La Questura di Modena è sotto attacco. Un commando semina morte. Cosa cercano? Chi cercano?
L’indagine viene condotta dai pochi superstiti della medicina legale. Grogghino, il becchino consulente esterno, assieme ai Pavoncello padre e figlio scoprirà qual era l’obiettivo del blitz. Sarà una corsa contro il tempo e contro la mala, ma quale mala?
Il finale è un gioco d’azzardo, qualche giocatore bluffa e il banco sbanca.
Il guaio è che, come ti vedo io, / gli altri non ti vedono... / Tu per gli altri diventi un fantasma!
[Luigi Pirandello da Così è (se vi pare)]
INCIPIT
1. Il blitz
È una tranquilla mattina primaverile, come tante altre. Sono da poco passate le sette e i modenesi si stanno svegliando pian piano. Invece le rondini sono già in fibrillazione, garriscono in cielo inseguendo invisibili moscerini, che volando al limite delle loro forze, cercano di evitare la morte imminente. Le strade della città sono ancora vuote, è presto per la consueta invasione di vetture che si dirigono alla meta, conducendo gli autisti sui luoghi di lavoro. Una leggera brezza scarmiglia le cime degli alberi del parco Sandro Pertini, le fronde ondeggiano leggiadre al ritmo del venticello, oscillando lievemente. I prati dei parchi gioiscono ai primi raggi del sole che fa capolino dalle vette dei tetti dei palazzi. I viali appaiono ancora sonnacchiosi, pochi rumori, qualche bip bip dei semafori, scuri che vengono aperti e sbattono contro i muri delle case, qualche saracinesca che viene sollevata, il cadenzato pam pam dei passi di corsa di qualche runner che si allena lungo i viali.
E tutto questo silenzio velatamente rumoroso, viene violentato da un camion con rimorchio che risale sbuffando viale Nicola Fabrizi. Procedendo lentamente gira a destra, non senza fatica, per la stretta svolta verso via Contri e prosegue per meno di centro metri fino all’altro viale; al semaforo non gira come dovrebbe, a sinistra, ma si posiziona di traverso su questo, bloccando tutta la carreggiata in entrambi i sensi di marcia. Nello stesso momento due Hummer neri con vetri oscurati e un altro TIR stanno percorrendo lo stesso viale in senso contrario di marcia provenienti dalla parte opposta. Il mezzo pesante si posiziona a sua volta di traverso da via Saragozza a via Cavedoni, per impedire il transito da tutte le parti. In questo modo il tratto di viale viene racchiuso e bloccato, nessun mezzo può ora transitare, al centro della tratta si trova la Questura di Modena, dove i due SUV, che hanno continuato ad avanzare, si fermano davanti l’ingresso. Da questi esce un nugolo di uomini, tutti vestiti di nero e armati fino ai denti. Un paio piantonano i mezzi, gli altri si fiondano su per le scale del palazzo ed entrano.
Venti minuti, nell’aria scompare il cinguettio degli uccellini; il cielo si libera di tutto e pare un deserto azzurro; anche il venticello si placa. Echeggiano solo colpi di arma da fuoco potente, inconfondibili, e tante grida di terrore. La caserma che ospita la Questura viene ora avvolta da una nuvola che odora di polvere da sparo e di morte. Venti minuti di terrore, a tutti i piani. Corrono avanti e indietro, su e giù, sparano a qualsiasi cosa si muova. Poi come sono entrati sono usciti, tutti, nessuna perdita. A loro si si sono aggregati anche quelli che probabilmente guidavano i camion che hanno bloccato le vie d’accesso all’area. Mentre risalgono come furie sui mezzi con cui sono arrivati, si odono dei boati potenti e un paio di grosse lingue di fuoco e fumo si innalzano nel cielo: hanno fatto brillare i mezzi pesanti per proteggersi la fuga. Sgommando partono a tutta velocità, passano dietro al Monumento ai Caduti, si infilano nel parco lungo il prato in discesa, per poi sbucare dalla parte opposta su viale Muratori e da lì dileguarsi.
***
«Pronto Grogghino, sono David, corri immediatamente qui, è urgente! È successo un grosso casino» la voce concitata dell’amico allarma immediatamente il becchino.
«Beh, ma che casino?».
«C’è stato un attacco alla Questura, un gruppo di uomini armati è arrivato stamattina attorno alle sette e ha fatto una strage, hanno sparato all’impazzata a tutti quelli che hanno tentato di fermarli. Preparati al peggio. Qui è un macello, ci sono morti e feriti anche gravi» David si interrompe un attimo, sembra stia piangendo. «Io ed Etienne stiamo bene per puro culo, ma gli altri… mamma mia, mi tremano ancora le gambe. Corri, ti prego. Fai presto».
«Ma, i nostri amici come stanno? David? Ci sei ancora?» Grogghino parla trafelato, sta correndo verso la Questura. «Tenete duro, sto arrivando».
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