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mercoledì 31 dicembre 2025
SNMN, puntata 29, 24 dicembre
Adolphe Biarent
(Frasnes-lez-Gosselies, 16 October 1871 – Mont-sur-Marchienne, 4 February 1916)
venerdì 26 dicembre 2025
Progressive Spin, puntata 28, 18 dicembre 2025
giovedì 25 dicembre 2025
SNMN, puntata 28, 17 dicembre 2025
mercoledì 24 dicembre 2025
Rudolf Tobias
(Selja, 29 maggio 1873 – Berlino, 29 ottobre 1918)
lunedì 22 dicembre 2025
Anastasiya Alohina
domenica 21 dicembre 2025
Restare soli per imparare a tornare: il miracolo imperfetto di Mamma, ho perso l’aereo
Mamma, ho perso l’aereo è uno di quei film che vengono traditi dal successo. Tutti lo ricordano per le risate, per le trappole, per le urla e le cadute. Quasi nessuno ha voglia di guardare davvero cosa racconta. Eppure è un film feroce, malinconico, persino crudele, mascherato da commedia natalizia.
Kevin McCallister non è il bambino adorabile che la memoria collettiva ha addolcito. È un bambino solo. Invisibile. Costantemente zittito, ignorato, spinto ai margini da una famiglia rumorosa che non ascolta nessuno, figuriamoci lui. La sua “sparizione” non è solo un errore logistico: è la conseguenza emotiva di un’esclusione continua. Kevin viene dimenticato prima ancora di essere dimenticato davvero.
Quando la casa si svuota, il film cambia pelle. Non diventa una favola, diventa una prova di resistenza. La casa enorme, illuminata ma fredda, diventa un labirinto emotivo. Kevin non festeggia la libertà: la riempie di rumore perché il silenzio fa paura. Guarda film violenti perché ha bisogno di sentirsi forte. Finge di essere adulto perché nessuno si prende cura del bambino che è.
Le trappole, così idolatrate, sono in realtà un atto disperato di controllo. Kevin non gioca: combatte. Trasforma l’intelligenza in difesa, l’immaginazione in arma. I ladri sono caricature, sì, ma rappresentano l’irruzione del mondo esterno in uno spazio che Kevin sta cercando di difendere come unica casa possibile: la sua.
Ed è qui che il film colpisce più a fondo, nei momenti che non fanno ridere. L’incontro con il vicino “spaventoso” è lo specchio perfetto di Kevin: due solitudini giudicate dall’esterno, due esseri umani ridotti a etichette. In quella panchina, in quella chiesa, Mamma, ho perso l’aereo parla finalmente chiaro: la paura nasce quando nessuno ci guarda davvero.
La musica di John Williams non accompagna il Natale: accompagna la nostalgia. È una colonna sonora che sa di ricordo, di infanzia, di qualcosa che non torna più uguale. Ed è per questo che il finale commuove ancora: non per il lieto fine, ma per la consapevolezza che crescere significa anche perdonare.
venerdì 19 dicembre 2025
Philip St. John: Razzi verso il nulla, n.67
Sherlock Time
Progressive Spin, puntata 27, 11 dicembre 2025
giovedì 18 dicembre 2025
Lo sceriffo Fox
L'abile e indomito Fox, sceriffo dalle piume corvine attivo nel West di Grattas City, popolato prevalentemente da animali antropomorfi come lui, vive il suo miglior ciclo di avventure sulle pagine di Cucciolo, tascabile pubblicato dalle Edizioni Alpe di Milano e per cui fra gli anni Cinquanta e Sessanta ha avuto un rilevante ruolo creativo e di coordinamento Giorgio Rebuffi, ideatore dello stesso Fox e di tutto il cast di interpreti della saga, a cominciare dal poco sveglio Conny, il coniglio aiutante di Fox, e dal villain per tutte le stagioni Baffos. Rebuffi è l'autore dei testi e dei disegni delle due rare avventure di Fox dello sfogliabile: Caccia al bisonte e Meglio lo scopone, uscite su due numeri del quindicinale Cucciolo: il 1 5 e il 23 del1956.
SNMN, puntata 27, 10 dicembre 2025
mercoledì 17 dicembre 2025
Scott Lindroth
(Cincinnati, 16 gennaio 1958)
Leonard Tushnet: A che serve una invenzione se non serve?
martedì 16 dicembre 2025
Ken Follett: Il treno di mezzanotte per l’ignoto
lunedì 15 dicembre 2025
Edgar Wallace: Maschera bianca, n.67
domenica 14 dicembre 2025
Polar Express (2004): il film che ogni Natale mi ricorda perché credevo davvero
La storia è semplice solo in apparenza. In realtà Polar Express racconta un momento preciso della vita: quando inizi a dubitare, quando senti che qualcosa di importante sta cambiando dentro di te, quando credere non è più automatico. Ed è proprio questo che lo rende così potente. Non ti prende in giro con magia urlata o buoni sentimenti facili. Ti accompagna piano, nel silenzio della notte, tra neve, luci lontane e domande non dette.
Ogni volta che lo guardo sento un misto di meraviglia e malinconia. Meraviglia perché riesce ancora a farmi sentire piccola, come quando il Natale sembrava infinito. Malinconia perché mi ricorda quanto sia facile perdere quella sensazione crescendo. Polar Express non parla solo ai bambini: parla soprattutto agli adulti che fingono di non averne più bisogno.
L’atmosfera è uno dei suoi punti di forza più grandi. È fredda, notturna, sospesa. Non c’è caos, non c’è rumore inutile. C’è attesa. E quell’attesa è profondamente natalizia, più di qualsiasi decorazione o canzone allegra. È l’attesa di qualcosa che non sai spiegare, ma che senti importante.
L’animazione, spesso discussa, contribuisce a questa sensazione quasi onirica. I personaggi sembrano muoversi in un mondo che non è del tutto reale, come se fossero dentro un ricordo o un sogno d’inverno. A me questo non ha mai disturbato, anzi: rende il film diverso, riconoscibile, unico.
Polar Express è un film che non cerco per ridere, ma per sentire. È una carezza e allo stesso tempo un richiamo. Mi ricorda che crescere non dovrebbe significare chiudere tutto, ma scegliere cosa tenere con sé.
È per questo che, ogni Natale, torno sempre lì. Non per nostalgia sterile, ma per ricordarmi che credere, a volte, è un atto di coraggio.
Francesco Mappa
venerdì 12 dicembre 2025
Wilson Tucker: Tele-Homo Sapiens, n.66
Sherlock Holmes
giovedì 11 dicembre 2025
Il colonnello Caster'Bum
SNMN, puntata 26, 3 dicembre 2025
mercoledì 10 dicembre 2025
Julia Perry
(Lexington, 25 marzo 1924 - Akron, 24 aprile 1979)

























