giovedì 30 luglio 2026

Aleksi Machavariani



Nacque nella città di Gori, nella Georgia orientale, in una famiglia nobile. Le melodie popolari della sua terra natale furono le prime fonti della sua educazione musicale. In seguito, all'età di 6 anni, iniziò a studiare pianoforte e violino. Dopo essersi diplomato al Conservatorio di Tbilisi (composizione), completò la sua formazione post-laurea nell'arte della composizione come allievo del Prof. P.B. Ryazanov. Successivamente (nel 1961) divenne professore al Conservatorio Statale di Tbilisi, grazie alla raccomandazione di D. Shostakovich e T. Khrennikov. 

Tra i venti e i trent'anni fu arrestato più volte, ma il destino e la sua musica lo salvarono ripetutamente. Il suo primo successo arrivò con la composizione per pianoforte "Chorumi" del 1937. Fu dopo "Chorumi" che il grande direttore d'orchestra georgiano, direttore generale dell'Opera di Tbilisi e dell'Orchestra di Stato georgiana, E. Mikeladze, gli propose di comporre un'opera. A. Matchavariani scrisse la sua prima opera, "Madre e figlio", nel 1942. Il suo primo grande successo fu il concerto per pianoforte del 1944, eseguito per la prima volta a Tbilisi, pochi mesi dopo a Mosca, poi a Leningrado, in Germania e in altre città. Dopo aver composto le sue prime opere per orchestra: "Elegia" nel 1936, "Scherzo" nel 1936, "Mumli Mukhasa" nel 1939, Matchavariani compose la sua Prima Sinfonia in quattro movimenti nel 1947, che gli valse un grande successo. 
La sinfonia fu eseguita per la prima volta a Tbilisi, Mosca e Leningrado, e successivamente in molte altre città. Per un certo periodo, insieme a D. Šostakovič e S. Prokofiev, fu accusato di "formalismo". 

Dopo la morte di Stalin, la situazione iniziò a cambiare. Una nuova dimensione e un successo sensazionale per A. Matchavariani arrivarono dopo aver composto il suo famoso concerto per violino nel 1949, che fu eseguito in molti paesi. I primi interpreti furono M. Weiman (Leningrado) e D. Oistrach (Mosca). Il concerto fu registrato più volte da "Melodia", così come dalla "Columbia Records" negli Stati Uniti. Nel 1952 fu nuovamente inserito nella Lista Rossa e rischiava la deportazione insieme alla sua famiglia. Il destino lo salvò ancora una volta. L'oratorio "Il giorno della mia patria" fu composto nel 1955. Nello stesso anno la sua prima esecuzione ebbe luogo a Mosca, diretta da A. Gauk, che fu il primo interprete di quest'opera e di altre composizioni di A. Matchavariani. L'oratorio divenne uno dei brani più popolari in URSS e fu trasmesso molte volte dalla radio sovietica, con registrazioni per "Melodia". Nel periodo 1940-1955, Matchavariani compose molta musica da camera per pianoforte, violino, coro e voce. Molte di queste composizioni divennero i gioielli della musica georgiana e sovietica. "È una festa d'arte", scrisse il signor Tzarev su Soviet Culture nel 1958, a Mosca, dopo aver assistito a una rappresentazione al Teatro Bolshoi. "Otello" fu completato nel 1957. Questo balletto portò ad A. Matchavariani uno straordinario successo in Georgia, a Mosca (al Teatro Bolshoi), a Leningrado (al Teatro Kirov), in molte città dell'ex Unione Sovietica, negli Stati Uniti, a Parigi, in Giappone, in Finlandia, in Germania, in Romania e in molti altri luoghi. Con "Otello", si concluse un capitolo del linguaggio musicale di A. Matchavariani e iniziò una nuova espressione musicale.

Nel 1960 iniziò un'altra grande composizione, "Amleto", un'opera in due atti. Quest'opera rimase in lavorazione fino al 1967. L'opera fu proibita dalle autorità georgiane. Nel 1964 A. Matchavariani completò i “5 Monologhi” per baritono e orchestra, per i quali fu insignito del Premio S. Rustaveli. Con i “5 Monologhi” e con “Amleto”, A. Matchavariani diede inizio a un nuovo linguaggio musicale e a un modo molto più moderno di esprimere le sue idee musicali, insieme a un nuovo approccio alla strutturazione delle sue partiture. Con la Sinfonia n. 2 continuò a sviluppare questo nuovo linguaggio musicale nel 1972. La critica ha battezzato questa sinfonia come l'inizio del SINFONISMO FILOSOFICO in Georgia. Nel 1977 A. Matchavariani scrisse probabilmente la sua composizione più importante: il balletto “Il cavaliere dalla pelle di tigre”, tratto dal poema del XII secolo del più grande poeta e filosofo georgiano S. Rustaveli, orgoglio della Georgia. La sua prima produzione ebbe luogo a Leningrado, al teatro “Kirov” (Mariisky), con le coreografie di O. Vinogradov. “Il Cavaliere” ebbe un grande successo a Leningrado (per 7 anni), Mosca, negli Stati Uniti, a Parigi, in Giappone, a Tbilisi e in molti altri luoghi. Dopo aver scritto diverse composizioni di musica da camera, corale e vocale, nel 1979 scrisse la commedia musicale “L'insetto” ispirandosi a V. Mayakovsky. Nel 1983 Matchavariani completò le sinfonie n. 3 e n. 4. La Sinfonia n. 3 è una composizione di enorme potenza, profonda e tenera. 

La Sinfonia n. 4 “La Gioventù” per archi, percussioni, pianoforte, celesta e arpa è una composizione scintillante, melodica, lirica e motoria, dal dinamismo elettrizzante. Dopo aver scritto il balletto in due atti “La bisbetica domata” ispirato a W. Shakespeare nel 1984, prosegue la linea della Sinfonia n. 3 e nel 1986 compone la straordinaria Sinfonia n. 5 “Ushba”. Sinfonia di 46 minuti in due parti (senza intervallo) di enorme potenza universale, quasi un trattato filosofico. Matchavariani impiega 8 corni, 4 trombe, 4 tromboni, 2 tube, 70 archi, un'orchestra imponente. Già nella Sinfonia n. 3 utilizzava 8 corni e 4 trombe, ma nella Sinfonia n. 5 Matchavariani si avvale di circa 115 musicisti. 

Subito dopo “Ushba” scrive la sua sinfonia n. 6 “Amirani” (Prometeo) del 1987, che prosegue la linea della sinfonia n. 5 e segna l'inizio del terzo capitolo di un nuovo linguaggio musicale. Sempre nel 1987 compone anche un concerto per violoncello, per archi, arpa e violoncello, in tre movimenti. Le composizioni successive sono la Sinfonia n. 7 “Gelati” (1989) per coro e orchestra, ispirata ai poemi del re Davide, fondatore della Georgia, l'opera “Medea” in due atti (1991) e il balletto “Pirosmani” (1992) in due atti, quest'ultimo mai rappresentato, così come il balletto “La bisbetica domata”. 

Queste composizioni non sono state rappresentate perché A. Matchavariani si trovava spesso in contrasto con le autorità georgiane, per via della sua tendenza a dire sempre la verità. A. Matchavariani ha composto 4 quartetti per archi, due sonate per pianoforte, una sonata per violino, numerose composizioni per pianoforte, violino, violoncello, coro e voce, oltre a musiche per teatro e cinema. Il film "Il segreto dei due oceani", di cui ha composto la colonna sonora, è stato premiato al Festival del Cinema di Venezia. La sua musica è stata incisa da etichette discografiche come Melodia, Columbia Records e altre, e trasmessa anche per radio e televisione. A. Matchavariani ha scritto anche molte poesie e trattati filosofici, oltre alle sue riflessioni sulla musica. Era una persona generosa, profonda, ottimista, profondamente spirituale e un grande umanista.

A. Matchavariani è morto il 31 dicembre 1995, e pochi giorni dopo il quotidiano moscovita “Kultura” scrisse: “Il tuo volto è eccellente – in ogni composizione, in ogni pagina di spartiti sinfonici, operistici, di balletto; in ogni frase, linea, nota, di musica vocale e strumentale… Alexei Matchavariani – amico ed eroe della redazione del nostro giornale. Redazione di “Kultura”. Mosca, 13-01-96.”.


SNMN, estate 6



IMXDILE - Un Attimo, Un Istante
Chimera - Sai…
Keblema - Porco Fluido
Ponch - Fuori Fase
Green Fudge - Rise
Woda Woda - Sulla Luna
Glimmer Void - Wolf Eats Wolf
LoveRecycle - SteamPower & Co
Officina Blu - Sole nel temporale


 

Robert Twohy - La soffiata

 

Stremberg ricevette la soffiata sulla terza corsa di Peninsula Meadows. La preziosa informazione gli venne da Vassily, guardia giurata in servizio presso l’ippodromo, il quale godeva della fama di essere molto ben introdotto nell’ambiente. Nel corso degli ultimi cinque anni Vassily gli aveva fatto tre favori similari e ogni volta aveva colto nel segno. Quell’uomo non era un fanfarone come tanti che bazzicavano quell’ambiente e, oltretutto, nutriva una particolare simpatia per Stremberg il quale per anni lo aveva scarrozzato sul suo taxi e gli aveva anche fatto piccoli favori. Non erano intimi amici ma, tutto sommato, si fidavano l’uno dell’altro.
Vassily aveva detto di conoscere l’allenatore di Bugle Call il quale di proposito era stato trattenuto nelle ultime sei competizioni per poi esplodere in una corsa che avrebbe fatto sensazione. Tale avvenimento era previsto per oggi, giovedì 9. Una grande tensione serpeggiava fra gli addetti ai lavori: Bugle sarebbe partito almeno 20 a 1.
Stremberg si recò al Tropical Club che il giovedì mattina era zeppo di appassionati delle corse i quali gradivano farsi un paio di bicchierini prima di partire per la grande avventura. Attualmente il patrimonio contenuto nelle sue tasche ammontava a due biglietti da un dollaro e pochi spiccioli. Non possedeva altro. In effetti non lavorava da due mesi, da quando i cavalli erano approdati a Peninsula Meadows. Mentre Ray, da dietro al bancone, gli metteva davanti la sua birra, Stremberg gli disse: — Ray, vuoi entrare in società in qualcosa di grosso?
La smorfia di Ray stava a indicare l’esatto contrario. Tuttavia Stremberg proseguì a bassa voce: — La terza corsa è truccata. Qualcuno mi ha fatto la soffiata.
— Buon per te.
— Foraggiami e divideremo. Potresti ricavarne almeno un centone.
Ray si fece pensoso. Cominciò ad accarezzarsi il mento. Un barlume di speranza per Stremberg.
Poi Ray disse: — No — e si allontanò.
Stremberg si accese una sigaretta e cominciò a scrutare nello specchio dietro al bar per vedere se conoscesse qualcuno degli avventori.
Big Otto. Lui i soldi ce li aveva. Ma a Stremberg faceva paura. Si vociferava che fosse il capo della mafia locale. Ufficialmente lavorava come autista, indossava abiti scuri, fumava sigari ed era sempre al Tropical o al Moondust, impegnato a bere Coca Cola... ma non era mai stato visto al volante di una macchina. Gli occhi stanchi erano cerchiati da profonde occhiaie, come se non gli riuscisse mai di prendere sonno. E
forse non riusciva a dormire perché i volti delle vittime e i loro corpi malconci continuavano a frapporsi fra lui e il sonno. Stremberg non voleva aver nulla a che fare con Big Otto.
Graveyard Flo. Alta e ossuta, costantemente con gli occhi sbarrati che, quando la riportavi a casa col taxi, si sedeva al tuo fianco e ti accarezzava la mano con gli artigli ossuti e sussurrava: — Grazie di esistere.
Andava spesso soggetta a violente crisi, diventava rigida come un baccalà e più di una volta Stremberg l’aveva portata su come un sacco di patate fino all’appartamento dal secondo piano dalle parti di Floribunda dove il marito Curly, contabile delle ferrovie con una gamba offesa, apriva la porta e diceva: — Ci risiamo, dannazione. Buttala lì sul divano — e sbatteva a Stremberg cinque dollari

mercoledì 29 luglio 2026

Jolanda de Almaviva



Jolanda de Almaviva è una serie a fumetti ideata da Renzo Barbieri e scritta da Roberto Renzi; venne pubblicata in Italia dalla Ediperiodici negli anni settanta ed è stato uno dei principali e più famosi esempi di fumetto erotico italiano che andava di moda negli anni sessanta e settanta, nato sull'onda del successo Isabella del quale condivideva l'ambientazione e il genere avventuroso; il successo della serie deriva anche dalla realizzazione grafica delle storie disegnate da Milo Manara.
Jolanda de Almaviva è una corsara che cerca di recuperare il suo regno usurpatogli dal governatore di Maracaibo.

La trama di "La tempesta" (o "Tempesta sui Caraibi") vede la piratessa Jolanda e il suo amato Jean Lafayette interrotti durante un momento di passione dall'attacco improvviso di misteriosi filibustieri. Jolanda viene rapita dal perfido Lord Mordred, che intende darla in sposa a Kalla Kan per un colpo di stato, mentre Lafayette si mobilita per salvarla.




 

lunedì 27 luglio 2026

André Birabeau - Il medico e l'amore








 

Progressive Spin, estate 6


The Gardening Club - Marrakech
Juan Belda - Los Platos Rotos
Ok Goodnight - 22
ESP Project - The Feedback and the Fire
Code 18 - Justice? 




venerdì 24 luglio 2026

Arthur Conan Doyle - Il Mistero Di Lauriston Garden









 

SNMN, estate 5



Anima nera - Se Non Adesso Quando
Freja - 31 Agosto
Freja - 31 Agosto
Kardon - Goodbye
FIKS - Anfibi
Clamore - Spiaggia artificiale
Pimples Marmalade - Ero Figo
AUT! - DEVO-lution Of An Egg
Giovanna Turi - Estate con la mia bella
Poveragiulia - Caffè
Edamame - Disse Ken



 

giovedì 23 luglio 2026

Roger Lasher Nortman



Roger Lasher Nortman (nato nel 1941) è un compositore classico statunitense del periodo romantico, originario di Leonia, nel New Jersey. È ampiamente riconosciuto dagli storici della musica come uno degli ultimi compositori attivi ad aderire rigorosamente alle tradizioni dell'epoca classica e romantica.

Nortman è cresciuto nel New Jersey e ha intrapreso una formazione compositiva presso prestigiose istituzioni. Ha completato i suoi studi musicali alla Juilliard School of Music e alla Columbia University. Durante gli anni universitari, le sue opere sinfoniche di ampio respiro iniziarono ad attirare l'attenzione delle principali orchestre locali.

L'opera di Nortman è caratterizzata da drammatici cambiamenti di dinamica, intricate polifonie e forti dissonanze, combinati con le tradizionali strutture romantiche. Nel corso della sua carriera, ha composto un vasto catalogo di musica classica, tra cui oltre 23-30 sinfonie di ampio respiro, oltre a vari concerti e ouverture.

Uno di coloro che si sono ostinatamente opposti alla corrente del suo tempo è Roger. La sua musica si distingue dalle ossessive guerre culturali che imperversano dal 1945 negli ambienti della musica contemporanea. Decisamente post-romantica, la musica di Roger Nortman si evolve da Raf e Reger e, per certi aspetti, è più vicina agli anni '90 dell'Ottocento che agli anni '90 del Novecento. Ad alcuni le sue opere potrebbero sembrare ironiche o sarcastiche ai giorni nostri, ma la sua intenzione non è né l'una né l'altra. Egli mantiene una posizione estetica ben definita e la sua musica è un'espressione fedele del suo pensiero e dei suoi sentimenti. Certamente, la sua vasta produzione musicale è unica e decisamente anticonvenzionale per i nostri tempi.

Roger Nortman ha composto finora 23 sinfonie, ma ritiene che la Seconda in Sol minore, scritta tra il 1977 e il 1979, sia un'espressione emotiva irripetibile che rivela al meglio la sua psiche interiore. L'opera è concepita come una grandiosa fantasia, una sinfonia di immense proporzioni che dura oltre 110 minuti, eppure è strutturata in 4 movimenti sinfonici privi di canto o di un programma esplicito, come spesso accade in opere di tale portata. Pur essendo in tonalità minore, i primi due movimenti sono estremamente ottimistici ed edificanti. L'Allegro Energico iniziale esplode con un'esuberante esplosione di energia che non si placa per 10 minuti prima che emerga un contrasto lirico. Questo vasto e ampio movimento è ricco di una combinazione di melodia e drammaticità e, dopo una lunga sezione di sviluppo, si conclude in una gloriosa affermazione di gioia ed enfasi risonanza in Sol maggiore.