Roberto Roganti Grog
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lunedì 28 settembre 2026
SNMN, puntata 52, 23 settembre 2026
Dear Lunacy - Abbastanza
The ClerX – Without the Fight
Summer Love - Zara Broadway
La Corte Marziana - Come Monna Lisa
The Clown Society - Wanted To Tell You
3 O'Clock - Warm Me Up
Talia Cavasu - Gin & Tonica
Ain't No Lullaby - One More Sunset
Capolupo - La Grande Occasione
Flease - Noi ci saremo
Dirty Heavens - Rhoads
Fentz - A Time to Heal
Veronica Howle - Diversa da te
Luke Style - Gangsta
venerdì 25 settembre 2026
Fuori… la luce: il diritto di essere madri senza dover nascondere il dolore
di Elisa Rubini
La felicità, quando diventa un sentimento obbligatorio, può rendere ancora più difficile raccontare il proprio dolore, soprattutto in un’esperienza come la maternità, sulla quale si concentrano aspettative profonde e immagini spesso idealizzate. La nascita di un figlio viene associata alla pienezza, alla scoperta di un amore immenso, all’inizio di una vita capace di dare significato a ogni fatica, mentre rimane meno spazio per quelle emozioni che sembrano contraddire una simile promessa. È in questo spazio poco raccontato che si colloca Fuori… la luce di Rosita D’Esposito, un libro che porta l’attenzione sulla donna mentre tutto, intorno a lei, sembra chiederle di riconoscersi esclusivamente nel ruolo di madre.
La prospettiva proposta dal libro ha un valore particolare perché accoglie quanto può risultare difficile persino nominare: la paura dopo la nascita di un figlio, il senso di smarrimento, un corpo che cambia e quella dolorosa estraneità che si avverte quando non ci si riconosce più. La maternità viene così attraversata anche nella sua dimensione più fragile, dove l’esperienza vissuta si allontana dalle aspettative e la distanza può diventare un’ulteriore fonte di sofferenza. Dare voce a questa frattura significa riconoscere dignità a sentimenti che rischiano altrimenti di rimanere soffocati dalla vergogna di non essere felici quanto si pensa di dover essere.
giovedì 24 settembre 2026
mercoledì 23 settembre 2026
John Morressy - Dirigenti & Ascensori
L’aria era finalmente pulita, e il ragazzo e la ragazza facevano rapidi progressi nell’attraversare la foresta di risplendenti ossa azzurre. Di colpo apparvero le due lune oltre a tutte le stelle. Il sentiero cominciò a palpitare e un ansito famelico colmò di sé l’aria attorno a loro. All’improvviso tutto tornò normale.
— È ancora Balbaranza — Osservò la ragazza.
— Ne sei sicura, Denal? — disse Ux, il ragazzo, con voce bassa e calma.
Lei annuì con sicurezza. — È lo stile di Balbaranza. Lei ama le manifestazioni celesti.
Attorno ai due cominciò a cadere una grandinata di lacrime che risuonavano con lieve musicalità sulle ossa della foresta. Denal e Ux si coprirono coi cappucci e si strinsero tenendo le braccia l’uno attorno alla vita dell’altra. La grandinata sembrò esitare, si trasformò in una pioggerella sottile fatta di sospiri, s’arrestò. Il terreno era asciutto. — Questa era opera di Trilligask vero? — disse Ux.
— Credo di sì. Si dà molto da fare con il tempo.
— Denal, è vero che lavora per la Lega degli Assassini? Mio padre pensa di sì.
— Tuo padre è uno spadaccino. Che ne sa lui di streghe o della Lega degli Assassini?
— Solo perché la tua è una famiglia di ladri, pensi che tutti gli spadaccini siano degli sciocchi. Mio padre è abile e intelligente. Detiene i diritti della Pietra Vitale, cosa che nessun altro ha mai avuto — disse Ux.
— Già, ma li ha perduti di nuovo — osservò Denal.
— Perché è stato attaccato dai Nove Uomini di Bronzo! Ma lui li ha scacciati e probabilmente così facendo ha salvato tuo padre e gli altri. Non dovresti più prenderti gioco degli spadaccini, Denal.
La ragazza mise con grazia le braccia attorno al collo sottile di Ux e, stirandosi per alzarsi sulla punta dei piedi, lo costrinse ad abbassare la testa. Lo baciò a lungo e con tenerezza. — Ti sto solo prendendo in giro, Ux. Sai che ti voglio molto bene. Formiamo una bella coppia — disse carezzandogli la guancia.
— Sei la ladra migliore di tutte le Terre di Frontiera, Denal. E la più bella, anche — disse Ux rabbonito.
— Grazie, Ux. Sei gentile. Ora faremmo meglio...
S’interruppe di colpo al suono sgusciante che veniva dal profondo della foresta d’ossa. Ux, mostrando i denti, balzò davanti a lei e snudò la spada, Doomdancer. Denal poggiò una mano sul suo braccio fasciato di corde e sussurrò: — No, Ux, non dobbiamo combattere gli Imboscati. Nascondiamoci finché non saranno passati.
Ux, riluttante, la seguì fino a un cumulo d’ossa, dove s’accucciarono finché le forme nebulose di una nidiata di giganteschi Imboscati non fu fluita oltre passando da entrambi i lati. Tornati sul sentiero, s’affrettarono verso la loro destinazione, la casa di Gazog, lo studente di magia che era a capo della loro banda. Poco oltre le bocche azzannanti e ringhiose che si aprivano nel terreno esalando un flato sconcio e puzzolente misto a rumori di risucchi gastrici, videro le luci dell’abitazione dal tetto aguzzo di Gazog.
Appena si furono chiusi il cancello alle spalle, udirono un lungo, basso sibilo. Un’enorme testa spigolosa si materializzò di fronte a loro, alta fino al tetto, mentre la luce traeva bagliori da squame arancione e da gialle zanne.
— È tutto a posto, Zaloom, siamo amici. Denal e Ux. Ti ricordi di noi, vero? — disse la ragazza con il suo tono più gentile.
Il drago abbassò la testa per annusarla e lei gli diede una grattatina dietro le orecchie. Lui ronfò di piacere, e sembrava vento che ululasse in un camino.
Gazog li accolse sulla porta: aveva un aspetto molto da mago. Indossava una morbida tunica nera cinta alla vita da una fune nera. Aveva stivali neri e alla mano sinistra gli luceva un anello con una pietra nera. Capelli neri e corta barba nera,
Ditelo coi fiori
"Ditelo coi fiori" è una celebre storia a fumetti di genere horror/grottesco disegnata dal maestro Sergio Zaniboni. La storia è stata pubblicata originariamente nel dicembre 1969 sulla rivista cult Horror (per la precisione sul n. 1 della testata gestita da Sansoni Editore).
La sceneggiatura è stata scritta da Alfredo Castelli (il creatore di Martin Mystère) insieme a Tito Monego. Sergio Zaniboni (storica matita di Diabolik) realizzò le 10 tavole che compongono il racconto usando il suo tratto elegante e pulito.
Si tratta di una black comedy dal finale cinico e tagliente, in pieno stile Tales from the Crypt. Racconta di un uomo che, tormentato e assillato dalla moglie, decide di liberarsene in modo definitivo seppellendola in giardino e coltivando sopra di lei dei fiori. La vendetta della donna, tuttavia, arriverà proprio attraverso la natura.L'opera è considerata un piccolo gioiello del fumetto nero italiano di fine anni '60 ed è stata inclusa in successive antologie dedicate al meglio della rivista Horror.
martedì 22 settembre 2026
Étienne Nicolas Méhul
(Givet, 22 giugno 1763 – Parigi, 18 ottobre 1817)
Étienne Nicholas Mèhul, interessante musicista francese degli anni della Rivoluzione e del Primo impero, è oggi poco conosciuto.
Molto apprezzato dai suoi contemporanei come compositore d’opera, Méhul è anche autore di quattro sinfonie nelle quali la palese influenza di Mozart e di Beethoven viene da lui stesso giustificata con l’intento di far capire al pubblico che anche un francese poteva comporre nello stile dei grandi musicisti tedeschi.
Nato nel 1763 a Givet, nelle Ardenne, Étienne Nicholas Mèhul studia con l’organista Wilhelm Hanser presso l’abbazia di Lavaldieu, poi si perfeziona a Parigi col clavicembalista alsaziano Jean-Frédéric Edelmann; matura in questi anni un forte interesse per la musica tedesca che resterà fondamentale nella sua carriera di compositore.
I suoi primi lavori sono essenzialmente musica strumentale; alcune sonate per pianoforte vengono pubblicate da La Chevardière nel 1781. Mèhul, tuttavia, è più attratto dalla musica vocale e dal melodramma; nel 1782 presenta al Concerto Spirituel una cantata su testi di Jean-Jacques Rousseau, poi, influenzato da Gluck e da Cherubini, rivolge i suoi interessi verso il melodramma. Nel corso della sua carriera scriverà circa 40 opere.
Nel mese di giugno 1788, presso l’Académie Royale de Musique, iniziano le prove di “Alonzo e Cora”, prove che presto vengono abbandonate per le difficoltà finanziarie del teatro; Étienne Mèhul, deluso ma non scoraggiato, fa rappresentare nel 1790, al Teatro de l’Opéra-Comique, “Euphorisine e Corradin o il Tiranno redento”, che ottiene subito un grande successo. A partire dall’opera “Stratonice” (1792), Mèhul propone soggetti a carattere eroico; scrive anche numerosi canti ed inni di battaglia, tra cui il celebre “Chant du Départ”, e opere celebrative del nuovo regime. Uno dei lavori più interessanti di questo periodo è “Orazio Coclite”.
Nel 1793 Mèhul viene nominato ispettore della musica presso il Conservatorio nazionale superiore di musica e danza di Parigi, appena creato; nel 1795 diviene Accademico di Francia. Di scarso successo è l’opera “La chasse du Jeune Henri” (1797), tuttavia molto apprezzata l’Ouverture, ancora oggi eseguita come brano a sé stante; nel 1801, alla Salle Favart di Parigi, va in scena “L’Irato, ou l’Emporté”, commedia in un atto dedicata a Napoleone.
Dopo il 1804 la vena creativa di Mèhul sembra esaurita, sono sempre più rare le opere composte e le sue apparizioni al Conservatorio; l’ultimo suo lavoro, “San Valentino di Milano”, opera comica in tre atti, verrà rappresentata sul palcoscenico dell’Opéra-Comique soltanto cinque anni dopo la sua morte.
Méhul fu uno dei compositori francesi più importanti vissuti al tempo della Rivoluzione francese. Si dice che Beethoven ammirasse la musica di Méhul e che ne fosse anche influenzato nel suo Fidelio. Conosciuto principalmente come compositore teatrale, Méhul compose anche diverse opere strumentali, incluse cinque sinfonie (la quinta era incompleta e non eseguita).
La Sinfonia n. 2 in Re maggiore presenta un volto più lirico, suonando molto come le giovanili sinfonie di Franz Schubert, sebbene con maggiore sofisticazione contrappuntistica. Quest'opera perennemente solare fa un uso nuovo e, si potrebbe dire, beethoveniano dei timpani nel finale, creando una conclusione piacevolmente vivace.
Completata nel 1809 e eseguita per la prima volta il 26 marzo, invita a un paragone con le prime sinfonie di Franz Schubert. Un'ottimistica leggerezza scorre dalla prima all'ultima pagina, conclusa da una parte di timpani vivace nel finale che avrebbe potuto far sorridere Beethoven.
Progressive Spin, puntata 51, 17 settembre 2026
The Flower Kings - In a World of Fools
Singlelito - Low-Level Depictions of Uncensored Kinetic Works
Saris - Surrounded
Exploring Birdsong - Meadowlands
Green Desert Tree - Fighting Dragons
lunedì 21 settembre 2026
SNMN, puntata 51, 16 settembre 2026
Roberto Lucini - Troppo Troppo
Daniele Antonio Saitta - Gente del Sud
Roberta Giallo - OZ remix
Cainero - Avemaria remix
Vinicio Capossela & Friends - Tutti bodyguard
Vince76 - Portami via
Valentino Forte - Stella bella
Art Name - Niente
Marziam - Canzone
Elaisa Mancini - Nella spiaggia deserta
Kairoskiller - Daily Cinema
Serena Schintu - La vita in controluce
Maravich - Ci vediamo a settembre
Filippo Perbellini & Francesco Montisano Orchestra - Colosseum
Loris Favero - Il tuo volto sul mare
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