venerdì 6 febbraio 2026

Sir Smith


Gran Bretagna, 1913 / Sax Rohmer

Dapprima come ispettore di Scotland Yard, in seguito come commissario del dipartimento di indagini criminali e infine come investigatore privato, sir Denis Nayland Smith ha dedicato tutta la propria vita alla lotta contro il diabolico Fu Manchu, un geniale criminale cinese che si prefigge di conquistare il mondo, e questi scontri sono raccontati in prima persona dal dottor Petrie, un amico di sir Denis Nayland Smith, che lo accompagna sempre nelle sue avventure e che sposerà Karamaneh, una ex schiava del terribile orientale.



Con tre lauree, una vasta conoscenza dell'occulto e di misteriosi segreti completamente sconosciuti agli occidentali, Fu Manchu è - come lo descrive, in fondo con un pizzico di ammirazione, il suo avversario all'inizio della saga - «sicuramente la personalità più malvagia e terribile che esista al mondo. E un linguista che parla con facilità moltissime lingue e un'infinità di dialetti. È esperto di tutte le arti e le scienze che una grande università potrebbe insegnare e conosce anche alcune arti e scienze oscure che nessuna università oggi insegna. Ha il cervello di tre uomini geniali».



Il suo aspetto è davvero terribile, come il suo modato desiderio di potere. «Immagina una persona alta, snella e felina - è sempre sir Smith che parla, - con spalle erette, con una fronte shakespeariana e un volto satanico, un cranio rasato e gli occhi a mandorla e magnetici, verdi come quelli di un gatto. Investito di tutta la crudele astuzia della razza orientale accumulata in un unico intelletto gigantesco, di tutte le risorse della scienza passata e presente, di tutte le risorse, se vuoi, di un governo ricco ... Immagina quell'essere spaventoso e avrai il ritratto del dottor Fu Manchu, il pericolo giallo incarnato in un solo uomo». 



Il primo romanzo di Sax Rohmer, Il mistero del Dr. Fu Manchu (The mystery of Dr. Fu Manchu, 1913), si conclude con l'apparente morte del geniale criminale cinese, il quale sembra perire bruciato dalle misteriose fiamme che distruggono il suo ultimo rifugio. In realtà non è così, e in seguito egli ritornerà più giovane e più forte (infatti nella terza avventura ringiovanisce grazie a un elisir di lunga vita che egli stesso ha perfezionato), oltre che sempre più determinato nel suo progetto di conquistare il mondo. 




Sir Denis Nayland Smith (che è stato insignito del titolo di baronetto proprio per la sua strenua lotta contro questo genio del male, che è in fondo il vero protagonista dei tredici romanzi e dei numerosi racconti scritti da Sax Rohmer) ce la mette davvero tutta per cercare di avere la meglio sul diabolico orientale, ma in realtà non riesce mai a sconfiggerlo definitivamente e con il passare del tempo, pur mantenendone certe connotazioni negative, l'autore riabilita non poco il terribile cinese arrivando a presentarlo addirittura in versione positiva. 




Anche gli omicidi sono ridotti all'essenziale: se nel primo romanzo Fu Manchu aveva sterminato una dozzina di agenti per il solo gusto di sperimentare un fungo velenoso, ora ricorre soltanto a pozioni e gas soporiferi.
Fu Manchu viene infatti in gran parte riabilitato, le sue mire espansionistiche spiegate e motivate. E una volta arriva addirittura a sfogarsi con sir Smith con queste precise parole: «lo lavoravo per il mio paese, vedevo la Cina malgovernata, in progressiva decadenza e, nonostante le sue vaste risorse, sempre più preda degli avvoltoi. Speravo di dare alla Cina quel posto nel mondo al quale le danno diritto la sua intelligenza, la sua industriosità e i suoi ideali, speravo di svegliare la Cina. I miei metodi, sir Denis, erano malvagi, ma le motivazioni erano buone».



Cosicché, come ha scritto Umberto Volpini, «Fu Manchu e sir Denis Nayland Smith vengono a ergersi a campioni di due civiltà, uno di quella asiatica (e africana) forte di un luminoso passato e anelante a una rivincita, l'altro di quella bianca e occidentale, prevalente nel mondo e ben decisa a mantenere la sua supremazia.
Qua e là nei libri di Sax Rohmer vi sono frasi di ammirazione per il lavoro del dottore, e la condanna sfuma sovente in una riprovazione per un genio forse mal adoperato.


Dagli anni Venti al 1979, quando Peter Sellers ha interpretato il doppio ruolo del dottor Fu Manchu e del suo acerrimo nemico sir Denis Nayland Smith in Il diabolico complotto del dotlor Fu Manchu (The fiendish plot of Dr. Fu Manchu) , diretto da Piers Haggard, questi personaggi sono stati più volte portati sullo schermo. 


Il dottor Fu Manchu è stato di volta in volta interpretato da attori del calibro di Warner Oland, Boris Karloff e Christopher Lee. Nel 1952 venne girato un pilot che non ebbe seguito (con Sir Cedric Hardwicke nel ruolo di Sir Smith e Jobn Carradine in quello dell'imperscrutabile Fu Manchu). 



Nel 1956 andò in onda negli Stati Uniti una breve serie ispirata ai romanzi di Sax Rohmer con Glenn Gordon nei panni del genio del crimine e Lester Stevens in quelli del suo irriducibile avversario.
Alcune avventure con questo personaggio sono state pubblicate in Italia da Sugar negli anni Sessanta e da Mondadori negli anni Ottanta.

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