Roberto Roganti Grog
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martedì 9 giugno 2026
Edgar Wallace - Un segreto di stato, N.87
Ci sono inglesi e inglesi. Quelli di Wallace e quelli di Antonioni, cioè quelli di ieri e quelli di oggi, che hanno in comune un problema da risolvere: il delitto. E se il fotografo del regista non lo risolverà, « il giovin signore » del romanziere sarà più fortunato e soddisfatto. Jimmy Blake, dedito a una vita spensierata e agli amori poco impegnativi, cambia radicalmente dal momento in cui viene a sapere che suo cugino, un giovane scienziato, è stato misteriosamente ucciso. Che cosa si nasconde dietro questo assassinio? Affrontando con coraggio pericoli e situazioni poco chiare, dato che coinvolgono persone assolutamente insospettabili, Jimmy s'imbatterà nientemeno che in un terribile Segreto di Stato. Ma aiutato, per sua fortuna, dall'amico Ponter e sostenuto dalla dolce Delia Sennett, finirà per mettere a fuoco il nocciolo marcio della vicenda e far scomparire per sempre la luce diabolica dagli occhi degli allucinati protagonisti.
lunedì 8 giugno 2026
Progressive Spin estate 1
Legs On Wheels - Centipede
The Arc Light Sessions - Old Photograph
Cryptic Shift - Hexagonal Eyes
The Paradox Twin - My Main Function
Godsticks - Torn Again
Refestramus - Deathless
The Arc Light Sessions - Old Photograph
Cryptic Shift - Hexagonal Eyes
The Paradox Twin - My Main Function
Godsticks - Torn Again
Refestramus - Deathless
Schermi contro libri
Leggere un libro fino in fondo sta diventando un gesto meno naturale di quanto sembri. Non perché manchino storie belle, autori capaci o romanzi in grado di lasciare qualcosa. Il problema è più silenzioso: molte persone hanno perso l’abitudine a restare dentro una storia abbastanza a lungo da permetterle di funzionare. Il telefono ha insegnato alla mente un ritmo diverso. Tutto arriva subito, tutto si può cambiare in un secondo, tutto può essere saltato appena richiede un minimo di pazienza. Un video non convince? Si passa al successivo. Un post annoia? Si scorre oltre. Una risposta tarda ad arrivare? Si apre un’altra app. Questa velocità continua sembra innocua, ma modifica il modo in cui affrontiamo anche ciò che veloce non può essere.
Un libro, invece, non si apre davvero alla prima pagina. Ha bisogno di spazio. Chiede al lettore di entrare piano, di seguire una voce, di conoscere personaggi che all’inizio possono sembrare lontani. La lettura pretende un patto antico: tu mi dai attenzione, io ti restituisco profondità. È un patto semplice, ma sempre più difficile da rispettare quando la testa è abituata a ricevere stimoli continui. La tecnologia non ha rubato i lettori in modo improvviso. Li ha abituati, giorno dopo giorno, a una forma di impazienza leggera. Una pagina sembra lunga, un capitolo sembra troppo, una descrizione viene percepita come un ostacolo. Eppure proprio lì, nelle parti che non corrono, spesso nasce il piacere della lettura. Una stanza descritta bene, un silenzio tra due personaggi, un pensiero che si sviluppa lentamente: sono elementi che chiedono presenza, non consumo rapido. C’è poi un’altra perdita, forse ancora più sottile: la fantasia. Davanti a uno schermo riceviamo immagini già pronte. Volti, ambienti, musiche, colori, movimenti: tutto viene servito completo. Il cervello guarda, assorbe, reagisce. Leggere è diverso.
Quando un romanzo racconta una casa, un bosco, un temporale o un volto, l’immagine deve nascere nella mente di chi legge. È un lavoro invisibile, ma importantissimo, perché allena l’immaginazione. Se questo esercizio viene praticato sempre meno, anche la fantasia diventa meno elastica. Non sparisce, ma si impigrisce. Si aspetta che qualcuno mostri tutto, invece di costruire qualcosa partendo dalle parole. Il libro chiede collaborazione; lo schermo spesso chiede solo attenzione passiva. Ed è qui che la differenza diventa enorme. Molti dicono di non avere tempo per leggere, ma spesso il tempo esiste: è solo spezzato in decine di piccoli momenti consegnati allo smartphone. Dieci minuti al mattino, venti la sera, mezz’ora persa tra video e notifiche. Non sono colpe, sono abitudini. Però le abitudini decidono cosa diventa facile e cosa diventa faticoso.
La lettura oggi sembra più difficile perché richiede esattamente ciò che la tecnologia ci sta togliendo: lentezza, pazienza, concentrazione e immaginazione. Non basta dire che i giovani leggono meno o che gli adulti sono distratti. Il punto è che siamo tutti immersi in un sistema che premia la risposta immediata e rende sospetto tutto ciò che chiede tempo. Eppure i libri restano necessari proprio per questo. Non competono con lo schermo sul terreno della velocità, e non devono farlo. Il loro valore sta altrove: nella possibilità di fermarsi, pensare, immaginare e abitare una storia senza essere continuamente interrotti. Leggere non è solo ricevere contenuti; è allenare una parte della mente che rischia di atrofizzarsi quando tutto viene semplificato, accelerato e mostrato in anticipo. Forse il futuro della lettura non dipende soltanto da quanti libri verranno pubblicati, ma da quanta pazienza saremo ancora disposti a concedere a una pagina. Perché un lettore non si perde nel momento in cui smette di comprare libri. Si perde prima, quando non riesce più a restare abbastanza a lungo dentro una storia da immaginarla davvero.
domenica 7 giugno 2026
La signora in giallo
Stati Uniti, 1984 / Peter S. Fischer, Richard Levinson e William Link
Jessica Fletcher (Angela Lansbury), più nota come la signora in giallo, è una scrittrice di romanzi polizieschi di mezza età oltre che bravissima investigatrice dilettante. Chiaro ibrido tra Agatha Christie e Miss Marple (che quattro anni prima la stessa attrice aveva interpretato in Assassinio allo specchio), questa eroina è dotata di una notevole capacità di osservazione, di grande curiosità e grande tenacia oltre che di un'inarrestabile attrazione nel fare domande a cui spesso molti vorrebbero sottrarsi.
Abilissima nel risolvere un rompicapo disponendo soltanto di alcuni dei pezzi chiave, Jessica Fletcher vive a Cabot Cove, un'immaginaria cittadina del Maine, negli Stati Uniti, dove sono ambientati molti dei suoi telefilm di questa serie. Ma, contrariamente a Miss Marple, che raramente si muove da casa, lei passa buona parte del tempo in giro: firmando autografi in una grande libreria, lavorando come
consulente della televisione per una commedia tratta da un suo libro o assunta da una casa cinematografica per la sceneggiatura di un film poliziesco.
Quando si trova coinvolta in qualche caso di omicidio nella sua città natale, ricorre ad amici come lo sceriffo Amos (Tom Bosley) o il dottor Seth Haslett (William Windom), mentre in altre occasioni non sempre gli investigatori della polizia sono
amichevoli né vedono di buon occhio il suo interesse per il caso e quell'andare in giro a porre domande a testimoni e indiziati.
Jessica ha anche parecchi nipoti, versati in questo o in quel campo, che spesso
l'affiancano in qualche indagine, anche se poi è sempre lei quella che svolge la maggior parte del lavoro e che naturalmente finisce con lo scoprire l'insospettabile colpevole. In alcuni episodi di questa serie, originariamente intitolata Murder, she wrote e trasmessa negli Stati Uniti a partire dal 30 settembre 1984 per complessivi 88 episodi da 50 minuti, fa capolino una cugina inglese della protagonista, Emma,
una cantante di operetta, ormai ritiratasi dalle scene, che cerca, naturalmente senza riuscirei, di emulare Jessica, finendo inevitabilmente con il cacciarsi in qualche guaio.
Tra le vedette che hanno di tanto in tanto fatto capolino nella serie possiamo
ricordare Stewart Granger, Ernest Borgnine, Linda Blair e Robert Vaughn.
A beneficio di inventario: Jamie Lee Curtis interpreterà Jessica Fletcher nel reboot cinematografico de "La signora in giallo", raccogliendo l'eredità di Angela Lansbury. L'attrice ha confermato ufficialmente il progetto, specificando che si tratta di un film e non di una serie. Le riprese non sono ancora iniziate perché l'attrice deve completare altri impegni.
Shitychesky
Argentina, 1980 / Carlos Trillo e Horacio Altuna
Disprezzato e schernito dai suoi superiori, che gli affidano qualche indagine solo quando non possono proprio farne a meno, angariato e oppresso da una madre dispotica e possessiva, Samuel Shitychesky è un perdente nato, ben diverso da tutti i poliziotti che l'hanno preceduto nel pur variopinto mondo dei fumetti.
Il bello è che alla fine, in un modo o nell'altro, le cose si sistemano e lui riesce sempre (e in genere del tutto per caso, naturalmente) a trovare il giusto bandolo della matassa per individuare i colpevoli.
Simon & Simon
Stati Uniti, 1981 / Philip de Guere
Ambientata a San Diego (anche se il pilot, Pirate's key, era stato girato l'anno prima in Florida), questa serie televisiva americana è incentrata su due simpatici e squattrinati investigatori privati, i fratelli Andrew Jackson "A.J." Simon (Jarneson Parker) e Rick Simon (Gerald McRaney).
Rude veterano del Vietnam, Rick è un tipo faceto e scherzoso, mentre il fratello, più giovane, ha frequentato l'università ed è più meditativo e rigoroso. Altri interpreti: Eddie Barth come Myron Fowler, capo di un 'agenzia rivale, Jeannie Wilson come sua figlia Myron, che lavorava con la madre nella prima stagione, mentre diventa assistente procuratore distrettuale nella seconda, Tim Reid come Marcel "Down town" Brown, un poliziotto che lavora sotto copertura, e Mary Carven nel ruolo della simpatica e un po' apprensiva madre dei due detective.
Molto giocata sul contrasto psicologico e caratteriale tra i due protagonisti, questa serie (svelta d'azione e nei dialoghi, ma tutto sommato non molto originale nei testi, almeno inizialmente) è partita un po' in sordina, crescendo in seguito di spessore, tanto da balzare per qualche tempo tra i dieci telefilm più amati dai telespettatori americani.
Simon & Simon è andato in onda dal 24 novembre 1981 per 143 episodi da 50 minuti.
Principe Zaleski
Gran Bretagna, 1895 / Matthew Phipps Shiel
Nobile russo in esilio, il principe Zaleski vive a Londra e nel corso delle sue avventure ha lasciato soltanto una volta il suo appartamento avvolto nella penombra e pieno di mummie egiziane, tavolette runiche e preziose reliquie. Nelle sue avventure non contano tanto i pensieri o le azioni, quanto i gesti, che definiscono il personaggio, un uomo che «Sembrava possedere una inusitata
capacità non soltanto di brogliare matasse in retrospettiva, ma anche in una prospettiva futura e ( ... ) di mettere in correlazione gli eventi con una inimmaginabile precisione».
Creato nel 1895 da Matthew Phipps Shiel, questo personaggio rappresenta una delle radicalizzazioni più arbitrarie di quell'attrazione tutta intellettualistica verso la figura del detective che gli echi della dottrina positivistica avevano contribuito a
portare in auge. Autore e personaggio nello stesso tempo (è infatti proprio l'autore a sottoporre di volta in volta al principe qualche caso insolito da risolvere), Shiel
amava dire che il principe Zaleski era l'unico vero figlio legittimo del padre di tutti i detective, il cavaliere Auguste Dupin, mentre Sherlock Holmes ne era solo il figlio illegittimo.
Alcune avventure del principe Zaleski sono state pubblicate in Italia da Sellerio.
Judge Wright
Stati Uniti, 1945 / Bob Trent e Bob Wells
Noto in Italia anche come giudice Morris, Wright è un magistrato che ama trasformarsi in poliziotto per risolvere i "casi" che dovrebbe limitarsi a giudicare. Di volta in volta alle prese con presunti uxoricidi e politicanti corrotti, criminali di ogni tipo e procuratori distrettuali ottusi, questo personaggio non si tira mai indietro di fronte a nulla pur di giungere alla verità.
Nonostante le interessanti storie scritte da Bob Trent, il giudice Wright non riuscì
mai a conquistare il grande pubblico, neanche quando Fred Kida e, successivamente, George Rousso subentrarono a Bob Wells nella realizzazione grafica delle storie.
La serie fu interrotta nel 1949.
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