venerdì 31 ottobre 2025

Scuola di polizia



Stati Uniti, 1984 / Neal lsrael e Pat Proft

Uno stravagante bando di concorso emesso dalla sindachessa di una cittadina
americana (senza alcun limite di colore, sesso, altezza e peso chiunque può essere ammesso alla locale Accademia di polizia, per frequentarvi un corso di 14 settimane) porta un di creta numero di aspiranti allievi a presentarsi davanti al
bonario capitano Lassard (George Gaynes). 



Un tizio che va matto per le uniformi, un ex fioraio di colore, un irrequieto figlio di papà, disoccupati e tipi eccentrici sono quindi sottoposti a faticosi allenamenti dal
cinico e ferreo tenente Harris (G.W. Bailey), che spera così di farli rinunciare al più presto. Gli allievi però non demordono e alla fine riusciranno anche a farsi onore avendo la meglio su un gruppo di teppisti. 



Questa, in breve, la trama di Scuola di polizia (Police Academy), un film
strampalato diretto nel 1984 da Hugh Wilson su una sceneggiatura di Neal Israele Pat Proft. Un filmetto senza pretese, a tratti decisamente goliardico, eppure ricco di trovatine e gag, tanto che ottiene un discreto successo presso il grande pubblico,
dando origine a una vera e propria serie giunta al sesto titolo nel 1989 alternando momenti un po' scontati e ripetitivi a scene divertenti anche se sempre un po' goliardiche.

 

giovedì 30 ottobre 2025

La sopravvissuta


La sopravvissuta racconta la drammatica vicenda di Audrey Albrespy all’indomani di una catastrofe che ha cancellato la vita dal pianeta: la sua solitudine e la sua disperata voglia di scovare le ultime tracce dell’umanità, la conducono in una complessa spirale di eventi dai toni forti e adulti. Paul Gillon, sfruttando l’idea della condanna al solipsismo, traccia uno scenario agghiacciante: Audrey, unica superstite, assapora la libertà e la condanna della sua condizione, scatenando istinti primordiali, gettando la protagonista in una sordida vicenda di sesso con inediti risvolti.

Se gli scenari post-apocalittici e sci-fi ben si prestano ad essere erotizzate, Gillon sfrutta il tutto ambientando le vicende erotiche della protagonista in una Parigi deserta, con i suoi monumenti sotto vuoto, e orde di cyborg e automi che come mosche sciamano intorno alla protagonista per assecondare ogni suo minimo capriccio. E’ questa dedizione – che poi si rivelerà piena di commiserazione e pietà – a spingere Audrey nella sua stringente solitudine – a cadere tra le braccia di un automa, destinato a diventare amante e carnefice. 
Oggi, la questione uomo-macchina farebbe sorridere per la maniera in cui Gillon la affronta, con risvolti moraleggianti e con un riflessione antropocentrica sull’intelligenza artificiale, ma la domanda, prima dell’esplosione cyber-punk e di certa filosofia della mente, è posta da Gillon con fermezza, soprattutto nei risvolti maniacali di un’intelligenza che diventa "umana troppa umana".




 

Curt Siodmak: Il cervello mostro, n.60

 



Il cervello di un uomo - Donovan, il milionario di Los Angeles, perito in un incidente aereo - è da un medico, volto ad astruse ricerche scientifiche, messo a "coltura" in una incubatrice e, collegato ad un encefalografo, studiato nelle sue più minute reazioni. E il miracolo avviene: il cervello di Donovan non solo vive, ma si sviluppa prodigiosamente; e col cervello continua a vivere la personalità di Donovan, coi suoi ricordi, i suoi odii, le sue spaventose ambizioni. Questa mostruosa personalità s'impadronisce del medico, che, come ossesso, è costretto ad agire come Donovan: diventa Donovan. Delitti, mostruose lotte, l'orrore dominano ogni pagina di questo capolavoro della moderna letteratura "gotica": fino alla distruzione del cervello mostro e alla liberazione dello scienziato suo succube.

mercoledì 29 ottobre 2025

André Gedalge

 

(Parigi, 27 dicembre 1856 – Chessy, 5 febbraio 1926)


André Gedalge nacque al 75 di rue des Saints-Pères a Parigi, dove lavorò inizialmente come libraio ed editore, specializzandosi in libri di premio per le scuole pubbliche. Durante questo periodo, lui e suo padre pubblicarono libri di Marie Laubot ed Edmond About per la Librairie Gedalge.
Nel 1886, all'età di 28 anni, entrò al Conservatorio di Parigi. Nello stesso anno vinse il Secondo Prix de Rome. Studiò con Ernest Guiraud, professore di contrappunto e fuga, che era stato anche insegnante di Jules Massenet.

Nel 1891, Gedalge compose la partitura per Le Petit Savoyard, una pantomima in quattro atti rappresentata al Théâtre des Nouveautés. Nel 1895, Pris au Piège vinse il Prix Cressant. Nel giugno del 1900, il suo balletto in un atto Phoebé debuttò all'Opéra-Comique. Compose il Quatuor d'archet, Les Vaux de Vire (una raccolta di mélodies), canzoni per bambini e tre sinfonie. Queste illustravano il suo orgoglioso motto: "Né letteratura, né pittura", che definiva la "musica pura". La sua Terza Sinfonia in Fa maggiore e il suo Concerto per pianoforte e orchestra (scritto nel 1899) furono considerati capolavori della musica francese. Dal 1905 insegnò contrappunto e fuga al conservatorio.
Fu maestro di George Enescu, Maurice Ravel, Arthur Honegger, Darius Milhaud, Jacques Ibert, Florent Schmitt, André Bloch e Charles Koechlin.
Negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, Gedalge fu sindaco di Chessy, nella Senna e Marna, dove morì e fu sepolto in seguito.

Gedalge compose opere e balletti, quattro sinfonie, un concerto per pianoforte e orchestra, musica da camera ed alcune mélodies; il suo nome è ricordato soprattutto per una sua importante opera teorica, il Trattato della fuga, ancora oggi correntemente (e tristemente) utilizzato nei conservatori.

La Terza Sinfonia in Fa maggiore fu diretta per la prima volta il 27 febbraio 1910 dal suo amico Gabriel Pierné; è dedicata a un altro amico, Gabriel Fauré. Pierné la dirigerà molte volte, anche all'estero. È l'opera più conosciuta (a un pubblico ristretto)!
A proposito della Terza Sinfonia , notiamo l'epigrafe: "Né letteratura né pittura", così come il commento nel programma di giovedì 14 febbraio 1929 dei Concerti Straram: "Con ciò, André Gedalge non intendeva ribellarsi propriamente all'estetica impressionista, ma semplicemente dimostrare che era possibile, anche allora, scrivere una musica che portasse in sé la sua ragion d'essere [...] Tutto canta nella sua orchestra, e si potrebbe dire, così elegante è il tracciato di ogni linea, che non contiene parti secondarie. Ma si noterà che nulla, tranne ciò che potrebbe essere di cattivo gusto, è escluso da questa ricca fioritura: la purezza del disegno si unisce a una sorprendente vivacità ritmica, e la strumentazione stessa, dove appare l'oboe d'amore, ci mostra con quale serenità André Gedalge sapeva "disprezzare il disprezzo".

La lettera scritta a Charles Koechlin l'8 aprile 1912 è essenziale per comprendere il pensiero e la scrittura di questo musicista, rimasto ai posteri più come un insegnante che come un compositore.
Il 31 maggio 1910 l'Accademia di Belle Arti gli assegnò un premio di 3.000 franchi per la Terza Sinfonia .

martedì 28 ottobre 2025

L. Garrier - Chi ama tutto perdona, 1931







Wilkie Collins: Il diamante indiano, n.60

 


Il colonnello John Herncastle, ex ufficiale dell'esercito britannico, al rientro in patria dall'India reca con sé la leggendaria Pietra di Luna, un diamante di colore giallo, da lui rubato nel 1799 durante l'assedio di Seringapatam. Secondo la tradizione il diamante adornava la statua di una divinità indiana.

Molti anni dopo, furioso nei confronti della sua famiglia, che lo ha messo in disparte, il colonnello nelle sue ultime volontà lascia il gioiello alla nipote Rachel, come regalo per il diciottesimo compleanno. In realtà il regalo dello zio espone Rachel agli attacchi dei guardiani della Pietra di Luna, un gruppo di tre bramini che, secondo la leggenda, si tramanda negli anni il compito di custodire la pietra e di recuperarla nel caso fosse rubata.

La vicenda principale comincia dopo la morte del colonnello Herncastle, nella primavera del 1848, in una villa inglese dello Yorkshire, raccontata in prima persona dal maggiordomo Betteredge, anziano servitore di lady Julia Verinder, una delle sorelle del colonnello e madre di Rachel.

Il soggiorno nella villa dei Verinder è allietato dall'arrivo di Franklin Blake, il giovane cugino di Rachel, ritornato in Inghilterra dopo una lunga permanenza nelle principali nazioni d'Europa. Franklin, figlio dell'esecutore testamentario del colonnello Herncastle, ha con sé il diamante che deve consegnare alla cugina il successivo 21 giugno, il giorno del compleanno della ragazza. Alla villa giungono nel frattempo anche tre stranieri dalla pelle scura, all'apparenza un gruppo di prestigiatori girovaghi, anche se Blake e Betteredge sospettano che si tratti dei custodi indiani della pietra di Luna, rimasti per anni in Inghilterra in attesa di poter recuperare il diamante. Tra Rachel e Blake nei giorni seguenti si instaura immediatamente un rapporto di simpatia e confidenza, mentre i tre girovaghi vengono fermati dalla polizia e trattenuti in prigione.

Durante la festa di compleanno, la giovane Rachel appunta sul vestito la preziosa gemma che viene notata dai tre "girovaghi" indiani, introdottisi nel parco della villa. Quella stessa notte la pietra di Luna scompare ed il mattino dopo i sospetti della polizia si concentrano non solo sui tre indiani, ma anche sulla cameriera Rosanna Spearman, visto il suo passato di ladra, e su Rachel stessa.

Al termine delle indagini si scoprirà che a sottrarla è stato il cugino di Rachel, Franklin Blake, sotto l'effetto di una dose di laudano che uno degli invitati, il medico Thomas Candy, gli aveva somministrato solamente per dimostrarne l'efficacia. Sotto l'effetto della droga Franklin prende il diamante per paura che i bramini, appostati fuori della villa, la rubino e facciano del male a Rachel e inconsapevolmente la consegna a Godfrey, un altro cugino di Rachel, che però disonestamente la tiene per sé.

Rachel assiste involontariamente alla sottrazione del diamante da parte di Franklin e, pur non denunciandolo, non lo vuole più vedere. Purtroppo il dottor Candy, che pensava di svelare il giorno dopo la verità sul laudano somministrato, si ammala improvvisamente in modo grave e perde la memoria.

Solamente dopo un anno la colpa commessa da Godfrey viene scoperta: egli viene ucciso dagli indiani che, sottratta la pietra preziosa, la riportano al loro idolo. Viene intanto chiarito quanto era accaduto quella sera in cui il dottor Candy aveva dato l'oppio a Franklin che, riconciliatosi con Rachel, la sposa.

  

domenica 26 ottobre 2025

Progressive Spin, puntata 20 - 23 ottobre 2025



Dave Bainbridge - Hill Of The Angels
John Holden - Storm Warning
Ambient Den - Terraforming
Agropelter - The Book of Hours Pt I



 

sabato 25 ottobre 2025

SNMN, puntata 20 - 22 ottobre 2025



Magazzini Musicali - Eurovision
Sebastiano Moncata - The last Swan Song
Carlo Pontevolpe - Nessuna via di mezzo
Nobody Sane - Gaza piange
Giorgieness - Sogni lucidi
Nove - Parte di te
Avantgarde Boyz - sunset delight
Domingo S. Myself - NoMusicLand
Don Pasquale Ferone - Come un fiume
Pacto Oculto - Soy como el viento
Jack Vultur - Sconosciuto
Beabaleari - Io non amo la fine
SÆV - Sfumature di me
Lara Bersani - Se il tempo cambiasse
Roberto Massa - Noia


 

venerdì 24 ottobre 2025

Ispettore Schmidt



Stati Uniti, 1935 / George Bagby

Anche se risolve quasi sempre brillantemente i vari casi di cui gli capita di occuparsi, l'ispettore Schmidt, capo della squadra omicidi di New York, è un personaggio tutto sommato anonimo e piuttosto insignificante, tanto che molte delle persone che hanno di volta in volta a che fare con lui lo ricordano quasi esclusivamente perché spesso si lamenta per il fatto che gli fanno male i piedi!



Apparso per la prima volta in Murder at piano (1935), durante le indagini questo personaggio è sempre accompagnato dall'autore stesso, che lo chiama Schmitty, il quale poi scrive in prima persona le sue avventure. Ed ecco come racconta la storia dei piedi: «L'ispettore Schmidt entrò e si tolse le scarpe. Questa delle scarpe è una mania dell'ispettore. A ogni occasione favorevole se le toglie e, devo dire, è diventato abilissimo per crearsi le occasioni. La spiegazione di questa sua abitudine va ricercata nel fatto che nessuno, almeno a New York, arriva molto presto all'eccelso grado di ispettore. Si comincia dalla gavetta, e uno dei primi incarichi è
quello della ronda notturna. L'ispettore non è ancora riuscito, dopo tanti anni, a dimenticare il danno arrecato ai suoi piedi da quelle lunghe e noiose passeggiate e, appena può, li fa riposare ».



Comunque, pur non essendo un personaggio molto caratterizzato, come in fondo sono la maggior parte dei detective della narrativa poliziesca, l'ispettore Schmidt è un poliziotto dalla testa ai piedi ed è tutt'altro che uno sprovveduto. E va sempre fino in fondo nelle sue indagini, anche quando in Non chiamate I'FBI (The tough get going, 1977) scopre che nella morte di un giornalista sono coinvolti un poliziotto e due agenti dell'FBI. 



Il suo comportamento dimesso lo aiuta in realtà non poco nelle sue indagini dato che i colpevoli tendono di solito a non dargli molta importanza, un po' come accade
al televisivo tenente Colombo interpretato dall'attore Peter Falk.
George Bagby è uno pseudonimo di Aaron Mare Stein, più noto come Hampton Stone. I romanzi con l'ispettore Schmidt sono stati pubblicati in Italia da Mondadori.

 

giovedì 23 ottobre 2025

Dick Fulmine



Dick Fulmine è un personaggio dei fumetti italiano creato dal disegnatore Carlo Cossio e sceneggiato da Vincenzo Baggioli. È considerata la più fortunata e celebre creazione del disegnatore.

A dire del suo disegnatore, Dick Fulmine era ispirato a Gary Cooper per la parte superiore del viso e alla stessa mascella del creatore, per la parte inferiore. Rimane peraltro evidente anche il richiamo fisiognomico al pugile campione del mondo Primo Carnera, confermato dall'attitudine iperbolica al cazzotto facile e risolutivo. Il suo aspetto generale ne fa uno dei "portabandiera dell'eroismo della virilità" da proporre al popolo italiano. Tuttavia, nella mascella sporgente e volitiva ("mussoliniana") di Fulmine, personaggio "dichiaratamente fascista", è riconoscibile un riferimento fisiognomico all'iconografia popolare e propagandista del Duce.
La sua creazione avviene in una temperie culturale che vedeva l'embargo delle creazioni fumettistiche provenienti da oltreoceano.
Dick Fulmine è un agente in borghese della polizia di Chicago, oriundo italiano, smargiasso e dal cazzotto pronto. I suoi antagonisti assecondano i pregiudizi razziali cari al fascismo italiano; combatte soprattutto contro personaggi connotati razzialmente, ebrei, neri, asiatici orientali, sudamericani, tratteggiati come esseri meschini, vigliacchi e traditori: il grosso e brutto nero Zambo, il "sordido ebreo Abramo Levi". Spesso l'intervento di Fulmine è finalizzato a difendere, dalle persecuzioni dei nemici, italiani e italiane in difficoltà, personaggi questi descritti sempre come fieri e onesti.