L’estate era stata lunga, quell’anno, e solo alla fine di ottobre, proprio l’ultimo giorno, Brandon si rese conto che era davvero finita. Poi venne un uragano che spazzò via gli acquitrini, arruffò le tranquille e grigie acque degli stagni e delle insenature, e strappò le foglie dagli alberi che si contorcevano. Dopo il suo passaggio, il caldo se ne era andato. Un pallido sole invernale mandava ora la sua luce pura e fredda sopra il terreno paludoso. Poche foglie erano rimaste ancora sugli olmi che circondavano la fattoria; e mentre apriva il cancello del cortile, Brandon sentì il gracchiare dei corvi, attorno ai loro nidi, neri fra i rami nudi.
Per un momento, Brandon venne preso dalla classica e tipica malinconia degli ultimi mesi dell’anno, perché ogni anno rammenta a tutti l’approssimarsi dell’autunno. Ma un istante più tardi, voltando la testa per guardare la strada che aveva percorso, si avvide che, sotto il groviglio nerastro dei canneti, le acque erano di un azzurro freddo e luminoso, mentre alle sue orecchie arrivavano le note cristalline del pettirosso che si allenava per il suo canto invernale. In quella zona palustre, la bellezza era ancora presente; il suo cuore non poteva non essere penetrato da un senso di gratitudine.
Attraversò il fangoso cortile, e all’ingresso della fattoria incontrò il suo amico Miles. Caro, vecchio Miles... il sole o la pioggia, l’estate o l’inverno, per lui non avevano altro significato se non quello strettamente utilitaristico. Ma quel giorno, il rubicondo volto di Miles aveva perduto un po’ della sua abituale allegria, sicuramente non a causa di qualcosa che si riferisse ad un allegorico messaggio dell’estate morente.
—Hai visto Tom e Jack? — domandò Miles. — Oggi avrebbero dovuto arare un campo di ventimila metri quadrati, ma non si riesce a trovarli. Di solito, ci si può fidare del loro lavoro!
—Tom e Jack? No. Ma non penso che ti debba preoccupare. Staranno lavorando con l’erpice, oppure concimando, o seminando, o facendo una delle mille cose alle quali voi vi dedicate.
Ma l’insolita espressione non si schiarì sulla faccia del suo ospite.
—Da un paio di giorni — osservò — si comportano in modo strano, molto strano. E dal giorno in cui hanno trovato quel maledetto tesoro, mentre stavano arando