
Criticare chi ha il coraggio
Alla fine mi sono deciso e ho pubblicato tutti i miei scritti, fino al 31 Agosto 2010. Quelli che ho già pubblicato sono stati stampati per tutti ma non per tutti. Cosa voglio dire? Semplice. I primi tre volumi, un album fotografico con foto contenenti poesie e due libretti tascabili con poesie e qualche foto qua e là, sono stati regalati o comprati da amici e parenti. Siccome mi sono reso conto che il costo finale, per le mie tasche, era diventato un po’ troppo oneroso, crepi la sincerità, ho pensato di fare questa raccolta, che contiene oltre agli scritti dei primi tre volumi anche i prossimi tre di poesie in italiano, e quello con anche poesie in dialetto modenese e racconti, che non so ancora se pubblicherò mai, in questo modo metto le mani avanti, così, per non sapere né leggere né scrivere.
Quindi questa è una raccolta “sui generis... lo sapete che sono un originale....
D’altra parte le mie precedenti pubblicazioni sono corredate da fotografie solitamente personali o familiari, per cui adatte ad un pubblico con stretti legami di sangue con me, per cui qui le foto non ci saranno, o meglio, quelle che ci saranno saranno particolari (ripetizione necessaria e simpatica), le elaborerò con un programma specifico in modo che sembrino schizzi a matita, quindi con soggetti poco riconoscibili.
L’unica copia che mi permetto è la mia, le altre sono qui appunto in vendita per tutti attraverso questo circuito Feltrinelli, così chi ha voluto se lo è potuto comprare e sarò ben lieto di autografarlo, se vorrete. Mi sto montando la testa!!!!
Ora una, spero, rapida spiegazione:
* il primo volume si intitola “Attimi…” ed è dedicato a mio padre, il secondo “Illusionista” ed è dedicato a mia madre, il terzo “Famiglia” ed è dedicato mia moglie, per avermi sopportato nelle mie assenze produttive;
* il terzo volumetto ha come introduzione una frase di Paul Valery: “Una donna intelligente è una donna con la quale uno può essere stupido quanto vuole”, e poi presenta una prefazione esplicativa sulla mia “conversione” alla poesia..... detta prefazione sarà aggiunta alla fine di questa;
* il quarto volume è programmato per intitolarsi “Amicizia” e ho intenzione di dedicarlo ai miei amici veri, quelli che mi sono vicini da anni, con i quali ho condiviso gioie e dolori, quelli che non mi hanno mai chiesto di dedicargli una poesia, tanto mi conoscono come le loro tasche. Per le frasi introduttive sono indeciso. Per David tra queste; la prima di Anonimo e l’altra del sommo Aristotele: “Sapere che c’è qualcuno,/ da qualche parte,/ dal quale ti senti compreso/ malgrado le distanze/ o, i pensieri inespressi,/ fa di questa terra un giardino”; “L’amicizia è un’anima sola che vive in due corpi”.
Invece per Paolo e Massimo ho pensato a quest’altra: “Finché abbiamo dei ricordi, il passato dura./ Finché abbiamo delle speranze, il futuro ci attende./ Finché abbiamo degli amici, il presente vale la pena di essere vissuto.” di Anonimo;
* il quinto lo chiamerò “Ricordi” e sarà dedicato ai miei pazienti, che spesso e volentieri hanno frugato nella loro memoria per ricordare la loro vita, aprendo un libro ormai polveroso che rischiava, da tempo, di essere dimenticato e alla cui lettura sono stato gentilmente invitato.
Buona introduzione potrebbe essere questa frase di un certo Ismail Metter: “I ricordi sono come uova d’uccello nel nido:/ l’anima li riscalda per lunghi anni/ e d’un tratto essi rompono il guscio/ disordinatamente, inesorabilmente”;
* il sesto, e mi sembra giusto, lo dedicherò a me e lo chiamerò “Riflessioni”; qui come entrée ci “sgnacco” una mia frase, la stessa utilizzata come entrée in un altro libro che sto assemblando, “GnaM”, che ho intenzione di pubblicare dopo questo: “Imparando a mangiare/ ho imparato a scrivere…”
E questo la dice tutta;
* il settimo, “Patchwork” sarà un misto di tutto, poesie in prosa, in dialetto e racconti….;
* ho cominciato nel frattempo anche l’ottavo, ma queste non rientrano in questo volume;
* le poesie in dialetto modenese, le ho iniziate a scrivere per scherzo, poi mi hanno attirato troppo, tanto che con alcune mi sono iscritto al concorso “La gratusa d’or” che si è tenuto a Castelfranco Emilia e dove non ho vinto nulla, ma aspetto con ansia l’attestato.
Istruzioni per la lettura
Gli scritti non sono catalogati per volume, o per ordine alfabetico, o per importanza, ma sono ordinati cronologicamente, in modo da poter capire come mi sono evoluto (o involuto, a secondo dei punti di vista) creativamente, perchè man mano che il tempo passava acquisivo sempre più padronanza nella scrittura e nella ricercatezza delle parole, incrementando nello stesso tempo anche la mia sensibilità e la mia fantasia.
Ho diviso l’Antologia per capitoli, ogni capitolo contiene gli scritti di quel periodo, prima della poesia è segnato il libro di riferimento e il titolo.
Bene, adesso la prefazione al terzo volume, in parole povere il “riassunto delle puntate precedenti”:
« Il primo volume è nato praticamente per caso, volevo fare un regalo a mio padre, ma volevo farne uno unico. Così ho fatto lavorare le meningi ed è nato, pian piano, “Attimi…”.
Dentro ognuno di noi c’è, innata, la capacità di scrivere poesie, in versi o in prosa, ma quello che ci impedisce di riversare su foglio il vortice di pensieri che pervade la nostra mente è la difficoltà a “cogliere l’attimo”, a fermare l’immagine dietro ai nostri occhi, a tracciare un profilo descrittivo… e il tempo e il coraggio di farlo.
Coraggio perché per scrivere certe cose, bisogna spogliarsi di tutte le remore, di tutti i timori, perché bisogna “aprire” la propria anima agli altri, perché bisogna metterci la faccia…. e non è semplice….
La cosa mi è nata così, un giorno dentro la mia auto, in una giornata piovosa, parlavo con me stesso sul tempo che buttavo via durante il mio lavoro, tempo che dovevo trascorrere dentro “una scatola di lamiera”, ho guardato fuori dal finestrino bagnato attraverso le gocce di pioggia e ho rimuginato sul tempo buttato via così…
Poi mi sono detto che ci sarebbe voluto un “aggeggio” che potesse fermare i nostri pensieri e registrarli, dandoci poi la possibilità di metterli “nero su bianco”, in modo da rendere questo tempo perso… utile, produttivo. Ho pensato che questo forse è il dono che ha chi scrive versi, poesie, racconti e quant’altro, ha cioè la capacità di “fermare il tempo” e trasdurre quel nugolo di parole che ronza di continuo in testa “nero su bianco”…. Così, senza accorgermene, questo pensiero sul tempo perso mi ha assillato per tutta la giornata ed una volta a casa, ho preso una penna ed è nata “Futuro”.
Dopo questa, ne sono nate altre, e altre ancora. Ho incominciato così a guardarmi intorno, diversamente, ho spalancato gli occhi sul mondo, e dai e dai ne ho scritte un centinaio in tre mesi. Tutto quello che mi colpiva, rimaneva impresso nella mia mente e dovevo scriverlo per “togliermi il tarlo”, sono arrivato perfino a scriverle “al volo” sul cellulare, anche al capezzale dei pazienti.
Tornando al primo volume, ne ho scelte poco più di una trentina e ho pensato che sarebbe stato carino abbinarle a fotografie recenti e passate, sia della mia vita che scattate da me, in fin dei conti era un regalo a mio padre, quindi oltre a immagini del momento, doveva contenere qualcosa di mio, e nostro, familiare insomma. E poi, non sapevo come abbinarle, guardando sul sito internet dove ho poi stampato i volumetti mi è venuto un lampo di genio, creare un album fotografico con le poesie dentro le fotografie. Qualche immagine ammetto non è mia, l’ho brutalmente copiata da internet, altre sono andato in giro apposta a scattarle, le rimanenti le ho ripescate dal mio archivio. Risultato? Direi ottimo, a me è piaciuto tanto e spero sia piaciuto anche agli altri, una cosettina così, carina, senza pretese.
Direi un bel regalo per il compleanno di mio padre, certamente unico.
Poi, non potendo buttare via tutte quelle rimaste, ho pensato di riunirle per dedicarne uno a mia madre che, come supponevo, mi avrebbe chiesto col suo solito sarcasmo perchè non ne scrivevo uno anche per lei…. detto fatto, era già pronto, così è nato “Illusionista”.
Questo però è diverso, meno ricco sia in poesie sia in fotografie. D’altra parte il primo doveva essere “unico”, e unico è rimasto. Dal secondo in poi ho adottato un sistema di composizione differente, non più album fotografico, ma semplicemente rilegato e impaginato “stile bestseller”, con gli scritti alternati ad alcune fotografie, peccato solamente che la qualità fotografica venga a mancare…
Adesso ecco qui il terzo, e poi ne seguiranno altri, ormai sono incontenibile….. ».
Roberto Roganti
Modena, 15 Luglio 2010