martedì 30 settembre 2025

Laszlo Lakatos - Lo schiaffo, 1953






 

MONDADORI n.56 - Earl Derr Biggers: Sangue sul grattacielo


In una cena organizzata da Sir Frederick Bruce (ex-direttore del Dipartimento investigazioni criminali di Scotland Yard), vengono invitati il Colonnello John Beetham (noto esploratore), June Morrow (assistente del procuratore distrettuale), Barry Kirk (miliardario), Bill Rankin (giornalista) e il Sergente Charlie Chan. Durante la cena, viene ricordato il vecchio caso della scomparsa di Eve Durand in India. IL caso risale a quindici anni prima e Sir Frederick Bruce confida a Chan di essere a un passo dalla soluzione. Alla fine della cena il Colonnello John Beetham, mostra alcune diapositive del suo ultimo viaggio. Verso la fine della presentazione, viene trovato morto Sir Frederick Bruce nel suo ufficio. Le indagini iniziano e ben presto Chan e June comprendono che per risolvere il caso, dovranno comprendere la scomparsa di Eve Durand. Dopo svariate ricerche si scopre che Eve Durand era effettivamente stata rintracciata da Bruce a San Francisco e l'assassino di Bruce altri non è che Eric Durand, il marito di Eve. Quindici anni prima Eve ed Eric si erano spostati ed essendo Eric un militare, la coppia dovette trasferirsi in India. Eve scoprì che il marito era implicato in un omicidio e confidatasi con Beetham venne aiutata da quest'ultimo a fuggire dall'India. A Bruce andò il caso della scomparsa di Eve, caso che intendeva risolvere a tutti i costi. Eric resosi conto del pericolo rappresentato dal ritrovamento della moglie, decise di rubare la documentazione a casa di Bruce, ma venendone sorpreso, lo assassinò.
 

domenica 28 settembre 2025

Progressive Spin, puntata 16



Zio Crocifisso - Lievito Madre (PT. I-V)
Moon Letters - Silver Dream
Tom Penaguin - Long Piece No1.
Mariano Hayon - Experiment #9
Staraya Derevnya - Myshhh
Bjørn Riis - Fimbulvinter


 

sabato 27 settembre 2025

Nick Raider



Nick Raider è un personaggio dei fumetti creato da Claudio Nizzi, protagonista della omonima serie a fumetti poliziesca italiana. Pubblicata dal 1988 al 2005 per 200 numeri dalla Sergio Bonelli Editore che, per la prima volta, pubblica una serie gialla. Nel 2021 il personaggio fa il suo ritorno in una miniserie composta da dieci albi.

Nick Raider è un investigatore della squadra omicidi di New York che, affiancato dal compagno Marvin Brown, investiga sui crimini di sangue commessi nella "grande mela". Il suo mentore, nonché capo diretto, è il tenente Arthur Rayan, il quale cerca senza troppo successo di controllare gli slanci del detective e soprattutto lo difende spesso dalla burocrazia e dall'ostracismo del suo capo, il capitano Vance, che Nick chiama "Ciaocara" per via del suo rapporto succube con la moglie. Non ci sono antagonisti ricorrenti se non la malavita newyorkese rappresentata dall'obesa capomafia Louise Clementi e l'organizzazione criminale nota come Croce Nera che si occupa di prestare assistenza a delinquenti evasi.

Il protagonista è un detective della polizia di New York di origini italiane. Il suo cognome originale è Raidero; i nonni arrivarono in America nel 1928 da un paese dell'appennino toscano e il loro cognome venne cambiato in Raider per errore dell'ufficio immigrazione. Da bambino Nick aveva un'immagine buona e affettuosa di suo padre John, anch'egli poliziotto, fino a quando non si sarebbe incrinata nell'adolescenza quando i rapporti con lui avrebbero assunto una piega conflittuale per colpa della crisi matrimoniale e delle condizioni di salute della madre delle quali il padre viene ritenuto responsabile da Nick. Al termine di un ennesimo litigio e persa ogni fiducia nel padre il giovane Nick decide di andarsene e ritornando a casa solo dopo la morte del padre. La madre è ora in cura in una clinica per malati mentali e alla luce delle esperienze successive Nick comprende meglio la figura paterna recuperando l'antico affetto per lui e decidendo di entrare in polizia per pagare un tributo alla sua memoria.

Oltre al padre, Nick avrà come punto di riferimento il tenente Rayan, vecchio amico di famiglia. Durante la guerra del Vietnam si arruola nella polizia militare. Tornato in patria Nick incomincia la sua carriera come agente di pattuglia nel Bronx sotto l'occhio vigile di un altro mentore, Abraham Reginald King detto Blackbear.


 

SNMN, puntata 16



The Windfall - Seeds
Francesco O'Connel - Fa qualcosa
BlessedKing - Se*so D'Estate
Utela Malit - Time For Love
Flease - Quella Sera
Trislais - Canzone da Cazzeggio
Mystic Alma - The Ballad Of The Sunset
Anforsyn - Fallen Angel
Epigrafi - Melstr-om
Freja - Chica Loca
Life and Coral - Boredom is a Privilege
Acid Salvia - Don't Mind
Le Forbici di Atropo - Fragile
Treccani - Pazzi Kriminal


 

venerdì 26 settembre 2025

Sarti Antonio, sergente

 


Italia 1974 / Loriano Macchiavelli

Tormentato dalla colite, Antonio Sarti (meglio conosciuto come Sarti Antonio) è sergente di pubblica sicurezza a Bologna. Gira su una 850 scassatissima, gli piace fermarsi ogni tanto a bere un buon caffè e odia le armi da fuoco: il rumore degli
spari gli dà la nausea, e l'odore della polvere bruciata gli fa girare la testa.



Nelle storie di questo personaggio non mancano le critiche alla giustizia autoritaria e repressiva, rappresentata dall'ispettore capo Cesare Raimondi, e accanto al protagonista troviamo spesso uno studente universitario extraparlamentare, Rosas,
più in gamba e più furbo di lui, che quasi sempre giunge intuitivamente per primo alla soluzione, anche se poi è proprio il poliziotto che deve trovare le prove per suffragare le sue ipotesi.



Queste avventure sono gustosamente raccontate da una voce fuori campo, una sorta di alter ego del protagonista, che interviene in prima persona con commenti ironici e ammiccamenti vari al lettore. Ecco un esempio, tratto da Fiori alla memoria (1975): «Vedere Sarti Antonio, sergente, rotolare sotto il trattore mi ha fatto una certa impressione. Secondo me, avrebbe dovuto schivare la mazzata con un rapido
spostamento del corpo e quindi partire all'attacco colpendo l'avversario dal basso con un pugno sul mento. Così, dopo, avrebbe potuto sederglisi sul petto e colpirlo
al viso con la mano aperta, fino a fargli uscire il sangue dalle labbra».



Dal romanzo Passato, presente e chissà (1978) è stato tratto lo sceneggiato televisivo a puntate Sarti Antonio, brigadiere, interpretato da Flavio Bonacci. 



In un nuovo serial tv, andato in onda all'inizio del 1991, questo ruolo è stato affidato a Gianni Cavina. 



Loriano Macchiavelli ha "ucciso" il proprio personaggio nel 1987, in Stop per Sarti Antonio, pubblicato da Cappelli, affiancandogli Poli Ugo, archivista zoppo della questura di Bologna, che nelle sue intenzioni doveva prenderne il posto.

giovedì 25 settembre 2025

URANIA n.55 - Jimmy Guieu: I figli del diluvio



In questo romanzo l'autore sostiene un'ipotesi che si basa sulle teorie di scienziati e pensatori, come Arold C. Urey di Chicago e I. Velikovski: crepacci, vallate e crateri della Terra e della Luna sono stati prodotti da una vera e propria pioggia di meteoriti, probabilmente provenienti da una cometa che sfiorò la Terra nel periodo terziario, e pianeti Marte e Venere non hanno sempre occupato nel sistema solare l'orbita che oggi seguono. Tale sconvolgimento sarebbe stato causato dal passaggio di una cometa, che provocò quello che in tutte le leggende e in tutte le tradizioni religiose, gli uomini chiamano il Diluvio universale. Noi saremmo quindi, secondo l'autore, i discendenti degli uomini di Marte e di Venere che, già molto progrediti e civili nel tempo in cui la Terra non aveva ancora esseri pensanti, sarebbero scesi sul nostro pianeta, sfuggendo alla distruzione, con le loro astronavi. Ciò spiegherebbe la diversa pigmentazione delle quattro razze che popolano il mondo. Su questa affascinante teoria Jimmy Guieu ha costruito un interessante, avvincente racconto. E i nostri lettori seguiranno con curiosità e con ansia la storia delle generazioni che occuparono la Terra nei tempi lontani della preistoria, la storia, che potrebbe essere vera, dei nostri progenitori bianchi, neri, rossi e gialli.
 

mercoledì 24 settembre 2025

Stéphan Elmas

(Smirne, 24 dicembre 1862 – Ginevra, 11 agosto 1937)

 Stephan Elmas, pianista e compositore di origini armene, bambino prodigio, vive a Ginevra dal 1911 ottenendo nel 1925 la cittadinanza onoraria; i suoi nipoti Georges e Grégoire Elmas istituiscono nel 1988 la Fondazione Stephan Elmas, con sede a Courtedoux, allo scopo di conservare e promuovere la sua musica e di sostenere iniziative sanitarie a favore dei bambini armeni malati.
Stephan Elmas nasce in Turchia, a Smirne, in un’agiata famiglia di commercianti. Prestissimo mette in luce le sue innate abilità musicali; studia pianoforte con un pianista del luogo, tale Moseer, inizia a comporre piccoli pezzi per pianoforte e all’età di 13 anni si esibisce in concerto eseguendo brani di Liszt.
Contro il volere dei suoi familiari, ma incoraggiato dal suo maestro, Elmas prosegue i suoi studi in Europa; a Weimar, nel 1879, incontra Franz Liszt che lo consiglia di completare la sua formazione a Vienna sotto la guida del pianista Anton Door e del maestro di composizione Franz Kremm.
Stephan Elmas si dedica completamente al pianoforte; le sue prime opere sono pubblicate dall’editore viennese Wesler. Nel 1881 scrive Sei studi per pianoforte dedicandoli a Franz Liszt; nel 1882 dedica ad Anton Rubinstein il suo primo Concerto per pianoforte e orchestra.
Dopo un breve periodo trascorso a Smirne, nel 1887 Stephan Elmas ritorna a Vienna e fino al 1908 è impegnato in una lunga serie di concerti in tutte le grandi città europee; esegue sue composizioni oltre a brani di Beethoven, Chopin, Schumann.
Dal 1897 Elmas inizia a soffrire di ipoacusia. Nel 1911 si stabilisce definitivamente a Ginevra; continua a comporre e ad insegnare. Nell’estate del 1915 riceve le prime notizie sul genocidio del popolo armeno da parte degli ottomani turchi ed è profondamente sconvolto da questo evento; i suoi familiari, dopo il grande incendio di Smirne del 1922, si rifugiano ad Atene e successivamente lo raggiungeranno in Svizzera. Nell’ultimo periodo della sua vita, afflitto sempre più dalla sordità, Stephan Elmas si isola completamente dal mondo circostante; le sue tribolazioni e i suoi tormenti sono documentati dal ricco epistolario intrattenuto dal 1922 con il giovane giornalista Hagop-Krikor, al quale detterà la sue memorie.
Stephan Elmas lascia molte composizioni per il pianoforte; di maggior successo sono i pezzi da salotto, raffinati ed eleganti. La maggior parte della sua opera,  piuttosto che adeguarsi alle tendenze musicali della sua generazione, segue lo stile dei precedenti compositori romantici.

Quasi subito dopo le vigorose battute iniziali e una salva di ottave del solista che preparano la scena al Concerto per pianoforte n. 1 in sol minore, Elmas ci offre un secondo tema di notevole bellezza con inflessioni chopiniane, prima di lanciarsi, piuttosto alla maniera del compositore polacco, in una serie di passaggi rapidi. Questo cede il passo a un secondo tema lirico, poi a un terzo, seguito da ulteriori pagine di semicrome per pianoforte con un supporto orchestrale minimo, alla Chopin. Segue un episodio avvincente, più rubinsteiniano che chopiniano, in cui pianoforte e orchestra si animano sempre di più, conducendo a una cadenza eroica e al ritorno del tema iniziale. Segue una versione appassionata di questo in tonica maggiore con ottave tonanti sottostanti, prima che la musica si plachi ed Elmas torni a quel delizioso secondo tema. Il resto del movimento si diletta nel trattamento variegato del materiale precedente prima di giungere a una conclusione travolgente con un finale non dissimile da quello della ballata in sol minore di Chopin. Alcuni potrebbero pensare che il secondo movimento in larghetto sia il più originale dei tre. Il suo inquietante soggetto principale, una melodia serena e cantilenante, simile alle ballate da salotto dell'epoca, è in La bemolle maggiore, dopodiché i quattro bemolli vengono sostituiti dai quattro diesis di Do diesis minore per un secondo tema. La musica torna alla tonica per un finale sommesso e velato.

Forse il finale potrebbe essere criticato per essere troppo apertamente debitore a Chopin. Non che il soggetto sia privo di fascino o di interesse, ma Elmas si affida ampiamente a figurazioni e schemi ritmici che ricordano da vicino sezioni di entrambi i concerti di Chopin.

martedì 23 settembre 2025

Claudio Gevel - Un guasto nell'ascensore, 1931







 

MONDADORI n.55 - Edgar Wallace: Una, o due?




Due amici trentenni ex compagni d'università, ora uno ispettore di polizia e l'altro  ingegnere minerario, indagano su una bellissima giovane infermiera che sembra in un momento essere presente in un quartiere di Londra con la divisa da infermiera ma nello stesso momento essere presente dall'altra parte di Londra con un grande impermeabile nero, capelli raccolti e una pistola in mano poco rassicurante...
 

sabato 20 settembre 2025

Julia - Le avventure di una criminologa


Julia è una donna moderna, che ha una concezione moderna della vita e dei rapporti interpersonali. Ha superato di poco la trentina, con capelli corti e scuri ed occhi particolarmente grandi ed espressivi. Lontana dallo stereotipo della top-model, ha una figura naturalmente elegante, con un corpo esile e nervoso e tratti che, senza rientrare nei canoni della bellezza classica, la rendono decisamente affascinante. Si trucca poco, propende per un abbigliamento sportivo ma di classe (con una predilezione per l'insieme pantaloni - camicia - blazer) ma, all'occorrenza, sa sfoggiare anche mises più raffinate. Abita in una tipica villetta primi Novecento alla periferia di Garden City, una tranquilla (ma non troppo!) cittadina del New Jersey. Coltiva l'hobby del cinema anni Quaranta e della musica, e di professione fa la criminologa.

Il lavoro di Julia si svolge su due fronti. Insegna, come assistente, alla Hollyhock University, dove ha stabilito con i suoi studenti un rapporto di reciproca stima e fiducia. La criminologia è una scienza interdisciplinare che si basa sulla psicologia, sulla sociologia, sulla psicanalisi, sul diritto. Insomma, una materia complicata che va spiegata con parole chiare. E le sue lezioni sono così chiare che può capirle anche un neofita. Come libera professionista, invece, presta la propria consulenza a personaggi pubblici o a semplici cittadini. Nella maggior parte dei casi, però, riceve un incarico di lavoro direttamente dalla procura distrettuale e collabora con la polizia.

Il metodo d'indagine di Julia, oltre che sulle conoscenze scientifiche acquisite, si basa su un istinto personale, una straordinaria sensibilità che le permette d'immedesimarsi emotivamente nel criminale di turno e quindi di prevenirne le mosse o di risalire ai motivi che hanno scatenato le stesse. I casi che la interessano riguardano la psicopatologia criminale, i binomi sesso-delinquenza e droga-delinquenza, gli omicidi efferati, il proliferare dei serial killer, il fenomeno della delinquenza giovanile. Il suo intento è naturalmente quello di assicurare i colpevoli alla giustizia, ma soprattutto di capire - ma non giustificare - le profonde pulsioni che hanno spinto i criminali ad agire.

Le storie di Julia sono caratterizzate anche dall'uso di una voce narrante in prima persona, un espediente caro alla scuola californiana dei giallisti, che, nel nostro caso, ci permette di conoscere le riflessioni e le considerazioni della protagonista, in uno stile diaristico, che aggiunge immediatezza agli avvenimenti.

 


SNMN, puntata 15



Oslavia - La ragione
Moise - Trash And Chic
Azzurro - Tifo
Irene Olivier - Roll the Dice
Steve Kroeger & Susie Ledge - Trapped in Paradise
Daevid - Ma Allora Dimmelo
Sense of Argensy - The Redemption of the I
Latitudine 45 - Doppio Giro
Wet - Vipere
Rust Of Memory - Inkiostro
Canoni Inversi - Il sole che sorse di notte
Rosita Brucoli - Lasciamo Papà


 

venerdì 19 settembre 2025

Sarah Keate

 


Stati Uniti, 1929 / Mignon G. Eberhart

Col naso aquilino, la pelle lentigginosa, i capelli rossi e, come dice lei stessa nelle prime pagine del romanzo che vede il suo esordio, La stanza n. 18 (The patient in the room 18), «una certa tendenza alla pinguedine», l'infermiera Sarah Keate è una
donna di mezza età che non si perde mai d'animo e ama il proprio mestiere sopra ogni cosa. «Nessun abito - dice - sta bene indosso a una donna quanto la bianca e inamidata divisa».



Ama anche curiosare qua e là, raccogliere pettegolezzi e ficcare il naso dove non dovrebbe. E alla fine - spesso grazie all'aiuto del giovane ispettore di polizia Lance O'Leary, costretto al ruolo di "spalla"- riesce sempre a risolvere misteri e delitti.
La simpatia che questo personaggio di donna non più giovanissima ma sempre un po' vezzosa, dotata di solido buon senso e di una grande capacità di osservazione, suscitò al suo primo apparire, convinse la scrittrice che anche nella tradizione poliziesca all'inglese, cui essa si ispirava, cominciava ad avvertirsi la necessità di una diversa composizione dei ruoli: la figura centrale dell'investigatore magniloquente e del tutto estraneo alla vicenda poteva per esempio essere benissimo sostituita da un'infermiera davvero in gamba.



Nel breve periodo compreso tra il 1935 e il 1938 ben sei sono i film che si ispirano all'infermiera Sarah Keate. Il migliore è probabilmente The patient in the room 18, diretto da Crane Wilbur e interpretato da Ann Sheridan.

giovedì 18 settembre 2025

URANIA n.54 - Arthur C. Clarke: Isole cosmiche



Viviamo in un'era in cui la fantasia di ieri è la realtà scientifica di oggi, e la narrativa d'immaginazione si rivela spesso più aderente alla realtà di quanto non si sospetti. Questo vale in particolar modo per Isole Cosmiche, un nuovo romanzo dell'indimenticabile autore delle Sabbie di Marte. Le Isole Cosmiche non sono che le future stazioni spaziali - o satelliti artificiali - che l'uomo si accinge a lanciare nello spazio, lungo orbite diverse, in quell'immenso vuoto di 384.000 km. che divide la Terra dalla Luna. Questi satelliti artificiali serviranno, tra l'altro, di base agli astronauti che si accingeranno a esplorare la Luna e i pianeti più vicini. Molti sono gli scienziati e i tecnici che si sono provati a studiare come si potranno costruire i satelliti artificiali, ma nessuno forse vi è riuscito così compiutamente e, insieme, così fantasiosamente, come Arthur C. Clarke. Con Isole Cosmiche la fantascienza si arricchisce di un nuovo, affascinante gioiello.
 

mercoledì 17 settembre 2025

Johann Rufinatscha

 

(Malles Venosta, 1 October 1812 – Vienna, 25 May 1893)

Johann Rufinatscha nacque nel 1812 a Malles Venosta (Austria, oggi provincia italiana dell'Alto Adige). All'età di 14 anni si trasferì a Innsbruck, dove studiò pianoforte, violino e musica al conservatorio. In seguito si stabilì a Vienna, dove rimase per il resto della sua vita. Fu particolarmente attivo come insegnante di pianoforte e armonia a Vienna. Sembra che Rufinatscha abbia trascorso la maggior parte della sua vita insegnando piuttosto che componendo attivamente, il che spiegherebbe perché compose un numero relativamente limitato di pezzi. Conobbe Johannes Brahms e compose diverse opere (tra cui diverse sinfonie) durante il periodo in cui Brahms si rifiutò di pubblicare opere sinfoniche per paura di non essere all'altezza dell'eredità di Beethoven. Sebbene i contemporanei lo avessero previsto come un grande compositore del suo tempo, ciò non si verificò, e per questo motivo è ancora relativamente sconosciuto. Tuttavia, come insegnante di musica fu influente; Tra i suoi allievi figurano compositori come Ignaz Brüll e Julius Epstein. Morì nel 1893 a Vienna.

Rufinatscha è riconosciuto come uno dei compositori tirolesi più importanti del XIX secolo. Si può dire che le sue opere costituiscano un ponte tra quelle di Franz Schubert e Anton Bruckner. Poco prima della sua morte, Rufinatscha decise di donare i manoscritti delle sue composizioni al Museo provinciale tirolese, dove si trovano ancora oggi.

Il Concerto per pianoforte in sol minore è il suo unico concerto. Si tratta di un'opera importante, della durata di circa trenta minuti, risalente al 1850. Il primo movimento, più lungo dei due successivi messi insieme, contiene lunghi passaggi "tutti" per l'orchestra senza il solista. La presenza di trilli pianistici sottolinea ancora una volta l'influenza di Beethoven. Il movimento è dominato da due temi principali, un imponente tema eroico e un tema secondario struggente. Il pianoforte sviluppa a lungo entrambi i brani dopo la loro esecuzione da parte dell'orchestra, per poi scambiarsi i temi con l'orchestra in una lunga sezione di sviluppo. Una cadenza standard ci conduce alla conclusione tempestosa. L' Adagio inizia con una deliziosa melodia sviluppata insieme da pianoforte e orchestra. Un episodio più cupo interrompe brevemente il movimento, ma l'atmosfera tranquilla dell'apertura ritorna a chiuderlo. Il finale, Allegro con Brio, inizia con una melodia ritmica accordale seguita da un secondo tema più lirico. Questi vengono sviluppati a turno e ripetuti prima che il concerto si diriga verso il suo finale allegro. 

martedì 16 settembre 2025

Livio Moltesi - Copertina grigio-azzurra, 1940







 

MONDADORI n.54 - John Goodwin: L'ospite misteriosa


La milionaria -in dollari- Elayne Corbyn e l'accompagnatrice Jenny Craddock sono le ospiti paganti dell'ineffabile lord Trent in crisi di liquidità, ma non di idee. Perché il figlio -si chiede- non sposa l'ereditiera salvando così l'avita dimora? La trama in rosa vira, però, subito, verso il giallo e poi il nero (muore un ambiguo servitore). La Green lascia il posto a Wallace con annessa banda criminale. A" Giustizia è fatta" si sposano tutti, lasciando però molto amaro in bocca al povero lettore.
 

sabato 13 settembre 2025

Isabella


Isabella è un personaggio dei fumetti creato nel 1966 da Giorgio Cavedon e Renzo Barbieri, con i disegni di Sandro Angiolini nel 1966 e protagonista di due serie a fumetti in formato tascabile di genere erotico e storico-avventuroso. La saga si inseriva sulla scia del successo ottenuto dai romanzi (e dai successivi adattamenti cinematografici) del ciclo di Angelica, figura romanzesca ideata dai coniugi francesi Anne e Serge Golon. inizialmente pubblicato Editrice 66 (poi ribattezzata Erregi) e infine dalla Ediperiodici.

Protagonista del primo fumetto erotico-avventuroso pubblicato in Italia, che farà da apripista a un nuovo genere, Isabella fu l'antesignana di una serie di eroine, procaci e disinibite, che divennero un autentico fenomeno di costume.

Isabella è una bellissima ragazza bionda rimasta orfana e allevata da una famiglia di zingari nella Francia del XVII secolo ai tempi del re Luigi XIII circondata oltre che da personaggi immaginari come Jacula (che esordisce in questa serie prima di divenire essa stessa protagonista di una propria testata omonima) ma anche da quelli realmente esistiti come il Cardinale Richelieu o Maria de' Medici. Divenuta una donna audace e risoluta e provetta spadaccina va alla ricerca delle sue origini scoprendo di essere l’unica superstite della nobile famiglia dei De Frissac di Chateau Salins che venne sterminata dal barone Von Nutter per impadronirsi dei loro possedimenti. Prende quindi la decisione di vendicarsi e rimpossessarsi dei suoi beni. Il personaggio nonostante sia ispirato a quello di Angelica ha le proprie fattezze modellate più su quelle di Brigitte Bardot che su quelle di Michèle Mercier che era l’interprete di Angelica nella versione cinematografica.

 Nello sfogliabile vengono proposti i primi due episodi della saga di Isabella, nella versione rivista da Cavedon, con l'aggiunta di nuove tavole, pubblicati nel numero 1 di Isabella Gigante, ne luglio1969.
In origine i racconti erano intitolati: La duchessa dei diavoli e Nelle spire del barone.



 

venerdì 12 settembre 2025

Commissario Santamaria

 


Italia, 1972 / Carlo Fruttero e Franco Lucentini

Dai modi gentili e dal tono raffinato, dotato di una certa discrezione e specializzato in casi "delicatissimi", il commissario Santamaria è nato in Sicilia, ma i trova benissimo a Torino.
«Durante la guerra, ancora da ragazzo, le circostanze l'avevano portato a fare il partigiano nelle valli piemontesi. E dopo la guerra, quando era entrato nella polizia, i primi incarichi li aveva avuti a Torino. Il suo trasferimento così, era stato
praticamente un ritorno ...».
Abita in una casa del vecchio centro, in via dei Mercanti, non ha mai voluto tagliarsi i baffi («come molti dei suoi colleghi che non volevano avere l'aria del questurino meridionale») e il vicequestore Picco lo considera «uno che conosce l'ambiente» e gli affida le indagini più delicate, che lui dovrà portare avanti «senza riguardi per nessuno, questo va da sé ... ma anche con quella discrezione ( ... ) che in tanti casi così delicatissimi ha dimostrato».




Creato da Fruttero & Lucentini e apparso per la prima volta in La donna della domenica (1972), che non è solo un giallo in piena regola ma anche un rigoroso "spaccato" di un'intera città ed è diventato un best seller internazionale, il commissario Santamaria è ricomparso in A che punto è la notte (1979), un altro romanzo poliziesco, sempre ambientato a Torino, questa volta nel mondo della Fiat. 



La donna della domenica ha avuto una riduzione cinematografica nel 1976. La regia era di Luigi Comencini e nei panni del commissario Santamaria c'era
Marcello Mastroianni. 



Nell 'agosto 1993 è stato annunciato un film-tv tratto da A che punto è la notte. Diretto da Nanni Loy e interpretato da Marcello Mastroianni, Max von Sidow, Angela Finocchiaro e Leo Gullotta, andò in onda nell'autunno 1994 in due puntate.


giovedì 11 settembre 2025

URANIA n.53 - Jack Vance: I vandali dello spazio



Come, dopo la scoperta del continente americano, banditi e fuorilegge invasero il Nuovo Mondo, cercando di arricchirsi a spese dei pionieri che, sovente, con sacrificio della vita, portavano nella nuova terra scoperta da Colombo il benessere e la civiltà, così, quando - fra non molti anni - gli uomini avranno scoperto la Luna e gli altri pianeti del sistema solare, nascerà una nuova categoria di banditi: "I vandali dello spazio". Quest'epoca di pirati dello spazio, dice l'autore nella sua presentazione, è molto vicina, perchè vicine sono le conquiste umane nello spazio: forse i nostri figli la vivranno. Perciò questo romanzo che racconta come Dick, un giovane astronauta assetato di avventure, riesca a scoprire il covo dei banditi dello spazio e, rischiando più volte la vita, a smascherarli, aiutando la polizia a sbaragliarli, è molto pià vicino al vero di quanto un romanzo di avventure lo sia di solito. E' quasi una profezia riguardante un prossimo futuro, che la nuova generazione certamente vivrà. Ad ogni pagina c'è un nuovo fatto, ad ogni riga un'appassionante avventura, ogni capitolo offre un nuovo enigma cosmico... "I vandali dello spazio" sono un prodigio di fantascienza.

 

mercoledì 10 settembre 2025

Ignacy Feliks Dobrzyński

 

(Romaniv, 15 February 1807 – Varsavia, 9 October 1867)


Ignacy Feliks Dobrzynski, pianista, compositore e direttore d’orchestra polacco, tanto stimato in vita da essere ritenuto negli ambienti musicali di Varsavia non inferiore a Fryderyk Chopin, oggi è pressoché sconosciuto fuori della Polonia.
Ignacy Feliks Dobrzynski nasce a Romanów, in Volinia, Ucraina nord-occidentale, in una ben conosciuta famiglia di musicisti; come suo fratello Edward, anche lui è avviato alla musica da suo padre Ignacy, violinista e direttore d’orchestra. Dopo aver frequentato il Collegio dei Gesuiti a Romanów e il Ginnasio a Vinnycja, studia a Varsavia con Józef Elsner.

Ignacy Feliks Dobrzynski inizia a comporre già dai tempi del ginnasio; a Varsavia organizza concerti da lui stesso diretti, e insegna pianoforte. Nel 1834 compone la Sinfonia n. 2 in do minore che, in un concorso a Vienna nel 1835, vince il secondo premio; viene poi eseguita a Varsavia e a Lipsia sotto la direzione di Mendelssohn. Nel 1845, presso l’editore G. Sennewald di Varsavia, pubblica la sua opera didattica Szkoła na fortepian; nel 1862 Sennewald stampa una versione per due pianoforti della seconda sinfonia.

Ignacy Feliks Dobrzynski raggiunge la piena maturità artistica intorno al 1830; le sue composizioni, sebbene radicate nel tardo stile classico, accennano a stilemi tipici delk Romanticismo. Tra il 1836 e il 1838 compone la sua prima e unica opera “Monbar o i Filibustieri” che, per vicissitudini diverse, andrà in scena al Teatro Wielki di Varsavia soltanto nel 1863; in precedenza, tuttavia, suoi frammenti sono eseguiti in forma di concerto.

Tra il 1845 e il 1847 Dobrzynski effettua una lunga tournée in Germania, sia come solista che come direttore d’orchestra; per qualche tempo non gli è permesso di ritornare in Polonia avendo scritto alcune canzoni patriottiche (dopo il Congresso di Vienna la Polonia è divisa e occupata).

Nel 1857 Dobrzynski fonda l’Orkiestra Polska Ignacego Feliksa Dobrzyńskiego che comprende alcuni strumentisti dell’orchestra del Teatro Grande di Varsavia; fa parte, inoltre, di un comitato per l’istituzione di un Istituto Musicale. Dal 1860, a causa delle sue condizioni di salute, si ritira in privato, dedicandosi, ancora per qualche anno, alla composizione.

Ignacy Feliks Dobrzynski lascia più di 170 opere; della sua produzione musicale fanno parte 2 sinfonie, una cinquantina di pezzi per pianoforte, oltre a brani per orchestra, per solisti con accompagnamento, alcune cantate, e musica da chiesa. Non è raro che le sue composizioni abbiano titoli inusuali, patriottici o legati agli eventi dell’annessione polacca, spesso scritti  in francese;  la sua seconda sinfonia, ricca di slanci e di passionalità, a parere di alcuni musicologi, è l’espressione dei sentimenti provati per la patria divisa e occupata dallo straniero.


Piano Concerto in A flat major, Op. 2 (1824)
Questo concerto in tre movimenti, eseguito rigorosamente nella forma classica di un concerto strumentale, è opera di un giovane compositore diciassettenne. È composto dai seguenti movimenti: 1. Allegro moderato 2. Andante espressivo 3. Rondò. Vivace ma non troppo. Fu creato nel 1824 durante il soggiorno del compositore a Winnica, dove si diplomò presso il famoso Ginnasio Podolski, guidato dallo scolopio M.J Maciejowski. Un anno dopo, Dobrzyński divenne allievo di Elsner, che nelle sue relazioni d'esame valutò lo studente come dotato di "capacità non comuni". Secondo Andrzej Spóza, direttore della Società Musicale di Varsavia e studioso dell'opera di Dobrzyński, il brano non fu mai eseguito durante la vita del compositore. Nel 1986, Kazimierz Rozbicki lavorò sul manoscritto dell'opera e ne creò una versione per l'esecuzione. Nelle parole di Stanisław Dybowski, il brano è dominato da un pianoforte costretto a "cantare" nei passaggi lirici e a "brillare" nei passaggi più vistosi, nelle scale e nelle figurazioni. L'orchestra deve creare uno sfondo per il solista, dialogando solo con lui e prendendo la guida in alcune sezioni.

martedì 9 settembre 2025

L. Andreini - Letizia, 1940









 

MONDADORI n.53 - Edgar Wallace: Il mago


“Chi è il Mago, l’enigmatico assassino dato per morto ma che ora è tornato a terrorizzare Londra? La polizia non riesce a prenderlo, non riesce nemmeno a ricostruirne un identikit. Un assassino in grado di mutare aspetto a ogni crimine. Un mago, appunto. Eppure, di lui, almeno una cosa si sa: il suo movente è sempre la vendetta. E adesso il Mago vuole eliminare Maurice Meister, losco avvocato che era stato suo complice in passato e, forse, è implicato nella morte di sua sorella. A dargli la caccia l’ispettore Alan Wembury, giovane e ambizioso, e l’ispettore Bliss, subdolo e ostinato, che con il Mago ha fin troppi conti in sospeso”.

 

sabato 6 settembre 2025

Wheeling



Wheeling, pubblicato anche come Fort Wheeling, è un fumetto italo-argentino scritto e disegnato da Hugo Pratt, pubblicato in tre fasi tra il 1962 e il 1995 su alcune riviste argentine, italiane e francesi.
La storia avviene a Wheeling, città alla confluenza del Wheeling Creek con il fiume Ohio nel periodo immediatamente precedente alla rivoluzione Americana, durante la guerra franco-indiana. Nel 1774, Chris Kenton ha 17 anni. La sua famiglia viene massacrata dagli indiani, e Chris si arruola nell'esercito britannico di servizio sul confine delle colonie del Nord America, dove fa la conoscenza dell'aristocratico Patrick Fitzgerald. I due si innamorano della bella Mohena, una schiava riscattata dagli indiani Shawnee. Allo scoppiare della Rivoluzione Americana i due sceglieranno due schieramenti diversi.

Pratt ha realizzato il fumetto in tre parti, di cui la prima e parte della seconda in Argentina negli anni sessanta, la continuazione della seconda in Francia nel 1980 e la terza tra Francia e Italia nella prima metà degli anni novanta. Il fumetto è completato da una serie di acquerelli che l'autore ha realizzato tra il 1969 e il 1972 per la prima edizione in volume (edita da Edizioni Ivaldi) e incluso poi nell'edizione integrale della saga (Il sentiero delle amicizie perdute del 1995).



 

venerdì 5 settembre 2025

Commissario Sanantonio

 


Francia, 1950 / San-Antonio

Commissario della polizia parigina e in seguito direttore della Paris-Détective Agency, San-Antonio (ribattezzato Sanantonio in Italia) è un investigatore immaginifico e fantasioso, come il francese che parla, che racconta in prima persona le proprie mirabolanti avventure e aggredisce il lettore con una girandola di giudizi su tutto e tutti: dalla politica al sesso, dalla filosofia a Walt Disney.



La sua prima avventura, scritta, come le successive, con uno stile sbrigliato e personalissimo, è stata pubblicata in Francia nel 1950. Su una prudente tiratura di tremila copie ne vengono vendute meno di cinquecento. Ma solo dieci anni dopo ogni sua nuova avventura è stampata, per la prima edizione in lingua francese
soltanto, in non meno di cinquecentomila copie. 



Dal 1950 a oggi Frédéric Dard, questo il nome dell'autore che si nasconde dietro lo pseudonimo di San-Antonio, ha scritto circa centocinquanta inchieste di questo
personaggio, vendendo complessivamente oltre duecento milioni di copie e diventando così uno degli scrittori francesi oggi più letti nel mondo. Tanto che l'autorevole quotidiano Le Monde ha addirittura scritto in prima pagina: «Se il commissario Sanantonio non esistesse, bisognerebbe inventarlo».


Questo personaggio è stato protagonista in Francia di due serie a fumetti.
La prima, in bianco e nero, è stata realizzata da Henry Blanc e pubblicata sulle pagine del quotidiano France Soir da1 1968 al 1972. 



La seconda, a colori, è stata affidata a Henri Desclez nel 1972. Le inchieste del commissario Sanantonio sono state pubblicate in Italia da Mondadori dal luglio del 1970 alla fine del 1978 e in seguito dalle Edizioni Erre.



Può essere infine curioso ricordare che diverse tesi di laurea hanno analizzato, in Francia e in Canada, il particolare linguaggio di Sanantonio, mentre l'Università di Bordeaux ha dedicato uno dei suoi famosi seminari di letteratura a questo «Scrittore della mano sinistra che ha creato un linguaggio in rilievo», come ha detto Jean Cocteau.

giovedì 4 settembre 2025

URANIA n.52 - Murray Leinsteir: Bivi nel tempo



In questo eccezionale volume Urania offre ai suoi lettori due romanzi di Murray Leinster, l'autore che in America è stato ufficialmente battezzato " Il decano della fantascienza". Il primo, Bivi nel Tempo, narra una straordinaria avventura: una stortura nel continuo spazio-tempo dovuta a una misteriosa esplosione di carattere atomico lancia un gruppo di personaggi nei "sentieri paralleli" del tempo: nel mondo, cioè, degli eventi che avrebbero potuto essere in luogo di quelli che sono realmente stati. Un romanzo in cui l'originalità della concezione scientifica si lega strettamente alla fantasia illuminata di Murray Leinster e alla sua grande capacità di narratore, che non vi lascia più in pace fino a quando non siate giunti all'ultima pagina. - Al di là di Plutone ci riporta nelle profondità degli spazi cosmici, a bordo dell'astronave Adastra in un viaggio di quattro anni, alla velocità della luce, verso la compagna di Alfa del Centauro, la stella battezzata Proxima Centauri. Ma in prossimità dei pianeti del Sistema Centauriano, l'equipaggio della grande astronave terrestre scopre non soltanto che i pianeti centauriani sono abitati, ma da una specie di viventi i quali hanno già conquistato l'astronautica e le più raffinate applicazioni tecnologiche. Ma quale sia la loro flotta spaziale e soprattutto quali siano queste creature mostruose, sono Leinster poteva concepire e descrivere nel suo stile di narratore di fantascienza inimitabile. Pagine di autentico orrore, di stupefazione, di vera e propria angoscia, pagine soprattutto quanto mai avvincenti sono quelle che vi attendono in Al di là di Plutone, il romanzo che non si dimentica.

 

mercoledì 3 settembre 2025

Franz Ignaz Danzi

 

(Schwetzingen, 15 giugno 1763 – Karlsruhe, 13 aprile 1826)

Compositore, violoncellista e direttore d'orchestra tedesco, figlio del violoncellista italiano Innocenzo Danzi.
Fu attivo in diverse località della Germania: Mannheim, Monaco di Baviera, Stoccarda e Karlsruhe, città dove morì nel 1826.

Cresciuto a Mannheim, il giovane Franz studiò musica con il padre Innocenzo e con l'abate Georg Joseph Vogler, prima di entrare a far parte nel 1778 come violoncellista nella celebre orchestra del principe elettore di Baviera Karl Theodor. Nel 1790 sposò la cantante d'opera Maria Margarethe Marchand, con la quale viaggiò per numerose città europee fra cui Lipsia, Praga, Venezia e Firenze.

La madre era Barbara Sidonia Margaretha Toeschi, sorella di Karl Joseph (Carlo Giuseppe) Toeschi e figlia di Alessandro Toeschi. Suoi fratelli erano la compositrice e cantante Francesca Lebrun (nata Franziska Dorothea Danzi e sposata con l'oboista Ludwig August Lebrun) ed il violinista Johann Baptist Danzi. Danzi visse in un periodo fondamentale per la musica europea. La sua carriera attraversa la transizione fra classicismo musicale ed il primo periodo romantico. Da giovane conobbe Wolfgang Amadeus Mozart, compositore del quale egli aveva grande stima e considerazione; Danzi fu anche contemporaneo di Ludwig van Beethoven, nei riguardi del quale aveva impressioni contrastanti; egli fu infine mentore del giovane Carl Maria von Weber.

Si colloca nel periodo che segna il passaggio dal Classicismo al primo Romanticismo.
Talento precoce, Danzi studia violoncello, pianoforte e canto con il padre, poi sotto la guida dell’abate Vogler; già all’età di quindici anni suona in concerto con l’orchestra di Mannheim.
Nel 1780 esordisce con due opere, Cleopatra ed Azakia; si afferma con le musiche di scena per l’opera di F. Schiller, Die Räuber, e nel 1783 subentra al padre nell’incarico di violoncellista a Monaco. Dopo il successo ottenuto con l’opera comica Die Mitternachtsstunde, si dedica al teatro musicale tedesco, ma lo scarso apprezzamento di Ifigenia in Aulide, che nel 1807 viene replicata soltanto due volte, lo induce a lasciare Monaco per trasferirsi a Stoccarda, alla corte di Federico I, dove assume l’incarico di maestro di cappella e insegnante di composizione. Tra i suoi allievi più conosciuti figura Carl Maria von Weber che, nel maestro, trova un assiduo sostenitore.
Nella produzione musicale di Franz Danzi occupano significativo rilievo le pagine scritte per gli strumenti a fiato; è molto interessante la sua sperimentazione in varie combinazioni e in diverse tipologie d’esecuzione; in particolare ricordiamo le composizioni per fagotto, quattro concerti e tre quartetti con archi, dove il timbro e le peculiari caratteristiche dei vari strumenti trovano la migliore valorizzazione.

Il Quintetto in re-minor op. 41 è considerato un classico di sempre tra i tre quintetti per pianoforte e fiati. Questo fu pubblicato nel 1810 ed è composto per oboe, clarinetto, corno, fagotto e pianoforte. In tre movimenti, la prima parte è preceduta da un'introduzione lenta.

La musica di Danzi veniva abitualmente descritta come "classica leggera". Un recensore scriveva: "La musica ha fascino e raffinatezza, esaltati dalla persuasiva maestria della sua partitura". Secondo una recensione del Gramophone, i suoi "pezzi potrebbero trasformare gli amanti di Mozart in amanti di Danzi, amante di Mozart".