domenica 26 maggio 2024

Evgeny Svetlanov + 8 Pieces for Violin and Piano (1947, 1974)

Evgeny Svetlanov nato a Mosca il 6 settembre 1928 e ivi morto il 3 maggio 2002, proveniva da una famiglia di musicisti e artisti. I suoi genitori erano entrambi membri della compagnia del Teatro Bolshoi e sua madre, nata Kruglikova, è apparsa nel ruolo di Tatyana in "Eugene Onegin" e ha interpretato il ruolo principale in "Madame Butterfly": fin dalla prima infanzia, Evgeny è stato affascinato dal teatro e, ad esempio, è apparso come figlio di Cio-Cio-San sul palcoscenico lirico più prestigioso dell'Unione Sovietica (fu proprio in ricordo di questo ricordo che diresse la sua ultima rappresentazione dell'opera di Puccini a Montpellier, un mese prima della sua morte – così il ciclo fu concluso).

Studiò alla scuola Gnessin fino al 1951 e al Conservatorio di Mosca fino al 1955, frequentando le classi di direzione d'orchestra di Mikhail Gnessin e Yuri Chaporin, di cui successivamente registrò oratori e cantate; il suo insegnante di pianoforte fu il grande Heinrich Neuhaus; il suo mentore nella direzione d'orchestra fu Alexander Gauk, fondatore dell'Orchestra Sinfonica di Stato dell'URSS nel 1936 e figura emblematica dell'interpretazione moderna. Come spiega Svetlanov: “Prima della Rivoluzione, anche se c’erano degli eccellenti direttori d’orchestra, come Balakirev e Rubinstein, non esisteva una vera scuola di direzione russa: Gauk la creò e anche solo per questo il suo nome dovrebbe rimanere negli annali della nostra storia musicale. ”. 

Svetlanov tenne i suoi primi concerti come direttore d'orchestra alla radio già nel 1953, quando era ancora studente. Due anni dopo ritornò al Bolshoi come assistente principale: nel 1962 fu nominato direttore principale, diventando direttore principale onorario nel 1999, quando diresse una nuova rappresentazione de “La serva di Pskov”. Aveva acquisito familiarità con le grandi opere di Čajkovskij, Rimskij-Korsakov, Borodin e Mussorgskij, oltre a un gran numero di balletti che gli hanno permesso di perfezionare la sua tecnica e la sua conoscenza della letteratura musicale russa affrontando i vincoli dell'alternanza di spettacoli in un teatro di repertorio. Nel 1964 guidò la prima tournée del Bolshoi in Italia, che si rivelò un successo clamoroso.
L'anno successivo, Evgeny Svetlanov rilevò l'Orchestra Sinfonica di Stato dell'URSS, che conosceva da dieci anni, e diresse l'orchestra per oltre trentacinque stagioni, spaziando dai concerti in abbonamento a Mosca (e in tutta l'Unione Sovietica) ai successi fenomenali all'estero. Durante la sua permanenza con l'orchestra il maestro ha registrato un'antologia di musica russa che copre l'intero periodo romantico e post-romantico fino ai tempi moderni. Si è trattato di un compito monumentale che Svetlanov ha condotto metodicamente per venticinque anni interpretando, sia su disco che in sala da concerto, il repertorio tedesco (da Mozart a Schönberg, con una spiccata preferenza per Mahler) e francese (Debussy, Ravel e Dukas, con la notevole eccezione di Berlioz). 

Nel 2000 venne licenziato dal ministro della cultura della Russia, Michail Švydkoj, dall'Orchestra sinfonica di Stato della Russia per il motivo addotto che Svetlanov avesse passato troppo tempo a dirigere all'estero e poco tempo a Mosca. 

Un compositore, Evgeny Svetlanov, lo era a pieno titolo, ma anche in modo intermittente. Sebbene abbia avuto contatti con Shostakovich, Prokofiev, Khachaturian e Rodion Shchedrin, il suo stile personale ha poco a che fare con quello dei suoi famosi contemporanei: è, per sua stessa ammissione, piuttosto “conservatore”, intriso di reminiscenze popolari e una spontaneità emotiva indiscutibilmente disarmante. I suoi gusti musicali molto eclettici lo hanno portato, come creatore, a mantenere viva una tradizione post-romantica derivante da Miaskovsky, di cui è sempre stato un ardente difensore, e da Rachmaninov. 

Oltre alla “sua” orchestra, dalla quale venne licenziato in modo incomprensibile in fin di vita (“Non voglio assolutamente cercare di indovinare i veri motivi del mio licenziamento. Penso che ci porterebbero molto lontano. Altro anche di quanto alcuni possano supporre…”), Svetlanov ha diretto numerosi gruppi occidentali.

Direttore d'orchestra, compositore, pianista, autore e anche pescatore, calciatore dilettante, Svetlanov ha avuto un profondo impatto sulla scena musicale della seconda metà del XX secolo. Morì nella sua casa, a Mosca, la notte tra il 3 e il 4 maggio 2002. Aveva settantatré anni. Salutato anche dal presidente Putin come uno degli ultimi giganti della cultura russa, riposa accanto a sua madre nel cimitero moscovita di Vagankovo.


Diego Ribechini - Origami


da Alessandro Vigo

"Origami", il nuovo atteso singolo di Diego Ribechini, è un vero e proprio inno alla rinascita e alla libertà creativa. Con parole intense e melodie coinvolgenti, il brano cattura l'essenza della volontà di cambiare la propria vita, abbracciando una prospettiva nuova e positiva.

Il testo di "Origami" nasce dall'esigenza di ribellarsi ad un mondo sempre più incline a relegarci in categorie prestabilite, trattandoci come meri prodotti anziché come artisti e esseri umani unici. In un'epoca dominata dal consumismo sfrenato, concetti come amore e rispetto spesso diventano astratti, ma sono proprio quelli a cui dobbiamo aggrapparci se vogliamo rigenerarci e trovare la nostra felicità autentica.

Con la sua potente combinazione di musica e testi, “Origami” invita così l'ascoltatore a riflettere sulla propria esistenza e a trovare la forza per riaffermare la propria individualità e creatività. È un richiamo alla libertà di essere sé stessi, senza lasciarsi ingabbiare dalle convenzioni della società moderna.

BIO

Diego Ribechini nasce a Volterra il 2 Maggio 1978 e durante il suo percorso artistico ha avuto modo di spaziare in varie aree e generi musicali.

I suoi inizi sono con la band rock prog italiana Quintessenza con i quali compone tre album ed un Ep e grazie ai quali inizia a farsi le ossa nell’intensa attività live del gruppo.

Con curiosità e passione si approccia al mondo del teatro in particolare di quello musicale ed inizia a lavorare a diversi progetti che lo porteranno alla scrittura di alcuni libretti di musical tra i quali Draculea (vincitore di due premi nazionali nel 2007), Edward e Georgie il musical. Pubblica anche due libri di poesie editi da Leone Editore e nel frattempo fonda una nuova band gli Stoned Dogs con i quali esce con l’album autoprodotto “RANDAGIO”.

Proprio quest’ultima band è il trampolino di lancio verso la carriera solista che lo vede pubblicare due album “DR40” e “AUTOFAGIA”.

Attualmente sta lavorando ad un nuovo libro di poesie e sulla stesura di un nuovo libretto per un musical incentrato sulla storia di Giovanna D’Arco, oltre a preparare i futuri live che seguiranno l’uscita del nuovo disco nel prossimo inverno. 

sabato 25 maggio 2024

Marcella Nardi, Mi fidavo di te

Taranto ai giorni nostri

Un’affascinante giovane donna, Sofia De Florio, è intrappolata nel gioco malato di un assassino.
Sofia ha chiesto aiuto, ma l’aiuto non è arrivato in tempo.
Non poteva nascondersi, combattere o fuggire. Vittima innocente della mente contorta di un killer seriale.
Dotato di una mente acuta e perspicace, l'investigatore privato Roberto Pignatelli, che si occupa del caso di Sofia De Florio, figlia di un suo caro amico, si rende subito conto che questo non è un omicidio ordinario: per le strade di Taranto circola un serial killer, una teoria confermata da Ginevra Landi, una brillante e stravagante giornalista indipendente.
Studiando più a fondo il modus operandi di questo folle assassino, Roberto Pignatelli e Ginevra Landi scoprono l’ossessione del killer.
Roberto Pignatelli si impegna in una caccia all’uomo che lo porterà su percorsi tortuosi che non avrebbe mai pensato di attraversare.
L’assassino lo costringerà a fare ciò che nessun altro è mai riuscito a realizzare prima: confrontarsi e affrontare il suo doloroso passato.
Mentre il killer imperversa in città, dimostrandosi più furbo e sfuggente di chiunque Roberto Pignatelli abbia mai cacciato, le scommesse sulla sua identità aumentano. In una corsa disperata contro il tempo.
Fino a che Roberto Pignatelli non riuscirà a trovarlo e catturarlo, nessuno sarà al sicuro.

Francesca Lavinia Ferrari: Io sono questa



spesso adagiata su un fianco
[l’altro scoperto]

vestita d’un filo di fumo
[un pensiero trascritto sul dorso]

questa nei momenti di quiete
ma tigre nelle ore arrabbiate
[del giorno]

tra asfalto e sudore
unghie e neve

mentre suono coi piedi la terra
e mi torna il rimbombo di un mondo satollo di nulla.

La mia irrimediabile pupilla
è metropolitana e ti misura
[in piani].

Va la belva che il buio ammansisce.
Errando.

Ditemi chi sono e chi cerco

 


Emotional Ketchup Burst - Beatrice

 

da Alessandro Vigo

Scritto in occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante e dopo la visita, a Ravenna, dei luoghi danteschi, "Beatrice" il nuovo singolo degli Emotional Ketchup Burst, si ispira proprio al Sommo Poeta.
"Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta…” 
uno dei più famosi componimenti della cultura italiana.
Cosa può dare ancora questo sonetto a 700 anni dalla sua scrittura? E’ proprio ciò che si è chiesta la band, cercando di vestire i panni di Dante Alighieri moderni e cercando di tradurre in suono quello che è il sentimento eterno che guida la poesia.
Ognuno ha la sua Beatrice che insegue, e magari riesce a raggiungere, nella propria vita.

BIO

Gli EKB - Emotional Ketchup Burst, band toscana di musica indie / alternativa italiana.
Il progetto nasce a Piombino a inizio 2017, prima esclusivamente strumentale per poi svilupparsi proponendo brani originali in lingua inglese.
Durante il primo lockdown rilasciano l' EP d'esordio strumentale elettronico “Hyperuranion” con richiami alle produzioni di Brian Eno. Questo permette loro di essere notati anche oltreoceano e di collaborare con una band di San Diego, vedendo i propri lavori in collaborazioni trasmessi sulla radio 91x, con sede proprio a San Diego.
La band, sotto la guida e la produzione di Emiliano Pasquinucci e Paolo Cillerai, decide di lasciare le liriche in Inglese e di abbracciare l’Italiano, mettendosi subito a lavoro per proporre nuovi brani e sonorità.
A Luglio 2023, esce il primo singolo "Fantasma allo Specchio" in collaborazione con Sorry Mom! con video in anteprima su RockON.it
In Ottobre il secondo "Non Cielo Dicono", brano che ironizza sulle assurdità del mondo contemporaneo.
Dal brano “Beatrice”, la band si allarga con l’ingresso di Martina Biondi alle chitarre e alla voce e inizia una collaborazione artistica con il produttore Vincenzo Mario Cristi, volto alla ridefinizione del sound della band.