venerdì 19 maggio 2023

Henri Bencolin


Henri Bencolin, Stati Uniti, 1930 / John Dickson Carr


Definito dal suo autore il più importante poliziotto e il più pericoloso uomo d'Europa, il cinico e sardonico Henri Bencolin ha qualcosa di mefistofelico: capelli neri, divisi in mezzo, che si arricciano ai lati come un paio di corna, folte sopracciglia, occhi imperscrutabili, corti baffetti e barbetta a pizzo. 


Gli piace ascoltare il jazz, bere birra e frequentare locali malfamati. Proprietari e camerieri sanno che se si presenta vestito normalmente vuole solo divertirsi, mentre se indossa abiti da sera e non abbandona il suo bastone da passeggio con lama di spada incorporata, prima o poi i guai sono assicurati.


Henri Bencolin, le cui avventure sono narrate sin dall'esordio, avvenuto nel romanzo Il mostro del plenilunio (It walks by night, 1930), dal giornalista Jeff Marie, è un poliziotto, ma durante il tempo libero non disdegna di essere pagato per risolvere qualche caso privatamente.



Una commistione tra "pubblico" e "privato" che ha fatto inorridire molti appassionati, ma Bencolin, convinto che i parigini (e i lettori) amino i detectives pittoreschi, non se ne è mai preoccupato più di tanto.


Franz (Ferenc) Liszt

Raiding [Ungheria] 22-X-1811 - Bayreuth 31-VII-1886 

Figlio di un funzionario del principe di Esterhazy, si esibiva in pubblico come pianista all'età di nove anni, passando ben presto a Vienna dove si perfezionò sotto la guida di Czerny e Salieri. Nel 1823 studiò ancora a Parigi con Paer e Reicha, facendosi conoscere nel 1824 a Londra come pianista. Fino al 1830 visse dedito essenzialmente all'insegnamento, riprendendo poi l'attività di esecutore e compositore che lo impose ben presto all'attenzione dei pubblici parigini, viennesi, romani e di tutte le altre città europee. Dal 1842 al '44 suonò anche in Russia e in Turchia, e nel 1847 - dopo aver rotto la relazione che lo legava a Madame d'Agoult - ebbe un incontro decisivo a Kiev con la principessa Carolyne von Sayn-Wittgenstein. Nello stesso anno si trasferì con lei in Polonia, e dal 1848 al '59 fu maestro di cappella alla corte di Weimar, adoperandosi in favore della nuova musica tedesca, di cui fu considerato fautore e mentore. Weimar divenne con lui un centro vivo di moderna attività
musicale, ma nel 1859 Liszt lasciò la corte e nel 1861 si trasferì a Roma, senza peraltro riuscire a ottenere dal primo marito il divorzio dalla Sayn-Wittgenstein.
A Roma ebbe una crisi di misticismo, e ottenne dal papa il titolo di abate, ma nel 1869 abbandonò la solitudine romana e tornò a Weimar riconciliandosi con l'ambiente della corte. Gli ultimi anni di vita li trascorse tra Weimar, Pest (dove era stato eletto nel 1875 presidente dell'Accademia musicale) e Roma, riprendendo dal 1880 all'85 una intensa attività di insegnamento e  producendosi nuovamente in memorabili concerti. Nel 1886 fu a Parigi e Londra, ma a Bayreuth fu colpito da una forte polmonite che ne stroncò in breve la solida fibra.


I Preludi (Les préludes) poema sinfonico n. 3 (1848) 
Composizione in ogni senso tra le maggiori di Liszt, era nata senza un preciso programma, cioè era stata concepita come una pagina di musica pura che doveva servire di preludio a vari pezzi corali. 
Solo in seguito Liszt diede al pezzo un "programma" suggerito da una "méditation " del poeta francese Lamartine. L'autore avverte che questo poema sinfonico si ispira alla vita dell'uomo, che è una serie infinita di "preludi" a fatti tristi o gioiosi: e questo riflette bene la concezione formale della partitura, che è assai libera e consiste in una serie di episodi di diverso carattere fusi però in un sol tempo. Vi è così un'enorme ricchezza di temi e di episodi, ora baldanzosi, ora liricamente distesi, ora soffusi di mestizia: il tutto distribuito nella partitura con un equilibrio mirabile, che fa dei Preludi uno dei capolavori sinfonici del suo autore.
I tempi si succedono in quest'ordine: "Andante, " "Allegro ma non troppo-Allegro tempestoso," "Allegretto pastorale" e "Allegro marziale animato."

mercoledì 17 maggio 2023

Anatol Liadov

 

Pietroburgo 11-V-1855 - Novgorod 28-VIII-1914

Allievo di Rimski-Korsakov e dal 1878 insegnante al Conservatorio di Pietroburgo, si occupò del canto popolare e svolse attività di direttore d'orchestra. Noto soprattutto per le gustose composizioni pianistiche, è autore anche di musica orchestrale, per lo più in brevi miniature di genere in cui si nota un'assai personale utilizzazione del materiale tematico popolare, non disgiunta peraltro da influenze occidentali: sì che egli può essere considerato come un anello di congiunzione tra i rappresentanti diretti della " scuola nazionale" russa e la tendenza "occidentale" rappresentata da Ciaikovski, Liapunov, Rakhmaninov.

Kikimora (Il Genio della casa) per orchestra op. 63 (1910)
« Kikimora è allevato da uno stregone nei monti rocciosi, e il gatto dello stregone gli racconta da mane a sera fiabe d'oltremare, e dalla sera al mattino lo culla in un giaciglio di cristallo. » 
Passano gli anni, Kikimora si fa grandicello « e nel suo capo frullano pensieri malvagi nei riguardi del mondo intero. »
Come Baba-Jaga, anche Kikimora è una figura delle fiabe russe, e ad essa si ispira la composizione di Liadov. Musica a programma, dunque, colorita e ravvivata da un notevole magistero orchestrale e da un richiamo costante a motivi popolareschi.
La composizione si divide in due tempi: " Adagio" e "Presto."

lunedì 15 maggio 2023

Edouard Lalo

Lilla 27-I-1823 - Parigi 22-IV-1892

Compiuti gli studi ai conservatori di Lilla e di Parigi, si formò più che altro da autodidatta e rimase sostanzialmente un isolato. Attivo soprattutto come violinista e violista, solo nella maturità gli arrise qualche successo.
Fu compositore di notevole sensibilità, e la sua musica è pervasa da un sincero soffio di romanticismo, calato in una chiara coscienza formale e in una scrittura brillante anche se a volte alquanto pletorica. La sua chiara visione della forma lo portò a eccellere soprattutto nel campo strumentale, anche se proprio con l'opera conobbe uno dei maggiori successi della sua carriera (Il Re d'Ys, eseguito a Parigi nel 1 888, è ancor oggi in repertorio nei teatri francesi).
Lalo è autore di altre 2 opere e di 2 balletti, di 3 sinfonie e di molta altra musica orchestrale, di musica da camera e vocale: ma nel repertorio odierno sono praticamente rimasti solo la Sinfonia spagnola e il Concerto per violoncello e orchestra.

Sinfonia spagnola per violino e orchestra op. 21 (1875) 
Il folclore musicale spagnolo ha esercitato su molti musicisti un fascino profondo: da Glinka a Chabrier, da Debussy a Ravel, l'elemento spagnolo ha acquistato da molto tempo stabile cittadinanza nella musica d'arte europea. Quanto a Lalo, si deve tener presente che egli era di origine spagnola: e fu forse questa una ragione particolare perché egli si sentisse spinto a ricreare in questo pezzo atmosfere e melodie ispirate alla musica della terra dei suoi avi.
La Sinfonia spagnola è un pezzo dal caldo empito romantico, denso di un pathos acceso e trascinante, a cui le intonazioni popolaresche danno un colore tutto particolare. Si tratta so­stanzialmente di un concerto, poiché il violino vi è trattato in funzione solistica ed è il vero protagonista del discorso musicale: la sua parte è di un virtuosismo denso e brillante, a tratti chiaramente ispirato a modi propri della musica gitana spagnola.
La composizione comprende ben cinque pezzi: 
" Allegro non troppo" dalla possente impostazione sinfonica, 
" Scherzando " ('Allegro molto,' un brano in tessuto di ritmi di danza di grande
effetto per lo strumento solista), 
" Intermezzo" ( 'Allegretto non troppo': è un brano non certo inferiore agli altri per intensità d'espressione, ma viene normalmente tralasciato nelle esecuzioni),
" Andante " 
" Rondò" ('Allegro').

venerdì 12 maggio 2023

Hawk


Hawk, Stati Uniti, 1966 / Alan Sloane

Assegnato all'ufficio del procuratore distrettuale di New York, il detective John Hawk (Burt Reynolds) è un indiano irochese. Le sue origini razziali non influivano però molto sulle storie, che avrebbero potuto essere "interpretate" da qualsiasi altro poliziotto televisivo. Il fisico di Burt Reynolds e le sue evoluzioni acrobatiche non sono quindi state sufficienti a conquistare il grande pubblico, e la serie è durata soltanto 17 episodi da 50 minuti, andati in onda dall'8 settembre al 29 dicembre 1966.




Zoltan Kodaly


Kecskemét [Ungheria] 16-XII-1882 - Budapest 6-III-1967

Allievo dell'Accademia Musicale e dell'Università di Budapest, nel 1903 iniziò, affiancato da Bartòk, un intenso lavoro di studio e raccolta del canto popolare ungherese. Si perfezionò (dal 1906 al 1907) a Berlino e Parigi, venendo in contatto con le principali correnti musicali dell'epo­ca, e dal 1907 insegnò all'Accademia Musicale di Budapest, continuando l'intensa attività etnomusicologica. Fu anche assai attivo nel campo della sezione ungherese della SIMC (Società Internazionale di Musica Contemporanea).
Nel 1951 è apparso il primo volume del Corpus musicae popularis hungaricae, da lui diretto, che raccoglierà sistematicamente rutto il patrimonio esistente della musica popolare della nazione. Molto intensa fu pure la sua attività di educatore.

Hary Janos, suite (1926) 
Hary Janos è una commedia di Béla Paulini in cui si parla di un simpatico spaccone, il quale vanta ai suoi amici d'osteria imprese inverosimili, raccontando come sia riuscito a vincere Napoleone, a sposare la figlia del
Kaiser e via di questo passo. Questo personaggio è assai popolare in Ungheria, e per la commedia Kodaly compose una musica di scena da cui trasse la suite normalmente eseguita in sede concertistica. Contrariamente al solito, egli non si serve qui di materiale popolare, ad eccezione di una sola canzone, ma ciò
non toglie che tutta la musica sia anche qui informata allo spirito del folclore magiaro, che per tanti anni aveva costituito quotidiana materia di lavoro per l'instancabile raccoglitore di melodie e danze. Kodaly riproduce magistralmente l'atmosfera bonaria e un po' irreale dell'azione, lumeggia il carattere fantasioso di Hary Janos con un'ironia non certo scevra da una vena di simpatia, poiché il suo eroe incarna un sentimento che è presente in ogni uomo e particolarmente vivo nel carattere degli ungheresi, cosi inclini a fantasticare e a perdersi in sogni di grandezza.

La suite comprende sei parti:·
I) "Preludio. Incomincia il racconto" ('Con moto-Tranquillo, molto moderato': Janos incomincia a raccontare nella taverna);
II) "Il carillon di Vienna" ('Allegretto':' sulle ali della fantasia Hary Janos è giunto ormai nella reggia di Vienna, e ne ammira il carillon con i pupazzi semoventi);
III) "Canzone" ('Andante, poco rubato':. è un canto per la sua amata); 
IV) "Battaglia e sconfitta di Napoleone" ('Alla marcia - Tempo
di marcia funebre', per soli fiati e percussione, con effetti di banda militare);
V) "Intermezzo" ('Andante maestoso, ma con fuoco': è una vivace danza dei soldati che festeggiano la vittoria);
VI) "Entrata dell'Imperatore e della corte" ('Alla marcia': Hary Janos, sempre sulle ali della fantasia, è giunto a corte, e assiste all'ingresso maestoso del Kaiser)

mercoledì 10 maggio 2023

Aram Khaciaturian


Tbilisi, 6 giugno 1903 - Mosca, 1 maggio 1978 

Rivelò precocissime doti musicali, e dal 1922 studiò a Mosca dove ebbe tra gli insegnanti Miaskovski. Khaciaturian è personalità assai in vista nella vita musicale sovietica: accanto a quella compositiva, svolge intensa attività di direttore d'orchestra, organizzatore e insegnante (dal 1951 al Conservatorio moscovita). Egli trasferisce nella sua produzione musicale l'entusiasmo di un artista che crede nel socialismo e nella sua realizzazione in atto nell'URSS. La sua produzione è pervasa da uno spirito fortemente ottimistico, da un vivo senso ritmico e melodico che lo porta a ripudiare ogni innovazione rimanendo saldamente radicato - come tutti i musicisti sovietici della sua generazione - nei principi della tonalità e nell'elaborazione del canto popolare dell'URSS (in particolare armeno). La sua è una musica sanguigna, di facile comunicativa anche con le masse più sprovvedute, ed egli è attualmente considerato accanto a Sciostakovic uno dei maggiori compositori del Paese.
Khaciaturian - che finora non ha composto opere di teatro - è soprattutto noto per i due balletti Gaiane e Spartak, ma ha scritto anche sinfonie e altri pezzi per orchestra, varia musica da camera e vocale.

Concerto per pianoforte e orchestra (1936) - Composizione tra le più note di Khaciaturian, questo Concerto non smentisce le caratteristiche di stile del suo autore: è una composizione di effetto, estremamente impervia nella parte pianistica (qualcuno ha parlato di recupero della tradizione lisztiana), assai
ricca dal punto di vista sia armonico, sia ritmico e melodico: vi è evidente la predilezione per il canto popolare dell'est, anche se l'autore è rifuggito qui da qualsiasi citazione letterale della musica armena o asiatica. Il discorso musicale è teso e vigoroso, fortemente ritmato ad eccezione del tempo centrale, che ha invece fisionomia chiaramente melodica.
I tempi sono: "Allegro ma non troppo e maestoso," "Andante con anima " (dove più evidente appare la rievocazione del canto popolare armeno) e un turbinoso "Allegro brillante" (notare l'imponente cadenza centrale).