Zootropolis è uno di quei film che, ogni volta che lo riguardo, mi lascia addosso qualcosa di buono. Da spettatrice appassionata, non lo vivo solo come un’animazione brillante e divertente, ma come una storia che parla dritto al cuore, senza fare la morale e senza risultare pesante.
Il messaggio che più mi colpisce è semplice e potentissimo: non mollare se credi nei tuoi sogni. Judy Hopps parte con un’idea chiara in testa e un mondo intero pronto a dirle che non è abbastanza, che “non si è mai fatto”, che certi ruoli non sono per lei. Eppure va avanti, sbaglia, cade, si rialza. Non perché sia perfetta, ma perché ci crede davvero. E questo, secondo me, è uno dei messaggi più onesti che un film possa dare.Accanto a lei c’è Nick Wilde, che rappresenta l’altra faccia della medaglia: chi smette di credere in se stesso perché etichettato, giudicato, incastrato in un ruolo che gli altri hanno deciso. Zootropolis racconta molto bene quanto sia facile arrendersi quando ti convincono che “tanto non cambierai mai”. Ma racconta anche che cambiare è possibile, sempre. Non all’improvviso, non senza fatica, ma passo dopo passo.
La cosa che amo di più è che il film non divide il mondo in buoni e cattivi assoluti. Tutti possono sbagliare, tutti possono crescere, tutti possono scegliere di diventare una versione migliore di sé. Ed è qui che Zootropolis diventa universale: non parla solo di animali, parla di noi, delle nostre paure, dei nostri limiti e della possibilità di superarli.
Alla fine resta addosso una sensazione bella: quella che, anche quando sembra tutto contro di noi, vale la pena continuare. Perché i sogni contano. Perché le persone possono cambiare. E perché, a volte, basta non mollare per scoprire di essere molto più forti di quanto pensavamo.
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