Roberto Roganti Grog
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lunedì 23 febbraio 2026
domenica 22 febbraio 2026
Progressive Spin, puntata 36, 19 febbraio 2026
Tigran Hamasyan - Manifeste
Sykofant - Heart of the Woods
Echoes and Signals - Hologram
Ageless - Another Empty Chair
SNMN, puntata 36, 18 febbraio 2026
WorldPlan - Discesa
Naked Run - 50 Special
Alberto Baldo - Mojito alle Hawai
Brusco-Inna Cantina - Anima
Black Ball Boogie - L'automobilista invertebrato
La Corte Marziana - Tempo
My Evil Twin - D.E.A.D.
Liqueedo - English Rose
Big Grande Alex - Fuori Controllo
Queen of Saba – Come una foglia
Flam Boy – L’oro dai loro corpi
Cacao Mental – Foresta
Rosendorf – Quello che conta
Lil Jolie - Sophie
sabato 21 febbraio 2026
venerdì 20 febbraio 2026
Garry Kilworth: Vita da Cristiani
Luglio. Il ghiaccio disegna motivi floreali sui vetri della finestra. La mamma dice che un tempo, quando lei era bambina, a luglio faceva più caldo. Io non le credo. Dev’essere un’altra leggenda, come quella dell’uomo che arrivava nelle case con un sacco pieno di regali. Soltanto leggende.
Ieri ho trovato una bottiglia di limonata in fondo al giardino, tra i rifiuti. Ne ho già bevuta metà. Ora mi verso un altro bicchiere, immergo la faccia nella schiuma e le bollicine mi salgono nelle narici: fanno male, danno il solletico. Bevo troppo in fretta e mi duole la gola, ma non posso fermarmi, mi piace troppo. È buono questo dolore che smorza la mia sete. Gli occhi mi lacrimano come se stessi piangendo.
— Anselm!
La mamma sta chiamando Anselm per svegliarlo. Lui dorme nella capanna, perché quando piove la terza stanza sgocciola. Sebbene la capanna disti una trentina di metri dalla casa, lei prova sempre a chiamarlo, anche se sa che poi dovrà uscire e tirare un mattone contro la porta. Ne ha un mucchio pronto a portata di mano, proprio accanto al serbatoio dell’acqua piovana.
— Anselm!
Lui non si sveglierà, non è il tipo. Tutta la contea dell’Essex può sentire le grida della mamma, ma Anselm no. Fa così freddo nella capanna che il suo respiro si trasforma in una spessa lastra di ghiaccio che copre il vetro della finestra. È per questo che lui ammucchia le coperte e ci si infila sotto come un ghiro. Nemmeno un terremoto riuscirebbe a svegliarlo, dovrebbe saltare in aria il mondo perché il rumore possa penetrare quella pesante coltre e raggiungere i suoi orecchi.
Dalla cucina mi giunge il rumore di tazze e di piatti che sbattono. La mamma brontola. Pulisco un poco il vetro appannato e spio fuori. Riesco a vedere il fiume che scorre al centro del suo letto, nell’unico corridoio lasciato libero dal ghiaccio. È una giornata giallastra, come le altre, e la superficie del fiume risplende
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