lunedì 23 marzo 2026

Roberto Roganti: Quiz mortali all'Abbazia di Nonantola



Prima di entrare nel cuore del libro, ci racconta qualcosa di lei? Chi è l’autore dietro queste pagine?
Un povero vecchietto mi verrebbe da dire. In effetti il prossimo anno sono settanta, cribbio. Mentalmente non me li sento, ma fisicamente sto perdendo colpi. La mia biografia ve la evito, potrei scrivere per un anno, comunque ex studente di medicina indirizzato verso la cardiochirurgia, poi massaggiatore fisioterapista e alla fine dei giochi quasi dipendente INPS, quando l’ente si deciderà a pagarmi le noccioline della mia pensione. 
Per il resto, per quello che interessa a voi, ho sempre avuto la propensione a scrivere, parlare molto meno a causa di una notevole timidezza, ma solo una ventina di anni fa sono scoppiato. Prima, quando ci vedevo ancora bene, grande lettore soprattutto di thriller, polizieschi e gialli; ora, tra la dislessia, la diplopia e il delirium tremens delle mani, da schiacciamento cervicale, fatico a reggere un libro in mano e mi dedico al computer. Ho iniziato attorno al 2007 con recensioni di ristoranti, poi sono passato alla poesia, prima in lingua e poi in vernacolo; nel frattempo mi dedicavo anche ai racconti. Quando ha iniziato a scemare la verve poetica, mi sono accorto che i miei raccontini viaggiavano sul treno del giallo/thriller, così, di riffa e di raffa, ne ho scelto uno che mi ispirava, Mors tua, vita mea, e mi sono chiesto cosa ci voleva mai a trasformare tre pagine in un giallo di almeno un centinaio. Paf, detto fatto ed iniziata la mia avventura. Insomma, ho mollato i versi e ho abbracciato… la morte! Beh, mi sono creato un personaggio, un alias, che fa il becchino e aiuta la polizia a risolvere i casi delittuosi.
Ok, mi fermo qui, sennò non finisco più…


Questo è il suo debutto editoriale, oppure ha già pubblicato altre opere? Se sì, quali?
Intanto non sono di primo pelo, ma neanche di secondo. Dai miei albori ad oggi, tra autopubblicazioni e altre case editrici, ho all’attivo un discreto carnet: 22 pubblicazioni da solo e 14 partecipazioni ad antologie. Con la casa editrice Balzano sono alla quinta uscita: Morte al Villaggio Giardino, Misfatto indigesto al Bulldog, L’inutile strage, Teatroci o morte e, appena uscito, Quiz mortali all’Abbazia di Nonantola. Devo fare una precisazione. Ne pubblico più di uno all’anno, perché ho fatto i conti e non so se avrò abbastanza anni da vivere per pubblicarli tutti, perché oltre a quelli già scritti che vengono risistemati, ne scrivo di nuovi… ho una testa che pare un Minipimer con il turbo. 


A quale genere appartiene questo libro e cosa lo caratterizza maggiormente?
Solito genere che ormai imperversa nella mia capoccia: il giallo. A volte potrà essere poliziesco, ma sempre lì siamo, c’è il o i morti, c’è un’indagine, c’è il becchino, c’è la polizia e un assassino o assassina. Devo però dire che cerco di non essere troppo pesante, infatti le trame sono fantasiose, giallo sì ma con risvolti rosa, si parla di storia, di enogastronomia e anche toponomastica stradale… ci metto di tutto, anche battute spiritose.


Ha mai pensato di cimentarsi in temi o argomenti diversi da quelli trattati qui?
Già fatto, ma qui mi trovo a mio agio. Dopo la poesia ho sperimentato la enogastronomia, per la precisione scrivere recensioni di ristoranti, racconti più o meno biografici, poesie tematiche, dialetto… certo se ci penso, forse un genere che ho sempre evitato il romance, perché proprio non mi piace.


Restando sul libro, può parlarcene senza rivelare troppo? Una piccola anticipazione senza spoiler.
A Nonantola c’è una radio web particolare dislocata nella torre dei Bolognesi. Durante una trasmissione, dove c’è scambio telefonico con gli ascoltatori, un tale recita una filastrocca dove conclude che ci sarà un morto. E il giorno dopo all’interno dell’Abbazia viene trovato il cadavere di un ministrante. Grogghino, il mio personaggio, viene incaricato di seguire il caso in quanto anche lui speaker della stessa radio. Così tra storie strane, depistaggi e filastrocche, i morti aumentano, sono sempre ministranti e i cadaveri sempre nella zona della cattedrale. Alla fine il caso verrà risolto, ma ci sarà una nota rosa, Grogghino conoscerà una ragazza e se ne innamorerà. 


Com’è stata finora la risposta del pubblico? Si sente soddisfatto dell’accoglienza ricevuta?
Beh, il libro è appena uscito, ma sono già stato intervistato a una radio, RadioAttiva Nonantola per fare un po' di pubblicità. Ho in programma alcune presentazioni e penso che le soddisfazioni arriveranno, anche perché io ormai ho il mio pubblico, sia locale che sparso per lo stivale.


Sta già lavorando a nuovi progetti, oppure preferisce fermarsi un momento dopo questa pubblicazione?
Non mi fermo mai. Per Natale è previsto un double, due avventure assieme, perché si concatenano, sempre con il mio personaggio.
Poi c’è una storia diversa, scritta a quattro mani con l’amico e collega Federico Berlioz, dove inserirò un personaggio nuovo.


Se ha già iniziato una seconda stesura o un nuovo manoscritto, può lasciarci qualche accenno?
Il titolo di quello natalizio probabilmente sarà Grogghino in un cul-de-sac; due gialli che mostrano il protagonista invischiato in storie che si concatenano per un sottile particolare: il primo termina con una mia proposta di nozze, il secondo inizia con un cadavere nel ristorante dove ho festeggiato le nozze.
Invece quello a quattro mani, che dovrebbe vedere la luce all’inizio del 2027, introdurrò un nuovo personaggio, tal Gildo Barcieri, un medico legale non troppo legale, un dottor morte che lavorerà per chiunque gli offra cadaveri da sezionare.


Perché ha scelto proprio la casa editrice Balzano Editore? Cosa l’ha convinto?
È stato un caso. Ormai ero votato all’autopubblicazione, quando un amico e collega modenese mi parla di questa casa editrice e mi dice che ha parlato di me con l’editore. E quello mi telefona, devo ammettere, amore a prima telefonata, amore platonico, eh, non esageriamo, con i tempi che corrono… Telefonata esaustiva e accordo immediato. Per altro mi sono pure offerto di fargli da editor… e così il nostro rapporto è decollato.


Come valuterebbe il servizio ricevuto durante tutto il percorso verso la pubblicazione?
Purtroppo non posso esprimermi, perché io sono brutalmente coinvolto, nel senso che faccio parte dell’ingranaggio delle pubblicazioni della casa editrice. Diciamo che, nella mia posizione, sono avvantaggiato, in quanto il prodotto che offro generalmente alla stampa è quasi perfetto; intendiamoci, il refuso è sempre in agguato e nessuno di noi è il dio che li scova tutti. Ad ogni modo essendo io quello che sistema, prepara e abbellisce i manoscritti per far fare bella figura sul mercato, non posso sputare nel piatto dove mangio e ritengo che il lavoro che stiamo facendo io e la mia amica/collega del marketing, Elisa Rubini, stia diventando importante per la promozione e la valorizzazione della casa editrice e del nostro boss Alessandro Balzano, davanti al quale mi inchino… sono un po’ ruffiano?


Nessun commento:

Posta un commento