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giovedì 16 aprile 2026
Fredrik Pohl e C.M. Kornbluth: Povero Tam senza parole e senza gloria
Leggere per pensare
Il tempo lento della lettura
Un libro richiede attenzione. Non si può leggere davvero in fretta senza perdere qualcosa. Questo ritmo più lento permette alla mente di soffermarsi, di osservare, di entrare nel testo. Non è solo questione di concentrazione, ma di profondità.
Pensare, non solo capire
Capire ciò che si legge è solo il primo passo. Durante la lettura iniziano a nascere domande, collegamenti, riflessioni. Il lettore non è passivo: interpreta, valuta, prende posizione. È in questo passaggio che si sviluppa un pensiero più personale.
Il confronto con altri punti di vista
Ogni libro porta con sé uno sguardo diverso. Attraverso storie e idee si entra in contatto con esperienze lontane dalla propria. Questo confronto amplia la visione e rende il pensiero meno automatico.
Dare forma alle idee
Leggere aiuta anche a esprimersi meglio. Non si tratta solo di conoscere più parole, ma di imparare a organizzare i pensieri. Con il tempo diventa più semplice costruire un discorso chiaro e coerente. Leggere non è solo acquisire contenuti, ma sviluppare un modo di pensare. In un mondo veloce e frammentato, i libri restano uno degli strumenti più semplici per fermarsi e costruire un pensiero davvero proprio.
mercoledì 15 aprile 2026
Alena Tomlenova
martedì 14 aprile 2026
Claude Aveline: La doppia morte dell'ispettore Belot, n.77
lunedì 13 aprile 2026
Alan Thomson - START
Alan Thomson - START
domenica 12 aprile 2026
sabato 11 aprile 2026
I casi di Sherlock Holmes
Nel 1986 scrive alcuni episodi di SHERLOCK HOLMES, disegnati da Trevisan
Ispettore Thomas Pitt
venerdì 10 aprile 2026
Progressive Spin, puntata 43, 9 aprile 2026
SNMN, puntata 43, 8 aprile 2026
giovedì 9 aprile 2026
Coleman Brax: Il cancello dei Rosfo
mercoledì 8 aprile 2026
Gian Carlo Barbieri - Delitto a Zocca
Sam Merwin Jr.: Le amazzoni, N.76
martedì 7 aprile 2026
Giuli Bai & Co
lunedì 6 aprile 2026
Gian Carlo Barbieri - Delitto a Zocca
Siamo a Zocca, comunità montana di meno di 5000 anime, in provincia di Modena. Tutti si conoscono, tutti sembrano amici, anche di quel Daniele Silvestri che pur non essendo nativo del luogo è considerato alla pari degli altri. In un paese dove la vita scorre tranquilla succede un fatto inatteso: viene trovato un cadavere, un conoscente di Daniele, che tra l'altro è l'ultima persona a vederlo vivo. Pur senza possedere nessun requisito o titolo che lo abiliti a farlo, il villeggiante promette all'amico morto che farà di tutto per scoprire chi è stato. Può contare sulle indiscrezioni di un conoscente che lavora in polizia, mentre le indagini ufficiali sono affidate ai locali carabinieri. La mancanza apparente di un movente è solo la prima delle tante difficoltà tra le quali dovrà districarsi l'indagatore. Amici che in realtà si rivelano possibili sospetti, armi di provenienza illecita che vengono vendute, antichi rancori e gelosie vengono a galla complicando il tutto. Il riaccendersi di un vecchio amore darà qualche impulso, aiuterà a formulare ipotesi, ma si dovrà attendere un epilogo al cardiopalma con doppio colpo di scena per smascherare il colpevole.
Perché gli adulti dovrebbero guardare film di animazione
I film di animazione sono spesso considerati un genere “leggero”, pensato per chi è giovane o per chi vuole distrarsi senza impegnarsi troppo. In realtà, quando li guardi da adulto, scopri che funzionano in modo completamente diverso. Non sono infantili e non sono banali: sono un modo diretto, pulito e molto efficace per parlare di emozioni, relazioni e momenti complicati della vita.
E per un adulto questo è un valore enorme.
Viviamo in un periodo in cui tutto va veloce. Le serie, i film, persino le conversazioni. A volte non abbiamo nemmeno lo spazio mentale per fermarci a capire come stiamo. Un film di animazione fa il contrario: rallenta, toglie il rumore, punta al cuore della storia. Non bisogno di mille effetti realistici; usa forme, colori e simboli per arrivare subito al significato.
E questa immediatezza, quando hai una certa età e una certa esperienza, pesa tantissimo in positivo.
Molti adulti si sorprendono guardando questi film proprio perché parlano di temi che viviamo ogni giorno. Cambiamenti che non abbiamo scelto. Rapporti che ci fanno crescere o soffrire. Paure che non sappiamo nominare. Scelte che ci spaventano. Nei film di animazione tutto questo viene raccontato con una chiarezza che non schiaccia, con un tono che non giudica, con immagini che ti aiutano a dire a te stesso: “Sì, capisco perfettamente cosa sta succedendo”.
Guardare un film di animazione da adulti significa anche concedersi un momento per respirare. La vita quotidiana chiede tantissimo: lavorare, gestire problemi, organizzare tutto, tenere insieme mille cose. In mezzo a tutto questo, ritagliarsi un’ora e mezza per una storia che parla chiaro è un modo per rimettere ordine dentro di sé.
Non è staccare il cervello. È rimetterlo a posto.
Un altro motivo importante è il modo in cui questi film usano le immagini per raccontare emozioni. Un colore può spiegare una sensazione meglio di un dialogo. Un movimento può far capire la fatica di un personaggio. Un ambiente irreale può mostrare in modo semplice una situazione reale che ci riguarda da vicino.
Questa forza visiva è perfetta per chi, da adulto, ha imparato che le emozioni non sono sempre facili da leggere o da dire ad alta voce.
Ci sono poi i temi universali: perdita, crescita personale, fiducia, perdono, coraggio, ricerca del proprio posto nel mondo. Nei film di animazione vengono trattati con delicatezza ma anche con onestà. Ti parlano senza frasi pesanti, senza moralismi inutili. Ti fanno riflettere senza schiacciarti.
Guardare film di animazione da adulti significa accettare che esistono molti modi per capire la vita. A volte lo fa un romanzo, a volte una persona, a volte un’esperienza, e a volte un film fatto di colori e forme invece che volti reali.
Il risultato però è lo stesso: ti lascia qualcosa.
E forse è proprio questo il punto.
Un film di animazione, se lo guardi con mente aperta, ti permette di mettere in ordine pezzi sparsi della tua vita. Non ti "infantilizza", non ti ridicolizza, non ti fa tornare indietro. Ti aiuta ad andare avanti con un po’ più di chiarezza e consapevolezza.
È un linguaggio diverso, ma parla esattamente a chi sa ascoltare.
sabato 4 aprile 2026
Le strade di San Francisco
venerdì 3 aprile 2026
Rudy Rucker: Monumento alla Terza Internazionale
Progressive Spin, puntata 42, 2 aprile 2026
giovedì 2 aprile 2026
SNMN, puntata 42, 1 aprile 2026
mercoledì 1 aprile 2026
Alberto Ginastera
- Il Nazionalismo Oggettivo (dagli inizi al 1947 circa). Nel primo periodo della sua carriera Ginastera faceva largo uso di elementi della musica popolare e folkloristica argentina, inseriti comunque in un contesto di musica "colta". I modelli più importanti per Ginastera, in questo senso, furono Igor' Fëdorovič Stravinskij, Béla Bartók e Manuel de Falla. A questo periodo appartengono composizioni quali le Danze Argentine op. 2 per pianoforte e il balletto Estancia.
- Il Nazionalismo Soggettivo (fino al 1958). Dopo il soggiorno negli USA, Ginastera cominciò a sperimentare nuove tecniche e forme, distaccandosi in parte dall'influsso della musica popolare. Tuttavia egli non abbandonò mai del tutto le tradizioni della musica argentina: elementi come i forti contrasti di ritmo e il succedersi di tensione e rilassamento permangono come segni distintivi del suo stile. Le opere più importanti di questo periodo sono la Terza Pampeana per orchestra e la Prima Sonata per pianoforte.
- Il Neo-Espressionismo. A partire dal 1950, dallo stile di Ginastera scompaiono quasi tutti gli elementi folkloristici, e anche il simbolismo che aveva caratterizzato alcune sue composizioni. Rimangono costanti alcuni elementi tipicamente argentini: ritmi marcati, adagi meditativi ispirati alla quiete delle pampa. Tra le opere più importanti dell'ultimo periodo figurano l'opera lirica Bomarzo, il Popol Vuh per orchestra ed il Secondo Concerto per violoncello e orchestra.
Edgar Wallace: L'orma del gigante, n.76
martedì 31 marzo 2026
lunedì 30 marzo 2026
Fabio Biondi, Il dragone di Roma
Israele, il diritto di esistere senza dover sempre chiedere scusa; di Dragon Flyer
sabato 28 marzo 2026
Corrado Roscelli intervista Roberto Roganti a RadioAttiva Nonantola








