un poco ortodosso poliziotto italo-americano, anche lui abilissimo nei travestimenti.

giovedì 30 aprile 2026

Bill Pronzini: Chi ci aspetta su Venere


Tre settimane dopo il ritorno del comandante Richard Stiles e del maggiore Philip Webber – i due componenti l’equipaggio dell’Exploration V, la prima “supernave” con uomini a bordo che fosse atterrata su Venere – ci fu un improvviso, inspiegabile e totale black-out di informazioni tanto da parte della NASA quanto da Washington che favorì una fuga di notizie da parte di «una fonte attendibile». Se non fosse stato per questo, i mezzi di comunicazione e la gente in generale non avrebbero mai conosciuto i particolari della missione prima di qualche mese o qualche anno, ammesso che ne sarebbero mai venuti a conoscenza.
Fino a quel momento, quello che sapevamo era che Exploration V era atterrato su Venere con Stiles e Webber, che avevano trascorso sulla superficie del pianeta dodici ore durante le quali non si erano avute loro notizie (tutto il sistema di comunicazioni di bordo si era guastato poco dopo il decollo); che le manovre per la partenza da Venere erano state effettuate dal Comando Missione e che il rientro era avvenuto in modo del tutto normale. Dopodiché, naturalmente, su tutta la vicenda era stata stesa una cortina di silenzio. Eravamo scesi sulla Luna e su Marte, e adesso gli esperti di metallurgia erano riusciti a darci un lega capace di resistere a temperature superiori ai 1.000 gradi Fahrenheit, il che ci aveva permesso di atterrare su Venere segnando un’altra pietra miliare nella storia dell’umanità. Ma il coperchio ufficiale era stato abbassato e chiuso ermeticamente appena il personale della NASA aveva aperto la capsula. L’unica cosa sicura che si sapeva era che Stiles e Webber erano vivi.
Nel corso di quelle tre settimane il mondo intero rimase in ansiosa attesa, in preda a un senso di apprensione. Perché il segreto, perché il silenzio? Anch’io formulai queste domande nei miei articoli, e temevo più di qualunque altro le risposte. La professione mi ha reso scettico ormai da molto tempo circa certi aspetti “riservati” del nostro accelerato programma spaziale. Avevo l’impressione che facessimo troppe cose disponendo di dati insufficienti; la nostra sete di sapere a volte aveva la

Agatha Christie - Il tempio di Astarte








 

Mattia e Valeria intervistano Roberto Roganti a RadioSalento.net






 

mercoledì 29 aprile 2026

Sir William Turner Walton


Sir William Walton nacque in una famiglia di musicisti; suo padre era il direttore del coro della chiesa locale. Tramite la sua esperienza nel coro si appassionò alla Creazione di Haydn, al Messiah di Georg Friedrich Händel e a molti degli altri lavori tipicamente allestiti nelle chiese.
Quando ebbe compiuto i dieci anni, fu accettato come corista nella cattedrale cristiana dell'università di Oxford, il che fu per lui una grande opportunità. Trascorse moltissime ore tra i libri di musica conservati ad Oxford, studiando interi volumi di composizioni di autori quali Gustav Holst, Igor' Fëdorovič Stravinskij, Béla Bartók, Sergej Prokof'ev, Richard Strauss e Arnold Schönberg, formandosi così nella composizione da autodidatta.

Walton compose diversi brani in quel periodo. Hugh Allen, organista della chiesa, e Thomas Strong, decano della chiesa cristiana, notarono in lui un gran talento, del quale furono molto comprensivi. Nel 1918, mentre si trovava ancora ad Oxford, Walton cominciò a scrivere un quartetto con pianoforte, che diventerà poi uno dei suoi pezzi più apprezzati. Nel frattempo strinse una profonda amicizia con il poeta Sacheverell Sitwell.

Walton lasciò Oxford nel 1920 senza aver ancora conseguito la laurea. Quando lasciò l'università, Sacheverell Sitwell ospitò il giovane William nella sua famiglia come un "fratello adottivo". Lì Walton incontrò molti importanti musicisti e soprattutto la sorella di Sacheverell, Edith Sitwell, sulle cui poesie Walton compose Façade - An Entertainment, oggi considerato uno dei suoi lavori più rappresentativi, benché al suo debutto nel 1922 fosse completamente stroncato dalla critica musicale. Completò inoltre la stesura del quartetto con pianoforte, che presenterà poi a Salisburgo nel 1923.

In questo periodo Walton suonava in una jazz-band, ma continuava a comporre. Iniziava a crescere la sua fama di compositore significativo. La sua Portsmouth Point Overture divenne popolare negli Stati Uniti d'America, e l'Orchestra Sinfonica di Chicago la incluse nel suo repertorio già nell'autunno del 1929.
All'inizio del 1929, intanto, Walton compose un concerto per viola e orchestra per Lionel Tertis. Tertis inizialmente rifiutò il pezzo, che venne poi eseguito da Paul Hindemith. Esso fu subito riconosciuto come un capolavoro. Tertis eseguì di nuovo il pezzo nel 1930.

Sempre in questo periodo compose la sua prima colonna sonora per il film Non mi sfuggirai (Escape Me Never). Nel 1935 eseguì la sua prima sinfonia. Nel 1937 compose una marcia, Crown Imperial, per l'incoronazione di re Giorgio VI e della regina Elisabetta. Dopo altri successi, Jascha Heifetz e il British Council gli commissionarono un concerto per violino e orchestra: presentò il pezzo a Heifetz nel 1939, riscuotendo molto entusiasmo, ma lo scoppio della Seconda guerra mondiale ritardò l'esecuzione del concerto. Negli stessi anni Walton ebbe le sue prime esperienze di direzione d'orchestra, che poi maturarono fino a farlo diventare un direttore molto stimato, in particolare per la sua musica.

Nel 1941 Walton fu richiamato dal servizio militare, e fu incaricato di comporre colonne sonore per film patriottici. Scrisse anche le musiche per l'Enrico V, il primo dei tre film ispirati dal lavoro di William Shakespeare diretti da Laurence Olivier, grazie al quale Walton fu anche nominato per il Premio Oscar.
Finita la guerra, compose una sonata per violino per Yehudi Menuhin e due lavori per commemorare l'incoronazione della regina Elisabetta II, finché nel 1951 ricevette il titolo di baronetto.

Nel 1955, Walton compose le musiche per un altro film shakespeariano di Laurence Olivier, Riccardo III. Scrisse poi per Gregor Piatigorsky un concerto per violoncello e orchestra, eseguito nel 1956, a cui seguirono pezzi corali e orchestrali e un ciclo di canzoni d'amore. Nel 1967, diventato ormai un compositore di chiara fama mondiale, fu ammesso nell'Ordine del Merito.

Sul finire della vita, per Walton divenne sempre più difficile comporre. Provò a scrivere una terza sinfonia, ma l'abbandonò. I suoi ultimi lavori sono per lo più rimaneggiamenti di lavori precedenti, come pezzi corali liturgici.
Walton morì nella sua residenza La Mortella, a Forio, comune dell'isola d'Ischia, l'8 marzo 1983. 


Il Concerto per violoncello, composto nel 1956 e dedicato al violoncellista russo Gregor Piatigorsky, è influenzato dal suo lungo soggiorno nell’isola d’Ischia; la musica, infatti, evoca atmosfere mediterranee in cui il solista e l’orchestra alternano episodi tempestosi e passaggi di grande lirismo. Il concerto viene eseguito per la prima volta il 25 gennaio 1957 con l’Orchestra Sinfonica di Boston diretta da Charles Munch. Esiste anche un arrangiamento di Roy Douglas per violoncello e pianoforte.

L’opera è strutturata in tre movimenti contrastanti: Moderato, Allegro appassionato, Tema e improvvisazioni. Il movimento iniziale si basa su una melodia lieve, oscillante e espansiva che sembra richiamare l’increspatura del moto ondoso (archi in pizzicato); un secondo tema viene sviluppato sull’accompagnamento “tic-tac” dei fiati. Il movimento centrale è concepito in forma di Scherzo, privo tuttavia della sezione Trio. L’energico tema principale è interrotto due volte da un episodio lirico in tempo leggermente più lento; l’accompagnamento è discreto, colorato da celesta e vibrafono. Il movimento conclusivo, il più ampio, propone un tema, quattro “improvvisazioni” (episodi liberi basati su elementi del tema) e una coda. Il tema, elaborato dal violoncello nel registro acuto, è accompagnato dagli archi in pizzicato. La prima improvvisazione appare nell’orchestra con tremolio negli archi e interventi di xilofono, vibrafono, celesta, e arpa; il violoncello contrasta con una melodia in terzine. La seconda improvvisazione è una esibizione virtuosistica per il solista. La terza è una brillante Toccata per orchestra con ampio utilizzo di ottavino, percussioni e di glissandi per corni e arpe. La quarta improvvisazione, per violoncello solo, reca l’indicazione “rapsodicamente”; termina con trilli acuti che si fondono nella coda. Il finale riprende i temi dell’apertura; è ispirato e tranquillo.

Vasily Kalinnikov