La incontrai al matrimonio di amici, tre anni fa, e andammo subito d'accordo. C'era una differenza di undici anni tra noi, quasi un intero zodiaco cinese, lei ne aveva venti, io trentuno. Ma questo non costituiva un problema. All'epoca avevo tante di quelle cose di cui preoccuparmi, che onestamente non mi restava il tempo di badare a inezie del genere. D'altronde anche lei, fin dall'inizio, non aveva dato la minima importanza ai miei anni. Altra circostanza irrilevante, io ero sposato. Ma età, famiglia, stipendio e cose del genere sembravano essere per lei fattori puramente congeniti, come la grandezza dei piedi, il timbro della voce o la forma delle unghie. Uno ci si poteva arrovellare sopra quanto voleva, non li poteva cambiare. E a pensarci bene, è proprio così.
Lei studiava pantomima con un certo Tal dei Tali, un maestro famoso, e per vivere faceva la modella pubblicitaria. Però trovava quel lavoro noioso e spesso rifiutava gli ingaggi che le procurava il suo agente, di conseguenza guadagnava ben poco. Tanto all'insufficienza dei guadagni suppliva la benevolenza dei suoi numerosi innamorati. Non ne sono certo, ma è quello che tra un discorso e l'altro dedussi dalle sue parole.
Non sto però dicendo che andasse a letto con degli uomini per denaro. Forse si trattava di rapporti molto più spontanei. Tanto spontanei che probabilmente molte persone finivano col riversarle addosso in diverse forme, senza neanche rendersene conto, vaghe emozioni che tenevano sopite dentro di sé - la benevolenza per esempio, l'affetto, la rinuncia. Non riesco a spiegarmi bene, ma grosso modo si trattava di un fenomeno del genere.
Naturalmente non sono cose che possano continuare indefinitamente. Se durassero in eterno, il funzionamento stesso dell'universo ne verrebbe rovesciato. Possono verificarsi soltanto in determinati luoghi, in determinati momenti. Come il fatto di «sbucciare i mandarini».
Parliamone un po', di questa storia di sbucciare i mandarini.
Quando la conobbi, mi disse che studiava pantomima.
Ah, dissi. Non ero molto impressionato, le ragazze di oggi fanno un sacco di cose. Inoltre lei non sembrava il tipo da dedicarsi seriamente a un'attività dando il meglio di sé.
Lei «sbucciava i mandarini». Alla lettera cioè, toglieva proprio la buccia ai mandarini. Alla sua sinistra era posato un vaso di vetro pieno zeppo di mandarini, alla sua destra un altro vaso dove mettere le bucce - questa era la disposizione. Ma in realtà non c'era nessuno di questi
Roberto Roganti Grog
contatto: grogfisio@gmail.com - YouTube: @robertoroganti9479 - FaceBook: roberto.roganti.52 - Instagram: roberto.roganti.grog
giovedì 3 settembre 2026
Haruki Murakami - Granai incendiati
mercoledì 2 settembre 2026
Joe Haldeman - Salme
Ho sempre sonni tumultuosi che mi rendono la vita difficile, ma io mi ostino a cercare di tenerlo nascosto. Oh, sì, è difficile parlarne. Risale tutto a vent’anni or sono, quando stavo in Vietnam. Alle Fosse.
Nella giungla, i cadaveri passano molto velocemente dal brutto al peggio. Trascorrono solo poche ore prima che il rigor mortis li renda difficili da maneggiare, difficili da infilare in un contenitore di plastica. Perché intanto cominciano, se sono cadaveri di bianchi o di gialli, a diventare verdolini nei punti in cui la pelle è esposta. Poi diventano neri e cominciano a puzzare.
Poi si gonfiano e scoppiano.
Uno magari pensa che formiche, scarafaggi, millepiedi e scolopendre si diano da fare alla svelta per farli sparire, e invece no. Perché proprio quando quelli cominciano a puzzare di brutto, tutti gli insetti perdono interesse nei cadaveri, si mostrano infastiditi, vanno a farsi una pizza da un’altra parte, capite? Tranne le mosche. Quelle, li usano per posarci le uova.
La cosa più divertente di tutte è che, se non interviene qualche grosso felino che li dilania e se ne porta via pezzi interi, dopo un paio di settimane vi rimane qualcosa che si avvicina molto ad uno scheletro, anche se conserva qualcosa del viso. Senza occhi, ovvio. Di tanto in tanto, ne troviamo qualcuno così. Non tanto spesso, perché di solito i soldati non muoiono in solitudine né rimangono esposti per tanto tempo, però succede. Noi li chiamiamo “i secchi”. Sotto però sono sempre umidi, e anche dentro conservano dei liquidi, ma per il resto ricordano delle mummie rinsecchite dal sole.
Quando racconti alla gente cosa fai alla Registrazione Salme, o semplicemente “Salme”, sembra che ti sia toccato il lavoro peggiore che ci sia da fare sotto le armi. Invece no. Te ne devi solo stare lì tutto il giorno ad aprire i sacchi di plastica coi cadaveri, cercare di indovinare da quale parte comincia e dove finisce – non che sia sempre e comunque importante stabilirlo – ricucirli tanto o poco, a seconda di quanto serve, con un grosso ago, prendere nota di quello che hanno addosso e nel portafogli, inscatolare il tutto, sigillarlo, scrivere un sacco di scartoffie. Quando si sono radunate un certo numero di casse, si invia il tutto all’aeroporto. La prima settimana non è del tutto piacevole. Ma dopo un centinaio di giorni o giù di lì,
Goldrake
"Agente playboy: Operazione Diamanti" (noto anche come Goldrake n. 138), un albo cult del celebre fumetto tascabile per adulti Goldrake (l'agente playboy). Uscito in edicola il 4 maggio 1972, appartiene alla seconda serie edita da Ediperiodici.
La serie fu ideata nel 1966 da Renzo Barbieri e Giorgio Cavedon, con i disegni storici di Sandro Angiolini (e poi dello Studio Montanari). L'albo n. 138 segue le classiche avventure sexy-spionistiche del protagonista, un affascinante agente segreto che ricorda i ben più noti eroi del cinema e della narrativa.
martedì 1 settembre 2026
Anatoly Borisovich Luppov
(2 giugno 1929, Pachi, Oblast di Nizhny Novgorod – 8 agosto 2022, Kazan)
Nato nel villaggio di Pachi (oggi nel distretto di Tuzhinsky, Oblast di Kirov). Il suo interesse per la musica fu suscitato dal padre, contabile di professione (secondo altre fonti, ecclesiastico), che suonava la fisarmonica, la chitarra e la balalaika. Dopo aver completato sette anni di scuola, lavorò in una fabbrica e frequentò una scuola tecnica forestale. Dal 1946 al 1951 studiò presso il Conservatorio I.S. Palantai Mari di Yoshkar-Ola, imparando la fisarmonica a bottoni, il clarinetto, il violoncello e poi il pianoforte (nella classe di K.R. Geist).
Nel 1956 si diplomò al Conservatorio di Kazan in pianoforte (nella classe di V.G. Apresov) e nel 1959 in composizione (nella classe del professor A.S. Lehman).
Dal 1954 al 1956 lavorò come accompagnatore al conservatorio. Dal 1956 ha insegnato pianoforte (1956-1959) e composizione al Conservatorio di Kazan, dove è stato professore dal 1977. Dal 1970 al 1991 ha diretto il dipartimento di composizione. Contemporaneamente (1969-1973) ha tenuto un corso di composizione presso il Collegio Musicale Yoshkar-Ola. Tra i suoi studenti figurano i compositori Mari Yuri Evdokimov, Lyudmila Novoselova, Alexey Yashmolkin, Anatoly Neznakin, Sergey Makov, Veniamin Zakharov, Stanislav Vasiliev ed Elina Arkhipova. Dal 2015 è professore presso il Dipartimento di Teoria Musicale e Composizione.
Dal 1965 al 1977 è stato Presidente del Consiglio dell'Unione dei Compositori della Repubblica Socialista Sovietica Autonoma Mari. Dal 1984 al 1994 è stato consulente del Seminario annuale pan-unionista per giovani compositori presso la Casa della Creatività di Ivanovo.
È morto l'8 agosto 2022.
È autore di opere di vari generi: teatro, musica sinfonica, vocale-sinfonica, musica da camera-strumentale, nonché opere liriche, balletti, sinfonie, ouverture, concerti per vari strumenti, cantate, opere vocali, musiche di scena e canzoni.
In diverse sue opere, ha utilizzato autentiche melodie mari (nella toccata per pianoforte, nella rapsodia per violino, nei pezzi per oboe solo, nell'ouverture "Giubileo" e in altri). Nella maggior parte il compositore ha creato temi originali, intonativamente legati alle melodie popolari mari.
È il fondatore del balletto mari. Per la prima volta nella storia della cultura musicale nazionale, ha creato un ciclo di concerti per strumenti a fiato con orchestra (per flauto, oboe, clarinetto, fagotto, tromba, corno francese).
Il concerto per clarinetto del 1968 di Anatoly Luppov, è un'opera concertante per clarinetto e orchestra. È spesso citato all'interno del repertorio orchestrale sovietico della fine degli anni '60, talvolta accostato ad altri suoi concerti per strumenti a fiato, tra cui quelli per oboe e fagotto.
lunedì 31 agosto 2026
venerdì 21 agosto 2026
Progressive Spin, estate 12
Quantum Fantay - Return To Xaia
Ian Neal - Cretan Angel
Witch Ripper - The Spiral Eye
Brendan Perkins - Binbrook Skyline
Weedpecker - Fading Whispers
Ian Neal - Cretan Angel
Witch Ripper - The Spiral Eye
Brendan Perkins - Binbrook Skyline
Weedpecker - Fading Whispers
lunedì 17 agosto 2026
Progressive Spin, estate 11
Karcius - Wallow
Moonrise - All About You
Aurora Clara - Seven Hills
Rob Harrison - Tributaries
Thee Oh Sees - OFF COURSE
Long Earth - The Astronomer
venerdì 14 agosto 2026
Progressive Spin, estate 10
Rick Miller - The Game
Aether - Swerve
The Samurai Of Prog - Trapped by Old Age
Legacy Pilots - The Illusion of Knowing
The Claypool Lennon Delirium - It's a Wrap
Vespero - Tio
lunedì 10 agosto 2026
Progressive Spin, estate 9
Parallel Or 90 Degrees - The Afterlifecycle Sequence
Kristoffer Gildenlöw - Before I Fail Asleep
Riffstone - South Pole
Riffstone - The Manticore
A Liquid Landscape - Virgo Calling
venerdì 7 agosto 2026
Progressive Spin, estate 8
KUMORIGAHARA - Mu Gen Hou You
Onségen Ensemble - Crystal Waters of Spring
Wish - Comandante Nino
Green Carnation - Unconditional Artificial Chemistry
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