Stati Uniti, 1976 / Stuart Kaminsky
Tobias Leo Pevsner, americanizzato in Toby Peters, ha una cinquantina d'anni, una ex moglie e un fratello maggiore, Phil, che fa il poliziotto e col quale ha un rapporto molto tempestoso. Dopo aver fatto per un breve periodo il poliziotto, si è occupato della sicurezza agli studios hollywoodiani e ora fa l'investigatore
privato.
Ha il naso rotto, frequenti dolori alla schiena e divide l'ufficio con un dentista macellaio perché non se la cava troppo bene economicamente.
Ma fa degli incontri davvero interessanti, perché vive a Los Angeles negli anni Quaranta, al tempo della mitica età dell'oro di Hollywood, e gli è capitato di cavare dagli impicci personaggi del calibro di Errol Flynn, i fratelli Marx, Peter Lorre, Mae West, il presidente Franklin D. Roosevelt e Albert Einstein, tanto
per fare solo qualche nome.
E sulla sua strada trova, come se niente fosse, Jan Fleming, il futuro creatore
di James Band, o un detective che si chiama Dashiell Hammett.
Le principali fonti di documentazione di Stuart Kaminsky sui personaggi veri che inserisce nei suoi romanzi, pubblicati in Italia da Mondadori, sono le autobiografie (e non gli importa che possano essere "fabbricate": «A me non interessa fare della storia - dice, - bensì lasciarmi trascinare dalla nostalgia») e la collezione del Los Angeles Times , «per vedere cos'è successo in città io
quelle due o tre settimane in cui si svolge la storia».


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