sabato 30 maggio 2026

Il Vecchio dell'angolo


 Gran Bretagna, 1901 / Emmuska Orczy

Anziano, macilento e trasandato nel vestire, Old man in the corner (ovvero il Vecchio dell'angolo o, più semplicemente, il Vecchio) è il primo detective sedentario della letteratura poliziesca. Infatti non va mai a vedere la scena del delitto, non interroga mai le persone sospette e non esamina mai gli indizi. 




Trascorre la maggior parte del proprio tempo seduto a un tavolino d'angolo di un pub londinese, sorseggiando una tazza di tè e ascoltando i racconti di Polly Burton, giovane giornalista dell'Evening Observer, per la quale risolve di volta in volta i vari enigmi.
Mentre ascolta i resoconti della giovane, il Vecchio continua a fare e disfare nodi con un pezzetto di spago, operazione che lo aiuta a concentrarsi.



Considera la polizia stupida e inefficiente («Non esiste un mistero connesso con un crimine - ama dire, - ammesso che ci si serva dell'intelligenza nello svolgere le indagini»), vede il crimine «come una ingegnosa partita a scacchi, con molte
intricate mosse che tendono tutte a un'unica soluzione» e nutre quasi sempre una certa comprensione per i criminali. Quando si dimostrano particolarmente abili, giunge addirittura ad ammirarli.



Al di là di una innegabile strumentalità di fondo e di procedimenti metodologici spesso forzati, il Vecchio dell'angolo rimane un personaggio notevole che per certi versi anticipa figure come Hercule Poirot, Philo Vance, Don Isidro Parodi e, soprattutto, Nero Wolfe, l'estroso investigatore privato che non lascia quasi mai la propria casa d'arenaria.
Nel 1924 Rolf Leslie ha impersonato il Vecchio in un serial cinematografico in dodici episodi.

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