lunedì 1 giugno 2026

Progressive Spin, puntata 50, 28 maggio 2026




Beppe Cunico - The dirt under your feet
Wessex Fayre - Mr Thimble
Kashgar - Kuressaare Blues
Crippled Black Phoenix - No Epitaph_The Precipice
Long Distance Calling - The Spiral
Franck Carducci - Love or Survive



 

sabato 30 maggio 2026

Il Vecchio dell'angolo


 Gran Bretagna, 1901 / Emmuska Orczy

Anziano, macilento e trasandato nel vestire, Old man in the corner (ovvero il Vecchio dell'angolo o, più semplicemente, il Vecchio) è il primo detective sedentario della letteratura poliziesca. Infatti non va mai a vedere la scena del delitto, non interroga mai le persone sospette e non esamina mai gli indizi. 




Trascorre la maggior parte del proprio tempo seduto a un tavolino d'angolo di un pub londinese, sorseggiando una tazza di tè e ascoltando i racconti di Polly Burton, giovane giornalista dell'Evening Observer, per la quale risolve di volta in volta i vari enigmi.
Mentre ascolta i resoconti della giovane, il Vecchio continua a fare e disfare nodi con un pezzetto di spago, operazione che lo aiuta a concentrarsi.



Considera la polizia stupida e inefficiente («Non esiste un mistero connesso con un crimine - ama dire, - ammesso che ci si serva dell'intelligenza nello svolgere le indagini»), vede il crimine «come una ingegnosa partita a scacchi, con molte
intricate mosse che tendono tutte a un'unica soluzione» e nutre quasi sempre una certa comprensione per i criminali. Quando si dimostrano particolarmente abili, giunge addirittura ad ammirarli.



Al di là di una innegabile strumentalità di fondo e di procedimenti metodologici spesso forzati, il Vecchio dell'angolo rimane un personaggio notevole che per certi versi anticipa figure come Hercule Poirot, Philo Vance, Don Isidro Parodi e, soprattutto, Nero Wolfe, l'estroso investigatore privato che non lascia quasi mai la propria casa d'arenaria.
Nel 1924 Rolf Leslie ha impersonato il Vecchio in un serial cinematografico in dodici episodi.

Professor Van Dusen


Stati Uniti, 1906 / Jacques Futrelle

Descritto come una «persona esile, con le spalle curve e sottili dello studioso e il pallore di una vita ritirata e sedentaria sul viso sempre ben rasato», il professor Van Dusen, soprannominato "la macchina pensante", è insignito di numerosissime
lauree ad honorem da università di tutto il mondo ed è considerato uno dei detective più cerebrali della narrativa poliziesca.



Degno erede di Sherlock Holmes, il professor Van Dusen costituisce infatti l'esempio più radicale di applicazione di una logica razionale e matematica allo scioglimento di un mistero. Alla sua prima apparizione, discutendo sul gioco degli scacchi, sostiene che qualsiasi individuo è in grado, apprese le regole e con la sola ferrea applicazione delle leggi della logica, di sconfiggere anche il giocatore più esperto. Infatti, organizzata una partita con Tschaikowsky, campione del mondo di scacchi, lo sconfigge facilmente. 




Brusco e irritabile, questo personaggio ha le spalle insaccate, una testa enorme e dietro le spesse lenti il suo sguardo è concentrato in un perpetuo strabismo. Risolve i casi che gli vengono di volta in volta sottoposti dal giornalista Hutchinson Hatch, ma le sue avventure sono spesso esercizi intellettuali fini a se stessi. D'altra parte egli considera il delitto come una seccatura e la sua soluzione come qualcosa di secondaria importanza. 
Alcuni racconti di Jacques Futrelle con il professor Van Dusen sono stati pubblicati
in Italia da Mondadori.
 

Ispettore Van der Valk


Gran Bretagna, 1962 / Nicolas Freeling

Apparso per la prima volta nel romanzo Solo lei (Death in Amsterdam, 1962), l'ispettore Piet Van der Valk, della polizia di Amsterdam, è un tipo intellettuale, con idee di sinistra che certo non nasconde e che anzi tende fin troppo a ostentare.
Tanto che quasi tutti i critici sono concordi nel deprecare l'inserimento qua e là nei suoi romanzi di dissertazioni politiche - che in genere hanno poco a che fare con le indagini - e un certo suo gusto nel portare avanti atteggiamenti spregiudicati e irriverenti nei confronti di principi e credenze tradizionalmente accettati dalla comunità.



Dopo dieci anni di carriera, questo spigoloso personaggio è diventato ispettore capo della sezione minorenni e gli capita spesso di aiutare giovani innocenti nei guai con metodi certo non sempre troppo ortodossi ma indubbiamente efficaci, visti
i numerosi successi ottenuti nel suo nuovo incarico. Come il commissario Maigret, al quale indubbiamente si è ispirato Nicola Freeling per dar vita a questo personaggio, l'ispettore Van der Valk è un raffinato buongustaio e ama restarsene
a casa con la moglie Ariette, ottima cuoca, che con i suoi saggi consigli ha spesso un ruolo importante nella soluzione di alcuni dei casi di cui l'ispettore via via si
occupa.



Van der Valk è una serie televisiva britannica di dramma criminale prodotta per la rete ITV da Thames Television. È andata in onda dal 13 settembre 1972 al 19 febbraio 1992, con le prime tre serie prodotte tra il 1972 e il 1977, e altre due commissionate nel 1991 e nel 1992.
La serie è stata creata da Nicolas Freeling, basata sui suoi romanzi su un detective ad Amsterdam. Ha visto Barry Foster nel ruolo del personaggio principale Simon "Piet" van der Valk.


Van der Valk è una serie televisiva britannica di crime drama che ha debuttato su ITV nel 2020. È un remake libero della serie originale Van der Valk, andata in onda dal 1972 al 1992 su ITV. Adattata dalla serie omonima di romanzi thriller polizieschi di Nicolas Freeling, il reboot è stato creato e scritto da Chris Murray, con Marc Warren nel ruolo del detective di polizia Van der Valk. La continuità con la serie originale non è mantenuta nel remake, che introduce personaggi rivisitati e nuovi, così come nuove trame.
Van der Valk ha debuttato nel Regno Unito il 26 aprile 2020, la seconda serie il 7 agosto 2022 e la terza serie il 18 giugno 2023. La quarta serie è prevista per il 2026.
 

Tenente Valcour


Stati Uniti, 1929 / Rufus King

Figlio unico di un poliziotto della Soreté di Parigi, poi emigrato in America, il tenente Valcour della polizia di New York, in seguito promosso al grado di ispettore, è nato in Canada. Ha iniziato la sua brillante carriera nella polizia dopo essersi laureato all'università di Toronto e aver lavorato per un'importante agenzia investigativa di New York. Nel 1904 ha preso la cittadinanza statunitense.



Dotato di un notevole sangue freddo oltre che di un sottile senso dell'umorismo, questo personaggio svolge le sue indagini soprattutto nella ricca zona residenziale di Long Island e a Manhattan, cercando di non dare troppo nell'occhio e di restare il più possibile «anonimo». 



Affascinante nella sua sobrietà, il suo atteggiamento è sempre temperato, la sua condotta vigile e intelligente, senza atteggiamenti trionfalistici né pose egocentriche.
Sempre presentato con il solo cognome, il tenente Valcour è un uomo tranquillo che si pone sotto il segno della più assoluta moderatezza di carattere e di comportamenti e non sembra dotato di grande carisma.
Neppure tra i lettori, visto il favore piuttosto modesto che le sue imprese hanno riscosso tra gli appassionati del genere.
 

venerdì 29 maggio 2026

Ellery Queen - L’avventura del viaggiatore africano

 






SNMN, puntata 50, 27 maggio 2026




Complesso del Brodo - Bevi Belva Bevi
Dear Lunacy - Drops
Jaro Lynx - Velvet Religion
Alis Mata - Anche meno
The Pop Fish Band - Pop Fish
Alan Michael - Caffè
Leggero Burnout - Io Incredulo
Neraprile - SNS
Kukla e Tonino Carotone - Tempo (Futuro incerto)
SKW - Augmented Humanity
Francesco Pintus - Nitidezza
Spectrum Vates - Federico Gatti
Tommi Scerd - Elso
Blumosso - Chi siamo davvero


 


giovedì 28 maggio 2026

Bram Stoker: La nascita del sogno


Le acque azzurre toccano le mura del palazzo; ogni volta che mi metto in ascolto riesco a sentire il delicato e avvolgente sciabordio che fanno quando colpiscono il marmo. Lontano, in mezzo al mare, riesco a vedere le onde risplendere sotto i raggi del sole. Sono sempre sorridenti, sempre sfavillanti, sempre solari. Onde felici! Felici nella vostra contentezza, tre volte felici di essere libere!
Mi alzo dal mio lavoro, mi aggrappo al muro e raggiungo la strombatura della finestra. Afferro l'angolo della muratura e mi tiro su, fino ad acquattarmi nell'ampio vano. Il mare, il mare, che si estende in lontananza, fin dove riesce ad arrivare il mio sguardo. Lo osservo intensamente, finché mi si offusca la vista, ed è in quella vaghezza di sguardo che il mio spirito ritrova la sua visione. La mia anima vola via sulle ali della memoria, al di là del mare azzurro e sorridente - al di là delle onde sfavillanti e delle vele luminose, fino alla terra che chiamo casa. Con il trascorrere dei minuti, mi sembra di riacquistare a poco a poco la mia vera vista, e così mi guardo intorno e vedo la vecchia casa in cui sono nato. La spartana semplicità di questa dimora appare ai miei occhi come qualcosa di nuovo. Qui vedo i miei vecchi libri, i miei manoscritti e i miei disegni, là invece, sui loro vecchi scaffali, in alto sopra la porta, le mie prime, rudimentali, prove artistiche.
Come mi sembrano insignificanti adesso! Eppure, se fossi libero, non darei la più mediocre di esse in cambio di tutto quello che possiedo ora. Possedere? Sto proprio sognando!
Il sogno mi riporta alla vita a occhi aperti. Salto giù dal davanzale della finestra e ricomincio a lavorare freneticamente, perché ogni linea che traccio sulla carta, ogni nuova forma che nasce dal gesso, mi avvicina sempre di più alla libertà. Farò un vaso la cui bellezza metterà in ridicolo le opere gloriose realizzate in Grecia durante la sua epoca d'oro! Di sicuro, con il tempo, un amore e una speranza come quelli che provo io daranno vita a una qualche forma di bellezza! Quando Lui l'ammirerà, griderà estasiato, ordinando che mi liberino immediatamente. Ogni volta che penso alla libertà - perfino se questa dovesse arrivare per mano sua - riesco a dimenticare il mio odio e il profondo debito di vendetta che ho contratto

mercoledì 27 maggio 2026

Ernesto Camillo Sivori



(Genova, 25 ottobre 1815 – Genova, 19 febbraio 1894)

Violinista e compositore italiano, la sua produzione, esclusivamente violinistica, comprende una cinquantina di composizioni. Fu uno dei maggiori virtuosi dell'Ottocento e tenne concerti nelle Americhe e in tutta Europa. A Parigi un critico lo definì "Paganinetto", mentre in Germania fu definito ironicamente "Il sosia di Paganini".

Talento precoce e apprezzato internazionalmente, esordì a Genova a soli dodici anni, nel 1827, di fronte ai reali di casa Savoia. Fu amico e ultimo allievo di Paganini, con cui studiò nel 1823-24. Fra i suoi docenti vi furono anche Giacomo Costa (1762-1836, docente anche di Paganini) e Agostino Delle Piane (1786-1831), anch'egli allievo di Paganini tra il 1805-1809 durante il suo soggiorno a Lucca.

Tra gli altri strumenti utilizzati, Sivori possedeva una riproduzione fedele del celebre Guarneri del Gesù il "Cannone" (il violino preferito da Paganini), realizzata a Parigi dal liutaio Jean-Baptiste Vuillaume (1798-1875) nel 1834, e donata dal liutaio allo stesso Paganini. Questo violino fu acquistato da Sivori nel 1840 per 500 franchi e il ricavato donato al liutaio. Il violino, poi divenuto celebre come "Il Sivori", è conservato presso il Municipio di Genova, insieme all'originale paganiniano, avuti per donazione e lascito testamentario.

La carriera concertistica internazionale di Sivori ebbe un'impennata dal 1841, quando iniziò a essere conosciuto in pubblico come erede dell'arte paganiniana, del quale riprese taluni usi stilistici. Per eseguire la Cantata sulla Preghiera (M.S.23), trascrizione di Paganini dal Mosè di Rossini, usava smontare tutte le corde tranne quella del Sol, che accordava in Si bemolle. Eseguiva la musica del maestro adattandola alle proprie esigenze, avendo le dita corte, infatti, aveva difficoltà a eseguire alcuni armonici doppi, mentre aveva una fine intonazione e molta agilità con la mano sinistra.

Autore di molti pezzi per violino e pianoforte, scrisse anche 12 capricci per violino solo (Op.25).
A Camillo Sivori Paganini dedicò un concertino per violino e chitarra, il cui originale è andato perduto, e altri pezzi tra i quali sei cantabili e minuetti a valtz per quartetto con chitarra.

Morì nel febbraio del 1894, ricevendo sepoltura nel Cimitero monumentale di Staglieno, all'interno del Pantheon.
A Sivori sono dedicati un teatro a Finale Ligure e una sala cinematografica a Genova.


 

Ian Fleming - 007, Paesaggio di morte