martedì 20 gennaio 2026

Stefano Benaglia: Uccelli di Pineta; di Federico Berlioz


Ho avuto il piacere di leggere “Uccelli di pineta” di Stefano Benaglia, in particolare la versione non censurata. Fin dalle prime pagine, il romanzo si è rivelato estremamente scorrevole e la trama avvincente mi ha catturato, permettendomi di finire il libro in pochissimo tempo. 
L’opera è ambientata nella Ravenna di fine millennio, dove si intrecciano le storie complesse e indissolubili di Glauco, “anima nera” del romanzo, e Sergio, un avvocato intraprendente e quasi un “grillo parlante”. I loro destini si sviluppano in un crescendo di tensione e ostilità, coinvolgendo chiunque graviti intorno a loro, fino a un duello metaforico che porta a tragici epiloghi.

La versione che ho letto include “siparietti erotici ed eloquio più licenzioso rispetto alla ‘Versione (quasi) Educanda’, decisamente più edulcorata”. Le tematiche affrontate sono diverse e impegnative, spaziando dalla pedofilia agli abusi, dalla violenza coniugale alla sopraffazione psicologica. Alcuni passaggi accennano anche al sesso omosessuale in Vaticano. Queste vicende si alternano a momenti più leggeri, il tutto sullo sfondo dell'incontaminata, ma anche “peccaminosa”, pineta di Lido di Classe. 

Un aspetto centrale e “morale” del romanzo è l’idea che spesso la sostanza differisce notevolmente dall’apparenza. Le persone più malvagie possono nascondere un passato che, pur non giustificando le loro azioni, ne chiarisce le motivazioni; allo stesso modo, ciò che sembra virtuoso può non essere affatto immacolato. I personaggi sono particolarmente impressionanti per la loro diversità e per come si ritrovano coinvolti in una catena di eventi infausti. L’autore riesce a mantenere alta la tensione fino alla fine, rendendo quasi impossibile smettere di leggere. Al termine della lettura, si prova una sensazione agrodolce: tristezza per la conclusione della storia, ma anche la speranza di un possibile seguito con vecchi e nuovi protagonisti.
In sintesi, “Uccelli di pineta” è un romanzo che consiglio vivamente. È una lettura coinvolgente, sempre in bilico tra suspense e ironia, che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina.
 

Nessun commento:

Posta un commento