sabato 9 maggio 2026

Red Buck


Breve serie in cui si respira il clima del celebre romanzo "Passaggio a Nord Ovest" (dal personaggio principale di quest'opera è stato mutuato anche il soprannome del protagonista: Wobi Madaondo, Diavolo Bianco). In un'America del Nord precedente alla Guerra di Indipendenza, si muovono Red Buck, abilissimo border-man, e il buffo Ulisse, di origine francese, che svolge il ruolo di spalla comica.

Opera di Cesare Melloncelli per i testi e di Sergio Tarquinio per i disegni, il personaggio apparve sui numeri 3 e 4 della Nuova Collana Araldo.





 

Tom Ripley


Stati Uniti, 1956 / Patricia Highsmith

Apparso per la prima volta nel romanzo Il talento di Mister Ripley (The talented Mr. Ripley, 1956), che ha ricevuto il Gran prix de la littérature policière come miglior giallo tradotto in francese nel 1957, questo personaggio è in seguito ritornato in altri libri critti da Patricia Highsmith, un'autrice che non ama particolarmente i personaggi fissi e che nei suoi libri approfondisce soprattutto le relazioni che intercorrono tra le persone coinvolte in un delitto.



Cinico e sprezzante, assassino (se ammazzare può rivelarsi un buon affare), truffatore raffinato e chi più ne ha più ne metta, Tom Ripley è un moderno fuorilegge ribelle a ogni etica. Non è cattivo in fondo; anche se molto in fondo. Ma può anche capitargli di darsi da fare quando il giovane miliardario Frank Pierson,
convinto di aver provocato la morte del padre invalido, lo va a trovare disperato e lui si sente in dovere di aiutarlo, buttandosi a capofitto in una delle sue più spericolate avventure.



Lo fa per i soldi, naturalmente, visto che ci tiene a guadagnare bene, per poter arricchire le sue collezioni d'arte. Ma anche il gusto dell'avventura gioca un ruolo importante nelle sue scelte. 
I romanzi con Tom Ripley sono stati pubblicati in Italia da Sonzogno.


Dal primo è stato tratto In pieno sole, diretto nel 1960 da René Clément e interpretato da Alain Delon, 


mentre nel 1977 Wim Wenders ha diretto Brian Hopper nel film L'amico americano, tratto da Mr Ripley's game.
 

Il talento di Mr. Ripley (The Talented Mr. Ripley) è un film del 1999 scritto e diretto da Anthony Minghella, con Matt Damon, Gwyneth Paltrow, Jude Law, Cate Blanchett.

venerdì 8 maggio 2026

Progressive Spin, puntata 47, 7 maggio 2026



Archive - So Far From Losing You
Neurosis - In the Waiting Hours
Ricardo Formoso - Orion
Myrath - Les Enfants Du Soleil
Karibow - Unreal
Arnaud Bukwald - Oyster Meat (le solilesse)



 

SNMN, puntata 47, 6 maggio 2026



Utela Malit - Like Me
Orbitlane - Discern
NRG1 - Let The Sweet Heart Recite
Oslavia - Kabul Hostel
EARS - Eyes of Tiger 
The Roowens - My City
The Clown Society - L'Oracolo
Marika Graziano - Generazione Persa
Naked Run - Micheal Scofield
Hogans Alley - Down The Highway
Zara Broadway - Ugly Face
Rykën - Rebel
Nakhash - Restare a guardare
Unkle Kook - Oh Yeah oh No


 

giovedì 7 maggio 2026

Joseph Sheridan Le Fanu: Lo spettro della signora Crowl


Sono una donna anziana, ora; ma avevo solo tredici anni la notte in cui arrivai ad Applewale House. Mia zia faceva la governante in quella casa e venne una carrozza trainata da un cavallo a Lexhoe, per portare me e il mio bagaglio ad Applewale.
Ero spaventata quando arrivai a Lexhoe, e quando vidi quella carrozza con il cavallo desiderai tornare da mia madre, ad Hazelden. Stavo piangendo mentre salivo sul biroccino (così eravamo soliti chiamare quel tipo di carrozza) e il vecchio John Mulbery, il conducente, un uomo allegro e gentile, giunti al Golden Lion mi diede una manciata di mele, per cercare di rallegrarmi. Mi disse che c’era una torta di ribes, del tè e della carne di maiale che mi aspettavano, in camera di mia zia, in quella grande casa. Era una deliziosa notte di luna piena e io mangiai le mele, continuando a guardare fuori dal finestrino.
È una vergogna per dei gentiluomini spaventare una povera bambina sciocca com’ero io. A volte penso che sia una vera mania. Accanto a me, sul biroccio, c’erano due uomini. Dopo mezzanotte, quando si alzò la luna, cominciarono a farmi domande a proposito della mia destinazione. Dissi loro che stavo andando dalla signora Arabella Crowl, di Applewale House, vicino a Lexhoe.
— Oh, allora — disse uno dei due — non ci resterai per molto!
Io lo guardai come a dire: “Perché no?” Avevo risposto ad alta voce alla loro prima domanda e mi sembrava di aver detto una cosa intelligente.
— Perché — disse lui — ... e, ne va della tua vita, non dirlo a nessuno, ma resta solo a guardarla... lei è posseduta dal demonio, è uno spettro. Hai una Bibbia?
— Sì, signore — risposi io. Mia madre mi aveva infilato la Bibbia in valigia e sapevo che era lì. E ce l’ho ancora, sebbene la stampa sia troppo piccola per i miei occhi.
Lo guardai ripetendo: — Sì, signore. — Mi sembrò che ammiccasse al suo amico, ma non posso esserne certa.
— Bene — disse lui — assicurati che ogni sera sia sotto il tuo cuscino: terrà lontani da te gli artigli dello spettro.
Provai una tale paura sentendo quelle parola, non ne avete idea! Avrei tanto desiderato fare a quell’uomo delle domande sulla vecchia signora, ma ero troppo timida; poi lui e il suo amico cominciarono a parlare tra di loro e poi in seguito io scesi, come ho già detto, a Lexhoe. Sentii un tuffo al cuore mentre la carrozza percorreva il viale. Gli alberi erano grossi e fitti, vecchi quanto la casa, immagino. Se quattro persone avessero cercato di abbracciarne uno toccandosi le mani con la punta delle dita, dubito che ci sarebbero riusciti.
Bene, ero lì con il collo fuori dal finestrino, fissando la grande casa. All’improvviso me la trovai davanti!
Era una grande casa bianca e nera, con grosse travi scure che l’attraversavano e dei grossi frontoni bianchi sporgenti che sembravano guardare verso la luna, con incise delle figure di alberi, dei quali si potevano contare le foglie. I vetri smerigliati davano sulla grande anticamera, e tutte le finestre avevano delle persiane vecchio stile. Solo poche persiane erano aperte perché, nella casa, oltre alla vecchia signora, c’erano solo tre o quattro servitori e così la maggior parte delle stanza restava chiusa.
Il mio cuore era pieno di paura ora che il viaggio era finito e mi trovavo davanti a quella casa, con una zia che non avevo mai visto prima e la prospettiva di dover servire come cameriera la signora Crowl.
La zia mi baciò in anticamera e mi portò in camera sua. Era una donna alta e magra, con il viso bianco e due occhi neri e mani lunghe, coperte da guanti scuri. Aveva passato la cinquantina ed era di poche parole; ma quelle sue poche parole erano legge. Non posso lamentarmi di lei, ma era una donna dura, e credo che mi

Maurice Leblanc - L’arresto d’Arsène Lupin

 





mercoledì 6 maggio 2026

Edward Burlingame Hill


Edward Burlingame Hill (9 settembre 1872 – 9 luglio 1960) è stato un compositore e insegnante di musica statunitense, le cui opere fondevano l'impressionismo francese con influenze jazz, mentre la sua lunga carriera all'Università di Harvard ha plasmato generazioni di musicisti americani del XX secolo.

Nato a Cambridge, Massachusetts, in una famiglia di eminenti accademici – suo padre era professore di chimica ad Harvard e suo nonno rettore dell'università – Hill si laureò con lode ad Harvard nel 1894, specializzandosi in musica. Affinò ulteriormente le sue capacità studiando con maestri americani come John Knowles Paine e George Chadwick, e seguendo lezioni di composizione a Parigi con Charles-Marie Widor.

La carriera di Hill come educatore iniziò nel 1908, quando entrò a far parte della facoltà di Harvard come istruttore di musica, diventando professore assistente nel 1918 e professore ordinario nel 1928, carica che mantenne fino al pensionamento nel 1940. Tra i suoi studenti più illustri figurano Leonard Bernstein, Walter Piston, Virgil Thomson, Roger Sessions ed Elliott Carter, che guidò nell'integrazione delle forme classiche tradizionali con i linguaggi musicali americani moderni. Oltre all'insegnamento, Hill contribuì alla ricerca musicale con il suo libro del 1924, Modern French Music, che rifletteva il suo profondo interesse per i compositori impressionisti, e scrisse articoli sulla musica francese per pubblicazioni come il Boston Evening Transcript.

Come compositore, Hill realizzò opere tonali dagli anni Dieci agli anni Trenta, ponendo l'accento sulla chiarezza strutturale e sul colore orchestrale, con quattro sinfonie, quattro poemi sinfonici, musica da camera e brani corali tra le sue composizioni. Tra le sue composizioni più celebri si annoverano le evocative opere orchestrali The Parting of Lancillotto e Ginevra (1915), The Fall of the House of Usher (1920) e Lilacs (1927); gli studi jazz per due pianoforti (1924-1935) e il Concertino per pianoforte e orchestra (1931), entrambi influenzati dal jazz; e la sua Sinfonia n. 4 (1941), di stampo neoclassico, nota per la sua spinta ritmica e le armonie sontuose. Il suo stile, spesso paragonato a quello di contemporanei come George Gershwin per la sua sobria integrazione di sincopi e timbri jazz in strutture classiche, esemplifica il neoclassicismo americano dei primi del Novecento.

L'eredità di Hill perdura attraverso il suo duplice impatto come compositore che ha fatto progredire la musica orchestrale americana e come insegnante che ha promosso l'innovazione ad Harvard, collegando le tradizioni di fine Ottocento al modernismo di metà secolo. Sebbene le sue opere siano oggi meno eseguite rispetto a quelle di alcuni suoi contemporanei, la sua maestria e il suo ruolo di mentore rimangono fondamentali per l'evoluzione della musica classica statunitense. 


Aleksandar Obradović








 

martedì 5 maggio 2026

S.A. Steeman - Legittima difesa, 1948





 

Henry Wade: L'ultima sera, n.79



Sir Albert Sterron è un uomo arcigno che vive nella sua residenza di campagna abbandonata al degrado. Quando una mattina viene trovato impiccato nello studio, nessuno pare nutrire dubbi. Nessuno tranne l’ispettore che esamina la scena del presunto suicidio. Anche se al momento non saprebbe spiegare perché, il suo istinto gli dice che sir Albert Sterron è stato assassinato.