mercoledì 24 gennaio 2018

Luigi Francesco Valdrighi - I méš ed l’ân









Il conte dott. Luigi Francesco Valdrighi (Grasulphus de Grasulphi, Putirone Maghinolfi) nacque a Modena il 30 agosto 1827 e morì nella stessa città il 13 aprile 1899. Dal '36 al '46 compì gli studi nel collegio dei Padri Gesuiti di Reggio Emilia, dove apprese e coltivò con particolare frutto la lingua latina, il cui uso gli divenne familiare. I suoi esordi di studioso risalgono al '47-48, quand'egli, appena ventenne, diede alle stampe alcuni articoli 'Sulle Opere Pie modenesi' e collaborò, come musicologo e critico teatrale, al giornaletto 'La Ghirlandina'. Per essere egli rimasto sempre lontano dalla corte austro-estense, ricoprì, nel '59, la carica di 'Delegato alla sicurezza pubblica' nel comune di Formìgine e fu, per molti anni, Commissario di quelle scuole. Divenuto, quindi, segretario e collaboratore della 'Gazzetta di Modena', sostituiva nel '60-'61, Paolo Ferrari e Filippo Canuti nella direzione di quel giornale. Nominato, nel '68, vice-segretario della Biblioteca Estense, si dedicò con passione a quelle ricerche erudite che egli doveva poi sfruttare nelle molte pubblicazioni degli anni susseguenti. Nel '73-'74 diresse, insieme con altri, il giornale politico 'Il Muratori'.
Letterato, storiografo, erudito insigne, fu soprattutto musicologo di grande valore e 'sui generis' (essendosi egli interessato in particolar modo della storia degli strumenti, dei liutai e dei musicisti), ma fu anche facile rimatore e soprattutto buon traduttore in versi, come dimostrano non tanto le poche liriche da lui scritte in lingua e in vernacolo, di strofette o strambotti dedicati ai mesi, quanto invece le sue versioni di classici latini (quali Orazio e Persio, ma specialmente Nemesiano, del quale ultimo tradusse la parte superstite - poco più di trecento versi - del 'Cynegeticon' ).
Fra le molte sue opere di erudizione bisogna ricordare anzitutto la 'Musurgiana', vasta raccolta di studi includente l'opera principale del Nostro, che è la 'Nomocheliurgografia' (ossia: storia della fabbricazione degli strumenti musicali), edita a Modena nell'84; occorre poi ricordare l'incompiuto ma interessantissimo 'Dizionario storico etimologico delle contrade e spazi pubblici di Modena'.
Molte opere del Nostro si possono rintracciare nella raccolta di 'Atti e memorie' edita a cura della locale Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi (v. volumi relativi agli anni 1877-1897 ), di cui il Valdrighi fu socio corrispondente dal '76 ed effettivo dall'84.