Jan Křtitel Václav Kalivoda (in tedesco Johann Baptist Wenzel Kalliwoda) (Praga, 21 febbraio 1801 – Karlsruhe, 3 dicembre 1866) è stato un compositore, violinista e direttore d'orchestra ceco.
Studiò violino con F. W. Pixis e composizione con D. Weber nel conservatorio di Praga dal 1811 al 1817, ottenendo nel 1815 una borsa di studio come miglior allievo. Completati gli studi divenne membro dell'orchestra dell'opera della sua città (1817-1823), ove fece rappresentare opere di Mozart, Cherubini e Rossini. Nel 1822 divenne direttore dell'orchestra privata del principe Fürstenberg a Donaueschingen, invitando altri famosi esecutori del tempo fra cui Schumann, Liszt e Thalberg; al tempo stesso effettuò molte tournée in Europa, specie a Linz e Monaco di Baviera, come solista di violino. Nel 1858 si esibì per l'ultima volta a Praga, sua città natale, e nel 1866 si ritirò a Karlsruhe, ove morì lo stesso anno, dedicandosi ad attività didattica.
Come compositore raggiunse una certa notorietà in Germania. Robert Schumann usò parole di ammirazione per la sua Quinta Sinfonia (1840): lo stesso compositore sassone d'altronde nel terzo movimento della sua Quarta Sinfonia (1841, ma riveduta nel 1851) citò quasi letteralmente il Minuetto della Prima Sinfonia op.7 (1824) di Kalliwoda.
La Sinfonia n. 3 in Re minore, Op. 32 è una delle opere orchestrali più significative del compositore e violinista boemo Jan Křtitel Václav Kalliwoda (noto anche con il nome tedesco Johann Wenzel Kalliwoda). Composta nel 1830 e pubblicata nel 1832, questa sinfonia rappresenta perfettamente il passaggio tra il Classicismo e il primo Romanticismo tedesco, guadagnandosi all'epoca l'ammirazione di importanti contemporanei come Robert Schumann.
La sinfonia è strutturata nei classici quattro movimenti:
I. Adagio molto - Allegro non troppo, con energia. Apre con un'introduzione lenta, profonda e drammatica che sfocia in un Allegro energico, caratterizzato da forti contrasti dinamici e una spinta ritmica vigorosa.
II. Poco Adagio, con espressione. Il movimento lento si distingue per il suo carattere lirico ed elegiaco, tipico della sensibilità romantica dell'epoca, mettendo in luce l'abilità di Kalliwoda nella scrittura cantabile per i fiati.
III. Menuetto. Allegretto, marcato molto - Trio. Presto, con leggerezza. Un minuetto dal ritmo fortemente scandito e quasi fiero, che contrappone la sua severità alla brillantezza e alla rapidità "leggera" della sezione centrale del Trio.
IV. Rondo. Allegro agitato. Il finale è un rondò travolgente e tempestoso, ricco di tensione drammatica e virtuosismo orchestrale, che chiude l'opera con grande intensità
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