venerdì 28 novembre 2025

La scomparsa di Stephanie Mailer, di Joël Dicker


Trama 
30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l'intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent'anni prima, chi è l'autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l'indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.


Mio Parere

Ci sono romanzi che non si limitano a intrattenere: ti sequestrano.La scomparsa di Stephanie Mailer è uno di quelli. Joël Dicker costruisce un thriller che vibra come una corda tesa, dove ogni capitolo rincorre il successivo con la stessa fame con cui si cercano risposte nella vita reale.Quello che più colpisce è il modo in cui Dicker mette in scena la memoria: fragile, distorta, capace di tradire. Ogni personaggio porta con sé una porzione di verità, ma anche un peso, una crepa, un dolore mai dichiarato apertamente. La scomparsa della giornalista Stephanie diventa così solo la scintilla iniziale: quello che davvero il romanzo racconta è il momento in cui tutte le nostre certezze,quelle personali, professionali, affettive, si incrinano senza far rumore.

La struttura del libro è una danza perfetta tra presente e passato, e Dicker la gestisce con quella sua scrittura “pulita ma piena”, sempre attenta al ritmo, sempre pronta a far scattare un nuovo tassello narrativo. Non ci sono tempi morti; ci sono solo personaggi vivi, complessi, che ti fanno venire voglia di seguirli anche quando non sai se fidarti.
La cittadina fittizia di Orphea è descritta con tale nitidezza da diventare un personaggio a sé: elegante, rassicurante, ma con un’ombra lunga che si allunga sui ricordi degli abitanti. È quel tipo di ambientazione che ti fa percepire il thriller non come un gioco d’intrecci, ma come un mondo vero, dove ogni gesto potrebbe cambiare tutto.

È questo che rende Dicker così magnetico: la capacità di trasformare un’indagine in un viaggio emotivo.
Ci si accorge presto che ogni pagina non cerca solo di risolvere un caso, ma di smontare le piccole menzogne con cui ci proteggiamo ogni giorno.
È un romanzo che consiglio a chi ama i thriller costruiti con precisione chirurgica, ma anche a chi cerca storie che lasciano un segno sotto pelle. Perché una volta chiuso, La scomparsa di Stephanie Mailer non smette di parlarti: continua a farti domande, continua a tenerti lì, come solo certi libri sanno fare.

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