Era proprio necessario che Bertha Schwamm reagisse come fece quando Hoskins le chiese un appuntamento per andare al cinema? In fin dei conti, chi era Bertha Schwamm? Il fatto di essere consapevole che quasi nessuno era al corrente che lei fosse un superiore di Hoskins, non voleva dire che fosse pronta a considerarsi sua pari; se anche la gente lo considerava con una certa superiorità, be’, lei avrebbe anche potuto accettare quell’invito. In seguito, chi lo sa?
Tuttavia. Il fatto era che sembrava che la gente avesse votato e concluso che Hoskins fosse un individuo da prendere in giro. Da prendere sempre in giro. Come se gli fosse dovuto. E Bertha, be’, anche lei si era associata agli altri. Detto questo, se ne deduce che non fosse possibile per lei considerarlo un amico, tanto meno, diciamo, come un corteggiatore. E questa era la situazione. Questo, però, non toglieva che avrebbe potuto reagire in modo meno duro. Supponiamo che Bertha avesse risposto, in modo educato: «Grazie, davvero, ma mia madre, siccome è quasi sempre malata, be’, di solito non esco senza di lei. Comunque, grazie».
E se avesse risposto così? Sarebbe rimasto male, lui? Pensate che Hoskins avrebbe insistito, magari dicendo: «Be’, andiamo al cinema tutt’e tre, allora?». Improbabile. Più probabilmente avrebbe borbottato una risposta educata e se ne sarebbe andato via, guardandosi bene, in seguito, a non ripetere l’invito. Ma no, non è così che Bertha rispose. Lei, oh, lei gli rise in faccia.
Cosa c’era di tanto buffo in Hoskins? Be’, ok, aveva un aspetto buffo, con gli occhi in fuori e il mento sfuggente. Ma, dopo tutto, c’erano altre persone ben più buffe di lui. Forse era quel suo taschino sempre pieno di penne e matite? Perché, anche se lui si preoccupava sempre di spiegare come ciascuna di esse servisse a un preciso compito, ugualmente tutti ridevano e lo prendevano in giro. Si dilungava a spiegare come usasse una penna per scrivere gli ordini d’acquisto, e un’altra per le vendite, e una terza per le comunicazioni interne, e un’altra ancora per le note personali e per le lettere, e così via... In un certo senso, sembrava un buon sistema; con uno sguardo, anche a distanza, gli era possibile distinguere, dal colore dell’inchiostro, a cosa si riferisse un dato foglietto, anche rovesciato, perché erano tutte differenti l’una dall’altra. Inoltre, questo gli permetteva di risparmiare le sue preferite.
Patty Birch gli rifaceva il verso dietro le spalle. «Comunicaazione interna» ripeteva mimandolo. E non era la sola, altri facevano lo stesso, erano tutti d’accordo: Bob



