lunedì 16 febbraio 2026

Giallo al Festival di Sanremo, di Mauro Sighicelli

  


Trama

Lo scrittore Mauro Sighicelli invia ad Alessandro, il suo editore, un manoscritto ispirato al testo di una nota canzone degli anni sessanta. Pur dando un giudizio negativo al testo, l’editore lo pubblica e il libro ottiene un successo di pubblico crescente e inarrestabile fino a portare i due alla ribalta di spettacoli televisivi sempre più importanti. La coppia riceve addirittura la proposta di presentare il festival di Sanremo

Nonostante i timori di Mauro, Alessandro accetta. Ma uno spietato malfattore, tale Judok Dan (vero nome Vlad) decide di punire lo scrittore perché in passato aveva utilizzato il suo nome in un’opera minore svelandone, a suo dire, l’identità, e li insegue fino sul palco del festival. Nel frattempo, Mauro porta sul palco un cammello con tre gobbe: sarà in grado di sventare il piano malefico di Vlad? Per raggiungere Sanremo, i personaggi viaggiano tra mille traversie, incidenti di percorso e riletture di precedenti opere minori di Mauro, che contribuiscono ad arricchire il testo con la presenza di altri personaggi al confine tra il comico e il grottesco, tra l’erotico e il soprannaturale, tra realtà e fantasia.


Incipit

Alessandro comprese che avrebbe fatto l’editore quando a soli dieci anni osservò l’immagine di Tommy River sulla copertina dell’omonimo libro. Il cow boy, assorto nel contemplare l’orizzonte, sembrava rivolgere uno sguardo velato da cupa malinconia proprio verso di lui, con il lungo fucile appoggiato sulla spalla destra, seguito dal fido scudiero indiano Batty, intento a sorvegliare i cavalli; forse cercavano la frontiera e la prateria era la lunga pista, dove Alessandro poteva sbizzarrirsi nei sogni, alla ricerca di un nuovo Eldorado.
Aveva desiderato possedere quel libro da sempre e ora poteva finalmente sfogliarlo; non erano tanto le quattro tavole a colori sapientemente collocate nei punti cruciali del volume ad attirarlo, quanto l’impaginazione. Era interessato alla grafica, al sommario, alla copertina in brossura. Insomma non lo avrebbe voluto solo scrivere, lo avrebbe voluto
impaginare; aveva già la stoffa dell’editore. Fu distolto dai ricordi quando la segretaria lo esortò a rispondere all’ennesima telefonata.
«Alessandro, il cellulare sta squillando. Rispondi per favore, da stamattina non ha taciuto un solo istante. Magari qualcuno ti sta cercando con urgenza».
L’uomo alzò negligentemente la cornetta del telefono ma fu aggredito da una voce squillante.
«Sono Mauro. Finalmente ti ho trovato».
Alessandro sbuffò, si trattava di un autore minore ancora sotto contratto a cui lui aveva voluto bene ma che gli faceva perdere troppo tempo in inutili discorsi. Adesso, per esempio, lo tampinava per una nuova pubblicazione.
«Scusami un attimo, ma sono impegnato su un’altra linea. Possiamo sentirci con più calma domani?».
Seguì un silenzio imbarazzante, poi un balbettio confuso.
«Scusa tu per il disturbo. Va bene, nessun problema, ti richiamo io domani. Hai preferenze per l’orario?».

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