martedì 10 marzo 2026

Quiz mortali all'Abbazia di Nonantola, di Roberto Roganti



Trama

Durante una trasmissione a Radio Perfida nella Torre dei Bolognesi a Nonantola, arriva una telefonata dove l'interlocutore recita una filastrocca:

«Indovina indovinello
a Nonantola è sempre bello
da domani stai accorto
prima o poi ci scappa il morto
La morte in Abbazia
una vita si porta via!».

E il giorno dopo, puntuale, viene scoperto un cadavere. Sarà l'inizio di una serie di omicidi tra i ministranti che seguono un corso presso l'Arcidiocesi di Modena-Nonantola. Grogghino dovrà mettere letteralmente mano nell'indagine per dipanare la matassa, che questa volta è assai intrigata. La difficoltà maggiore sarà che il becchino avrà una grossa distrazione, una ragazza. 
Riuscirà a risolvere i due casi, entrambi questioni di cuore?


Incipit

Nonantola, martedì 13 aprile 2021

La ragazza pedala tranquilla in piazza Aldo Moro, a quest’ora non c’è in giro nessuno; fra poco scatta il coprifuoco, ma lei ha il permesso del Comune. Sono appena passate le 21:30 e a Nonantola la gente è già tutta chiusa in casa. Spingendo a mano la bicicletta raggiunge la Torre dei Bolognesi in fondo a via del Macello, strada ormai resa pedonale, che costeggia il giardino Perlaverde in direzione del parco Moreali; svolta proprio alla fine a sinistra e arriva all’ingresso della torre.

***

La torre fu costruita nel 1307 dai Bolognesi che avevano conquistato Nonantola dopo una lunga serie di battaglie con i Modenesi per il controllo del territorio. È un edificio in mattoni a pianta quadrata alta 38,13 metri, presenta una merlatura guelfa ricoperta da un tetto a capriate già attestato nel 1500.

Esaurita la funzione militare fu utilizzata dalla metà del XV secolo al XVII secolo come carcere, in seguito come magazzino ed infine, dal 1950 per un ventennio, ha ospitato il deposito sopraelevato dell’acquedotto, a causa del quale furono tagliate le travi trecentesche in rovere per permettere l’inserimento di una cisterna. Alla fine del periodo, a causa del disuso, si è dovuto demolire il serbatorio, ed è stato possibile affrontare il restauro storico conservativo della Torre dei Bolognesi.
Il recupero, terminato definitivamente nel 2004, è stato svolto eseguendo operazioni minime volte alla ricostruzione dei tre solai lignei distrutti dall’intromissione della torre idrica e delle scale di accesso ai vari piani. L’edificio ha così potuto rivelare nuovamente le sue antiche funzioni difensive, lasciate a vista, in modo da evidenziare la valenza storica che la Torre ha avuto nei secoli; per quanto riguarda le murature esterne, corrisponde quasi totalmente a quella costruita nel 1307.
Attualmente la torre è composta da un pianoterra, tre piani e un belvedere.

Al piano terra c’è l’ingresso del museo, qui si ripercorre la storia di Nonantola iniziando dall’età Contemporanea fino alla Preistoria in un percorso a ritroso nel tempo scandito sui vari piani dove sono presenti fonti archeologiche, documentarie e fotografiche.
Tramite una scala si accede agli altri piani del museo, dal secondo fino al belvedere, si possono incontrare le sale adibite, nell’ordine:
il 1800, dove si evidenziano le profonde trasformazioni avvenute nell’agricoltura e nel paesaggio; il Monastero di San Silvestro e la Magnifica comunità di Nonantola nell’ampio periodo storico che intercorre tra il 1700 e il 1000; dai Romani alla Preistoria, dall’Età del Bronzo all’epoca romana; infine salendo sul belvedere è possibile avere una visione d’insieme dell’abitato di Nonantola e del suo territorio da tutti i punti cardinali.
Al primo piano, che originariamente avrebbe dovuto accogliere la storia di Nonantola dagli anni Venti del ‘900 ad oggi, si trova la meta della ragazza: una radio web, allestita da un privato che l’ha ottenuta in concessione.

RadioPerfidaNonantola, la seconda radio web locale. Questa e l’altra sono sorte dalle ceneri di una vecchia e storica emittente FM che, dopo varie vicissitudini, aperture e chiusure, è rinata con due diverse connotazioni: una seria, con tanto di associazione e appoggio degli enti comunali; una privatissima, con un unico proprietario, tale Giuseppe Parini, un filantropo che non vuole trasmettere assolutamente musica italiana, ad eccezione di quella classica e lirica. Gli speaker sono stati scelti con cura e, a differenza dell’altra radio, ricevono un rimborso spese. Proprio per questo motivo, sono vincolati a trasmettere i generi musicali congeniali al patron, dietro un compenso oneroso non si cerca di barare.

 

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