Ieri sera, a Pisa, presso la Libreria Erasmus (Piazza Cavallotti), ho assistito alla presentazione del libro I Libri di Ssun (LGP, Pisa 2024) di Sauro Donati.
Devo ammettere che è stato un incontro estremamente affascinante, capace di unire divulgazione, passione per la storia e una fantascienza sorprendentemente plausibile.
Donati, scrittore raffinato ed eccellente astronomo, noto per i suoi studi sui corpi celesti e sui fenomeni oltre l’atmosfera terrestre, ha saputo conquistare il pubblico non solo con il suo romanzo, ma anche con una presentazione brillante, chiara e coinvolgente. La sua è una fantascienza “possibile”, mai urlata, che intreccia il passato remoto con il presente attraverso ipotesi suggestive e mai banali. Nel romanzo, l’autore ci accompagna nella storia dell’antica Roma e del mondo greco, ipotizzando, con argomentazioni affascinanti e tutt’altro che campate in aria, l’intervento di una civiltà aliena nell’evoluzione culturale, scientifica e militare dell’umanità. Un’idea audace, ma sostenuta da una conoscenza storica profonda e da una capacità narrativa che rende credibile ciò che, sulla carta, potrebbe sembrare azzardato.
Donati ci guida con grande competenza tra figure fondamentali del pensiero antico, come Erofilo di Calcedonia (330–260 a.C.), uno dei massimi studiosi dell’ellenismo alessandrino e considerato il padre dell’anatomia. Attraverso dissezioni cadaveriche, e forse anche vivisezioni. Erofilo individuava nei ventricoli cerebrali la sede dell’anima e dell’intelligenza, anticipando intuizioni che ancora oggi stupiscono per modernità.
Il viaggio prosegue con Archimede, genio assoluto della scienza antica, matematico e inventore capace di spaziare dalla geometria all’idrostatica, dall’ottica alla meccanica. Donati rievoca le sue straordinarie invenzioni e si sofferma, con particolare fascino, sulle misteriose macchine da guerra preparate per difendere Siracusa, fino a offrire una versione intensa e drammatica della sua morte per mano di un soldato romano, rimasto celebre nella tradizione storica.
Non manca poi Leonardo da Vinci, ponte ideale tra antichità e Rinascimento. Donati propone una spiegazione verosimile del perché alcune delle sue macchine siano rimaste incompiute o inutilizzate: testi greci affascinanti ma oscuri, conoscenze perdute, indicazioni tecniche ormai indecifrabili, come nel caso del leggendario “fuoco greco”, arma devastante dell’Impero bizantino, la cui composizione resta ancora oggi avvolta nel mistero.
Il romanzo attraversa anche episodi cruciali della storia romana, come il sacco di Roma ad opera dei Senoni guidati da Brenno nel 391 a.C., ricostruito con rigore e intensità narrativa. Donati riesce a fondere eventi storici, tensioni politiche e suggestioni fantascientifiche in un racconto coerente e avvincente, capace di dare nuova luce a vicende che ancora risuonano nella memoria collettiva. I Libri di Ssun è, in definitiva, un’opera che affascina e stimola, capace di trasportare il lettore in un universo dove storia e fantascienza convivono in un equilibrio perfetto: antico e avveniristico, semplice ma profondo, immaginifico ma sorprendentemente credibile.
Una lettura che consiglio vivamente e una presentazione che mi ha lasciato il desiderio di approfondire ancora di più il mondo narrativo e intellettuale di Sauro Donati.
Complimenti davvero.
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