giovedì 10 marzo 2022

Capitolo 2: Monsignor Cavallini, Modena, 1 settembre 1957

Dopo la mia rocambolesca nascita sono stato portato qui, in casa di cura, Barbanti. Oggi è domenica e io sono approdato su questa terra giovedì scorso. In questi due tre giorni ho sempre visto mamma papà e i nonni, ma oggi c'è trambusto, non so cosa mi stiano preparando, ma sta arrivando un sacco di gente.

"Ehi, non siamo mica al circo, cosa sono diventato? Un'attrazione internazionale? Un fenomeno da baraccone?"
Passo di mano in mano, se qualcuno si sbaglia faccio un bel botto!
Sembra che il vicinato si sia mobilitato, è quasi una processione, qui fanno a gara a prendermi in braccio, a toccarmi, a sorridermi, a darmi dei buffetti ... sono tutti contenti fuorché me!
"Mamma, mi sento un po' ridicolo vestito così, sembro una femminuccia. Cavolo, sono più imbottito di un panino, mi sento molto star del cinema appollaiato su questo morbido cuscino..."
"Ecco, bravo papà, a mano a mano che arrivano, mostrami e dimmi in un orecchio chi sono, poi falli giocare un po' ma riprendimi per favore, mi fido solo di te!"

E magicamente il mio papà deve aver intuito il mio pensiero e inizia così a farmi da maggiordomo e a presentarmi con sussurri tutti coloro che attraversavano la porta della stanza.
Ecco qua, la zia Marisina con la sua mamma Elena, le cuginette di Parma Mariolina e Claudia, i nonni Medina Antonio e Ferruccio, e poi gli zii Corrado e Carla, che mi sembra tergiversino un po' troppo.
E in braccio a Carla vengo portato da un'altra parte ... "Papà dove sei???" Lui mi raggiunge, mi bacia la fronte, mi sussurra che la mamma è rimasta a letto perchè è stanca, e poi arriva uno nuovo. Tutti si inchinano, qualcuno gli bacia una mano. Il papà è lontano, io vengo portato in trionfo da zia Carla, con lo zio Corrado che vigila. Mi portano dal nuovo venuto, un po' pelato, occhiali scuri, una gabbana bianca, piena di croci qua e là, sotto un vestito nero accollato con un colletto bianco, e una strana sciarpa viola... Monsignor Cavallini del Duomo qualcuno sussurra, bene almeno adesso so chi è.
Dunque, il Cavallini apre un libricino che tiene in mano e comincia con tutta una serie di litanie in latino, a me viene sonno, poi d'improvviso la zia Carla mi inclina con la testa verso il basso "Zia!!!! Sei matta??? Così casco!!!!"
E in quell'attimo il Cavallini prende uno strano cucchiaio argentato e comincia a bagnarmi la testa, facendo segni della croce a tutto spiano.
"Ehi, ma siete matti??? L'acqua è fredda!!! E io non so ancora nuotare!!! La smettiamo sta manfrina???"
Finalmente la zia mi ritira su, mi sento la testa scoppiare, mi sa che sono rosso come un peperone. Comincio a sentire gli scatti delle macchine fotografiche, noto strette di mano e poi il Cavallini se ne va da dove è entrato ... poi finalmente il papà riprende in mano la situazione, mi bacia sulla fronte e mi riporta dalla mamma... 




1 commento:

  1. sn G.R.A.Z.I.E.
    è sempre piacevole leggerTi. un saluto a tti.

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