mercoledì 14 gennaio 2026

Adriano Guarnieri

 


Adriano Guarnieri (Sustinente, 10 settembre 1947) è un compositore italiano.
Ha compiuto gli studi musicali al Conservatorio G. B. Martini di Bologna, diplomandosi con il massimo dei voti in Musica corale, sotto la guida di Tito Gotti, e in Composizione, nella classe di Giacomo Manzoni. Inizialmente ha affiancato all'attività di compositore quella di direttore di ensemble, fondando nel 1975 a Firenze il Nuovo Ensemble Bruno Maderna con cui ha presentato numerose prime esecuzioni in Ungheria, alla Biennale di Venezia, a Milano (Musica nel nostro tempo), Firenze (Estate Fiesolana), per poi dedicarsi esclusivamente alla composizione. Ha insegnato composizione nei Conservatori di Milano, Firenze, Pesaro e Bologna ed ha tenuto seminari in America.

Nel 2008 è stato nominato Cavaliere D'Ordine al merito della Repubblica Italiana.

In Quare tristis, presentata alla Biennale di Venezia il 1º luglio 1995, si è avvalso della collaborazione di Giovanni Raboni. Partendo da posizioni stilistiche vicine allo Strutturalismo (Musica per un'azione immaginaria a L'art pour l'art entrambe del 1976), ha progressivamente maturato un linguaggio del tutto personale che la critica ha definito «cantabilità metrica», una cantabilità che esclude recuperi melodici o tematici tradizionali in quanto nasce sempre «dentro la galassia del suono», dall'interno della materia sonora. Così pure va letta la veste grafica delle partiture, costellate di indicazioni dinamiche ed agogiche che determinano nel contempo il suono e la forma.

Sul finire degli anni 80 si appassiona alla poesia di Pier Paolo Pasolini, intraprendendo un rapporto che culmina con l'azione lirica Trionfo della notte, andata in scena al Teatro Comunale di Bologna nel 1987 e insignita del Premio Abbiati della critica italiana quale miglior composizione dell'anno. Alla poetica pasoliniana è legato anche Romanza alla notte N. 2 (1988) concerto per violino e orchestra, eseguita a Parma, a Milano, e a Vienna con rimarchevole successo internazionale. A Pasolini è dedicato anche Il glicine (1993) per soprano, voce recitante, flauto e violino amplificati.

Nel 1993 un altro riconoscimento gli viene attribuito dalla città di Montepulciano, il cui Festival gli commissiona l'azione lirica Orfeo...cantando tolse, dieci azioni liriche su testo liberamente tratto dall'Orfeo del Poliziano (1994). Nel 1995 inizia una lunga collaborazione con il poeta Giovanni Raboni, da questo rapporto nascono, fra gli altri, i titoli Quare tristis e Pensieri canuti e che si estende fino alla realizzazione del testo della Passione secondo Matteo. Alla sua memoria è stato dedicato Nel grave sogno (2005). Quare tristis inaugura la Biennale di Venezia del 1995 dedicata al sacro ("L'ora di là dal tempo"). Pensieri canuti viene presentato al Festival di Salisburgo del 1999 nel quadro del "Progetto Pollini". Segue la Passione secondo Matteo, commissionatagli dalla Scala per il Giubileo del 2000, in cui il testo di Raboni si intreccia con Pasolini e con l'evangelista Matteo; eseguita nella Chiesa di San Marco, suscitò reazioni di profonda partecipazione.

Fondamentale nella sua produzione è l'impiego del live electronics, strumento principe dell'elaborazione e della spazialità del suono, così significativi nella ricerca del compositore. Assistito dal regista del suono Alvise Vidolin, Guarnieri ha composto vere e proprie partiture elettroniche di cui fanno parte l'opera-video Medea che, andata in scena nell'ottobre 2002 con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, ha valso al compositore il secondo Premio Abbiati della sua carriera e Solo di donna, azione lirica in un atto per voce, flauto, arpa e live electronics, presentata l'8 marzo 2004 al Teatro Le Muse di Ancona. Sospeso d'incanto n. 2 (2003) è nato da una commissione di Luciano Berio, cui è dedicato. La suggestione del titolo definisce bene il carattere di entrambi, il poetico indugiare su sonorità visionarie, il dilatarsi in una dimensione davvero "sospesa".

Nel 2003 termina il rapporto editoriale con Casa Ricordi, editore unico di una lunga fase iniziata nel 1975 con Musica per un'azione immaginaria e che si chiude con Solo di donna, azione lirica in un atto per voce, flauto, arpa e live electronics, presentato l'8 marzo 2004 al Teatro delle Muse di Ancona. Nello stesso anno parte un nuovo rapporto editoriale con Rai Trade, che subito si concretizza in un altro lavoro di vaste dimensioni, La terra del tramonto, live-symphony n.1 per grande orchestra, soli strumentali in sala e live electronics. Tra gli altri lavori pubblicati da Rai Trade: Sospeso d'incanto n.2 per pianoforte e live electronics, In Badia fiesolana, Sull'onda notturna del mare infinito e Stagioni per flauto, violino e archi che, inciso per la Tactus, ha riscosso grandi consensi. L'opera Pietra di diaspro per sette soli, sette trombe, sette arpe su nastro, flauto, flauto iperbasso, coro, orchestra e live electronics, su testi dell'Apocalisse e di Paul Celan. L'opera ha visto la sua prima esecuzione al Teatro dell'Opera di Roma nel 2007, per poi essere ripresentata in forma di concerto al Ravenna Festival nello stesso anno.

Nel 2014 inizia una collaborazione con Tempo Reale, il centro fiorentino di ricerca musicale, con il quale realizza un lavoro per pianoforte e live electronics (Sospeso d'incanto n.3) presentato in prima assoluta a Firenze al Maggio Elettrico 2014 e una cantata scenica dedicata ai morti torinesi della Thyssen-Krupp (Lo stridere luttuoso degli acciai), andata in scena presso il Teatro Astra di Torino nel dicembre 2014.
Nel 2015 Guarnieri scrive una nuova opera per Ravenna Festival, dedicata al Paradiso di Dante e in cui, ancora una volta, il ruolo dell'elettronica dal vivo è fondamentale.
Dal 2018 è Presidente Onorario del Teatro lirico sperimentale di Spoleto.


Tenebrae

Cantata video-scenica per voci su nastro, ensemble di 14 esecutori e live electronics.
Musica di Adriano Guarnieri su testi di Massimo Cacciari (Edizioni Raitrade)

L’opera Disiecta Membra vede ancora una volta accoppiati – dopo il felicissimo esito di Pietra di diaspro – il compositore Adriano Guarnieri e la regista Cristina Mazzavillani Muti. I testi musicati da Guarnieri sono tratti da alcune delle più importati opere del filosofo veneziano Massimo Cacciari (del quale ricordiamo le importantissime collaborazioni con il compositore veneziano Luigi Nono, come il Prometeo), oltre che dall’Officium Tenebrarum. Il lavoro, commissionato da Ravenna Festival e coprodotto dal Teatro dell’Opera di Roma è dedicato a Gesualdo da Venosa, e prende spunto proprio dai suoi lancinanti Responsoria per la Settimana Santa. La natura potentemente visionaria dell’opera – che si configura come una sorta di inedito videoratorio – si proietta sia sul fronte sonoro (quanto mai avvolgente, a 360°), con l’apporto strutturale del live electronics e della spazializzazione digitale del suono che su quello della costruzione di uno spazio visivo polimorfo e in continua vertiginosa trasformazione grazie all’utilizzo delle più aggiornate tecniche di sintesi ed elaborazione digitale dell’immagine (ad opera di Ezio Antonelli).

Barry N. Malzberg: Festeggiamenti


Frequentando l’Istituto, Jessica aveva rivelato tutte le sue capacità nascoste e il suo notevole talento naturale. Dalle semplici piroette e salti, dalle figure in cui assumeva una posa rigida ai lanci rischiosi nel vuoto, Jessica aveva arricchito la sua gamma di movimenti con esercizi sempre più complessi, con salti mortali e persino con figure a otto. Al termine della prima parte dei corsi, era tornata a casa con un repertorio tutto nuovo e vedendo ciò che la bambina poteva fare la sua assoluta mancanza di difficoltà e il modo in cui esprimeva la sua autentica artisticità, Thompson si sentiva riempire di orgoglio e di rabbia allo stesso tempo: l’avevano pagata troppo poco. Dopo averlo indotto con le chiacchiere a firmare un contratto capestro, ora stavano anche soffocando il potenziale della ragazzina. — Un talento naturale — sussurrò mentre guardava Jessica camminare a testa in giù ed eseguire splendide figure. Non aveva neanche preso in considerazione l’idea di rivolgersi direttamente all’Istituto. Quelli gli avrebbero sventolato il contratto sotto il naso, ricordandogli che i patti sono patti. Thompson sapeva come ci si doveva comportare in tali frangenti, aveva letto abbastanza al proposito. In quei casi ci si rivolge direttamente al governo.
Ma il Ministero per il Controllo Psionico non si stava rivelando la strada migliore per arrivare al governo, poiché anche lì, come in ogni altro dipartimento, i Regolatori erano tenuti in pugno dall’Istituto. In casi simili quindi conveniva recarsi dal commissario parlamentare, ma ai governatori queste cose non sono gradite e preferiscono che al commissario ci si rivolga nei casi estremi o, meglio, non ci si rivolga affatto. Ma Thompson non era stupido e sapeva come funzionavano certe cose.
Jessica aveva completato la sua passeggiata camminando sulle pareti. — Guardatela — disse Thompson all’incaricato governativo il cui nome, come diceva la targhetta posta sulla scrivania, era Wilbur Stone. — Avete visto cosa sa fare. Eppure mi avevano detto che di talento ne aveva così poco che non valeva neanche

martedì 13 gennaio 2026

Arnaldo Fraccaroli - Un'idea come questa ti salva, 1940








F. Tennyson Jesse: Il tesoro ritrovato


L’estate era stata lunga, quell’anno, e solo alla fine di ottobre, proprio l’ultimo giorno, Brandon si rese conto che era davvero finita. Poi venne un uragano che spazzò via gli acquitrini, arruffò le tranquille e grigie acque degli stagni e delle insenature, e strappò le foglie dagli alberi che si contorcevano. Dopo il suo passaggio, il caldo se ne era andato. Un pallido sole invernale mandava ora la sua luce pura e fredda sopra il terreno paludoso. Poche foglie erano rimaste ancora sugli olmi che circondavano la fattoria; e mentre apriva il cancello del cortile, Brandon sentì il gracchiare dei corvi, attorno ai loro nidi, neri fra i rami nudi.
Per un momento, Brandon venne preso dalla classica e tipica malinconia degli ultimi mesi dell’anno, perché ogni anno rammenta a tutti l’approssimarsi dell’autunno. Ma un istante più tardi, voltando la testa per guardare la strada che aveva percorso, si avvide che, sotto il groviglio nerastro dei canneti, le acque erano di un azzurro freddo e luminoso, mentre alle sue orecchie arrivavano le note cristalline del pettirosso che si allenava per il suo canto invernale. In quella zona palustre, la bellezza era ancora presente; il suo cuore non poteva non essere penetrato da un senso di gratitudine.
Attraversò il fangoso cortile, e all’ingresso della fattoria incontrò il suo amico Miles. Caro, vecchio Miles... il sole o la pioggia, l’estate o l’inverno, per lui non avevano altro significato se non quello strettamente utilitaristico. Ma quel giorno, il rubicondo volto di Miles aveva perduto un po’ della sua abituale allegria, sicuramente non a causa di qualcosa che si riferisse ad un allegorico messaggio dell’estate morente.
—Hai visto Tom e Jack? — domandò Miles. — Oggi avrebbero dovuto arare un campo di ventimila metri quadrati, ma non si riesce a trovarli. Di solito, ci si può fidare del loro lavoro!
—Tom e Jack? No. Ma non penso che ti debba preoccupare. Staranno lavorando con l’erpice, oppure concimando, o seminando, o facendo una delle mille cose alle quali voi vi dedicate.
Ma l’insolita espressione non si schiarì sulla faccia del suo ospite.
—Da un paio di giorni — osservò — si comportano in modo strano, molto strano. E dal giorno in cui hanno trovato quel maledetto tesoro, mentre stavano arando

lunedì 12 gennaio 2026

Mary Roberts Rinehart: L'incubo, n.68

 


Elizabeth Bell è una facoltosa zitella di mezza età. Attorniata da un manipolo di ambigui parenti, abita in una elegante dimora, assistita da un maggiordomo, Joseph Holmes e da una infermiera, Sarah Gittings. Quest'ultima, da qualche tempo, ha cominciato a comportarsi in modo strano. Ma la stranezza si tramuta in delitto quando il corpo di Sarah viene rinvenuto nei pressi della villa. L'assassino è molto vicino, forse troppo vicino a Elizabeth Bell.