Italia, 1956 / Giuseppe Ciabattini
Vecchio, alto e allampanato, Tre Soldi è un simpatico barbone che vive alla periferia di una grande città dell'Italia del nord (che potrebbe benissimo essere Milano, anche e non è mai nominata), raccogliendo carta straccia insieme all'amico Boero.
Giuseppe Ciabattini ripropone in chiave comica la classica e famosissima coppia creata da Arthur Conan Doyle, con l'assorto Tre Soldi nei panni di Sherlock Holmes e il tozzo e un po' tonto Boero in quelli del dottor Watson.
Coi vestiti logori e laceri, non molto puliti ma pur sempre dotati di una certa loro dignità, i due amici girano continuamente con il loro sacco sulle spalle alla ricerca di carta da macero. Nei ritagli di tempo leggono quello che capita loro tra le mani:
Tre Soldi, il più "intellettuale", è attratto dalla cronaca giudiziaria e dalle imprese degli eroi della narrativa gialla (che per lui sono personaggi in carne e ossa), mentre Boero preferisce la cronaca nera.
Istintivamente curioso e buon osservatore, Tre Soldi è un discreto investigatore
dilettante, anche se in fondo fa il detective un po' per caso e non sempre è in grado di organizzare concretamente tutti i dati in suo possesso. Ecco perché l'autore ha
introdotto il commissario di polizia Daniele Leoni e il brigadiere Lalancia, che hanno il compito di condurre effettivamente le indagini oltre che di interpretare le sue informazioni.
Creati nel 1953 come protagonisti di sceneggiati radiofonici, Tre Soldi e Boero sono arrivati in televisione il 26 marzo 1956 con Giuseppe Pagliarini nella parte dell'arguto barbone e Guido Vendiani in quella dell'amico Boero.
I racconti e i due romanzi con Tre Soldi sono stati pubblicati nei Gialli Mondadori nella seconda metà degli anni Cinquanta (Tre soldi e la donna di classe è stato ristampato nei Gialli Italiani Mondadori nel 1978). Nati alla radio, Tre Soldi e Boero si esprimevano m un gergo singolare e bizzarro non sempre di facile comprensione, che appassionò solo una minoranza di lettori assidui senza riuscire a
conquistare il grande pubblico.

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