Si sviluppa in Italia anche un romanzo giallo che ha le sue origini nella tradizione naturalista, con ambientazioni agresti e di paese tipiche della provincia italiana. Armando Comez è l’autore che compie il tentativo maggiormente significativo di avvicinamento alla tecnica naturalista. Al suo primo romanzo, l’Uomo dei gigli, pubblicato nel 1993, fa seguito un secondo testo intitolato La ronda che viene rifiutato dagli editori in quanto ritenuto scarsamente attinente al genere poliziesco. Secondo l’autore l’obiettivo del romanzo poliziesco non doveva essere l’esposizione arbitraria dei contenuti, i quali dovevano invece essere motivati per mezzo di una documentazione rigorosa fornita al lettore. Rambelli riporta a riguardo parte di una lettera dello stesso Comez del 1935 nella quale lo scrittore si esprimeva con estrema chiarezza:
ho in mente [...] che (...) il pubblico dei gialli segua sempre con grande interesse certi particolari [...] intorno a un mondo che difficilmente conosce e per il quale ha delle curiosità, come potrebbe essere una calzante istruttoria, un fatto medico, un laboratorio di falsi monetari. Tutto sta che siano cose di cui l’autore possieda la chiave, e quindi ne scriva con cognizione di causa; perché il lettore si irrita o si distrae quando percepisce (e la percezione anche nel lettore meno colto è acutissima) che l’autore ha scritto a vuoto.
Nessun commento:
Posta un commento