venerdì 4 maggio 2018

Bruno Cavalieri - Gino Bartali, Due volte campione, sui pedali e nella vita



Del grande campione toscano sono illustrate tutte le vittorie nelle gare nazionali e internazionali; inoltre il suo comportamento a favore degli ebrei perseguitati, di cui circa 800 riuscì a mettere in salvo. Meritò per questo la Medaglia d’Oro al Merito Civile della Repubblica Italiana e la menzione di Giusto tra le Nazioni nel Sacrario delle Vittime dell’Olocausto di Gerusalemme.






Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000) è stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano.
Professionista dal 1934 al 1954, vinse tre Giri d'Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948), oltre a numerose altre corse tra gli anni trenta e cinquanta, tra le quali spiccano quattro Milano-Sanremo e tre Giri di Lombardia. In particolare, la sua vittoria al Tour de France 1948 a detta di molti contribuì ad allentare il clima di tensione sociale in Italia dopo l'attentato a Palmiro Togliatti. Nel 2013 è stato dichiarato Giusto tra le nazioni per la sua attività a favore degli Ebrei durante la Seconda guerra mondiale. 
Costretto a lavorare come riparatore di ruote di biciclette, Gino Bartali, fra il settembre 1943 e il giugno 1944, indossata la divisa della GNR, si è adoperato in favore dei rifugiati ebrei, come membro dell'organizzazione clandestina DELASEM, compiendo numerosi viaggi in bicicletta dalla stazione di Terontola-Cortona fino ad Assisi, trasportando documenti e foto tessere nascosti nei tubi del telaio della bicicletta affinché una stamperia segreta potesse falsificare i documenti necessari alla fuga di ebrei rifugiati, tanto che nel 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì la medaglia d'oro al merito civile per aver salvato «circa 800 cittadini ebrei».
Ricercato dalla polizia, sfollò a Città di Castello, dove rimase cinque mesi, nascosto da parenti e amici.

Grazie alle sue vittorie è inserito nella classifica della Cycling Hall of Fame ed è il secondo degli italiani dopo il rivale Fausto Coppi.
La carriera di Bartali fu notevolmente condizionata dalla seconda guerra mondiale, sopraggiunta proprio nei suoi anni migliori. Soprannominato Ginettaccio, fu grande avversario di Fausto Coppi, di cui era più vecchio di cinque anni. Leggendaria fu la loro rivalità, che divise l'Italia nell'immediato dopoguerra, anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due. Celebre nell'immortalare un'intera epoca sportiva – tanto da entrare nell'immaginario collettivo degli italiani – è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta d'acqua durante l'ascesa al Col du Galibier al Tour de France 1952.

Gerusalemme, 22 aprile 2018
Gino Bartali sarà cittadino onorario di Israele. Ad annunciare l'onore postumo al grande ciclista italiano è stato lo Yad Vashem, il museo della Shoah di Gerusalemme, che già nel 2013 nominò Bartali 'Giusto tra le nazioni' per aver contribuito a salvare centinaia di ebrei durante l'occupazione nazista.
Sotto il sellino della sua bici, in apparenti allenamenti su è giù per l'Italia centrale, Bartali d'accordo con la Curia di Firenze, guidata dall'arcivescovo Elia Dalla Costa, nascondeva documenti essenziali per gli ebrei nascosti.
 All'uomo «campione nello sport» la nomina di cittadino onorario dello stato ebraico sarà consegnata il 2 maggio prossimo in una cerimonia allo Yad Vashem, a due giorni dalla partenza del Giro di Italia 2018 in programma il 4 maggio da Gerusalemme. «La legge sui Giusti tra le Nazioni - ha spiegato il portavoce del Museo, Simmy Allen confermando l'anticipazione del sito 'Pagine ebraiche' - consente a Yad Vashem la prerogativa di conferire anche, in casi particolari, una cittadinanza onoraria di Israele a chi fosse ancora in vita, oppure postuma ai suoi congiunti». Si tratta - ha aggiunto - di una procedura «molto rara» e che «viene usata con il contagocce».
L'ultimo caso che si ricorda a Yad Vashem risale al 2007, undici anni fa. La cerimonia - organizzata secondo Allen insieme all'Ambasciata italiana in Israele e a cui parteciperà anche un rappresentante della famiglia di Bartali - vedrà anche un'esibizione dei ciclisti che parteciperanno al Giro di Italia e subito dopo ci sarà il conferimento della cittadinanza onoraria postuma. Due giorni dopo al via il Giro, dedicato a Bartali: la prima tappa sarà una corsa a cronometro in città, la seconda da Tel Aviv a Haifa e ritorno, la terza fino alla punta estrema di Israele, Eilat, dopo aver percorso il deserto.