mercoledì 17 giugno 2026

A.H.Z. Carr - L’uomo che capiva le donne



Stavamo pranzando assieme, tutt’e quattro, e avevamo cominciato a parlare di donne. Secondo Whately, Barker e il sottoscritto, nonostante il dottor Kinsey, le donne rimanevano pur sempre delle creature enigmatiche che gli uomini faticavano a comprendere. Per dimostrarlo, Whately ci raccontò un aneddoto relativo alla moglie, successivamente Barker e io facemmo altrettanto.
Ma Milliken non era d’accordo, come sempre. È scapolo e scrive per il teatro. Quando obiettammo che la sua opinione non era attendibile per mancanza d’esperienza diretta, fece spallucce.
— Il problema con voi mariti — disse — è che vi lasciate abbacinare da quanto vi dicono le vostre consorti. La mia esperienza – lasciatemi finire – mi dice invece che se un uomo sta ad ascoltare ciò che dice una donna, è sicuramente spacciato. Ma può venire a conoscenza di tutto ciò che deve sapere su una donna basandosi su una semplice occhiata.
Milliken, ignorando la pallottolina di pane che Barker gli aveva lanciato sul muso, proseguì: — L’aspetto di una donna la tradisce in qualsiasi momento, consentendoti di dire che cosa ha fatto e profetizzare che cosa farà. Per chi è dotato di un certo acume, non possono esistere segreti.
— Diciamo per uno come te — buttò lì Whately con una smorfia divertita.
— Esatto — convenne Milliken. — Immagino che sia solo naturale che quelli come voi considerino le donne degli esseri misteriosi. Avete tutti delle mogli molto più intelligenti di voi. Ma per uno capace di osservare con attenzione, di pensare con chiarezza, dotato di una buona intuizione, i segreti di una donna sono un libro aperto ancor prima che apra bocca.
Barker intervenne: — A parlare si fa presto.
— Non si tratta di affermazioni a vanvera. Vi ricordate Loring, l’eroina della mia ultima commedia?
— Ti riferisci a quella le cui rappresentazioni sono state interrotte solo due settimane dopo la prima? — domandai. Non era il caso di usare certe delicatezze con Milliken.
— Questo non c’entra affatto. Comunque chiunque ha visto il lavoro ha tratto l’impressione che, in qualche momento della mia esistenza, io avevo conosciuto intimamente una donna simile a Kate Loring. Perché ne avevo capito alla perfezione i pensieri, i sentimenti, ne avevo colto l’intima essenza. In effetti, la commedia non ha fatto fiasco per colpa del testo. Se soltanto Hogan, il produttore, avesse...
— Non tergiversare — lo ammonì Whately, da buon avvocato.
— D’accordo. Dunque, in realtà non mi era mai capitato d’incontrare una donna come Kate Loring, Ma una volta l’ho vista in un bar, seduta a pochi metri da me. L’ho studiata per alcuni minuti, dopodiché ne conoscevo il passato, il futuro, tutta la sua vita meglio di quanto non la conoscesse lei stessa.
— Oseresti dire — s’intromise Barker — che saresti in grado di guardare qualsiasi donna e dopo dedurre le vicende della sua vita privata basandoti soltanto sull’aspetto esteriore?
— È quanto vi sto ripetendo da un pezzo — sbottò Milliken. — Non dico che il mio è un talento unico al mondo. Con una certa applicazione, anche voi ci potreste arrivare. Persino Bob, purché beninteso si applichi a fondo e si avvalga di un aiuto valido.
— Facci un esempio — lo sollecitò Barker. — Prendi quella donna che è appena entrata. Al terzo tavolo, con quel signore alto. Ha un aspetto interessante. Che cosa ci puoi dire sul suo conto?
Per qualche istante Milliken fissò la donna che gli era stata indicata. Né lei né l’uomo che l’accompagnava ci notarono. Stavano discutendo il menu. Poi il nostro amico disse: — Benissimo. Si tratta di un buon soggetto – una donna alquanto fuori dal comune. Vi condurrò passo per passo attraverso il processo di deduzione, non tralasciando nulla, in modo che possiate capire esattamente il mio modo di procedere.
Prima di andare avanti il nostro amico ordinò ancora qualcosa da bere. — Quella donna è intelligente e volitiva. Non è sposata. Sebbene abbia conosciuto una discreta agiatezza in un certo periodo della sua vita, adesso fatica non poco a tirare avanti. I soldi, o meglio la loro mancanza, sono diventati per lei quasi un’ossessione. — Alzò una mano al fine d’impedire d’essere interrotto.
— È innamorata di quell’uomo, e lui lo è di lei. Anche lui è povero. Nonostante abbia ormai trentatré o trentaquattro anni, la donna è ancora molto attraente ma si rende conto che le possibilità di un futuro più agiato si stanno facendo sempre più esigue. E ha intenzione di sposare un altro uomo, un uomo facoltoso.
— Ma stai davvero dicendo sul serio, Milliken? — lo canzonò Barker.
— Ho appena cominciato — lo zittì il nostro amico senza scomporsi. — Da pochi giorni la nostra sconosciuta è tornata da un lungo viaggio all’estero, sul Mediterraneo... probabilmente Nord Africa, Algeri. Ci sono forti probabilità che proprio in tale occasione abbia incontrato l’individuo che intende sposare.
Whately mi guardò di sottecchi e fece spallucce. Milliken commentò: — Vedo che non mi credete. Lasciate che vi dica dell’altro. L’uomo che è con lei ancora non sa delle sue intenzioni. Molto presto – forse addirittura prima della fine del pranzo – lei gli darà la notizia. Lo farà anche a discapito della propria autostima. Lo farà per i soldi che, come ho già detto, al momento attuale costituiscono la forza dominante della sua vita. Ormai è disposta a sacrificare qualsiasi cosa per la sicurezza economica.
Quasi simultaneamente lanciammo un’occhiata alla sconosciuta e Milliken abbassò la voce. — Anche adesso, mentre sta ridendo spensierata a certe battute del suo compagno, sta pensando quale potrebbe essere il modo migliore per introdurre l’argomento. Se resteremo qui abbastanza a lungo, potremo assistere al compimento di un dramma doloroso – il naufragio di un amore sincero sugli scogli della povertà.
Tacque alcuni minuti, vuoi per ottenere un certo effetto, vuoi per recuperare il fiato. Dopo un breve silenzio Whately sentenziò: — Dimostralo.
— Lo farò — disse Milliken. — Prendiamo innanzitutto in esame il fattore “intelligenza”. Osservate la fronte alta, spaziosa, ben disegnata e gli occhi grandi ed espressivi – la globalità dell’espressione, animata eppure controllata. Queste sono le caratteristiche universali di una mente valida. Proprio come il taglio delle sopracciglia, la conformazione della bocca e il mento volitivo stanno a indicare risolutezza di carattere.
Ciò sembrava ragionevole – o possibile – e pertanto non dicemmo nulla. — Osservatele le mani, i piedi, le caviglie, i polsi. Sottili e ben disegnati, ossatura solida anche se non massiccia, muscolatura tonica. Notate la morbidezza dei capelli, la postura, i modi disinvolti, quella grande dignità assolutamente naturale, segni distintivi di una nobiltà di origini che persino degli ottusi come voi dovrebbero essere in grado di riconoscere.
— In tutto ciò non c’è nulla di eclatante — intervenne Whately. — Anch’io l’avevo subito qualificata una donna intelligente e di buona estrazione.
— Bene. Proseguiamo — ci invitò Milliken. — Come dedurreste la sua provenienza da una famiglia agiata?
— Sei tu che conduci la danza — disse Whately in tono malizioso.
Milliken sorrise. — Be’, allora osservate com’è vestita. Un gusto ammirevole. Costoso. Sia il cappello che il vestito e le scarpe arrivano da Parigi.
— Come lo sai? — chiesi.
Milliken fece una smorfia delusa. — Ma è elementare. — Se avesse aggiunto “mio caro Watson” gli avrei rifilato un calcione – ma lui ebbe il buon senso di non farlo. — La chiave sta nel vestito. In questo paese non si producono stoffe simili. Inoltre notate la morbidezza del giromanica e l’effetto a bustino attorno alla vita. Solo Balenciaga o Molyneux sono capaci di simili ricercatezze. Per quanto riguarda il cappellino, è come se portasse ancora visibile l’etichetta di Faubourg St. Honoré. Calotte così perfette non si vedono neppure nei nostri negozi più raffinati. Anche le scarpe sono assolutamente di fabbricazione francese. In America non sono ancora riusciti a conferire una rotondità così perfetta ai cinturini.
Nessuno di noi si riteneva abbastanza qualificato per intervenire sui punti suddetti. — Ma se il suo abbigliamento arriva da Parigi, questo non sta a indicare una certa disponibilità di mezzi?
— Ah! — sbuffò Milliken. — È proprio qui che casca l’asino, ovverosia il dilettante. Invece di studiare i dettagli essenziali, saltate alle conclusioni. Naturalmente si tratta di un abbigliamento costoso – sono stato il primo a dirlo. Ma – e tenetelo ben presente – assolutamente non recente. Se guardate con attenzione, le maniche sono leggermente lise all’altezza del gomito. E le scarpe, sebbene ancora eleganti, sono quasi consumate. La borsetta è relativamente a buon mercato e decisamente fuori moda. Nessuna donna rovinerebbe tutto l’effetto d’assieme con una simile borsetta se avesse potuto permettersene una migliore. Pertanto che cosa dovremmo dedurne? Quando acquista dei capi d’abbigliamento, la nostra sconosciuta continua a sceglierli con gusto, ma dispone di pochi mezzi. Un tempo poteva permettersi ben altro. Adesso che questi mezzi sono venuti a mancare, a lei è comunque rimasto il buon gusto.
— Solo supposizioni — obiettò Whately. — Dagli abiti non si deduce necessariamente il gusto personale di quella donna. Magari non è stata lei a sceglierli. Può darsi che glieli abbia regalati qualcuno.
— Whately, non stai facendo andare le meningi. Osserva quel volto aristocratico e orgoglioso. Non si tratta certo della cameriera di qualche signora benestante, mio ottuso amico. E neppure di una dama di compagnia o di una parente povera che si è abbassata ad accettare degli abiti smessi.
— Be’, forse un uomo... — fece per obiettare Whately.
— Stai suggerendo che sia l’amante di qualcuno? Una mantenuta?
— Perché no? Simili donne esistono... o non ne hai mai sentito parlare?
— Ti sembra davvero che una signora come quella entri in un negozio con un uomo e lascia che lui le scelga i vestiti? Buon Dio, così funziona il cervello di un avvocato? Usa la testa, amico! Il suo rifiuto di strapparsi le sopracciglia, l’uso moderato del trucco – questo vi fa pensare a una donna che delega anche la cura del proprio abbigliamento a un uomo? Una mantenuta cerca sempre di avere un aspetto femminile e affascinante. Non rinuncia a quei piccoli tocchi superficiali che immancabilmente attirano quasi tutti gli sguardi maschili – rotondità accentuate, colori sgargianti. Ma non questa donna, signori. Senza ombra di dubbio quei capi di vestiario sono stati scelti da una donna di gusto, che li ha scelti per piacere a se stessa.
Whately si schiarì la voce e per un attimo sembrò manifestare velleità combattive. Ma non disse nulla. Io raccolsi il guanto. — Ancora non mi hai convinto — dichiarai. — Perché mai dovrebbe essere povera? Solo perché in questa circostanza indossa un abito non più nuovissimo...
— Questa è una delle tante prove. Richiamo la tua attenzione ai capelli, o quantomeno a ciò che spunta dal cappellino. Ovviamente quella sfumatura castana è naturale – e per la verità, se fosse stata di un bel biondo dorato, l’effetto sarebbe stato decisamente migliore. E di questo senz’altro lei ne è consapevole. E osservate l’acconciatura. Quella crocchia all’altezza della nuca non le dona per niente e certamente non legherebbe i capelli a quel modo se potesse permettersi un parrucchiere di prima categoria.
Fui costretto ad ammettere che questo era proprio indicativo di un’economia drastica. — Ma anche così — obiettai — ciò non significa che sia ossessionata dai soldi, come hai sostenuto poco fa.
— Allora ti sei perso la sua espressione quando è entrata quella grassona tutta agghindata. Se avessi visto come la nostra sconosciuta si è mordicchiata il labbro fissando la pelliccia di visone, capiresti a cosa alludo quando parlo di ossessione. Che cosa stava invidiando, se non quella pelliccia da cinquemila dollari! Abbiamo a che fare con una donna posata, orgogliosa, capace di notevole autocontrollo. Se lascia che una simile espressione trapeli dal suo viso, potete star certi che il desiderio di soldi si è inculcato profondamente nel suo cuore.
— Potrebbe anche darsi — intervenne Barker. — Ma adesso vorrei sapere in che modo hai desunto l’intreccio sentimentale.
Milliken annuì. — Avete guardato bene il cavaliere della nostra signora prima che
si mettesse a sedere? Un uomo dall’aspetto distinto. Lineamenti aperti, rivelatori di una grande generosità d’animo. Guardategli le mani – forti, nervose. Le mani di un artista, un musicista, forse, o un pittore. Ma non un uomo di successo. È vicino alla quarantina, un’età in cui gli uomini che hanno conquistato un certo successo ce l’hanno stampato sulla fronte. Ma i suoi occhi hanno un’espressione preoccupata, gli abiti sono di serie e di qualità mediocre.
— Come fai a sapere che non sono stati confezionati su misura? — domandai, pensando a ciò che indossavo io.
— La giacca fa un evidente difetto sulle spalle mentre le cuciture sono tutte accartocciate – inconveniente che si verifica in tutti gli abiti di serie dopo che sono stati indossati per un po’. Quell’uomo non può certo permettersi grosse spese, ci potete scommettere.
— Allora perché l’ha portata in un ristorante come questo? — domandò Whately.
— Domanda interessante. In quali circostanze un uomo non bada a spese per una donna? Lo farà se ne è innamorato – e soprattutto se si tratta del loro primo incontro dopo una lunga separazione. Ma vi siete accorti che lei ha rifiutato l’aperitivo? E che lui ha provato a insistere? La deduzione è facile. Alla signora piacciono gli aperitivi, e lui lo sa, ma lei non vuole fargli spendere troppo. E osservate anche la prima portata – ravioli. Buoni e appaganti, ma decisamente poco costosi. Non è palese che l’anfitrione non può permettersi un pranzo più raffinato?
— Hai detto che lei lo ama — insistette Barker. — Come mai sei arrivato a questa soluzione – solo perché ha rifiutato l’aperitivo e ha ordinato i ravioli?
Milliken scosse il capo. — I suoi occhi, Baker, i suoi occhi. Certamente ti sarà già capitato di vedere l’amore dipinto sul volto di una donna. Lo si capisce subito dalla tenerezza del sorriso. E anche lui ne è innamorato. Già due volte le ha sfiorato la mano e quasi non riesce a distogliere lo sguardo dal suo viso. Quei due si amano, su questo non ci piove.
— Forse hai ragione — ammise Barker.
— Certo che ho ragione.
— Ma l’altro uomo – quello ricco — s’intromise Whately. — Come entra in gioco? E come fai a sapere che la nostra sconosciuta è appena stata all’estero?
— Cominciamo dall’incarnato — disse Milliken. — Quella bella abbronzatura. Dove credete l’abbia presa, alla fine di novembre?
— Si sarà fatta delle lampade — buttai lì.
— Idiozie. Le persone che fanno uso regolare di lampade abbronzanti hanno una chiazza bianca all’altezza delle orbite, dove mettono una crema protettiva. Anche uno sprovveduto si accorgerebbe che non si tratta di un’abbronzatura artificiale.
— Florida? — domandò Barker.
— In questo periodo dell’anno? Impossibile. E poi osserva i gesti. La nostra signora è del tipo anglosassone, ma gesticola abbondantemente, abitudine che con ogni probabilità ha acquisito viaggiando nel bacino del Mediterraneo, come capita a molte donne americane. E non è tutto. Notate i due pesanti braccialetti d’argento con la lavorazione esotica?
Nel frattempo la donna e il suo compagno era così assorbiti nella loro conversazione che non si erano ancora accorti delle nostre occhiate furtive. — E che cosa avrebbero di speciale quei braccialetti? — domandai.
— Sono degli oggetti reperibili soltanto nell’Africa settentrionale. Assolutamente inconfondibili. E non sono a buon mercato – non certo la solita paccottiglia per i turisti. Quelle pietre azzurre sono degli zaffiri, ci giurerei. Ho visto qualcosa di simile a Marrakesh, dove esistono diversi negozi specializzati in quel tipo di lavorazione.
— Magari glieli ha regalati qualcuno appena tornato da quelle parti — ipotizzò Whately.
— Uno, può darsi — accondiscese Milliken. — Ma due? E inoltre noterete che i due braccialetti presentano dettagli del tutto diversi – benché entrambi perfettamente adatti a quel vestito. Tirate le somme e che cosa ne ricavate? Che questa donna abbia acquistato per sé due oggetti così costosi, quando avrebbe bisogno di una borsetta nuova, è fuori questione. Così com’è da scartare l’ipotesi che un amico le abbia regalato due braccialetti così importanti ma così simili come concezione. Aggiungete l’accentuata abbronzatura e... e ancora non avete capito? La nostra signora passeggia per Marrakesh, o forse per le viuzze di Algeri, in compagnia di un amico. Vede i braccialetti in una vetrina e si ferma ad ammirarli. Nessuna donna potrebbe resistere alla tentazione di entrare e domandare il prezzo.
“Cercate d’immaginare — proseguì Milliken, lo sguardo ispirato. — Lei guarda alcuni braccialetti, è tentata ma il prezzo la turba. Alla fine cede: ne acquisterà uno, il meno costoso. Il che significherà non potersi più permettere la borsetta nuova di cui ha bisogno – ma l’impulso è irresistibile e il braccialetto s’intona così perfettamente all’abito che indossa... Ed è a quel punto che l’amico prende l’altro braccialetto, quello con gli zaffiri più grossi, e insiste per regalarglielo.”
Rumoreggiammo all’unisono. — Romanticismo trito — mugugnò Whately.
— Nient’affatto — lo zittì Milliken. — Ammetto di aver ricostruito la scena basandomi su una certa dose d’intuito piuttosto che su delle prove ben circostanziate. Tuttavia ciò spiega i fatti... li spiega molto meglio di quanto non possa fare qualsiasi altra vostra teoria.
— Ma c’è un difetto di logica — protestai. — Se questa donna è povera, come avrebbe potuto permettersi un viaggio in Europa e nell’Africa settentrionale?
— Amico — esclamò Milliken, fissandomi come se stessi portando il monocolo; a volte pensa di essere lord Peter Wimsey. — Molte persone, anche non necessariamente facoltose, riescono ad andare in Europa. O accantonano piccole cifre a questo proposito, oppure beneficiano di una piccola eredità, oppure vincono il viaggio in un gioco a premi, oppure una vecchia zia si commuove e apre i cordoni della borsa. Certamente non vi potete aspettare che conosca la situazione patrimoniale di quella signora fino al minimo dettaglio. Vi dico comunque che è appena ritornata.
— Come lo sai? — chiesi.
— Ancora una volta, una serie di combinazioni. Sono settimane che il cielo è nuvoloso, eppure la sua abbronzatura persiste. E, particolare ancora più importante, guarda come parla. Il fluire delle parole, l’animazione delle risposte del compagno, l’atmosfera di eccitazione che li circonda. Chiaramente è la prima volta che s’incontrano dopo un bel pezzo. Ma puoi immaginare due innamorati che non fanno in modo di riavvicinarsi più presto possibile? Quella donna è tornata di recente, veramente da poco. Può darsi che abbia preso l’aereo, ma a mio avviso è rientrata sulla Liberté, che è attraccata ieri. Di solito le donne affascinanti preferiscono le crociere.
— Comunque — obiettai — ancora non riesco a capire come sei arrivato al terzo uomo. Secondo me ti sei arrampicato sugli specchi.
— Una donna attraente in viaggio all’estero, e tu non vedi un corteggiatore nel contesto? Accidenti, quella donna attira gli uomini come il miele! Su una nave soprattutto, una nave francese, diretta a Parigi, dopo due giorni avrà avuto corteggiatori a non finire. Ed è quasi sicuro che si tratta di un francese anche se, lo ammetto, forse sotto questo profilo il mio ragionamento potrebbe fare delle grinze. Lo desumo comunque dal tipo di braccialetto e dal fatto che è stato acquistato ad Algeri. Chi meglio di un francese avrebbe potuto convincerla a visitare quella città? Comunque non me la sento d’insistere troppo su questo punto. Dico soltanto che c’era un uomo, un uomo benestante, e lei ha deciso di sposarlo.
— Questo è tutto — disse Whately, con pesante sarcasmo.
— Dubiti delle mie parole? Allora non hai notato l’anello che la nostra signora porta al medio della mano destra. No, adesso non si può vedere. Ha girato la pietra all’interno. Si tratta di uno stupendo smeraldo cabochon, che dev’essere costato una fortuna. L’uomo con lei lo ha osservato con curiosità, non scevra da una certa ansia, e lei si è lasciata cadere la mano in grembo. Adesso ci sta giocherellando nervosamente.
Whately aggrottò la fronte. — E ora che cosa succederà?
— Figliolo, figliolo — sospirò Milliken. — Non capisci? Il suo compagno è troppo orgoglioso per chiederle dell’anello. Ma lui non l’ha mai visto prima. Che cosa dobbiamo concludere? La donna è tornata dal viaggio con quel gioiello, il cui acquisto non poteva certamente permettersi. Ma si tratta proprio del tipo di monile che un uomo facoltoso e di ottimi gusti regalerebbe alla donna della quale si è innamorato – e che una donna come lei accetterebbe solo dall’uomo che intende sposare.
— Ma lo porta alla mano destra — obiettò Barker.
— Proprio così, Barker. Prova a domandartene il perché.
Constatata l’espressione incerta dell’amico, Milliken dichiarò: — Perché non vuole far sapere così brutalmente all’uomo che ama di essersi impegnata a sposare un altro. Intende dirglielo al momento giusto, per fargli meno male possibile. Questa è l’unica spiegazione plausibile del suo comportamento.
— Ma allora perché se l’è messo? — domandai.
— Dov’è finita la tua sensibilità? Non vuole illudere quell’uomo, né recitare una parte. Ormai avrete tutti capito che si tratta di una donna molto accorta, la quale ha deciso che sia lui a trarre le conclusioni del caso. Lasciando che cominci a sospettare della verità farà in modo che, nel momento cruciale, l’effetto della rivelazione sarà meno devastante. Considera la tenerezza nello sguardo, e anche quella punta di tristezza... E adesso riflettete: che cosa potrebbe indurla a lasciare l’uomo che ama a favore di un altro? Conosciamo già la risposta. Ha bisogno di denaro, ne ha un desiderio spasmodico. Ecco qual è il punto debole in un carattere peraltro così nobile. Ormai per lei la felicità senza ricchezza è inconcepibile.
Milliken parlava in tono molto partecipe, quasi commosso. Proseguì: — Glielo dirà presto, molto presto. Probabilmente appena dopo il caffè. Non vuole prolungare ulteriormente quella straziante agonia. Tale decisione andrà a discapito della sua autostima, come vi ho già detto, ma ornai la decisione è stata presa. In questo momento la sicurezza economica è più importante dell’amore. Questo è l’effetto che la vita moderna ha sulle persone. E ciò, ci potete giurare, è quanto sta pensando in questo preciso momento, dietro la sua maschera di gaiezza.
Nessuno di noi aprì bocca. Dopo un attimo Milliken disse: — Eccoci qui, quattro perfetti sconosciuti per questa donna. Eppure, attraverso una breve ma centrata serie di osservazioni, abbiamo svelato il mistero della sua vita. Abbiamo inquadrato il suo dramma nel momento stesso in cui si stava consumando. Adesso conosciamo il passato e il presente. E potremmo anticipare un brillante futuro, benché non scevro di malinconici rimpianti. Abbiamo capito le sue motivazioni e siamo in grado di prevederne il comportamento. E come siamo giunti a tutto ciò? Semplicemente, come ho sostenuto all’inizio, attraverso un’attenta osservazione.
— Perdindirindina — sbottò Barker. — Devo ammettere... devo ammettere che è stato un buon lavoro.
Whately borbottò: — Devo ammetterlo anch’io. Sei stato bravo.
— Tanto di cappello — riconobbi.
Milliken diede un’occhiata all’orologio, poi si alzò di scatto. — Accidenti, devo scappare. Al conto ci pensate voi, vi spiace? — E schizzò via.
Non ce la prendemmo. In fondo quel pranzo se l’era guadagnato. Avevamo imparato tutti qualcosa e adesso ce ne stavamo in silenzio a meditare su come avremmo potuto trarre beneficio dalla lezione che ci aveva impartito il nostro amico. Che meravigliosi orizzonti si sarebbero aperti davanti a noi se, grazie all’analisi e all’osservazione, fossimo stati in grado di penetrare nei più intimi segreti dell’animo delle nostre mogli!
Pagammo il conto e ci alzammo per andarcene. Mentre defilavamo davanti al tavolo della coppia al centro delle nostre elucubrazioni, captammo uno stralcio di conversazione. — Dopo che te ne sei andato da casa stamane, Dickie ha detto una cosa buffissima — stava dicendo la donna. — Ha detto “mamma, perché papà deve...”
Non riuscimmo a sentire il resto.
Lo sguardo mi cadde sull’anulare della mano sinistra della signora, dove spiccava inconfondibile il segno di una fede nuziale portata a lungo. Immagino se la fosse tolta per qualche motivo.
La prossima volta che Milliken uscirà a pranzo con noi, sarà lui a pagare tutto il conto. Quel ciarlatano!

 

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