sabato 31 maggio 2025

Macarietto




Giovanni Manca nacque il 23 maggio 1889 a Cagliari dove frequentò l'istituto tecnico. Trasferitosi a Torino nel 1905, seguì i corsi dell'Accademia Albertina, che tuttavia abbandonò ben presto per dedicarsi alla caricatura.

Come disegnatore esordì con graffianti vignette di satira politica sui giornali «Due di coppe», «Torino ride», «Ma chi è?», «Guerin sportivo» e «Pasquino», di cui nel 1919 assunse la direzione. Negli anni torinesi e fino al 1945 fu inoltre attivo nel mondo del teatro, dirigendo una compagnia di rivista (la Compagnia Manca), per cui scriveva anche i testi e dipingeva le scene, producendo spettacoli molto noti come, ad esempio, Musica Maestro.

Intorno alla metà degli anni '20 si trasferì a Milano, dove iniziò a collaborare al «Guerin meschino» (poi diretto dal 1945 al 1950) e al «Corriere dei piccoli», per il quale nel 1930 creò il suo personaggio più celebre, il collerico scienziato Pier Cloruro de' Lambicchi, inventore della miracolosa «arcivernice» in grado di animare le effigi dei grandi personaggi del passato. Le vignette di Pier Cloruro furono pubblicate fino agli anni '60, passando prima a «Il Monello», poi a «Il Giorno dei ragazzi»; nel 1970 le avventure del professore divennero un libro, Pier Lambicchi e l'arcivernice.

Per il «Corriere dei piccoli» il creò numerosi altri personaggi, animati dallo stesso ironico brio: tra questi Macarietto (1940), controfigura del comico Erminio Macario, Simeone Bombardoni e Don Gradasso Sbudelloni (1945) e lo sfortunato Tamarindo (1946), servitore perennemente vessato dalle minacce di licenziamento del padrone sor Cipolla.

Nel dopoguerra continuò a collaborare con alcune tra le più importanti testate italiane, come il «Corriere della sera», «La Domenica del Corriere» e «La Lettura». Nel 1967 illustrò la versione a fumetti di Le avventure di Pinocchio su sceneggiatura di Pier Carpi, pubblicata nel 1969 con il titolo Pinocchio secondo Manca. Morì quasi centenario a Bergamo il 12 luglio 1984.

 

venerdì 30 maggio 2025

Barry M. Malzberg: L'elmetto



Con l’elmetto in testa sono un essere come tutti gli altri, e il mondo ha un senso.
La guerra non è una guerra senza fine, ma una necessaria azione difensiva nell’interesse
della pace, e finirà presto.
I Maestri non sono creature che ci mentono e ci tengono in schiavitù, ma signori
di grande saggezza e giustizia che, nelle sale di questo grande edificio, ci preparano
benevolmente per il mondo che un giorno toccherà a noi di governare. Gli altri che
stanno con me nei corridoi e nelle aule non sono altrettante vittime, ma altrettanti studenti,
e tra molto, o tra poco, tutto andrà per il meglio. Ecco perché mi è stato assegnato
l’elmetto, e perché mi piace averlo in testa. Senza quell’elmetto non riesco a
sopportare il mondo com’è, per certe ragioni che hanno a che fare con la scienza
medica e che io non sono in grado di capire...
I Maestri dicono che devo toglierlo ogni giorno per un paio d’ore, e riposare. Mi
hanno detto che questo riguarda i sensori, o l’esaurimento della guaina protettiva dei
nervi, ma la spiegazione mi confonde le idee, ed io trascorro i miei periodi senza
elmetto tenendo gli occhi chiusi il più a lungo possibile e contando i minuti che
mancano al momento in cui potrò calzarlo di nuovo e rendere, di nuovo, il mondo
comprensibile. È importante e necessario che io indossi l’elmetto, ed i Maestri hanno
promesso che entro non molto, le protezioni dei nervi, o sensori, avranno completato
il necessario adattamento ed io sarò in grado di servirmene per settimane intere.
Spero che sia così.
Adesso è una delle mie ore senza elmetto. In piedi davanti alla finestra guardo da
questa grande altezza gli edifici della città. Conosco la paura dei macchinari sospesi
nella distanza, la paura nell’odore dell’aria pesante che aleggia in questo luogo.
Ascoltando Serafino che parla delle meraviglie della nostra epoca, io chiudo gli
occhi. Serafino è il mio più caro amico, forse il mio solo amico in questo momento,
ma non gli sono più affezionato che a tutti gli altri. Quando ho l’elmetto lo trovo
interessante e simpatico, quando sono senza mi pare stupido e insipido.
Quanto lo invidio. Lui non ha bisogno dell’elmetto per gioire della vita che ci
hanno data!
— Non è meraviglioso, Jonno? — chiede Serafino girando oziosamente le dita.
Siamo in un periodo di tempo libero tra le ore di istruzioni, e siamo venuti alla
finestra per guardare la città. — La razza umana ha faticato diecimila anni per creare
una civiltà come questa, e siamo noi che la erediteremo. Non è meraviglioso? La città
ci dà tutto, e noi non saremo mai costretti a lasciarla.
A me non sembra che questo sia meraviglioso, senza elmetto, poi, l’idea di non
dover mai lasciare la città mi riempie di disgusto. Ma io non voglio scoraggiare
Serafino, spingerlo ad andarsene. Nei periodi in cui non porto l’elmetto, mi sento
molto solo, e mi spavento facilmente. — Sì, certo — dico. — Mi sembra una cosa
bellissima — e mi volto. Così vedo che, inaspettatamente, uno dei Maestri si è avvicinato
a noi. Loro si muovono così silenziosamente e con tale leggerezza, per le scale,
che è quasi impossibile accorgersi del loro arrivo, quindi conviene che uno si attenga
costantemente alle leggi di obbedienza. — Salve, Serafino dice il Maestro. — Salve
Jonno.
Noi non conosciamo i loro nomi, ma loro i nostri, li sanno tutti. Per noi, loro sono
semplicemente Maestri. Alcuni sono alti, altri piccoli, certi sono vecchi, ed altri giovani,
ma siamo stati informati che ciascuno di loro può adempiere le funzioni di tutti,
e che sarebbe stato un grosso errore volerne personalizzare qualcuno. Questo è un
avvertimento che vale la pena di prendere seriamente, perché i Maestri non fanno mai
affermazioni inutili. Tutto quello che dicono è denso di significato, e l’unica vera
difficoltà sta nel non tenerne conto.
— Salve, Maestro — dice il mio amico, e si inchina leggermente, nel modo
dovuto. Fa un ampio sorriso e torna a girarsi verso la finestra, perché è regola che, se
il Maestro non vuole prolungare la conversazione, l’allievo non deve attirare su di sé
un’attenzione non necessaria ma limitarsi a continuare la sua attività regolare. —
Salve, Jonno — dice il Maestro rivolgendosi a me, ed in tono un poco più secco.
— Salve, Maestro — dico, e gli volto le spalle. Senza elmetto in testa vedo il
Maestro come una creatura spaventosa e sconosciuta, con la pelle verde, a squame,
grandi occhi, artigli, e una brutta escrescenza sopra le squame, ma ricordo a me stesso
che questa è semplicemente un’illusione dovuta alla mia incapacità di adattamento, e
che in nessun modo, mai, devo dimostrare odio, paura, o disgusto. Nel passato, in
momenti in cui non portavo l’elmetto, mi ero lasciato prendere un paio di volte dalle
allucinazioni, ed ero stato portato in una piccola stanza per essere educato. Ma questa
è una faccenda di cui preferisco non parlare.
— Come stai? — dice il Maestro, lasciando capire che intende proseguire la
conversazione.
— Bene. Sto bene.
— Vedo che non porti l’elmetto. Perché?
Deve essere un Maestro nuovo, uno che non conosce ancora le speciali regole e
procedure che disciplinano il mio caso.
— Non posso portarlo continuamente — dico. — Lo devo togliere per una o due
ore al giorno.
— Non ho sentito niente del genere a proposito del tuo caso — dice il Maestro. —
Gli scontenti hanno ricevuto istruzione di portare sempre l’elmetto. Mi spiace.
— Ma è vero! — dice Serafino, prendendo le mie difese. — Lui non può portarlo
sempre. Ecco perché io gli tengo compagnia. Perché non venga preso dalla paura.
— Nessuno ti ha chiesto di parlare — dice il Maestro in tono rabbioso. — Tu puoi
parlare soltanto quando ti si rivolge la parola. Per questa tua mancanza subirai un
trattamento. Ti ordino di andare immediatamente agli alloggi.
Pallido e tremante, Serafino si allontana dalla finestra e attraversa rapidamente la
sala. È inutile discutere con i Maestri. Facendolo si aggrava soltanto la situazione.
Serafino esce senza dire una parola. Guardandolo, vedendo le spalle incurvate, ed il
lieve tremito delle gambe, intuisco che è terrorizzato. Anch’io sono molto spaventato.
Distolgo gli occhi dalla città e cerco di guardare oltre la creatura, ma questa cattura il
mio sguardo, ed io sono costretto a fissarla. Vorrei andare via, di corsa, ma andarsene
senza una scusa è offesa gravissima, forse la più grave di tutte, e quindi resto. Il
Maestro mi guarda, le squame si agitano nell’aria.
— Vieni qui, Jonno — dice, e mi fa un cenno. Io mi muovo, poi mi fermo a
qualche centimetro da lui. Nella faccia senza fisionomia della creatura gli occhi sono
tondi e grandissimi. — Tu conosci i regolamenti — dice. — Devi portare sempre
l’elmetto.
— Sì — dico. È inutile discutere con loro. Vero, o non vero, lui non conosce il
uno caso, ma non c’e scopo a discutere con loro si peggiorano soltanto le cose —
Sì—ripeto.
— Hai infranto il regolamento.
— Sì. Sì, è vero.
— Quindi devi accettare la tua giusta punizione.
— Lo farò.
— La punizione è...
Il Maestro fa una pausa, agita di nuovo le squame, sembra pensare. — L’unica
punizione adatta — dice — è questa tu non porterai più l’elmetto. Dovrai passare
tutto il resto della tua vita senza elmetto. Per non aver saputo accettare i termini della
tua salvezza, non verrai salvato.
Poi si allontana rapidamente da me, lasciandomi impietrito sul posto. Mi sento
male. Il corridoio diventa grigio, il vento che entra dalla finestra mi fa rabbrividire.
Sento un freddo come non ho mai sentito prima, e mi rendo conto sino in fondo della
raffinata crudeltà del Maestro. Mi rendo conto che dovrò trascorrere tutto il resto
della mia vita vedendo ogni cosa esattamente com’è.

 

Ispettore Rason

 

Stati Uniti, 1946 / Roy Vickers

Dopo essere apparso in una serie di racconti incentrati sull'affascinante Fidelity Dove, ladra gentildonna che, con l'aiuto una piccola organizzazione, mette a segno audaci imprese criminali che assolvono però la funzione di riprimere un torto subito da personaggi incapaci di difendersi, il paziente e meticoloso ispettore
Rason diventa responsabile della Sezione casi archiviati, un immaginario reparto di Scotland Yard in cui vengono accuratamente catalogati tutti i casi di morte anche accidentali e tutti i reperti a essi legati, persino quelli apparentemente insignificanti, in attesa di ulteriori notizie che permettano di riaprili e risolverli. 



Considerato solo fortunato dai suoi colleghi, che in fondo ne invidiano i successi, lui ama considerarsi «un matto assunto a Scotland Yard in base al principio per cui ci vuole un matto per prenderne un altro».



Lo schema di questi racconti è in genere immutabile e fa riferimento pressoché costante al procedimento dell'inverted story, viene cioè brevemente anticipata la conclusione definitiva del caso mediante formulazioni del tipo: Tessa Branston univa alle vedute morali di un'avventuriera, l'educazione, i gusti e i pregiudizi
sociali di una moglie e madre di provincia, perfettamente rispettabile... In realtà l'unico 'fallo' da lei commesso è stato l'assassinio del primo marito. 


giovedì 29 maggio 2025

Progressive Spin, puntata 11



Kwoon - King of Sea
Daal - Daeconstruction Decalogue Part. I
Robert Reed - Sanctuary IV Promo
The Flower Kings - We Claim the Moon
Hiromi Uehara - Pendulum
Triangle - The Tree
Halloween - Plume de plomb


 

URANIA n.38 - Festus Pragnell: Il popolo verde



L'Autore immagina che gli atomi siano mondi - stelle e pianeti - raggruppati in sistemi solari simili al nostro, e che su questi mondi infinitesimali come sulla Terra sia possibile la vita vegetale, animale e umana. Uno scienziato scopre il modo di osservare gli atomi attraverso un microscopio di sua invenzione, il quale ha anche il potere di trasferire la personalità (mente, pensieri, ricordi) di un essere umano nel corpo di uno degli abitanti di un atomo e viceversa. All'esperimento si presta il giovane fratello dello scienziato, Learoy Spofford, che infatti si ritrova nel corpo di un uomo-scimmia dal vello verde, e ci vive trent'anni. Il romanzo è la storia di Kastrove, l'uomo-scimmia che ha l'anima di Learoy, e delle sue avventure nel mondo dell'atomo. Avventure eroiche ed umane, tanto ben descritte da sembrare reali. E' un racconto fantastico che pure getta un barlume di luce - se non reale, almeno possibile - su quella che potrebbe essere stata la storia dell'uomo sul nostro stesso pianeta, dai tempi preistorici in poi.

 

mercoledì 28 maggio 2025

Antonio Estévez

(1/1/1916 a Calabozo/Guárico; 26/11/1988 a Caracas)

È stato un compositore, oboista e direttore d'orchestra venezuelano. Compose "Mediodia en el llano" due anni prima di laurearsi come compositore nel 1944, a Caracas. Nel 1945, continuò gli studi di composizione alla Columbia University e i corsi estivi a Tanglewood, con altri compositori latinoamericani come Ginastera e Orbón. Nel 1947-48, a Parigi, fu vicino ai pittori cinetici venezuelani Carlos Cruz-Diez e Jesus Soto e al compositore Pierre Boulez. Negli anni '50, compose "Concierto para orquesta", "La Cantata criolla" (forse l'opera nazionalista venezuelana più importante del XX secolo), splendidi pezzi corali e per pianoforte. Estévez esplorò la musica elettroacustica a Parigi dal 1962 al 1971 alla Radio-Televisione francese ORTF con Pierre Schaeffer. ‘Cromovibrafonía’ è stato commissionato per il padiglione venezuelano dell’Expo di Montreal del 1967 e ‘Cromovibrafonía múltiple’ per il Museo d’arte moderna di Soto (Venezuela). La sua musica è stata ampiamente riconosciuta e viene suonata in tutto il mondo.

Antonio Estévez è considerato per lo più un compositore nazionalista, ma non è solo questo. È vero che il suo rapporto con ciò che ha visto e sentito da bambino nelle pianure venezuelane lo ha segnato profondamente e si è diffuso in tutta la sua musica e nella sua vita. Ha detto di sé "prima di tutto, voglio sempre essere onesto con me stesso, ma anche venezuelano, latinoamericano e universale". Non ha smesso di imparare ed esplorare fino alla fine. Mediodía en el llano, per orchestra (1942) Concierto para orchestra (1950) Tríptico Ancestral, per coro misto (1955) Cantata Criolla, per tenore, baritono, coro misto e orchestra (1954) 17 piezas infantiles, per pianoforte (1956) Canciones para canto y pianoforte, voce e pianoforte Obertura Sesquicentenaria, per orchestra (1963) Cromovibrafonía, musica elettroacustica (1967) Cromovibrafonía múltiple, musica elettroacustica (1970) 5 Poemas de Nicolas Guillén, per basso e ensemble (1977).



martedì 27 maggio 2025

Francesco Parri - Il racconto di un cacciatore, 1929








 

MONDADORI n.38 - J. L. Rickard: La casa di fronte



Una casina bianca con le imposte azzurre - una bella signora bionda e misteriosa - una zitella isterica - una gentildonna innamorata e gelosa - e, al centro, una figura di uomo affascinante e spregevole. Mistero drammatico ed avvincente che, al punto di risolversi, si complica nel modo più tragico. Pietà - orrore - curiosità intensa.



 

lunedì 26 maggio 2025

SNMN, puntata 4



Marco Bonvicini - Say
The Sweaty Junkies - Las Vegas
Sümelga - Iconoclasta
Kleio - Gomma bruciata
Irene Loche - Keep Walking
Capolupo - Un giorno qualunque bellissimo
Kukla - Dada


 

sabato 24 maggio 2025

SNMN, puntata 3



Diego Ribechini - Chimera
Spectrum Vates - Pupille d'alabastro
After Midnight 01 - Golden Wheels
Electric Confidence - I'll Do It My Way
Keblema - Poor Arkanoid
Ring of Love - Forget About Love



Walkie & Talkie: Il bombardiere folle





Il bombardiere folle è la storia di esordio della serie Walkie & Talkie - Detectives London, e appare sul numero 8 del Corriere dei Piccoli , datato 24 febbraio 1924.
La serie si compone di 34 episodi; una prima trance di ventuno puntate si conclude con l'episodio Agente Zero-Zero Beppe nel numero 11 del 16 marzo 1975, poi i personaggi tornano a essere pubblicati nel numero 2 del 1978 con l'episodio Investigatori, mentre l'ultima puntata, Allarme aereo, appare sul numero 17 del 1979.

Giorgio Pezzin (Venezia, 5 settembre 1949) è un fumettista italiano. Ha scritto oltre duecento storie a fumetti per la Disney.
Grazie all'amicizia con il disegnatore Giorgio Cavazzano presenta una sua opera alla redazione di Topolino incominciando così a lavorare in coppia con Cavazzano stesso entrando nello staff di sceneggiatori della Mondadori nella redazione di Topolino nel 1973 ed esordendo nel 1974 con la storia "Paperino e la visita distruttiva". Si laurea nello stesso anno, e per qualche anno esercita la professione di ingegnere civile.
Con Cavazzano durante gli anni settanta realizza varie serie a fumetti pubblicate su diverse testate come Walkie & Talkie che verrà pubblicata sul Corriere dei Piccoli dal 1973 al 1975, Oscar e Tango sul Messaggero dei Ragazzi dal 1974 al 1976 e Smalto & Jonny su Il Mago nel 1976. Con altri disegnatori realizza nel 1976 la serie Uomo bianco, disegnato da Bruno Marraffa e, nel 1977, I rangers.
Per l'Editoriale Cepim scrive dal 1977 storie della serie western Piccolo Ranger e, per la Daim Press, alcune storie della serie Zagor. Dopo l'interruzione della serie Piccolo Ranger, si dedicò a tempo pieno alla realizzazione di storie Disney per la Mondadori.

Giorgio Cavazzano (Venezia, 19 ottobre 1947) è un fumettista italiano, tra i più apprezzati autori italiani di fumetti. È noto soprattutto come disegnatore di fumetti della Disney pubblicati in Italia dalla Mondadori prima, dalla Disney Italia dal 1989 e dalla Panini Comics dal 2013, e dalle riviste Disney francesi come Mickey Parade e Le Journal de Mickey, oltre che di fumetti umoristici non disneyani e altri di genere realistico. Ha all'attivo anche lavori nel campo dell'animazione e della pubblicità.


venerdì 23 maggio 2025

Ralph Lindsey



Stati Uniti, 1957 / Ben Benson

Ralph Lindsey ha incominciato a lavorare per la polizia dello stato del Massachuset a vent'anni. Inesperto ma diligente e volenteroso, oltre che probabilmente destinato a una rapida e brillante carriera, questo personaggio fa di tutto per essere all'altezza del padre, poliziotto per oltre vent'anni - è stato costretto a ritirarsi a causa di una ferita riportata durante una sparatoria, che l'ha paralizzato costringendolo su una sedia a rotelle - oltre che per continuare a tener viva la tradizione familiare. 



Le sue avventure sono raccontate in prima persona, con descrizioni fin troppo precise e dettagliate. Tanto che qualcuno ha scritto che sembrano il tema del primo
della classe e il manuale del giovane detective. 



Ecco un esempio: «Quella mattina avevo fatto quanto mi spettava. La procedura, nei casi di omicidio, è regolata da norme rigidissime e, come primo dovere, un
agente di polizia deve accertare se la morte dell'individuo è indiscutibile, però non deve toccare il corpo. Se l'individuo è morto, l'agente non può giovargli in alcun modo e solo il medico legale ha piena autorità sul cadavere che non deve essere rimosso senza la sua autorizzazione. Tuttavia, l'agente deve procedere a una sommaria ispezione dei luoghi adiacenti, annotando data, ora, temperatura,
condizioni del tempo ed esatta ubicazione.»


Ben Benson è nato il 24 settembre 1913 a Boston, fu gravemente ferito durante il servizio militare nella Seconda Guerra Mondiale. Iniziò a scrivere come terapia e scrisse diciannove romanzi polizieschi con protagonisti l'agente Ralph Lindsey e l'ispettore Wade Paris della Polizia di Stato del Massachusetts. 

È conosciuto come sceneggiatore. È celebre per aver partecipato a Ladri di automobili (1955), Blood Harvest (1987) e Danger (1950). Morì il 29 aprile 1959. Luogo di morte: Usa.

giovedì 22 maggio 2025

Progressive Spin, puntata 10



Jordsjo - Kontraster
Breidablik- Kontraster
Solstice - Life
Lux Terminus - Neon Rain
Satanique Samba Trio - Lambaphomet
The Aurora Project - Slave City
Soft Ffog - Pocus


 

URANIA n.37 - L. Ron Hubbard: L'uomo che non poteva morire



Un duello con la morte, ecco ciò che Clayton McLean deve affrontare. E la sua storia è tanto più impressionante, per fantastica e superstiziosa che possa sembrare, in quanto si basa su una realtà a cui ben pochi vogliono credere e che tuttavia temono: la "iettatura". Forse non tutti sanno che le compagnie di assicurazione sulla vita registrano il maggior numero possibile di "iettatori", i cui nomi figurano nei loro elenchi, sotto la voce "imponderabili"; e dove la morte colpisce con la sua spietata e incomprensibile imparzialità, si sa poi ch'era presente uno di questi infelicissimi collettori di fluidi malefici. Ma essi, poi, per misteriose ragioni, escono immuni da ogni catastrofe. E se c'è un uomo che sembra portare con sè la iettatura ovunque vada è proprio McLean. Per due volte consecutive la morte scende su coloro che lo circondano... E lui viene risparmiato. Egli darebbe qualunque cosa per non godere d'una simile immunità; ma un giorno scopre che il prezzo ch'è costretto a pagare per questa immunità è il massimo che un uomo onesto sia condannato a pagare: perchè McLean sa d'esser divenuto uno spaventevole strumento di distruzione. Tanto che ci sono tutte le ragioni per temere della vita di colei che McLean sta per sposare. E il dilemma gli si pone: dovrà continuare a essere per un pezzo ancora l'uomo che non può morire? Chi vincerà: il suo amore o la morte? URANIA offre ai suoi lettori un romanzo indimenticabile, rivelatore impressionante. Anche la "iettatura" rientra fra i temi della fantascienza!

 

mercoledì 21 maggio 2025

Inocente Carreño

(Porlamar, Estado Nueva Esparta, Venezuela, 28/12/1919 - Caracas, Distrito Capital, Venezuela, 29/06/2016)

Carreño è stato cresciuto dalla nonna, che gli raccontava leggende e cantava melodie tradizionali della sua isola natale. Iniziò a studiare musica con il direttore d'orchestra Lino Gutiérrez e suonò nella sua band all'età di nove anni. 
Nel 1932 si stabilì a Caracas con il fratello Francisco, noto specialista del folklore. Lavora con lui in un negozio di scarpe, partecipa ai movimenti intellettuali del suo tempo, suona la chitarra con le sue due sorelle, arrangia e compone molta musica popolare; joropos, merengue, valzer, rumba, tango, bolero.

Studiò con il Maestro Sojo, l'uomo che ebbe la maggiore influenza sulla sua vita, presso la Scuola di Musica e Declamazione. Ha imparato a suonare la tromba con Federico Williams, si è unito all'Orfeón Lamas come cantante e all'Orchestra Sinfonica Venezuelana come suonatore di corno e trombettista. 
Nel 1940 iniziò la carriera di insegnante e compose più frequentemente nello stile classico. Dopo aver ottenuto il diploma nel 1946, iniziò a lavorare come insegnante in diverse scuole, si sposò nel 1950 e compose la sua opera più famosa, il poema sinfonico "Margariteña" nel 1954.

Nel 1970 fondò la scuola Prudencio Esaá, fu eletto al Senato, ricoprì l'incarico di Ministro Consigliere presso l'UNESCO a Parigi e nel 1989 fu nominato direttore della Scuola Superiore di Musica di Caracas .

La sua opera musicale è vasta e di carattere nazionalista. Ha scritto per orchestra: quattro Ouverture sinfoniche, Suite per orchestra d'archi, Sinfonia satirica, Elegia per orchestra d'archi. Anche: poemi sinfonici; numerose canzoni per voce e orchestra; Musica da camera: un Quintetto per oboe, flauto, clarinetto, corno e fagotto; due Quartetti per archi; brani per flauto e pianoforte; brani per pianoforte (valzer); e per chitarra (entrambe le Suite).


martedì 20 maggio 2025

Mario Puccini - Storia di una ragazza sivigliana, 1954









 

MONDADORI n.37 - Edgar Wallace: Il pugnale di vetro



Oscar Trevors è un uomo misterioso e molto ricco. A un certo punto della vita ha chiesto ai suoi banchieri di spedirgli i proventi del suo capitale in due banche europee, una in Svizzera e una a Montecarlo: da allora le cose sono andate avanti, come da lui previsto, per anni. A un certo punto però gli amministratori del fondo cominciano a chiedersi se Trevors sia ancora vivo. La nipote di Oscar, Gwendda Guildford, cerca di rintracciare lo zio, e allora improvvisamente le cose si complicano: la ragazza apprende che lo zio si spaccia per l'erede del re di Boginda, un piccolo stato africano... e ciò che ancor più inquieta la ragazza è un misterioso e allarmante messaggio cifrato...

 

sabato 17 maggio 2025

SNMN, puntata 2


Stella - Iride
Atom Lux - Mandelbrot! Mandelbrot!
Jellygoat - Cold Coffee
Vipera - Achille
Brave Hearts Factory - Here Remains The Flame
Zodiac - Put your love
The Toulalan - My Ordinary Day




Re di Picche





Re di Picche è il protagonista di una serie a fumetti italiana creata Luciano Bottaro.

Debuttò nel 1969, come protagonista di una rivista di fumetti di breve durata con lo stesso nome, pubblicata in Italia da A.G.I.S..

Ispirato ai personaggi tradizionali delle carte da gioco, presenta le avventure umoristiche di un tiranno irascibile ossessionato dalle sue ambizioni espansionistiche verso il regno al confine guidato dal placido Re di Cuori. La rivista comprendeva anche altri personaggi di Bottaro, Carlo Chendi, Giorgio Rebuffi e Franco Aloisi, come Pon Pon, Giò Polpetta, Romeo Lancia. La rivista è stata pubblicata anche in Francia con il titolo Roi de Pique.

Dopo la chiusura della rivista, Bottaro continua a creare nuove storie di Re di Picche fino alla metà degli anni '80 per una serie di altre pubblicazioni, tra cui le riviste Corriere dei Ragazzi e Corriere dei Piccoli e il quotidiano Il Secolo XIX.


 

venerdì 16 maggio 2025

Radio Patrol



Stati Uniti, 1933 / Eddie Sullivan e Charles Schmidt

Protagonisti di storie assai movimentate, gli uomini della Radio Pattuglia - il sergente Pat e il gigantesco Stutterin Sam, protagonisti della serie, cui spesso si aggiungevano una detective in gonnella, Molly Day, un ragazzo di nome Pinky e il
suo cane Irish - sono sempre alle prese con rapitori, contrabbandieri e delinquenti di ogni tipo. 



Creata nel 1933 da Eddie Sullivan e dal disegnatore Charles Schmidt per il Boston Daily Record sfruttando un'invenzione recente, l'uso delle radio mobili da parte della polizia, questa serie poliziesca è acquistata l'anno successivo dal King Features Syndicate, la più famosa agenzia statunitense di produzione e distribuzione di fumetti, che la rilancia su scala nazionale.



Questa serie incomincia a declinare nel dopoguerra: le tavole domenicali, che spesso dedicavano un piccolo spazio a un specie di "repertorio dei criminali" di tutte le epoche, cessano nell'ottobre del 1946 mentre le strisce quotidiane sono
interrotte nel dicembre del 1950. 

 

giovedì 15 maggio 2025

Progressive Spin, puntata 9



Nomadic Horizon - Deception
IQ - No dominion
Ángel Ontalva - She must not die
Derev - Buried V oice
Accidentally On Purpose - Rocket Summer
Brian Eno - Cascade
Chercán - La Culpa


 

URANIA n.36 - Anthony Gilmore: Il falco degli spazi



Carse, detto il Falco degli Spazi cosmici, arrivò nelle regioni di frontiera del Sistema Solare quando Saturno rappresentava l'estremo limite dei mondi planetari del Sistema colonizzati dall'uomo e, tra il 2100 e il 2120, si svolse il complesso delle sue lotte incredibili col suo mortale nemico, il dottor Ku Sui, vero e proprio genio del male. Questo avventurosissimo romanzo ha inizio su Giapeto, ottavo satellite di Saturno - la luna su cui il Falco aveva cominciato la sua vita di pioniere interplanetario - e si conclude con la comparsa di un curioso asteroide - corazzato e pilotato come un'astronave - nell'atmosfera terrestre e con la sua caduta nell'oceano. Strane, paurose creature popolano le inospiti distese di Giapeto, dalle carni opalescenti e il prezioso corno, dette fanti dal nome dello strano uccello-mammifero di Venere, oggi estinto. Ma ci sono i terribili pirati al comando di Ku Sui, che infestano gli spazi fra la Terra e i satelliti dei pianeti giganti; e il cosiddetto "Affare dei Cervelli", come fu definito dai pionieri delle desolate regioni di frontiera del Sistema Solare il grande duello fra Carse e il sinistro eurasico Ku Sui... E' impossibile dare una idea precisa delle vicende e delle situazioni fantastiche che fanno di questo romanzo un poema di avventure interplanetarie. E' un libro che non ci si stanca di rileggere!...

 

mercoledì 14 maggio 2025

Giovanni Allevi

(Ascoli Piceno, 9 aprile 1969)

Compositore e pianista di fama internazionale, è responsabile di un profondo rinnovamento della musica colta, riportando l’arte della composizione all’attenzione delle nuove generazioni. È diplomato in Pianoforte e in Composizione ed è laureato in Filosofia con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”. Ha calcato i palchi delle più importanti sale da concerto del mondo, dalla Carnegie Hall di New York al Teatro alla Scala di Milano, fino all’Auditorium della Città Proibita di Pechino. Grazie al suo impegno intellettuale, è punto di riferimento filosofico sui concetti di innovazione e analisi del cambiamento. Il suo ultimo libro è intitolato “Revoluzione”. Numerose sono le tesi di laurea a lui dedicate.
Cavaliere della Repubblica Italiana per meriti artistici e culturali, è Stella d’Oro al Valor Mozartiano, Premio Falcone e Borsellino, ed Ambassador di Save the Children, in prima linea nella difesa dei diritti dei più piccoli. Ha ricevuto apprezzamenti di stima da Papa Benedetto XVI, Papa Francesco, dal Premio Nobel Mikhail Gorbaciov. L’Agenzia Spaziale Americana NASA gli ha intitolato un asteroide: giovanniallevi111561. Recentemente è stato autore e conduttore di una innovativa docu serie in onda su Rai Play: “Allevi in the jungle”. “Kiss me again” è il brano con cui torna al pianoforte solo dopo il successo delle sue produzioni con orchestra sinfonica per pianoforte e orchestra e coro e orchestra.

“13 Dita” (1997)
Questo album rappresenta l’esordio discografico di Allevi e già in quest’opera si possono intravedere i germi della sua rivoluzione musicale. “13 Dita” è un lavoro che esplora le potenzialità espressive del pianoforte, con Allevi che si cimenta in composizioni che oscillano tra la musica classica, il jazz e sperimentazioni più audaci. Nonostante non abbia ottenuto immediatamente un grande successo commerciale, l’album ha stabilito Allevi come un artista da tenere d’occhio, mostrando il suo talento e la sua capacità di pensare fuori dagli schemi tradizionali.

martedì 13 maggio 2025

J. Wary - Cercasi isola, 1935









 

MONDADORI n.36 - S. S. Van Dine: La dea della vendetta



Uscito nel 1929, dopo il grande successo dell’Enigma dell’Alfiere, La Dea della Vendetta resta, al di là dei suoi limiti, uno dei migliori esempi dell’abilità narrativa e della notevole ed eclettica cultura di S.S. Van Dine. La complessità dell’indagine, il moltiplicarsi degli indizi, il fascino magico e oscuro della mitologia dell’antico Egitto tengono sempre alto l’interesse del lettore. Nel museo privato dell’egittologo Mindrum Bliss, viene trovato il cadavere del filantropo Benjamin H. Kyle. Donald Scarlett, assistente di Bliss, coinvolge nell’indagine Philo Vance, suo amico sin dai tempi del college. Sul cadavere di Kyle, finanziatore delle spedizioni in Egitto del dottor Bliss, vengono trovati il resoconto delle spese per la futura spedizione e una spilla a forma di scarabeo appartenente allo stesso Bliss. Ma la vita, osserva Vance, non è mai semplice, né i fenomeni della realtà si presentano in forma razionale…
 

sabato 10 maggio 2025

SNMN, puntata 1



Fabulous Wood - Supereroi
Moise - Dentro me
CommonXperience - Memorie di te
Treccani - Uomini Che Bruciano Le Donne
Helikon - Throne
Morto - Dottore Dottore
Fontenera - Generazione Cyborg 7