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martedì 31 marzo 2026
sabato 28 marzo 2026
Corrado Roscelli intervista Roberto Roganti a RadioAttiva Nonantola
Sulle strade della California
venerdì 27 marzo 2026
Marco e Dida Paggi: L’ultimo piacere di Andrea Sperelli
Progressive Spin, puntata 41, 26 marzo 2026
giovedì 26 marzo 2026
SNMN, puntata 41, 25 marzo 2026
mercoledì 25 marzo 2026
Lee Correy: Operazione Centauro, N.75
martedì 24 marzo 2026
lunedì 23 marzo 2026
Intervista a Roberto Roganti su Quiz mortali all'Abbazia di Nonantola
sabato 21 marzo 2026
La pattuglia dei senza paura
Protagonisti della serie (ispirata, senza dubbio, all’americana “Radio Patrol”) sono due aitanti fratelli: Bob e Alan Grey, comandanti di uno speciale reparto della polizia americana. I nostri eroi ingaggiano una lotta senza quartiere contro l’organizzatissima malavita di una moderna metropoli.
In un simile ambiente, Gianluigi Bonelli (che si firma, per l’occasione, B. O’Nelly!) ebbe modo di scatenarsi creando, in ogni albo, una serie di situazioni imprevedibili ed emozionanti: frenetici inseguimenti per le vie cittadine, movimentate sparatorie sullo sfondo dei grattacieli, pazienti indagini nei bassifondi della città e tante, tante sorprese da far sobbalzare anche il più smaliziato e incallito lettore di romanzi gialli (ma non mancavano anche risvolti ironici).
Steve Carella
venerdì 20 marzo 2026
Larry Eisenberg: Io e la mia ombra
Progressive Spin, puntata 40, 19 marzo 2026
giovedì 19 marzo 2026
SNMN, puntata 40, 18 marzo 2026
mercoledì 18 marzo 2026
Ravi Shankar
Kay Strahan: La fattoria del deserto, n.75
lunedì 16 marzo 2026
sabato 14 marzo 2026
Starsky & Hutch
venerdì 13 marzo 2026
Ronald Anthony Cross: Il negozio di campagna
Progressive Spin, puntata 39, 12 marzo 2026
giovedì 12 marzo 2026
SNMN, puntata 39, 11 marzo 2026
mercoledì 11 marzo 2026
Ekaterina Kozhevnikova
martedì 10 marzo 2026
lunedì 9 marzo 2026
Colorare da adulti: quando il colore diventa un linguaggio culturale
Eppure oggi sempre più persone tornano a colorare. Non si tratta solo di un passatempo o di un’attività rilassante. In realtà questo gesto semplice nasconde qualcosa di più interessante.
Colorare in età adulta può essere letto come una forma di alfabetizzazione visiva.
Viviamo immersi nelle immagini: social network, pubblicità, schermi digitali. Le osserviamo continuamente, ma quasi mai interveniamo su di esse. Le consumiamo, senza partecipare davvero alla loro costruzione.
Colorare ribalta questo rapporto. L’adulto non è più soltanto spettatore delle immagini, ma entra dentro di esse e le trasforma attraverso il colore. In questo senso il gesto del colorare diventa una piccola forma di partecipazione alla cultura visiva contemporanea.
Quando si colora non si compie un gesto meccanico. Ogni scelta cromatica modifica l’equilibrio dell’immagine e ne cambia la percezione.
Colorare significa quindi interpretare
La storia dell’arte mostra chiaramente quanto il colore abbia sempre avuto una funzione narrativa e simbolica. Dai mosaici bizantini alle miniature medievali fino alla pittura moderna, il colore non è mai stato soltanto decorazione: è stato un linguaggio.
Anche nel gesto più semplice del colorare, questo linguaggio torna a vivere.
Una creatività accessibile
Molti adulti pensano che l’arte richieda talento tecnico. Disegnare o dipingere sembra un territorio riservato a chi possiede una formazione specifica.
Colorare cambia prospettiva. Partendo da un’immagine già tracciata, l’attenzione si sposta dal disegno alla sensibilità cromatica. Due persone che colorano lo stesso disegno produrranno quasi sempre risultati completamente diversi. In questo modo il colorare diventa una forma di creatività accessibile, dove l’espressione personale conta più della tecnica.
C’è poi un altro elemento interessante. Colorare introduce un ritmo opposto rispetto alla velocità a cui siamo abituati. Nel mondo digitale le immagini scorrono rapidamente e l’attenzione si sposta di continuo. Colorare richiede invece concentrazione, osservazione e pazienza. Il gesto della mano segue le linee, il colore riempie lentamente gli spazi. Non è solo un’attività manuale: è un modo per tornare a guardare davvero un’immagine.
Un gesto creativo contemporaneo
Colorare da adulti non significa tornare bambini. Significa recuperare una relazione attiva con le immagini e con il colore. In un’epoca in cui siamo circondati da contenuti visivi creati da altri, prendere delle matite e trasformare un disegno con le proprie scelte cromatiche diventa un gesto semplice ma significativo. Un piccolo atto creativo che ricorda una cosa spesso dimenticata: l’immaginazione non appartiene soltanto all’infanzia. Rimane una possibilità aperta anche nell’età adulta.










