Vanda Guaraglia


Vanda Guaraglia è nata a Novi Ligure e vive a Stazzano in provincia di Alessandria.
Ha pubblicato nel 2006 per la casa editrice Il Filo di Roma il volume “Ripercorrendo strade”; nel 2008 con Lietocolle“Le mani del poeta”; nel 2011 “La voce di Psiche” di Animusetanima.
Suoi testi sono inclusi nelle edizioni 1997 e 1998 della “Agenda poetica” e nell’antologia “Poesia Alessandrina” delle Edizioni Joker; nell’Antologia di poesia edita dal comune di Stazzano; in “VerbaAgrestia” e ne “Il segreto delle fragole” 2006 e 2007 edito da LietoColle. Altre antologie sono state “La giusta collera” e “Keffiyeh” CFR edizioni; “Poesia in provincia di Alessandria” e “La festa e la protesta” della Biennale di poesia di Alessandria edita da Puntoacapo.
Collabora con diverse associazioni e gruppi letterari. Suoi testi sono presenti in siti internet
e su riviste: come ad esempio “Gradiva”, “La Clessidra”, “Punto di Vista”, “Lo Specchio della Stampa”, “Hebenon”e “Il Foglio Clandestino”.
  

lasciatemi qui
dove mio padre accendeva il fuoco
e i bambini portavano legna dal bosco

nel semicerchio di queste pietre
frugo la cenere in cerca di ricordi

ho radici aspre e profonde
percorsi di memoria
graffiti sulla roccia e dipinti alle pareti

qui sento ancora le dita nell'argilla
mentre premo una tastiera
certa che ci ritroveremo
e sarà amore il futuro
costruirà nidi sui rami del faggio


Autrice molto attenta al bene e al male nelle dinamiche familiari, Vanda Guaraglia è poetessa la cui produzione è molto parca nella quantità, e molto sintetica nella forma; senza mai pretendere il ricorso a forme chiuse, magari di ascendenza straniera, come testimonia almeno qui da noi la moda “haiku”, che ancora continua.
Ottiene i suoi migliori risultati quando riesce a costruire una scrittura fluida nella sua semplicità, che esalta la ricchezza del sentimento, con immagini che fondono assieme appunto l’esperienza familiare (in particolare il rapporto col padre, proprio come in “lasciatemi qui…”) con una sensibilità profonda e femminile verso la Natura che la circonda.
Da questo punto di vista il suo voler fondersi con l’ambiente, specie se l’ambiente stesso si lega al proprio passato, è visto come ancora di salvezza: sia verso ricordi dei quali l’autrice non può fare a meno, sia verso quelli (nel caso di altre liriche) dai quali, pur essendo negativi, non vuole liberarsi.
Una riflessione quindi sul rapporto personale “scrivente-Natura”, che spesso è stato toccato da altri autori, da che la Poesia è nata; ma che sappiamo essere anche portatore di banalità e ovvietà nello scadimento dello scrivere “ai tempi della Rete”: problema che in questi versi di Vanda Guaraglia è ben lontano dal manifestarsi.