Roberto Bolzoni - Uomini & Soldati


Cominciamo dal titolo: l'ho scelto per sottolineare come chi diviene soldato voglia e debba mantenere la sua identità di uomo.
Nove racconti. 
Il protagonista del 1° è mio nonno Artemio B., chiamato alle armi dopo Caporetto, classe 1898: lui cresciuto in una casa di socialisti,  non vuole uccidere, usa la fionda per colpire il nemico, per mandarlo lontano dal fronte, in ospedale. Poi però quando viene inviato in"missione" fa il suo dovere, cattura 14 prigionieri e riceve una medaglia senza però uccidere nessuno. 
Nei due Frammenti che seguono, uno è dedicato al fratello di Artemio, Carlino, pecora nera della famiglia, che va in Spagna coi Repubblicani, è sconfitto, ripara in Francia e non torna più in Italia. 
Il secondo Frammento riguarda un'antica credenza che una nonna racconta alle nipotine sulla guerra che sta per venire. Le bambine sono davvero impaurite ma la nonna le rassicura: "Ghe sé la Julia, fora de guardia!" che introduce il tema degli Alpini, esercito di popolo, legato alla sua terra. 
Il 3°, appunto, è la storia di un emarginato, un selvaggio calabrese arruolato nel 5° Alpini: un pesce fuor d'acqua che però in Russia, durante la leggendaria Ritirata Alpina compie (quasi) fino in fondo il suo dovere e, non riuscendoci, si porta il peso enorme della Russia, del ricordo di tutto e tutti, nel cuore e vive una vita emarginata, quasi di stenti. 
Nel 4° racconto, il protagonista è un giovane partigiano, Iro, che sulle montagne del parmense combatte la sua lotta di liberazione con quelli che una volta erano suoi compagni di giochi. Amo molto questo racconto, complesso perché  si parla anche di mongoli al soldo tedesco, di tradimenti e di amore "rubato". 
Il 5° si svolge a Modena e racconta di una delatrice che vende ai tedeschi gli ebrei, ma anche di un repubblichino che li protegge.

UOMINI & SOLDATI





Il 6° narra, come ti anticipavo, la storia di un ragazzino che per "salvare l'onore del Paese dopo l'onta dell'8 settembre", si arruola nelle SS tedesche ed è mandato sulla costa romagnola ad "intercettare" commando neozelandesi. 
Il 7° racconto si svolge sempre a MO ed è il resoconto dell'ultimo giorno di guerra, domenica 22 aprile, attraverso gli occhi di un ragazzino, Franco Fontana (il grande fotografo che ha scritto anche l'introduzione al libro). Il racconto, che però secondo me non è il migliore, io propendo per il 4° o il 5°, ha ricevuto un premio dal Fiorino anni fa ed inserito in un'antologia edita, appunto dalla casa editrice. 
L'8° è anche piuttosto buono: racconta il tutti a casa, a fine guerra, dei partigiani. Il protagonista è sempre Iro che insieme ad un gruppetto, prima di consegnare le armi come vogliono gli Alleati, pareggia i conti con un fascista e fucila... la radio con cui il repubblichino imponeva a tutti, dal suo bar, l'ascolto delle mirabolanti vittorie dell'Asse. 
Il 9°, infine, racconta di Glauco che va volontario in guerra e in terra africana è fatto prigioniero e portato in un campo in Sud Africa. Da qui, dopo l'armistizio dell'8 settembre, potrebbe rimpatriare collaborando con gli ex-nemici ma rifiuta per il giuramento dato e finisce per tornare a casa solo dopo 7 anni di prigionia. L'ultima scena è l'incrocio, sul canale di Suez, di due navi, una di prigionieri italiani che tornano in Patria, con una di soldati della Legione Straniera francese che va a combattere in Indocina. La guerra, continua per gli uomini che la vita e gli eventi fanno diventare soldati.

Da ultimo, la mia postfazione in cui racconto il dopo dei protagonisti e rifletto molto brevemente sulle loro vite.