sabato 6 giugno 2026

Ispettore Wade


Stati Uniti, 1935 / Sheldon Stark e Lyman Anderson

Nonostante le apparenze (e le af­fermazioni di alcuni critici), questo personaggio non è nato dalla ferti­lissima fantasia del giallista inglese Edgar Wallace, morto nel 1932 e uno degli autori più prolifici, ma è piuttosto un libero adattamento de­gli spunti e delle situazioni presenti nei suoi romanzi.




La serie avrebbe dovuto apparire alla fine del 1934 ma, come raccon­ta Maurice Horn nella sua Enciclopedia mondiale del fumetto, le pubblicazioni furono ritardate da una serie di difficoltà di carattere con­trattuale: Il London Mirror, infat­ti, pubblicava sulle sue pagine la se­rie intitolata Terror Keep, sempre basata sulle storie di Mister Ree­der di Edgar Wallace e il King Features Syndicate fece quindi di tutto perché la striscia cessasse di essere pubblicata.



Dopo una serie di scontri legali e di incontri d'affari, il London Mirror rinunciò a pubblicare Terror Keep e Inspector Wade fece il suo debutto il 20 maggio 1935. Mentre il King aspettava che il polverone legale si calmasse, gli agenti europei aveva­no venduto la striscia alla Monda­dori e Wade apparve in Italia il primo maggio 1935 sulle pagine del Cerchio verde, quasi tre settimane prima di "nascere" ufficialmente negli Stati Uniti.



Caparbio e flemmatico, sicuro dei propri metodi e della propria missione («I delitti si scontano e la leg­ge ha sempre ragione!»), l'ispettore Wade è la quintessenza dell'ispettore di Scotland Yard e le sue avven­ture sono talvolta liberamente ispirate ai romanzi di Edgar Wallace. Contaminazioni non sempre felici, ma ci vorrebbe un grosso esperto per dirci che cosa c'è esattamente di Wallace in questa serie e che cosa è invece frutto della fantasia di Shel­don Stark e dei suoi anonimi suc­cessori.




A proprio agio tanto nelle strade di Londra quanto nella tranquilla campagna inglese, quasi sempre accompagnato dal fedele agente Dono­van, Wade è spesso alle prese con misteriosi quanto incredibili criminali e giunge alla soluzione dei vari casi dopo lunghe e metodiche inda­gini. Anche se le storie sono aggro­vigliate e piene di colpi di scena as­sai movimentati, le soluzioni sono spesso tutto sommato ingenue e scontate, con tracce e impronte sem­pre visibilissime, criminali non particolarmente astuti e testimoni mi­steriosamente informati di tutto - basti pensare alla vecchia mendi­cante che (per ben due volte!) mette l'investigatore sulla buona strada nell'avventura Maschera bianca senza che lui neppure si chieda co­me faccia quella donna a sapere certe cose - o con morituri sempre pronti a fornire qualche particolare utile alle indagini.



Nonostante tutte queste considera­zioni, tutto sommato negative, l'I­spettore Wade è in fondo un diver­tente feuilleton. Un fumetto certo irrimediabilmente datato, ma anche godibilissimo, proprio per questi "difetti". Dal 4 luglio 1938 Ander­son venne sostituito da Neil O'Kee­fe e non si sa bene se fu lo stesso Anderson a decidere di abbandona­re la serie o se la decisione venne presa dai responsabili dell'agenzia per cercare di rilanciare il perso­naggio. Quel che è certo è che O'Keefe modificò subito l'imposta­zione della striscia, accentuando il ritmo delle avventure, ma, curiosamente, il "nuovo" ispettore Wade non piacque ai vecchi lettori e non riuscì ad attirarne dei nuovi. Così la serie venne definitivamente inter­rotta il 17 maggio 1941.
 

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