Stati Uniti, 1935 / Sheldon Stark e Lyman Anderson
Nonostante le apparenze (e le affermazioni di alcuni critici), questo personaggio non è nato dalla fertilissima fantasia del giallista inglese Edgar Wallace, morto nel 1932 e uno degli autori più prolifici, ma è piuttosto un libero adattamento degli spunti e delle situazioni presenti nei suoi romanzi.
La serie avrebbe dovuto apparire alla fine del 1934 ma, come racconta Maurice Horn nella sua Enciclopedia mondiale del fumetto, le pubblicazioni furono ritardate da una serie di difficoltà di carattere contrattuale: Il London Mirror, infatti, pubblicava sulle sue pagine la serie intitolata Terror Keep, sempre basata sulle storie di Mister Reeder di Edgar Wallace e il King Features Syndicate fece quindi di tutto perché la striscia cessasse di essere pubblicata.
Dopo una serie di scontri legali e di incontri d'affari, il London Mirror rinunciò a pubblicare Terror Keep e Inspector Wade fece il suo debutto il 20 maggio 1935. Mentre il King aspettava che il polverone legale si calmasse, gli agenti europei avevano venduto la striscia alla Mondadori e Wade apparve in Italia il primo maggio 1935 sulle pagine del Cerchio verde, quasi tre settimane prima di "nascere" ufficialmente negli Stati Uniti.
Caparbio e flemmatico, sicuro dei propri metodi e della propria missione («I delitti si scontano e la legge ha sempre ragione!»), l'ispettore Wade è la quintessenza dell'ispettore di Scotland Yard e le sue avventure sono talvolta liberamente ispirate ai romanzi di Edgar Wallace. Contaminazioni non sempre felici, ma ci vorrebbe un grosso esperto per dirci che cosa c'è esattamente di Wallace in questa serie e che cosa è invece frutto della fantasia di Sheldon Stark e dei suoi anonimi successori.
A proprio agio tanto nelle strade di Londra quanto nella tranquilla campagna inglese, quasi sempre accompagnato dal fedele agente Donovan, Wade è spesso alle prese con misteriosi quanto incredibili criminali e giunge alla soluzione dei vari casi dopo lunghe e metodiche indagini. Anche se le storie sono aggrovigliate e piene di colpi di scena assai movimentati, le soluzioni sono spesso tutto sommato ingenue e scontate, con tracce e impronte sempre visibilissime, criminali non particolarmente astuti e testimoni misteriosamente informati di tutto - basti pensare alla vecchia mendicante che (per ben due volte!) mette l'investigatore sulla buona strada nell'avventura Maschera bianca senza che lui neppure si chieda come faccia quella donna a sapere certe cose - o con morituri sempre pronti a fornire qualche particolare utile alle indagini.
Nonostante tutte queste considerazioni, tutto sommato negative, l'Ispettore Wade è in fondo un divertente feuilleton. Un fumetto certo irrimediabilmente datato, ma anche godibilissimo, proprio per questi "difetti". Dal 4 luglio 1938 Anderson venne sostituito da Neil O'Keefe e non si sa bene se fu lo stesso Anderson a decidere di abbandonare la serie o se la decisione venne presa dai responsabili dell'agenzia per cercare di rilanciare il personaggio. Quel che è certo è che O'Keefe modificò subito l'impostazione della striscia, accentuando il ritmo delle avventure, ma, curiosamente, il "nuovo" ispettore Wade non piacque ai vecchi lettori e non riuscì ad attirarne dei nuovi. Così la serie venne definitivamente interrotta il 17 maggio 1941.





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