Sandro Pecchiari

Sandro Pecchiari ha pubblicato tre raccolte di poesia: “Verdi anni”, “Le svelte radici” e, in versione bilingue con le Edizioni Samuele di Fanna (PD), “L’imperfezione del diluvio”.
Alcuni suoi lavori, tradotti in albanese, inglese, sloveno e spagnolo, sono apparsi in numerose antologie. Traduce da e in inglese: sue traduzioni dall’inglese sono visibili nel sito della Casa Editrice Caitlin Press. Collabora con le riviste “Traduzionetradizione” (Press Point, Milano) e “L’Almanacco del Ramo d’Oro” (Trieste).


ISTAMBUL

viaggio di sferzate
e paesaggi
trascinati dalle ali

scorza la pelle e gli occhi
in pozzi di sollievo

né parole né abitudini
servono
ma sfide e giochi
che s’impongono
ribelli
e che arano
il mio suono

così solo mi confondo
nel risucchio della gente
quasi un mare

sono solo uno
di quei tanti
che si perde




È propria della poesia non solo la capacità di descrivere in maniera non convenzionale un luogo (alla fine qualunque cosa e situazione, se vogliamo); ma pure quella di far comprendere all’autore stesso e in seconda battuta al lettore, come si possa interagire con quel determinato luogo. Problema più interessante ancora da risolvere, quando il luogo sia a noi straniero; e magari ammantato dall’ovvietà del fascino da dépliant turistico, di cui spesso è vittima una città ponte di culture come Istambul.
Sicché nell’omonima lirica di Sandro Pecchiari, non vi è un solo luogo comune sulla città turca, ma delle brevi, semplici “istruzioni per l’uso”: che, facendo perdere in essa il visitatore, sole gli permetteranno – s’immagina – di comprenderla. Marcando anche al lettore il progressivo avvicinamento: dalla peculiare esperienza di viaggio, all’immersione nell’ambiente urbano (come dire “dal generale al particolare”); ambiente che è prima di tutto, se lo si vuole comprendere, gente e persone fra le quali scomparire.