Una storia particolare, una webradio privata si vede al centro di una serie di omicidi. Gli speaker sono coinvolti in prima persona e l'assassino si prende gioco di loro e della polizia.
Chi uccide si diverte ad annunciare le morti tramite una filastrocca che mette a dura prova gli investigatori. Il tutto si svolge durante un congresso di ministranti che arrivano da tutto il mondo. Una pagina oscura nell'entourage dell'Arcidiocesi Estense di Modena-Nonantola, che mina la solidità della Chiesa stessa. Servi di Dio che incontrano una morte violenta in terra consacrata.
L'omicida sembra essere sempre un passo avanti rispetto a chi gli dà la caccia. E sfida pure Grogghino, che dovrà mettersi in gioco in prima persona. Il nostro becchino, seppur distratto da eventi a lui sconosciuti, quale l'amore, riuscirà a tenere i piedi per terra e a smascherare il killer.
È una trama incalzante, una corsa contro il tempo, le morti si susseguono e sono sempre più fantasiose. La mente perversa che orchestra questa giostra si dimostrerà un osso duro per tutti, sollevando un tetro velo al di sopra della comunità ecclesiastica modenese.
INCIPIT
... Estrae un mazzo di chiavi dallo zainetto, tra due dita regge quella con il capucchietto rosso, la infila nella toppa e… clack, la serratura si sblocca, senza alcun rumore la porta si apre immettendo in un ingressino buio e angusto; sulla destra l’interruttore che, premuto, dà luce a tutto; la richiude alle spalle e dà due giri al mandante; infine inizia a salire le scale fino al primo piano.
TOC TOC
«Avanti, entra pure Furzèina, è aperto…».
Furzèina, al secolo Livia Parolini, è la speaker del format dove si parla con il pubblico al telefono, ma, soprattutto, si sparla, sempre nei limiti del bon ton; la trasmissione va in onda ogni martedì dalle ventidue a mezzanotte e al sabato da mezzogiorno alle tredici. Si chiama Parlèr in punta ‘d’ Furzèina: musica e ciacole telefoniche. [Parlare in punta di forchetta: musica e chiacchiere telefoniche]
Gli ascoltatori chiamano in radio e dicono la loro, sfogandosi su tutto… Furzèina elargisce risposte e consigli punzecchiosi.
«Vieni, entra pure Livia, ho su un brano, l’ultimo, non disturbi affatto».
«Ciao Vezz [Marco Vezzani], tutto a posto?».
La sfacciata risata in falsetto del Vezz l’accoglie con calore. Poi si toglie la cuffia, allontana il microfono e luma come si deve la ragazza che sfila davanti a lui.
«Entra pupa, ci mancava giusto una donna per saziare i miei istinti primordiali, vieni bambola, fai di me tutto ciò che vuoi…».
Livia sorride, Marco è simpaticissimo e ha sempre voglia di scherzare. Con la coda dell’occhio scorge un movimento in cabina di regia, che sembra deserta, ma si ode un colpo sordo e un «Porc… Boia…».
Una testolina rossa si solleva da sotto un tavolo al di là del vetro; una mano accarezza la sommità dei capelli.
«Ti sei fatto male?».
«No… Mi dimentico sempre che questo tavolaccio sporge e ogni volta che vado là sotto per sistemare i cavi, alzandomi non ci penso e do delle craniate da paura».
Vito Pistacchi, tecnico e regista, come di consueto deve affiancare Livia per via delle telefonate in entrata, che devono essere passate in diretta.
Uscito lo speaker di Vuoi fare a botte?, trasmissione rock irriverente di Marco, restano solo Livia e Vito.
La ragazza si accomoda davanti alla consolle, sposta alcuni cursori, controlla il rientro in cuffia, posiziona il microfono alla giusta altezza e fa segno a Vito che è pronta. Lui trappola ancora un minuto, poi alza la mano destra a palmo aperto. Furzèina si schiarisce la gola con un colpetto di tosse. Nell’ambiente irrompe la Fanfara di Rocky. La mano di Vito resta aperta e sollevata per almeno un minuto, poi con le dita fa il conteggio alla rovescia… 4… 3… 2… 1…
«Buonasera e salve a tutti da parte di Furzèina, primo martedì dopo Pasqua, penso ne abbiate da raccontare oggi, potete iniziare a telefonare per sfogare la vostra rabbia, come di consueto ne abbiamo per ben due ore, quindi approfittatene. Siete carichi e incazzati? Come sempre tanta musica e tante chiacchiere… Siete pronti a effondere il vostro malumore? Vedo già in regia Vito fibrillare, le linee telefoniche sembrano bollenti, ma prima di dar voce al primo di voi, ascoltiamoci l’ultimo brano di Modugno…».
Silenzio di tomba sia in radio che nell’etere per cinque secondi, poi:
«Scherzavo, ahahah, dai scaldiamo i motori con Natural degli Image Dragons…».
La calda voce di Daniel Coulter Reynolds irrompe nello studio, prontamente Vito abbassa il volume in sala mantenendolo alto solo nella rete.
«Liv, stasera mi sa che facciamo il botto, c’è un sacco di gente che vuole dire la sua, a quest’ora sono carichi come delle molle, poi c’è quella storia dell’asteroide che ha rotto un po’ le scatole a tutti, basta che non salti fuori un’altra bazza come la pandemia e poi siamo a posto…».
«Tranquillo Vito, li inforchetteremo come al solito e ce li papperemo in un sol boccone».
Passano i minuti, passa un’ora, passa un’altra mezz’ora. I due ragazzi sono un po’ provati, questo è un orario strano, ma nonostante tutto hanno tenuto testa al fiume di telefonate come due cowboy soli con una grossa mandria di tori inferociti; ora vedono la fine e il riposo del giusto avvicinarsi.
«Ragazzi mancano quasi quindici minuti alla fine di questa puntata e ho pensato di chiudere in bellezza, vi propongo un gioco, chiamatemi e proponete quiz, indovinelli, rebus, vediamo se siete bravi e se riuscite a fregarmi… Intanto che ci pensate ascoltatevi Gangnam Style di Psy, in tema con il nostro finale…».
«Buonasera, sai come si chiamava il più grande nuotatore tedesco?... Furzèina… E la più grande bestemmiatrice indiana?... Ciao, e la più grande mangiatrice spagnola?...».
Furzèina risponde a tutti i quesiti, d’altronde si tratta di vecchie freddure, semplice rispondere, soprattutto a una come lei, con un quoziente intellettivo superiore alla media.
«Liv, manca meno di un minuto, ti passo l’ultima… Vai!».
Vito sfuma il brano che sta andando in onda e apre all’ultima telefonata. Un attimo di silenzio, poi una voce roca e strana:
«Indovina indovinello
a Nonantola è sempre bello
da domani stai accorto
prima o poi ci scappa il morto
La morte in Abbazia
una vita si porta via!».
La telefonata si conclude di colpo dopo una tetra risata.
I due ragazzi si guardano basiti. La paura, lo stupore e lo sgomento disegnano sui loro volti strane mimiche.
Un attimo di silenzio per la sorpresa, poi Liv fa segno a Vito di chiudere in fretta.

