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venerdì 27 febbraio 2026

Harry Harrison: Il segreto di Stonehenge


Nuvole basse correvano nel cielo del crepuscolo, e si sentiva il picchiettare della pioggia frammista a nevischio. Quando il dottor Lanning aprì la portiera del camion, venne investito dal vento freddo dell’artico che attraversava la pianura di Salisbury senza incontrare ostacoli. Il dottor Lanning affondò il mento nel bavero e girò attorno al veicolo per raggiungere la portiera posteriore. Barker smontò ed andò a bussare alla porta del piccolo ufficio che sorgeva, poco lontano. Nessuno rispose.

— Male — disse Lanning prendendo una voluminosa cassa di legno ed appoggiandola delicatamente a terra. — Negli Stati Uniti non lasciamo i nostri monumenti nazionali incustoditi.
— Davvero? — disse Barker avviandosi al cancello che si apriva nel recinto di rete metallica. — Allora immagino che tutte quelle iniziali scolpite sulla base del monumento di Washington siano dei graffiti neolitici. Comunque, state tranquillo, ho portato la chiave.
Aprì il cancello con un gran rumore di cardini arrugginiti, poi tornò indietro per aiutare Lenning a trasportare la cassa.
Verso sera, sotto il cielo grigio di nuvole basse, senza i cardrettini del gelato e i

Progressive Spin, puntata 37, 26 febbraio 2026



Beppe Cunico - Noi che creiamo arte
Clive Nolan - Decisions
Juzz - Nostalxia adolescente
Zu - La Donna Vestita Di Sole
I Sincopatici - Una Contro Tutte


 

Spenser


 Stati Uniti, 1973 / Robert B. Parker

Ex pugile («Ho smesso perché non era più divertente. Troppa corruzione, e troppo sfruttamento»), Spenser fa l'investigatore privato a Boston e dintorni. Ha una discreta cultura universitaria (cita indifferentemente Shakespeare e Peter Grammons, critico sportivo del Globe), ama il baseball (da ragazzo l'autore
sognava di diventare un giocatore professionista), cucinare, la birra Amstel e il vino rosso ghiacciato, il sollevamento pesi e lo jogging. 



È legato sentimentalmente a Susan Silverman ed è un vero duro. Ma ha anche un cuore d'oro e una volta, in Primi giorni d'autunno (Early autumn, 1981), si prende addirittura cura di un ragazzino, abulico e chiuso, insegnandogli ad avere fiducia
in se stesso.


Sui gusti, le abitudini e le opinioni di questo personaggio (dal 20 settembre 1985, ottimamente interpretato da Robert Ulrich, protagonista per qualche anno di una serie di telefilm statunitensi, Spenser: for hire, trasmessi anche in Italia) sappiamo
quasi tutto, mentre conosciamo molto poco sulle sue origini e ne ignoriamo persino il nome di battesimo.



Il fatto è che, secondo l'autore, il nome e le origini misteriose fanno per forza parte del mito dell'eroe. I romanzi con Spenser sono stati pubblicati in Italia da Rizzoli e attualmente da Mondadori nella sua collana di gialli settimanali.

SNMN, puntata 37, 25 febbraio 2026



Sarco - Nera Dama
Jaro Lynx - Shadow On The Wall
Clamore - Non fa per noi
Freja- Amati
Remedy - Dementis
Sinezamia - Freddo
MamaBaba - La Prostituta
Zona - Deserto
Zak - Piombo
CarroBestiame - Stakanovista
Giovanna Turi - Non chiedermi perché
Camilla · Nemesi
Riccardo Cocciante – Ho vent’anni con te
Salmo - Crackers
Il Rovescio Della Medaglia – Il fiore e l’albero 
Matilde Calamai – Baddie Mom


 

mercoledì 25 febbraio 2026

Howard Hanson

 
(Svezia, 28 ottobre 1896 - 27 febbraio 1981)

Compositore, direttore d'orchestra, didatta e teorico musicale americano, Howard Hanson nacque da genitori svedesi che lo iniziarono agli studi musicali.
Studiò poi al Luther College di Wahoo (diplomandosi nel 1911) e all'Institute of Musical Art di New York, dove studiò con il compositore e teorico Percy Goetschius.
Frequentò poi la Northwestern University, studiando composizione con Peter Lutkin (esperto di musica sacra) e Arne Oldberg a Chicago.
Durante gli anni di formazione Hanson studiò pianoforte, violoncello e trombone.
Si diplomò alla Northwestern University nel 1916, e lì iniziò subito la sua carriera di insegnamento come assistente.

Nello stesso anno venne assunto dal College of the Pacific in California come docente di teoria e composizione, e, solo tre anni più tardi, il College lo insignì del premio Dean of the Conservatory of Fine Arts (1919).
Nel 1920 Hanson compose The California Forest Play, il primo lavoro che gli procurò attenzioni a livello nazionale.
Durante gli anni in California Hanson scrisse numerosi lavori cameristici e per orchestra, tra cui il Concerto da Camera, Symphonic Legend, Symphonic Rhapsody, diverse opere per pianoforte solo (come Two Yuletide Pieces) e la Scandinavian Suite, che celebra la sua eredità luterana e scandinava.
Insieme a Leo Sowerby, Hanson fu il primo a ricevere l'American Academy's Rome Prize da parte dell'American Academy in Rome, nel 1921, per The California Forest Play e il poema sinfonico Before the Dawn. Grazie a questo premio, Hanson trascorse tre anni in Italia, durante i quali scrisse Quartet in One Movement, Lux Aeterna, The Lament for Beowulf (con l'orchestrazione di Bernhard Kaun), e la sua Sinfonia n.1 "Nordic".

Al ritorno da Roma, la carriera di Hanson decollò, con la prima direzione del suo poema North and West con la New York Symphony Orchestra.
Nel 1924, a Rochester (New York), diresse la sua Sinfonia n.1 e attirò l'attenzione di George Eastman, che lo volle come direttore della Eastman School of Music.
Mantenne questo incarico per 50 anni, rendendo la Eastman una delle più prestigiose scuole americane: modificò il curriculum, invitò i migliori insegnanti, fondò e diresse la Eastman-Rochester Symphony Orchestra (costituita dalle prime sedie della Rochester Philharmonic Orchestra e da selezionati studenti della Eastman). Fondò anche il Festival of American Music.
Con la Eastman-Rochester Symphony Orchestra realizzò numerose registrazioni, non solo di suoi lavori, ma anche di compositori come John Alden Carpenter, Charles Tomlinson Griffes, John Knowles Paine, Walter Piston, William Grant Still e altri meno noti.
Durante la sua direzione alla Eastman furono eseguite in prima assoluta oltre 2000 opere di oltre 500 compositori americani.

Per celebrare il 50° anniversario della Boston Symphony Orchestra, Serge Koussevitzky commissionò ad Hanson la Sinofnia n.2 "Romantic" (la prima si tenne il 28 novembre 1930), destinata a diventare il suo lavoro più conosciuto.
La Sinfonia n.2 è, infatti, l'esempio più limpido dell'arte di Hanson che, pur conoscendo gli sviluppi della musica del ‘900 (e avendone diretto anche i capolavori), non amava molto le avanguardie. Per tutta la vita, sia nella musica sinfonica che in quella operistica, Hanson mantenne uno stile tardo-romantico, pur piegandolo alle esigenze della scrittura novecentesca.
La Sinfonia n.2 è la sua dichiarazione d'intenti, volta a mantenere in vita uno stile compositivo che, dopo tutto, aveva ancora molte cose da dire. Quest'opera divenne nota anche al grande pubblico perché Ridley Scott la utilizzò nella sequenza finale e sui titoli di coda del suo capolavoro cinematografico "Alien".

L'opera di Hanson dal titolo Merry Mount è invece considerata la prima opera americana, perché scritta da un compositore e un librettista americani, su una storia americana, e rappresentata per la prima volta con un cast quasi esclusivamente americano al Metropolitan di New York.
Nel 1935 scrisse Three Songs fron Drum Taps, basato sul poema di Walt Whitman; tra il '36 e il '38 scrisse la Terza Sinfonia, il cui tema iniziale del secondo movimento è uno dei passaggi più memorabili della musica americana.
Tra il 1935 e il 1939 Hanson fu nominato membro del National Institute of Arts and Letters, Presidente del Music Teachers' National Association e Presidente della National Association of Schools of Music.
Inoltre, dopo aver composto Hymn of the Pioneers per celebrare i 300 anni del primo insediamento svedese nel Delaware, fu insignito del titolo di Fellow of the Royal Swedish Academy.
La sua Sinfonia n.4 "Requiem" vinse il Premio Pulitzer nel 1944; un anno dopo ricevette, per primo, il Ditson Conductor's Award.
La Serenade for Flute, Harp and Strings fu composta Hanson per l'amata Margaret Elizabeth Nelson come proposta di matrimonio, celebrato poi nel 1946.
Tra il '46 e il '62 Hanson fu attivo all'UNESCO, che gli commissionò Pastorale for Oboe and Piano e Pastorale for Oboe, Strings and Harp in occasione della conferenza mondiale del 1949.
Nel 1960 Hanson diede alle stampe il testo di teoria musicale "Harmonic Materials of Modern Music: Resources of the Tempered Scale".

Tra il '61 e il '62, portò in tournée in Europa l'ensemble di studenti Eastman Philharmonia, dimostrando lo sviluppo della musica colta americana. Anche dopo il suo ritiro dalla Eastman, Hanson continuò ad essere associato ad essa.
Fino al suo termine, la vita di Hanson fu dedicata alla direzione, alla composizione e alla scrittura. Le sue ceneri vennero rilasciate sulla Bold Island, dove egli compose la Bold Island Suite e molte altre composizioni.

domenica 22 febbraio 2026

Progressive Spin, puntata 36, 19 febbraio 2026



Tigran Hamasyan - Manifeste
Sykofant - Heart of the Woods
Echoes and Signals - Hologram
Ageless - Another Empty Chair



SNMN, puntata 36, 18 febbraio 2026



WorldPlan - Discesa
Naked Run - 50 Special
Alberto Baldo - Mojito alle Hawai
Brusco-Inna Cantina - Anima
Black Ball Boogie - L'automobilista invertebrato
La Corte Marziana - Tempo
My Evil Twin - D.E.A.D.
Liqueedo - English Rose
Big Grande Alex - Fuori Controllo
Queen of Saba – Come una foglia
Flam Boy – L’oro dai loro corpi
Cacao Mental – Foresta
Rosendorf – Quello che conta
Lil Jolie - Sophie


 

venerdì 20 febbraio 2026

Garry Kilworth: Vita da Cristiani



Luglio. Il ghiaccio disegna motivi floreali sui vetri della finestra. La mamma dice che un tempo, quando lei era bambina, a luglio faceva più caldo. Io non le credo. Dev’essere un’altra leggenda, come quella dell’uomo che arrivava nelle case con un sacco pieno di regali. Soltanto leggende.

Ieri ho trovato una bottiglia di limonata in fondo al giardino, tra i rifiuti. Ne ho già bevuta metà. Ora mi verso un altro bicchiere, immergo la faccia nella schiuma e le bollicine mi salgono nelle narici: fanno male, danno il solletico. Bevo troppo in fretta e mi duole la gola, ma non posso fermarmi, mi piace troppo. È buono questo dolore che smorza la mia sete. Gli occhi mi lacrimano come se stessi piangendo.
— Anselm!
La mamma sta chiamando Anselm per svegliarlo. Lui dorme nella capanna, perché quando piove la terza stanza sgocciola. Sebbene la capanna disti una trentina di metri dalla casa, lei prova sempre a chiamarlo, anche se sa che poi dovrà uscire e tirare un mattone contro la porta. Ne ha un mucchio pronto a portata di mano, proprio accanto al serbatoio dell’acqua piovana.
— Anselm!
Lui non si sveglierà, non è il tipo. Tutta la contea dell’Essex può sentire le grida della mamma, ma Anselm no. Fa così freddo nella capanna che il suo respiro si trasforma in una spessa lastra di ghiaccio che copre il vetro della finestra. È per questo che lui ammucchia le coperte e ci si infila sotto come un ghiro. Nemmeno un terremoto riuscirebbe a svegliarlo, dovrebbe saltare in aria il mondo perché il rumore possa penetrare quella pesante coltre e raggiungere i suoi orecchi.
Dalla cucina mi giunge il rumore di tazze e di piatti che sbattono. La mamma brontola. Pulisco un poco il vetro appannato e spio fuori. Riesco a vedere il fiume che scorre al centro del suo letto, nell’unico corridoio lasciato libero dal ghiaccio. È una giornata giallastra, come le altre, e la superficie del fiume risplende

The Spectre


Stati Uniti, 1940 / Jerry Siegel e Bernard Baily

Ucciso mentre cerca di liberare la propria fidanzata, imprigionata da alcuni gangster, il detective Jim Corrigan è rispedito sulla Terra sotto forma di invulnerabile spettro, con il compito tutt'altro che facile di estirpare il male dal mondo dei vivi.



Creato da Jerry Siegel, che aveva dato vita a Superman, il capostipite di tutti i supereroi del fumetto, e dal disegnatore Bemard Baily, questo personaggio possedeva poteri quasi divini e avrebbe potuto essere ucciso definitivamente soltanto colpendo le sue pupille, che erano a forma di teschio.

giovedì 19 febbraio 2026

Roald Dahl: L'uomo del Sud


Erano quasi le sei. Pensai di ordinare una birra, uscire a sedermi su una sdraio lungo la piscina, e godermi un po’ il sole del tramonto.
Andai al bar, presi la birra, la portai fuori e mi misi a camminare nel giardino, verso la piscina.
Era un bel giardino, con prati, aiuole di azalee e palme alte. Il vento soffiava gagliardo fra le chiome delle palme, facendo sibilare e crepitare le foglie come se bruciassero. Si vedevano i grappoli di grossi cocchi color marrone che pendevano tra le foglie.
C’erano moltissime sedie a sdraio allineate attorno alla piscina. C’erano anche tavolini bianchi, e immensi ombrelloni dai colori vivaci, e uomini e donne abbronzati che se ne stavano seduti, qua e là, in costume da bagno. Nella piscina c’erano tre o quattro ragazze e una dozzina di ragazzi, impegnati nei tuffi, a fare un bel po’ di baccano e a lanciarsi l’uno con l’altro un pallone di gomma.
Rimasi ad osservarli. Le ragazze erano inglesi, ospiti dell’albergo. Dei ragazzi non sapevo niente, ma sembravano americani, e pensai che forse erano cadetti della Marina sbarcati dalla nave-scuola statunitense che, quella stessa mattina, aveva attraccato nel porto.
Mi avvicinai, sedetti sotto un ombrellone giallo, dove erano rimasti quattro posti liberi. Versai la mia birra, e mi sistemai comodamente, con una sigaretta.
Era molto piacevole starsene seduti in quel posto, al sole, con una birra e una sigaretta. Era piacevole anche osservare i bagnanti che si tuffavano nell’acqua verde della piscina.
I marinai americani stavano già intendendosela bene con le ragazze inglesi, anzi avevano raggiunto lo stadio nel quale si tuffavano e tiravano su le ragazze per le gambe.
Notai in quel momento un uomo basso, piuttosto anziano, che camminava svelto lungo il bordo della piscina. Indossava un completo di un bianco immacolato, e procedeva molto in fretta, a passi brevi, saltellanti, o meglio, sospingendosi in alto, sulla punta dei piedi, ad ogni passo. Portava un ampio cappello di Panama color crema. Avanzava saltellando lungo la piscina, guardando la gente e le sedie a sdraio.
Mi si fermò vicino, e mi sorrise, mostrando due file di denti molti piccoli, irregolari, un poco anneriti. Io, di rimando, gli sorrisi.
—Sscusi, prego — disse, — ma posso sedere qui?
—Certo — risposi. — Faccia pure.
Lui diede qualche colpetto allo schienale della sdraio e, per sicurezza, la ispezionò; poi sedette incrociando le gambe. Le sue scarpe bianche scamosciate avevano

mercoledì 18 febbraio 2026

Alberto Franchetti


Alberto Franchetti (Torino, 18 settembre 1860 – Viareggio, 4 agosto 1942) è stato un compositore italiano appartenente alla scuola verista; fu esponente anche della cosiddetta Giovane Scuola.

Nacque da Raimondo Franchetti e Luisa Sara Rothschild in una famiglia ebrea sefardita che aveva ottenuto il titolo di barone (concesso ad Abramo Franchetti nel 1858 da Vittorio Emanuele II). Nel 1888 sposò Margherita Levi (i due divorziarono nel 1897) dalla quale ebbe Raimondo, celebre esploratore.

Studiò a Venezia, a Dresda (con Felix Draeseke) ed al conservatorio di Monaco di Baviera sotto la guida di Josef Rheinberger.

Nel 1886 si affermò con una Sinfonia, conservando nella sua vasta produzione l'impronta musicale della cultura tedesca, la corrente di rinnovamento avviata in Italia. L'esplosione del movimento verista e delle vicende storiche nelle quali si svolsero gli ultimi anni della sua vita contribuirono a farlo diventare un musicista appartato, sopravvissuto ai riconoscimenti tributatigli particolarmente nello scorcio dell'800.

Dotato di sicura tecnica orchestrale, appresa alla scuola germanica, Franchetti cercò di conciliare l'eloquenza melodica del melodramma italiano con le grandi sonorità e gli effetti spettacolari tipici dell'opera tedesca, sul modello di Meyerbeer e Wagner. Di conseguenza le sue opere liriche sono caratterizzate dalla magniloquenza della forma e dall'enfasi lirica, che però non impediscono un moderato realismo d'accenti, per cui poté essere associato al verismo della giovane scuola italiana. Franchetti compose Don Bonaparte, sua ultima opera, tra il 1939 e il 1941. Il testo dell'opera era di Giovacchino Forzano, che già aveva scritto una pièce teatrale sull'argomento. L'opera è però rimasta a livello di manoscritto perché non fu mai eseguita.

Dopo aver composto molte opere nel periodo 1888-1924, verso la fine degli anni Venti si ritirò a vita privata e morì pressoché dimenticato a Viareggio, dove fu sepolto nel locale cimitero ebraico.


Amici di Franchetti
Dopo essermi occupato in maniera intensiva di Alberto Franchetti ho dovuto riconoscere che il suo caso non riguardava quel genere di artista per il quale è possibile soltanto effettuare tale o talaltra più o meno lodevole riscoperta, se non riesumazione. Con stupore e inquieta meraviglia ho realizzato che Franchetti era un grande compositore su cui, complice non ultimo il divieto di esecuzione decretatone durante il fascismo, era scesa la condanna all'oblio. In tutta la storia della cultura non mi è noto nessun altro artista che dopo aver festeggiato ben tre meritati trionfi mondiali sia finito nel dimenticatoio dell'umanità. La Germania avrebbe certo il dovere morale di sostenere la giusta riabilitazione del compositore ebreo. Eppure un franco confronto con la sua personalità viene tenacemente rinviato, o, come nel caso della ripresa di GERMANIA a Berlino, avviato sotto una cattiva stella. Scopo degli Amici di Franchetti è quello di rendere disponibile la sua fantastica musica perlomeno in CD, tramite delle incisioni effettuate con competenza e professionalità.

Franchetti del resto era un barone un po' eccentrico, però non conservatore, anzi: orientato decisamente a sinistra. Non era un nazionalista, non a caso ha cambiato due volte la sua nazionalità (diventando, tra l'altro, tedesco per ottenere il divorzio dalla moglie Margherita Levi). La sua opera Germania venne accusata da alcune penne giornalistiche di essere arte nazionalista "intedescata", accusa quanto mai immotivata, sebbene in essa vengano affrontati i temi del sentimento patrio e del fanatismo, che sono ben altra cosa dal becero nazionalismo.

Franchetti può tranquillamente, e a ragione, essere posto al pari di Puccini. Rispetto a questi gli mancavano, semmai, quell'indispensabile forza di volontà e quella disciplina senza le quali non è possibile ascendere all'Olimpo. Ma nel confronto con avversari del calibro di Mascagni, Cilea e Leoncavallo è il nostro a svettare. Non a caso fu Franchetti - definito a volte, con totale insensatezza, il "Meyerbeer italiano" - a essere a lungo, pressappoco fino al 1903, il più temuto rivale di Puccini. D'altronde le vite di entrambi non di rado, e talora in maniera addirittura inquietante, ebbero occasione di intrecciarsi. Di questi aspetti mi sono occupato nel mio libro ZWEI UNGLEICHE RIVALEN (Due incomparabili rivali), apparso presso l'editore Elke Heidenreich di Monaco di Baviera.


Dall'opera breve NOTTE DI LEGGENDA (1915) la partitura sembra persa, possediamo solo la riduzione per pianoforte. Julian Becker qui suona l'inizio e la fine di questo emozionante pezzo musicale, che speriamo di reinstrumentare per il palcoscenico nel prossimo futuro. Le donazioni sono benvenute, ma se vuoi semplicemente unirti con il tuo nome è anche una cosa molto buona e onesta da fare.

Le opere Notte di leggenda e Signor di Pourceaugnac, sopravvissute soltanto come spartiti per canto e pianoforte, devono essere ristrumentate da mani abili ed esperte. Costo: circa 20.000 Euro per ogni partitura.








Franco Enna: L'astro lebbroso, n.73



Una terribile malattia flagella un gruppo di ambiziosi terrestri che, nonostante il divieto impartito dalla Presidenza delle Nazioni Unite Terrestri, si sono avventurati su Saturno allo scopo di organizzare una rivolta degli abitanti di quel pianeta contro i terrestri, i seleniti e i marziani che vivono concordi. Un'astronave lascia la Terra col proposito di fermare la criminale marcia dei ribelli e di neutralizzare le cause del morbo, le cui origini risiedono nelle radiazioni di un corpo celeste rotante nell'orbita di Saturno. Il viaggio nello spazio è lungo e pieno di appassionanti imprevisti, non escluso quello della scoperta a bordo di un saturniano deciso a disturbare la traversata. Ma un uomo fa parte della spedizione, un terrestre astuto e temerario, al quale il governo delle Nazioni Unite Terrestri ha dato pieni poteri. Costui, infatti, grazie al valido aiuto di un marziano amico, riesce a portare felicemente a termine la missione, per poi cadere - per la prima volta vinto - tra le braccia della donna amata. Franco Enna ha saputo dare in modo impareggiabile l'illusione della realtà, rivelandosi, anche in questo genere di narrativa, scrittore robusto e provveduto. Con "L'astro lebbroso" comincerete ad amarlo. 

Ken Parker



Ken Parker è una serie a fumetti di genere western creata nel 1974 da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo. Ambientata prevalentemente in America del Nord in un arco temporale che va dal 1868 al 1908.

Le fattezze del personaggio sono ispirate all'attore statunitense Robert Redford nella sua interpretazione nel film Corvo rosso non avrai il mio scalpo! del 1972, nel quale è un trapper proprio come Ken Parker. Il personaggio ha caratteristiche atipiche rispetto ad altri personaggi del genere western in quanto spesso si trova davanti a scelte complicate e nelle quali prende decisioni a volte sbagliate, ma riesce sempre ad accorgersi dei suoi errori provando poi a porvi rimedio. Con il progredire delle storie il personaggio invecchia ed evolve non solo fisicamente ma anche caratterialmente. Nella storia Sciopero (n. 58) Ken si trova a vivere le condizioni di un operaio alla fine dell'Ottocento e l'esperienza lo avvicina alle idee socialiste.




lunedì 16 febbraio 2026

J. J. Connington: Le tre meduse, n.73



A Ravensthorpe, un castello isolato nella campagna inglese, è in corso un ballo in maschera. Ai partecipanti è stato richiesto l'anonimato, e forse non è un'idea molto brillante ignorare l'identità dei presenti quando si possiede una collezione di pregiati oggetti d'arte. Qualcuno tuttavia ha l'idea anche peggiore di inscenare per scherzo un furto, dopo aver staccato la luce per agire con il favore dell'oscurità. Del gesto sconsiderato infatti qualcun altro approfitta per rubare una serie di medaglioni, attribuiti a Leonardo da Vinci, raffiguranti la mitologica Medusa. Per fortuna c'è tra gli ospiti della festa il sovrintendente di polizia sir Clinton Driffield, per l'occasione in costume da Cagliostro. Il suo sguardo lucido e rigoroso sarà un prezioso ausilio nelle indagini su una vicenda per nulla ordinaria, alle prese con passaggi segreti, una bizzarra maledizione delle fate e uno spettro che si aggira nel bosco. Il tutto coronato dal delitto. 

domenica 15 febbraio 2026

Progressive Spin, puntata 35, 12 febbraio 2026



Andrea Casale - Pages of Dusk
Plantoid - Daisy Chains
Ciolkowska - Bomba Nastoyashcheg
Green Carnation - Sanguis (Blood Ties)
Mike Johnson - The Lords Of Creation
Blackwater Holylight - Poppyfields
The Hirsch Effekt - Der Doppelgänger


 

sabato 14 febbraio 2026

SNMN, puntata 35, 11 febbraio 2026



Nùma - Cose strane
After Midnight 00.01 - This Song Is A Lie
Ice Wings - Event Horizon
Van For A Dime - Break It!
Zen Hobo - Ain't Got Money
Trislais - Voglia di…
Loudmother - The cattle
Denisee - Funamboli
PeTr3SKU feat. Thomas - Nonostante tutto
Massaroni Pianoforti - Poveri figli
Sandri - Bye Bye Samurai/Vite
AoNeR - Milano che brucia
FiloQ e Tommi Scerd - NSRN
Alessandra Latino - OltreAde
Nessuno Escluso - Niente da te



 

venerdì 13 febbraio 2026

C. M. Kornbluth: L'era della follia, n.72



Intorno al 2000 una terribile malattia rode le civiltà dell'uomo. L'Europa è caduta in una decadenza inimmaginabile: spopolati o addirittura deserti i Paesi che furono le culle della civiltà medesima, ricoperte di foreste impenetrabili Inghilterra e Irlanda, dove tribù di aborigeni seminudi ripiombati nella barbarie del paleolitico praticano misteriosi riti magici e sanguinose pratiche della più antica religione celtica. L'America ha subito una crisi economica che ha profondamente sconvolto la sua struttura sociale e materiale: scomparsi gli Stati Uniti, le antiche famiglie di gangsters, che ricche e potenti avevano già in mano il nerbo della ricchezza del Paese, debellato il Governo si sono divise tutto il Nord America in due grandi Territori, detti del Consiglio e dei Ribelli. Linea di confine, il corso del Mississipi. L'antico Governo, tuttavia, non è scomparso. Col nome di Governo del Nord-America, esule tra le selve d'Irlanda, siede a New Portsmouth, sulla costa, ma non occupa nemmeno l'interno, dove le tribù di selvaggi misteriosamente respingono i suoi attacchi. Dispone di un esercito e di una flotta, ha basi in Islanda e in altre isole dell'Atlantico centrale, le sue macchine sfruttano l'energia atomica, ma la decadenza dei suoi costumi è raccapricciante: ci sono gli schiavi, che per la minima infrazione vengono bolliti vivi, squartati, tagliati a pezzi; squadre criminali di uomini armati impongono la loro volontà alla popolazione in miseria. E fra le nazioni sorte dalla dissoluzione degli Stati Uniti e dell'Europa, del mondo intero, è in corso una lotta sorda, per la reciproca conquista. Charles Orsino è il giovane che il Territorio del Consiglio decide di inviare in Europa come agente segreto; e Lee, una bella ragazza bionda, profonda nelle scienze psicologiche, lo segue. E c'è Martha, la straordinaria fanciulla delle selve dotata della seconda vista e di molti altri strani poteri. Una cupa follia è veramente calata sull'umanità nel momento più critico del suo smarrimento. Leggere questo romanzo vuol dire meditare, approfondire, apprendere; vuol dire soprattutto dare un intenso svago alla mente e allo spirito.

 

Il commissario Spada


 Italia, 1970 / Gian Luigi Gonano e Gianni De Luca

Umano e disponibile, anche se fa di tutto per sembrare brusco e di poche parole, il commissario Spada fa parte del Nucleo di Polizia Criminale (Criminalpol) di Milano ed è stato creato dallo sceneggiatore Gian Luigi Gonano e dal disegnatore
Gianni De Luca, sulle pagine de Il Giornalino, un settimanale cattolico per ragazzi.



Ma ciò non gli ha impedito di vivere avventure ricche di suspense, sempre interessanti e agganciate a una realtà che non trascura i problemi concreti del nostro tempo: dai dirottamenti al drammatico fenomeno della droga. È anche
funzionario dell'Interpol, e come tale agisce in varie parti del mondo dimostrando tutte le sue capacità. Pur svolgendo il suo compito con la grinta e la coscienza di un professionista, il commissario Spada si sente anche un po' missionario ed è
convinto che il criminale non sia un nemico ma un uomo che svolge un'attività illegale nella società.


Continuamente vincolato al suo "mestiere", come lo chiama lui, Spada non parla mai del proprio passato, anche se nella sua vita c'è probabilmente un segreto ricordo che lo tormenta: forse la morte della moglie, che lo ha lasciato solo con un
figlio, un ragazzo di quindici anni di nome Mario, sveglio e intraprendente, talvolta in conflitto con il padre e talvolta al suo fianco, come in una storia ambientata a bordo di un DC-8 e imperniata su un doppio dirottamento.



Nonostante il suo lavoro lo porti spesso lontano da casa, il commissario è molto legato al figlio e cerca di stargli il più possibile vicino aiutandolo anche, di tanto in tanto, a risolvere i suoi problemi personali.

giovedì 12 febbraio 2026

Jan Dix



L'olandese Jan Dix è un investigatore, ma non nel senso classico del ruolo. Non si occupa, infatti, di indagare su omicidi e rapine, quanto di effettuare ricerche, recuperi, acquisizioni e attribuzioni di opere d'Arte, siano esse dipinti, sculture, oggetti o strutture architettoniche.

È un consulente dell'importante Rijksmuseum di Amsterdam, presso il quale lavora Annika, la donna con cui vive da anni una storia d'amore fatta di alti e bassi. È proprio la sua "fidanzata" a coinvolgere Dix in ricerche per il museo che lo portano a viaggiare per tutto il mondo, sulle tracce delle opere o in caccia delle loro origini e dei loro autori: Rembrandt, Vermeer, Van Gogh... Ma anche anonimi e allucinati pittori di "ex voto", scultori primitivi (produttori di totem e immagini animistiche) e macabri allestitori di "wunderkammer".

L'Arte è per lui come un libro tutto da divorare, per approfondire la conoscenza della vera natura dell'uomo. Gli oggetti d'Arte, però, sono anche oggetti di valore venale, quindi suscettibili di furto, trafugamento, falsificazione nello stesso prosaico modo di qualsiasi altro possibile bottino. Jan ha dunque a che fare, per cause di forza maggiore, con ladri, assassini, sequestratori, né più né meno di qualsiasi altro detective e, pur riluttante, si vede costretto anche a sparare per difendersi da uomini senza scrupoli.



 

mercoledì 11 febbraio 2026

Alberto Nepomuceno


Alberto Nepomuceno (Fortaleza, 6 luglio 1864 – Rio de Janeiro, 16 ottobre 1920) è stato un compositore e direttore d'orchestra brasiliano.

Esponente della scuola nazionale brasiliana, svolse un'importante attività culturale e organizzativa: fu direttore dell’Orchestra dei concerti popolari e direttore dell’Instituto Nacional de Mùsica. Compose varie opere di musica teatrale e sinfonica.

La sua formazione musicale è curata dal padre, violinista, organista e maestro di cappella della Cattedrale. Nel 1872 si trasferisce con la famiglia a Recife dove inizia a studiare pianoforte e violino; all’età di 18 anni diventa direttore del Recife Carlos Gomes Club e nel 1883 viene assunto come violinista presso il Teatro “Santa Isabel”.

Dal 1885 Alberto Nepomuceno risiede a Rio de Janeiro dove continua gli studi di pianoforte al Beethoven Club; si avvicina alla politica ed è attivo sostenitore del movimento repubblicano e abolizionista.  Presenta, in quell’anno, in un concerto presso l’Istituto Nazionale di Musica, alcuni brani in portoghese con l’obiettivo di contrastare la convinzione diffusa che quella lingua fosse inadatta al bel canto; inizia quindi, nei confronti della critica e della stampa, una vera e propria battaglia per affermare il nazionalismo nella musica classica, lotta intrapresa anche attraverso l’Associazione Concerto Popolare volta alla promozione dei compositori brasiliani. Nel 1887, l’anno precedente all’abolizione della schiavitù in Brasile, compone Dança Negros, uno dei suoi primi lavori che incorpora elementi etnici; il brano, successivamente rielaborato, orchestrato e rinominato Batuque, costituisce il quarto e ultimo movimento della Série Brasileira.

Negli anni tra il 1888 e il 1894 Alberto Nepomuceno soggiorna in Europa. Studia a Roma con Giovanni Sgambati e a Berlino con Theodor Leschetizky; si trasferisce a Oslo, ospite di Edvard Grieg, che lo incoraggia a fondare una scuola brasiliana di composizione. Diverse opere importanti sono composte in questo periodo. La Suite Antiga, scritta nel 1893 nella residenza di Troldhaugen, è chiaramente modellata sulla Holberg Suite del compositore norvegese; il Terzo Quartetto per archi, sottotitolato Brasileiro e composto a Berlino nel 1890, è probabilmente il primo esempio di melodia popolare brasiliana rielaborata nelle forme classiche del linguaggio romantico dell’Europa centrale.

Ritornato a Rio de Janeiro, Alberto Nepomuceno ottiene una cattedra presso l’Istituto Nazionale di Musica; continua la sua battaglia per la nazionalizzazione della musica classica e per la promozione dei compositori brasiliani. Lascia l’insegnamento nel 1916; nel 1917, al Teatro Comunale di Rio, tiene il suo ultimo concerto. Malato ed emaciato vivrà per altri tre anni.


Compose la sua Série Brasileira (Suite Brasiliana, 1891) mentre studiava con l'amico di Brahms, Heinrich von Herzongenberg, a Berlino. La suite in quattro movimenti è assolutamente deliziosa e, a suo modo, piuttosto originale. Le influenze di Nepomuceno sono evidenti: la rappresentazione dell'alba in montagna nel movimento iniziale sembra ispirarsi alla "Scène aux champs" della Sinfonia fantastica di Berlioz e ai Sussurri nella foresta di Wagner. Eppure la musica guarda anche avanti, e a volte in modi sorprendenti, come a 2'13" con la sua fragrante prefigurazione della pittura sonora dell'alba di Debussy in La mer. Nel terzo movimento, una cadenzata vertigine evoca in modo semplice ed efficace il fascino languido di un pisolino su un'amaca, mentre i ritmi vigorosi e sincopati del Batuque finale – tratti da una danza afrobrasiliana – sono diversi da qualsiasi cosa nella musica europea di quel tempo (il parallelo più vicino potrebbe essere Una notte ai tropici di Gottschalk del 1859).

Theodore R. Cogswell: Il vostro amico Willie


Ai vecchi tempi nessuno avrebbe fatto storie perché Willie McCracken aveva ammazzato un negro, ma non siamo più ai vecchi tempi. Il giudice, mentre ascoltava al ricevitore la voce che gli parlava dal capoluogo, era in un bagno di sudore.
— Non si può impiccare un bianco perché ha sparato a un negro!
— E chi ha parlato d’impiccare? — tuonò l’altro. — Le cose vanno fatte come si deve, ecco tutto. E se ci vogliono due settimane, mettetecele, non cavatevela in mezz’ora!
Docile, il giudice c’impiegò due settimane. Prima ci fu la lunga sfilata dei testimoni a difesa, seguita da quella altrettanto lunga dei testi dell’accusa, mentre la giuria, debitamente istruita in precedenza, sedeva compunta, soddisfatta di non essere al lavoro nei campi sotto il solleone e in più di guadagnare tre dollari al giorno di diaria. Un giovanotto intraprendente era arrivato dalla città per sovrintendere all’andamento generale, col risultato che il processo di Willie McCracken fu un modello di correttezza.
Il Pubblico Ministero, nel formulare l’accusa contro Willie, lasciò in ombra, con molta discrezione, il fatto che il morto, al ritorno dalla Corea, aveva aperto un piccolo garage, sottraendo clienti all’autorimessa di Willie e non rilevò che quest’ultimo, come membro influente dei locali Cavalieri della Spada Fiammeggiante, aveva ingiunto alla vittima di lasciare la città nel giro di una settimana.
I testimoni chiave erano due. Uno era una negra vecchissima e nerissima; l’altro era una bianca, non più tanto giovane come voleva sembrare. La prima era la classica strega, però, a differenza delle consorelle del passato, non solo le era consentito di vivere, ma anche di godere di una certa prosperità. Ben pochi, in quell’aula di tribunale, non avevano fatto ricorso segretamente, in un certo momento della vita, a Zia Hattie. Nella maggior parte dei casi, si trattava di filtri d’amore o di fatture contro il malocchio, ma qualcuno si era rivolto a lei per scopi meno innocenti, ragione per cui la vecchia era trattata con insolito rispetto. Zia

Clayre e Michel Lipman: Il dilemma di nonno Dubois



Benché non fosse ancora mezzogiorno, Nonno Jean Dubois chiuse a chiave e sprangò la porta della polverosa stamperia, poi abbassò le persiane delle finestre. Si avvicinò al banco di incisione, sotto la lampada schermata di verde, e con mano decisa aprì il cassetto. Ne tirò fuori il biglietto da mille dollari, accuratamente sistemato in un nascondiglio che aveva ricavato sul lato posteriore del cassetto.
Mentre esaminava il biglietto con una forte lente, notò che l’inchiostro era finalmente asciutto. Allora sospirò, per l’orgoglio e per la soddisfazione. Conosceva il suo mestiere, nonno Dubois. E quella perfetta contraffazione ne era la prova. La Zecca degli Stati Uniti non faceva niente di meglio. La carta, i fili di seta, la serie di linee sottili e interrotte. Tutto perfetto. Sì, e ne avrebbe potuti fare moltissimi altri, se avesse voluto.
Ma non ne avrebbe fatti altri. Soltanto questo, perché lui era un onesto cittadino americano, rispettosissimo della legge.
Il fatto era che la sua adorata nipotina Annette aveva bisogno del pianoforte. Il pianoforte dalle meravigliose tonalità che avevano ammirato nel negozio di “Musica, Strumenti musicali e Biglietti da visita” del signor Frierly, nella Carondelet Street. Perché Annette era dotata di un talento fuori del comune. Sarebbe arrivata fino alle sale da concerto, così diceva Madame Lausanne, a patto che la bambina avesse un buon strumento sul quale esercitarsi.
Nonno Dubois, che abitava in una stanzetta nella parte posteriore della casa dei genitori di Annette, in St. Char Street, sapeva che loro potevano a malapena pagare le lezioni di musica. Quarant’anni prima, le sue macchine da stampa e i suoi strumenti erano quanto di meglio si potesse importare dalla Francia; ma rivendendoli oggi a New Orleans ne avrebbe ricavato, al massimo, duecento dollari.
Senza contare che lui viveva della sua stamperia. Una vita modesta, a dire la verità, perché chi si cura, oggi, di incisioni ben fatte? Nonno Dubois aveva pensato e ripensato al pianoforte per Annette, fino a farsi venire il mal di testa; alla fine, con l’aiuto di una fotografia, aveva cominciato a lavorare su una lastra d’acciaio.
Il risultato era questo perfetto biglietto da mille dollari. Lo piegò e lo ripiegò diverse volte, poi lo mise nel portafoglio. Aveva già bruciato le prove di stampa sul fornello a gas. Mise la lastra d’acciaio in un bacile di acido, e i suoi occhi scuri, più scuri di quelli di un giovane, fissarono senza battere ciglio la bella incisione che, a poco a poco, si corrodeva e si cancellava. Alla fine si raddrizzò. Era un uomo piccolo, ben piantato, con i capelli bianchi e un paio di arricciolati baffi grigio ferro; il viso bonario e arguto smentiva l’aggressività del suo naso a becco, da francese.
Nonostante tutto, in nonno Dubois c’era un senso di fastidio. Non mancava certo di fiducia nel suo capolavoro, né temeva di venire scoperto. Piuttosto, c’era il fatto che l’intero quartiere – più simile ad una cittadina di provincia che alla parrocchia

lunedì 9 febbraio 2026

Edgar Wallace: Le figlie dell'abisso, n.72



Jim Bartholomew è un giovane manager di una filiale della South Devon Farmers' Bank con una passione per la caccia, i cavalli e un'avversione per la routine. Cosa ha in comune con Margot, la bella signora Markham, e un affascinante americano? E cosa hanno a che fare con questa storia le Figlie della Notte, le tre divinità romane che portavano punizioni ai malvagi? 

domenica 8 febbraio 2026

Progressive Spin, puntata 34, 5 febbraio 2026


Hamasaari - Frames
Syberia - En la foscor una llum que brilla
Major Parkinson - Viva the Apocalypse!
Big Big Train - The Artist
Karnivool - Opal
Wolverine - A Perfect Alignment
The Neal Morse Band - Hurt People


 

sabato 7 febbraio 2026

SNMN, puntata 34, 4 febbraio 2026



Leggero Burnout - You are all Pisellas
Cecilia Quad - Inferno
Zara Broadway - In My Dreams
Woda Woda - Lucifer
The Pop Fish Band - In The Same Place
Fentz - Miles Away
7RI8 - Fallout
Roccuzzo - Ohana
Catluaba - Niente
Pierfrancesco Madeo - Shadow of the Day
Siba - 626
Eduardo De Felice - Amore Unilaterale
Bandeep - Vengo da Marte
Nicola Ferrari - Luce per me
MaDai - Alieni


 

venerdì 6 febbraio 2026

Sam Merwin Jr.: Il futuro che usccide, n.71



E' possibile che esseri inimmaginabili, uomini nostri discendenti del futuro più remoto, vengano verso il passato per modificarlo così che esso influisca sull'avvenire - il loro presente - foggiandolo secondo i loro disegni imperscrutabili? Questa la tesi quanto mai appassionante d'uno dei romanzi più avvincenti di Urania. Il futuro ci manda il suo concreto messaggio di morte. Prima uno studioso di problemi psichici e storici viene trovato ucciso sulle sue carte: gli appunti per un libro ch'egli conta di scrivere per rivelare al mondo la congiura che l'avvenire ordisce ai suoi danni. Poi è la volta di un poeta, suo intimo, che si era ripromesso di continuare l'opera dell'amico assassinato. Poi il rettore di un'università viene rapito... fino a quando il terrore e l'angoscia diverranno la caratteristica d'ogni pagina. Il futuro, vedremo, ha già cominciato a influire sulla storia dell'uomo fin dai tempi d'Archimede, forse fin dall'epoca dell'uomo delle caverne; e il corso degli eventi umani ha preso la direzione che i protagonisti della storia non avrebbero voluto, ma che vogliono le creature imperscrutabili dell'avvenire. Il futuro non solo esiste già contemporaneamente al presente e quindi al passato; ma può uccidere, uccide, anzi, con sottile e paurosa perfidia... Un mistero di fantascienza, questo FUTURO CHE UCCIDE, senza precedenti!