sabato 29 novembre 2025

SNMN, puntata 25



Clamore - Sogno A Occhi Aperti
Altomare - Eterni
Ataraxic Void - Clearance
Samuele Cavallo - Libero (feat. Flavio Gismondi)
detto Ferrante Anguissola - I fiumi di Lombardia
Steve: Colpo al cuore
Johnny Ponta: Non mi sazio mai
Adolfo Durante - Solo la pioggia
Sebak - Io (Non Mi Arrendo)
Zen Hobo - Señorita
Good Morning Cernobyl' - Murderer City
BlessedKing - Babination
Mother Mary Mood - KA.DINGIR.RA
Guilty of Joy - On My Way


 

venerdì 28 novembre 2025

La scomparsa di Stephanie Mailer, di Joël Dicker


Trama 
30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l'intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent'anni prima, chi è l'autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l'indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.


Mio Parere

Ci sono romanzi che non si limitano a intrattenere: ti sequestrano.La scomparsa di Stephanie Mailer è uno di quelli. Joël Dicker costruisce un thriller che vibra come una corda tesa, dove ogni capitolo rincorre il successivo con la stessa fame con cui si cercano risposte nella vita reale.Quello che più colpisce è il modo in cui Dicker mette in scena la memoria: fragile, distorta, capace di tradire. Ogni personaggio porta con sé una porzione di verità, ma anche un peso, una crepa, un dolore mai dichiarato apertamente. La scomparsa della giornalista Stephanie diventa così solo la scintilla iniziale: quello che davvero il romanzo racconta è il momento in cui tutte le nostre certezze,quelle personali, professionali, affettive, si incrinano senza far rumore.

La struttura del libro è una danza perfetta tra presente e passato, e Dicker la gestisce con quella sua scrittura “pulita ma piena”, sempre attenta al ritmo, sempre pronta a far scattare un nuovo tassello narrativo. Non ci sono tempi morti; ci sono solo personaggi vivi, complessi, che ti fanno venire voglia di seguirli anche quando non sai se fidarti.
La cittadina fittizia di Orphea è descritta con tale nitidezza da diventare un personaggio a sé: elegante, rassicurante, ma con un’ombra lunga che si allunga sui ricordi degli abitanti. È quel tipo di ambientazione che ti fa percepire il thriller non come un gioco d’intrecci, ma come un mondo vero, dove ogni gesto potrebbe cambiare tutto.

È questo che rende Dicker così magnetico: la capacità di trasformare un’indagine in un viaggio emotivo.
Ci si accorge presto che ogni pagina non cerca solo di risolvere un caso, ma di smontare le piccole menzogne con cui ci proteggiamo ogni giorno.
È un romanzo che consiglio a chi ama i thriller costruiti con precisione chirurgica, ma anche a chi cerca storie che lasciano un segno sotto pelle. Perché una volta chiuso, La scomparsa di Stephanie Mailer non smette di parlarti: continua a farti domande, continua a tenerti lì, come solo certi libri sanno fare.

giovedì 27 novembre 2025

Silver Surfer



Silver Surfer, alter ego di Norrin Radd, è un personaggio immaginario dei fumetti creato da Stan Lee e Jack Kirby nel 1966 e pubblicato dalla casa editrice statunitense Marvel Comics.

Silver Surfer è un alieno umanoide con pelle metallica che può viaggiare nello spazio con l'aiuto della sua imbarcazione simile a una tavola da surf. Originariamente un giovane astronomo di nome Norrin Radd sul pianeta Zenn-La, ha salvato il suo pianeta natale dal divoratore di pianeti, Galactus, servendo come suo araldo. Intriso, in cambio, di una parte del Potere Cosmico di Galactus acquisì un vasto potere, un nuovo corpo e un velivolo simile a una tavola da surf su cui poteva viaggiare più veloce della luce. Ora noto come Silver Surfer, ha vagato per il cosmo alla ricerca di pianeti che Galactus potesse consumare. Quando i suoi viaggi lo portarono sulla Terra incontrò i Fantastici Quattro, che lo aiutarono a riscoprire la sua nobiltà di spirito. Tradendo Galactus, salvò la Terra ma fu esiliato lì come punizione.

Silver Surfer è presentato come un araldo extraterrestre di Galactus, il potentissimo divoratore di mondi, che lo prelevò in cambio della salvezza del suo pianeta natale (Zenn-La) e gli conferì i suoi superpoteri, inclusa l'epidermide argentea che rende il suo corpo quasi invulnerabile e la capacità di viaggiare a incredibile velocità negli spazi siderali con l'ausilio di un'inusuale tavola da surf, che in tutti i fumetti è sempre stata definita dallo stesso Norrin "asse".




Richard Marsten: L'era del dinosauro, n.64

 



L'Autore, Richard Marsten, ci porta, con questo straordinario e avvincente racconto, cento milioni di anni indietro nel tempo, nell'epoca in cui l'uomo non era ancora comparso sulla faccia della terra e il mondo era popolato di rettili giganteschi. Gli uomini hanno scoperto il mezzo di viaggiare nel tempo e una comitiva di cacciatori intraprende questo viaggio nel passato. Il viaggio sarebbe pericoloso, se non venisse creato un campo di forza di protezione, una specie di schermo invisibile, ma più solido di una parete rocciosa, che divide la pista obbligatoria sulla quale i viaggiatori devono tenersi, nei loro spostamenti attraverso le vergini foreste dell'era mesozoica, e la terra quasi ancora vergine, popolata da mostruosi rettili, alcuni dei quali carnivori. Ma uno dei viaggiatori, per suoi scopi segreti, infrange volutamente la barriera di protezione. Tutta la comitiva si trova così alla mercè dei rettili. Il viaggio dura una settimana e se alla fine i cacciatori non si troveranno nel luogo fissato per poter tornare nel presente, saranno dispersi per sempre nel passato. Riusciranno, assillati e perseguitati come sono dai pericoli più terribili? E' quanto racconta questo romanzo, che, divertendo, istruisce.


mercoledì 26 novembre 2025

Gabriela Montero

(Caracas, 10 maggio 1970)

 
Nata a Caracas, Venezuela, da madre statunitense e padre venezuelano, Montero aveva sette mesi quando i suoi genitori, su insistenza della nonna materna, misero un pianoforte nel box. Era stato comprato come regalo di Natale per un cugino più grande. Usava l'indice destro per suonare le singole note, senza mai sbatterlo con il pugno, con grande sorpresa dei genitori e della nonna. È diventato il suo giocattolo preferito. Veniva messa a dormire ogni notte da sua madre, che le cantava la melodia dell'inno nazionale venezuelano, una tradizione nel paese sudamericano.

Montero ha iniziato le lezioni formali di pianoforte all'età di quattro anni con Lyl Tiempo, un'insegnante di pianoforte argentina che risiedeva a Caracas, e ha dato la sua prima esibizione pubblica all'età di cinque anni. All'età di otto anni, ha fatto il suo debutto in concerto al Teatro Nazionale di Caracas eseguendo l'intero Concerto per pianoforte in Re Maggiore con l'Orquesta Nacional Juvenil de Venezuela (Orchestra Nazionale Giovanile del Venezuela), diretta da José Antonio Abreu. All'età di nove anni, le è stata assegnata una borsa di studio dal governo venezuelano per studiare negli Stati Uniti. Dal 1990 al 1993 ha studiato alla Royal Academy of Music di Londra con Hamish Milne. Nel 1995, ha vinto il terzo premio al XIII Concorso Pianistico Internazionale Chopin.

Dal primo contatto col pianoforte, Gabriela Montero ha sempre improvvisato e ha deciso di farlo anche in pubblico per volere di Martha Argerich che le disse di non aver paura del fatto che la gente l'avrebbe trovato inopportuno.

Dopo aver eseguito un concerto, la pianista venezuelana invita spesso il suo pubblico a chiedere una melodia per le sue improvvisazioni. A volte, anche l'orchestra può suggerire un tema. 
«Quando improvviso, mi collego al mio pubblico in un modo assolutamente unico perché l'improvvisazione è una parte importante di chi sono ed è il modo più naturale e spontaneo in cui mi posso esprimere... Improvviso da quando le mie mani hanno toccato la tastiera per la prima volta, ma per molti anni ho tenuto segreto questo mio modo di suonare. Poi, un giorno, Martha Argerich mi ha sentito improvvisare ed è rimasta come in estasi. In effetti, è stata Martha a convincermi che era possibile combinare la carriera di artista classico con questo mio lato piuttosto singolare.»

La pianista venezuelana Gabriela Montero è una delle poche artiste classiche in grado di improvvisare su qualsiasi tema proposto dal pubblico, creando così un ponte con il jazz e altri generi musicali.
Gabriela Montero sfrutta sempre di più questa capacità nella composizione: lo dimostra la prima del suo "Concerto latino" il 20 marzo 2016 al Gewandhaus di Lipsia e registrato in Cile qualche anno dopo, il brano "è una riflessione chiaroscurale su chi siamo come continente, tra oscurità e luce", ha affermato. "Ha tutti i ritmi, il fascino e la sensualità che la gente ama dell'America Latina, ma sfortunatamente, queste caratteristiche impediscono al mondo di notare realmente cosa sta succedendo. Quindi non è un brano politico, ma una dichiarazione: non è tutto oro ciò che luccica".