Maria Cristina Buoso

Maria Cristina Buoso è nata e risiede a Rovigo.
Ha scritto fiabe, sceneggiature, copioni, racconti e poesie. 
Ha pubblicato: “Fermoposta”, “L’appuntamento”, “L’incontro - dipinti assassini”, “Il salotto di Lerici”, “Anime”. 
Ha pubblicato numerose  poesie e sillogi. 
Nella sua attività ha partecipato a salotti letterari, ricevuto menzioni e premiazioni varie. 






Armando Lazzarano

Questa storia racconta di come nulla è mai definitivo e per sempre. Un uomo per tutta la vita combatte contro la sua vera natura, soffrendo e cercando di uniformarsi a quello che gli altri si aspettano da lui. Fino a quando un incontro gli apre gli occhi, obbligandolo a prendere coscienza di se stesso e di quello che deve fare per essere finalmente felice. Questa scelta lo porterà a sconvolgere la vita delle persone che lui ama di più, la moglie e la figlia. Tre Anime a confronto con reazioni diverse che attraverso un percorso difficile e doloroso le porterà di nuovo ad essere una famiglia, anche se non più nella versione classica, ma non per questo meno vera e reale. 

Un romanzo non convenzionale questo dell’autrice Maria Cristina Buoso. Mi ha colpito molto il suo essere minimale per quanto riguarda ambientazioni e descrizioni e, allo stesso tempo, in grado di definire le anime, da qui il titolo, dei personaggi coinvolti in questa vicenda. L’autrice propone al lettore riflessioni profonde sulla vita. Un riferimento velato, ma poi neanche troppo, a quella maschera pirandelliana che noi tutti conosciamo. Un viaggio interiore questo Anima che vuole trasportare chi legge all’interno di un mondo nascosto alla vista proprio dalla maschera citata. Ne viene fuori un rapporto burrascoso con l’amore. Quest’ultimo non riferito soltanto all’amore provato verso un altro individuo, qui si parla di amor proprio. A questo punto la Buoso sembra volerci proporre un quesito: siamo davvero disposti a soffrire in silenzio per quello che siamo piuttosto che rivelarci davanti a una società pronta a distruggerci? In questo romanzo è forte la tematica della diversità non accettata dalla società standard in cui viviamo. Frustrazioni, timori e sofferenze trapelano dal modo di fare del protagonista, pronto fino a quanto possibile a proteggere se stesso e chi ama. Ne scaturisce un terremoto familiare che non può far altro che trasformarsi in un terremoto emotivo che vedrà coinvolto tutto il nucleo familiare. Gli attori della vicenda sono messi a dura prova. Si potrebbe azzardare una contrapposizione mitologica tra amore e psiche. Nonostante le buone intenzioni, non si riesce a trovare un punto di congiunzione che permetta a tutti di vivere al meglio la situazione che si è venuta a creare. In definitiva il lavoro della Buoso non può che essere positivo.