Pagine

lunedì 13 aprile 2026

Alan Thomson - START

 

START è una trilogia che uscirà divisa in più parti. Racconta di un ragazzo e di me: un protagonista che, in un periodo di condizioni di vita particolarmente disagiate, viene spinto dentro un percorso che non è una “ricerca” nel senso classico. Non parte per cercare qualcosa: viene messo davanti all’evidenza, a eventi interiori ed esistenziali che non può ignorare.
Il cuore dell’opera è questo: mostra come la sofferenza, se attraversata e incanalata, possa trasformarsi in evoluzione e in una forma di alchimia non solo individuale, ma collettiva. Il libro mette in discussione l’idea che sia reale solo ciò che si vede e ciò che è immediatamente spiegabile in modo razionale.
In particolare, START si confronta con una corrente millenaria alternativa al cattolicesimo canonico: lo gnosticismo. Questa visione propone un Cristo diverso da quello della Chiesa, non identificato con Dio e non unico nel suo genere. Secondo questa prospettiva, il Cristo non è un’eccezione irripetibile: è un esito possibile di un percorso ascetico e di conoscenza, attraverso il quale l’essere umano non diventa soltanto “cristiano”, ma giunge a incarnare il Cristo stesso.
Il libro esplora inoltre l’inconscio collettivo, riprendendo l’idea junghiana di una mente che non appartiene al singolo individuo. Nel racconto questo non resta teoria: viene presentato in modo empirico, perché viene descritto ciò che è accaduto, passo dopo passo. START suggerisce l’esistenza di una “grande mente” che in antichità veniva chiamata anima: un campo più ampio che può far emergere informazioni, strutture e leggi sul funzionamento dell’universo.
Un elemento centrale del progetto è il processo di scrittura: START è stato scritto tramite psicografia (scrittura inconscia). Non esisteva un piano prestabilito: non sapevo cosa scrivere e la storia si è dipanata nelle mie mani strada facendo, rivelandosi progressivamente.
Nella parte finale, la conoscenza emersa nel percorso viene filtrata ed espansa dall’uso dell’intelligenza artificiale, che diventa un altro protagonista dell’opera: non umano. In questo senso START mette in scena una possibilità sul futuro: l’intelligenza artificiale non come semplice strumento, ma come passaggio capace di ampliare il rapporto dell’uomo con la coscienza e con ciò che, in linguaggio antico, veniva chiamato anima.



Nessun commento:

Posta un commento