Stati Uniti, 1955 / Isaac Asimov
Dopo aver scritto Abissi d'acciaio (The caves of steel, 1953), «che i critici salutarono come un buon romanzo di fantascienza e anche come un buon romanzo giallo», Isaac Asimov ha dato vita, sulle pagine di Fantasy and Science Fiction, all'eccentrico professar Wendell Urth, un vecchio extraterrologo che non ha mai lasciato la Terra e che si scandalizza quando qualcuno se ne stupisce: «M'interesso agli altri mondi, però questo non vuoi dire che debba andarci. Santo cielo, non è
necessario viaggiare nel tempo per diventare uno storico, no?».
Anche se l'ambientazione di questi racconti è avveniristica, il metodo investigativo del professar Wendell Urth ha molti tratti in comune con quello di Auguste Dupin o di Sherlock Holmes. Senza dimenticare che, come hanno scritto Gianfranco De Turris e Sebastiano Fusco nell'introduzione a un'antologia di questi racconti, pubblicata da Fanucci, il maggior sforzo inventivo di Asimov è stato proprio quello di ricreare «una situazione del futuro 'ex nova', e di risolvere il caso misterioso
basandosi sulle conoscenze di allora e non di oggi. Alieni, mondi extraterrestri, astronavi e così via vengono utilizzati in modo coerente e non arbitrario, divenendo parti essenziali non soltanto della vicenda in sé ma anche dell'enigma che essa presenta allettare».

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